Fetch the Bolt Cutters

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Fetch the Bolt Cutters
album in studio
ArtistaFiona Apple
Pubblicazione17 aprile 2020
Durata51:59
Dischi1
Tracce13
GenereRock alternativo[1]
Pop progressivo[2]
Art pop[2]
EtichettaEpic Records
ProduttoreFiona Apple, Amy Aileen Wood, Sebastian Steinberg e Davíd Garza
Registrazioneluglio 2015–marzo 2020
FormatiCD, LP, download digitale, streaming
NoteGrammy Award Miglior album di musica alternativa 2021
Fiona Apple - cronologia
Album precedente
(2012)
Album successivo
Singoli
  1. Shameika
    Pubblicato: 27 aprile 2020

Fetch the Bolt Cutters è il quinto album in studio della cantautrice statunitense Fiona Apple, pubblicato il 17 aprile 2020 dalla Epic Records.

Ai Grammy Awards 2021 il disco è risultato vincitore come miglior album di musica alternativa.[3]

Antefatti e produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, dopo la pubblicazione del suo quarto album The Idler Wheel..., Fiona Apple ha iniziato a concettualizzare un nuovo progetto e a febbraio 2015 è cominciato il processo di scrittura dei brani.[4] Nel luglio successivo, presso lo studio Sonic Ranch, situato nelle zone rurali del Texas, hanno avuto luogo le prime sessioni di registrazione, durate tre settimane, che tuttavia sono spesso risultate improduttive.[5] Si sono poi spostate nella casa stessa della cantante, scelta che ha commentato dicendo che «mi sentivo davvero come se fosse uno strumento in sé, è il microfono: la casa è il microfono, la casa è l'atmosfera, la casa è un membro della band».[6] Sono state registrate lunghe tracce costituite da strumenti che venivano colpiti contro superfici e oggetti; la sua voce non era modificata e l'album ha così sviluppato un suono altamente percussivo. Le sessioni avvenute a casa di Apple sono state in gran parte realizzate con GarageBand.[4][5]

A luglio 2019 è iniziato il mixaggio dell'album.[4] A settembre il processo è rallentato e la cantante ha sviluppato dubbi sul progetto; in questo periodo ne ha parlato per la prima volta in un'intervista con Vulture, spiegando che stava ancora lavorando duramente al suo prossimo album che sarebbe dovuto uscire «un milione di anni» prima ma che sperava di pubblicare nel 2020.[4][7] Nel gennaio 2020 ha riprodotto i mix ai membri della sua band, le cui reazioni positive hanno alleviato le sue preoccupazioni. Quel mese, in un'intervista, ha affermato che il processo dell'album era nelle fasi finali e il 9 marzo ha rivelato di averlo ufficialmente completato.[4][8][9]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 marzo 2020 Apple ha annunciato l'album e il suo titolo tramite un articolo della rivista The New Yorker.[4] All'inizio di aprile è stato reso noto che sarebbe uscito in formato digitale il 17 del medesimo mese; la Epic Records aveva pianificato la sua uscita per l'ottobre successivo, a causa delle limitazioni promozionali dovute alla pandemia di COVID-19.[10] Tuttavia Apple ha voluto renderlo disponibile in anticipo, sia a beneficio degli ascoltatori in quarantena, sia per evitare i suoi impegni con la stampa.[5] I critici musicali hanno notato la tempestività della pubblicazione dell'album durante la pandemia, trovando rilevanza tematica nella sua esplorazione del confinamento e confrontando la solitudine di Apple con le restrizioni di isolamento.[11]

Nessun singolo ha preceduto l'uscita del disco, ma Shameika è stato inviato alle radio adult alternative rock statunitensi il 27 aprile come primo e unico singolo estratto.[12]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'album è ispirato a una frase pronunciata da Gillian Anderson nella serie televisiva The Fall - Caccia al serial killer.[4] È stato paragonato ai lavori di Joni Mitchell, Tom Waits, Nina Simone e Kate Bush.[13] Riguardo all'utilizzo della sua voce nelle canzoni, Fiona Apple ha affermato che «mi diverto con la mia voce, ma non cerco di renderla sempre carina. Non sto cercando di convincere nessuno che sono una cantante. È soltanto un altro strumento».[5]

Nei testi, Apple ha descritto la tematica principale come «non aver paura di parlare», spiegando che «si tratta di evadere da qualsiasi prigione in cui ti sei permesso di vivere».[4] Ha rivelato che scrivere l'album l'ha aiutata a liberarsi dalle idee che aveva di se stessa, «l'intero album, per me, si è trasformato nel mal di testa che avevo e che ora è passato, è come questo battito che ora tutti possiamo condividere».[6] Un altro tema esplorato nel disco riguarda le complesse relazioni sociali della cantante con altre donne, di cui ha sofferto fin da giovane, toccando l'argomento della competizione femminile imposta dalla società.[4][14] Apple ha riassunto la sua idea dicendo di «non permettere agli uomini di metterci l'una contro l'altra o di tenerci separate le une dalle altre in modo che possano prendere il controllo».[5]

La traccia d'apertura, I Want You to Love Me, è stata influenzata dal rapporto di Fiona Apple con lo scrittore Jonathan Ames, nonché da un periodo di meditazione vissuto tra il 2010 e il 2011, allo Spirit Rock Meditation Center in California.[4][15] Shameika prende il nome da una ragazza che ha frequentato la sua stessa scuola media ed è basata su un'esperienza nella quale è stata allontanata da un gruppo di ragazze popolari, dopodiché «è arrivata Shameika, e ha detto, 'Perché stai cercando di sederti con quelle ragazze? Tu hai del potenziale'».[14][15]

La title track è stata registrata quando il progetto aveva già il suo titolo, ed è stata una delle ultime ad essere realizzate. La modella e attrice britannica Cara Delevingne ha fornito voci di sottofondo ed è stata scelta in quanto il suo accento inglese ricordava alla cantante quello del personaggio di Anderson in The Fall - Caccia al serial killer. Il brano cita il singolo di Kate Bush Running Up That Hill e negli ultimi secondi sono stati inseriti abbai dei cani di Apple, Delevingne e Zelda Hallman, coinquilina della cantante.[5][15] Seguono Under the Table, che descrive una cena nella quale ha reagito verbalmente ad un commento offensivo di un ospite, rovinando l'atmosfera della serata, e Relay, dove esprime i suoi risentimenti e rancori.[15]

La traccia successiva, Rack of His, è stata scritta dall'interprete nell'arco di dieci anni, venendo ispirata da due diverse relazioni amorose, così come Newspaper, che ospita voci di supporto da parte della sorella, la cantante di cabaret Maude Maggart.[15] Ladies tratta l'idea di «non lasciare che gli uomini mettano le donne l'una contro l'altra», focalizzandosi sui rapporti tra ex amanti dello stesso uomo.[15] Heavy Balloon, che è stata paragonata all'album di debutto di Apple Tidal, affronta il tema della depressione e il suo testo ha trovato ispirazione dalla serie The Affair - Una relazione pericolosa e da un libro di giardinaggio per bambini.[4][15] Il disco continua con la decima traccia Cosmonauts, originariamente registrata con Jon Brion per la colonna sonora del film Questi sono i 40.[14]

In For Her, Fiona Apple narra la storia di un abuso sessuale e fa riferimento a Brett Kavanaugh, giudice associato della Corte suprema statunitense nonostante le accuse di violenza sessuale che gli sono state rivolte.[4][15] Drumset è stato scritto nel periodo successivo alla rottura della cantate con Ames, durante il quale ha avuto una discussione con la sua band, portandola a pensare che le cose non sarebbero tornate come prima.[4][15] L'album si chiude con On I Go, brano che ha cantato per la prima volta mentre era in prigione a seguito di un arresto del 2012 per possesso di hashish e che è stato accostato alla sperimentazione nei testi dell'hip hop indipendente di fine anni '90.[14][15]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
The A.V. Club[16] A
AllMusic[17]
The Daily Telegraph[18]
The Guardian[19]
The Independent[20]
NME[21]
The Observer[22]
Pitchfork[23] 10/10
Rolling Stone[24]
The Times[25]

Fetch the Bolt Cutters ha ottenuto l'acclamo universale da parte dei critici musicali, molti dei quali lo hanno elevato a classico istantaneo, capolavoro e miglior lavoro di Fiona Apple.[26] Su Metacritic, sito che assegna un punteggio normalizzato su 100 in base a critiche selezionate, l'album ha ottenuto un punteggio medio di 98 basato su diciotto critiche.[27]

L'album è stato premiato da Pitchfork con il primo punteggio perfetto in quasi 10 anni: l'ultimo era stato assegnato nel 2010 a My Beautiful Dark Twisted Fantasy di Kanye West.[28] Neil McCormick del The Daily Telegraph lo ha descritto come «un capolavoro dell'era #MeToo».[18] Judy Berman del Time ha elogiato l'album per il suo «tono colloquiale, manifestato nella voce della Apple e nei testi che creano una rara intimità».[29]

Kitty Empire del The Observer lo ha definito come «uno strano ed eccezionale disco, anche nel contesto di una carriera non comune».[22] Patrick Ryan, scrivendo per USA Today, ha considerato il disco «un capolavoro denso e riccamente poetico di una delle migliori narratrici moderne della musica» con «dichiarazioni nitide e testi evocativi».[30]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Fiona Apple, tranne dove indicato.

  1. I Want You to Love Me – 3:57
  2. Shameika – 4:08
  3. Fetch the Bolt Cutters – 4:58
  4. Under the Table – 3:21
  5. Relay – 4:49
  6. Rack of His – 3:42
  7. Newspaper – 5:32
  8. Ladies – 5:25 (musica: Sebastian Steinberg, Davíd Garza)
  9. Heavy Balloon – 3:26
  10. Cosmonauts – 3:59
  11. For Her – 2:43
  12. Drumset – 2:40
  13. On I Go – 3:09

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Nella Billboard 200 ha debuttato alla 4ª posizione con 44 000 unità, di cui 30 000 sono vendite digitali, 13 000 sono stream-equivalent units, e meno di 1 000 sono track-equivalent units. È diventato il terzo album consecutivo di Fiona Apple a piazzarsi in top ten, conseguendo il suo secondo piazzamento più alto in classifica.[31]

Nella Official Albums Chart britannica ha esordito al 33º posto grazie a 2 191 unità distribuite durante la sua prima settimana, regalando alla cantante il suo miglior posizionamento nel paese.[32]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2020) Posizione
massima
Australia[33] 13
Austria[33] 30
Belgio (Fiandre)[33] 26
Belgio (Vallonia)[33] 101
Canada[34] 10
Germania[35] 20
Irlanda[36] 23
Italia[33] 49
Nuova Zelanda[33] 14
Paesi Bassi[33] 20
Portogallo[33] 4
Regno Unito[37] 33
Stati Uniti[38] 4
Svizzera[33] 11

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Vicky Carmenate, Ram Jams: 'Fetch the Bolt Cutters', su fordhamobserver.com, Fordham Observer. URL consultato il 23 agosto 2020.
  2. ^ a b Silvio Don Pizzica, Fiona Apple – Fetch The Bolt Cutters, su RockAmbula. URL consultato il 23 agosto 2020.
  3. ^ (EN) Fiona Apple Wins Best Alternative Music Album at 2021 Grammys, su Pitchfork. URL consultato l'8 luglio 2021.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Emily Nussbaum, Fiona Apple's Art of Radical Sensitivity, su newyorker.com, The New Yorker. URL consultato il 23 agosto 2020.
  5. ^ a b c d e f (EN) Rachel Handler, Allow Fiona Apple to Reintroduce Herself, su Vulture. URL consultato il 23 agosto 2020.
  6. ^ a b (EN) Alisa Chang, 'Fetch Your Tool Of Liberation': Fiona Apple On Setting Herself Free, su NPR. URL consultato il 23 agosto 2020.
  7. ^ (EN) Rachel Handler, Fiona Apple Is Still Calling Bullshit, su Vulture. URL consultato il 23 agosto 2020.
  8. ^ (EN) Robin Bacior, Fiona Apple says new album will "be done soon", su Consequence. URL consultato il 23 agosto 2020.
  9. ^ (EN) Jackson Langford, Fiona Apple reveals her new album is finished, su nme.com, NME. URL consultato il 23 agosto 2020.
  10. ^ (EN) Evan Minsker, Fiona Apple Releasing New Album Fetch the Bolt Cutters This Month, su Pitchfork. URL consultato il 23 agosto 2020.
  11. ^ (EN) Sam Adams, Fiona Apple reveals her new album is finished, su slate.com, Slate. URL consultato il 23 agosto 2020.
  12. ^ (EN) Kevin Rutherford, Fiona Apple Makes Record-Breaking Return to Radio With 'Shameika', su billboard.com, Billboard. URL consultato il 23 agosto 2020.
  13. ^ (EN) Rob Weinert-Kendt, Fiona Apple's 'Fetch the Bolt Cutters' is the album we need to survive quarantine, su americamagazine.org, America. URL consultato il 23 agosto 2020.
  14. ^ a b c d (EN) Jon Parales, Jon Caramanica, Wesley Morris, Lindsay Zoladz, Fiona Apple Is Back and Unbound: Let's Discuss, su nytimes.com, The New York Times. URL consultato il 23 agosto 2020.
  15. ^ a b c d e f g h i j (EN) Rachel Handler, The Story Behind Every Track on Fetch the Bolt Cutters, su Vulture. URL consultato il 23 agosto 2020.
  16. ^ (EN) Nina Corcoran, With Fetch The Bolt Cutters, Fiona Apple hits a zenith of liberation and experimentation, su The A.V. Club. URL consultato il 23 agosto 2020.
  17. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, Fetch the Bolt Cutters, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 23 agosto 2020.
  18. ^ a b (EN) Neil McCormick, Fiona Apple, Fetch the Bolt Cutters review: a masterpiece for the #MeToo era, su telegraph.co.uk, The Daily Telegraph. URL consultato il 23 agosto 2020.
  19. ^ (EN) Tony Borton-Laura, Fiona Apple: Fiona Apple: Fetch the Bolt Cutters review – a glorious eruption, su theguardian.com, The Guardian. URL consultato il 23 agosto 2020.
  20. ^ (EN) Alexandra Pollard, Fiona Apple, Fetch the Bolt Cutters review: A witty, wonderful album laced with defiance, su independent.co.uk, The Independent. URL consultato il 23 agosto 2020.
  21. ^ (EN) Charlotte Krol, Fiona Apple – 'Fetch The Bolt Cutters' review: an intoxicating listen that will cut deep, su nme.com, NME. URL consultato il 23 agosto 2020.
  22. ^ a b (EN) Kitty Empire, Fiona Apple: Fetch the Bolt Cutters review – a strange, exceptional record, su theguardian.com, The Observer. URL consultato il 23 agosto 2020.
  23. ^ (EN) Jenn Pelly, Fiona Apple: Fetch the Bolt Cutters, su Pitchfork. URL consultato il 23 agosto 2020.
  24. ^ (EN) Claire Shaffer, Fiona Apple's 'Fetch the Bolt Cutters' Is a Triumphant Statement of Self-Discovery and Solidarity, su rollingstone.com, Rolling Stone. URL consultato il 23 agosto 2020.
  25. ^ (EN) Will Hodgkinson, Fiona Apple: Fetch the Bolt Cutters review — she has Kate Bush's poetry and the spirit of Tom Waits, su thetimes.co.uk, The Times. URL consultato il 23 agosto 2020.
  26. ^ (EN) Justin Curto, Critics Agree: Fiona Apple's Fetch the Bolt Cutters Is an Instant Classic, su Vulture. URL consultato il 19 aprile 2020.
  27. ^ (EN) Fetch the Bolt Cutters by Fiona Apple, su metacritic.com, Metacritic. URL consultato il 23 agosto 2020.
  28. ^ (EN) Pitchfork just gave Fiona Apple their first perfect score in almost a decade, su Tone Deaf. URL consultato il 19 aprile 2020.
  29. ^ (EN) Fiona Apple's 'Fetch the Bolt Cutters' Is Raw and Timely, su time.com, Time. URL consultato il 19 aprile 2020.
  30. ^ (EN) Patrick Ryan, Album review: Fiona Apple's 'Fetch the Bolt Cutters' is a blistering, emotional triumph, su usatoday.com, USA Today. URL consultato il 19 aprile 2020.
  31. ^ (EN) Keith Caulfield, DaBaby's 'Blame It on Baby' Bumps The Weeknd to Take No. 1 Spot on Billboard 200 Albums Chart, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 10 maggio 2020.
  32. ^ (EN) James Masterton, Charts analysis: Gerry Cinnamon lands first No.1, su musicweek.com, Music Week. URL consultato il 1º maggio 2020.
  33. ^ a b c d e f g h i (NL) Fiona Apple - Fetch the Bolt Cutters, su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 23 agosto 2020.
  34. ^ (EN) Fiona Apple Chart History - Canadian Albums, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 23 agosto 2020.
  35. ^ (DE) Fiona Apple - Fetch the Bolt Cutters, su offiziellecharts.de, Offizielle Deutsche Charts. URL consultato il 23 agosto 2020.
  36. ^ (EN) DISCOGRAPHY - FIONA APPLE, su irish-charts.com. URL consultato il 23 agosto 2020.
  37. ^ (EN) Fetch the Bolt Cutters - Full Official Chart History, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 23 agosto 2020.
  38. ^ (EN) Fiona Apple Chart History - Billboard 200, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 23 agosto 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica