Festuca arundinacea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Festuca arundinacea
Starr 030603-0006 Festuca arundinacea.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Genere Festuca
Specie F. arundinacea
Nomenclatura binomiale
Festuca arundinacea
Schreb.
Sinonimi

Festuca elatior L.

La Festuca arundinacea (sin. Schedonorus arundinaceus e Lolium arundinaceum) è una specie di monocotiledone della famiglia delle Poaceae comunemente nota come festuca alta. È una specie di graminacea perenne C3 di stagione fresca originaria dell'Europa. È un'importante erba da foraggio in tutta Europa e molte cultivar sono state utilizzate in agricoltura. È anche un'erba ornamentale nei giardini e una pianta per il fitorisanamento.

La cultivar predominante nei pascoli britannici è la S170, una varietà priva di endofiti.[1] Nel suo ambiente nativo europeo, la festuca alta si trova nelle praterie umide, sulle rive dei fiumi e nelle località costiere.[2] La sua distribuzione è un fattore climatico, edafico o di altri attributi ambientali[3]. In Nuova Zelanda, dove è stata introdotta, la specie è particolarmente prolifica nelle paludi salmastre, dove è spesso una parte importante del biota vegetale[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una specie erbacea, a culmo relativamente alto, provvista di lamine fogliari piuttosto appiattite, ristrette e di forma lanceolata. Porta una infiorescenza a spiga.

Prefogliazione: arrotolata
Ligula: membranosa
Auricole: piccole
Collare: suddiviso, largo, può presentare peli
Guaina: suddivisa
Foglia: fortemente solcata, nervatura centrale pronunciata
Habitus: cespitoso
Rizomi: rari e corti
Stoloni: assenti

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La festuca arundinacea venne selezionata ai Kew Garden di Londra (UK)[5]

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Specie microterma, molto utilizzata nella realizzazione di tappeti erbosi poiché tollera caldo, siccità e ombra. Rimane verde tutto l'anno e resiste a molte malattie, sopporta molto bene l'usura ed è molto persistente anche in caso di scarsa manutenzione. È la specie più adatta al clima italiano e predilige suoli fertili, con un pH di 6 - 6,5. Viene spesso usata anche nei campi di calcio.

In campo agronomico riveste un notevole importanza per la produzione di fieno, in quanto specie a rapido essiccamento, seguita da Dactylis glomerata e Phleum pratense.

Tossicologia[modifica | modifica wikitesto]

Nei bovini alimentati per almeno due settimane con F. arundinacea contaminata dalle micotossine prodotte dal fungo Acremonium coenophalium può comparire la sindrome Fescue foot caratterizzata da gangrena secca preceduta da alopecia e cianosi alle estremità (arti, padiglioni auricolari, scroto, coda).

Quando ingerita in notevoli quantità, provoca negli animali manifestazioni di zoppia dovute all'instaurarsi di processi necrotici all'apparato tegumentario degli arti simili a quelli evidenziabili in corso di ergotismo cancrenoso. Questi processi sembrano imputabili a lenta e prolungata vasodilatazione periferica complicata da infezioni secondarie. I fenomeni necrotici si estendono col tempo alla base della coda e nelle regioni auricolari, e si complicano più tardivamente con atassia motoria, deambulazione barcollante, convulsioni che si concludono con il decesso degli animali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D. J. Gibson e J. A. Newman, Festuca arundinacea Schreber ( F. elatior L. ssp. arundinacea (Schreber) Hackel): Festuca arundinacea Schreber, in Journal of Ecology, vol. 89, n. 2, 2001-04, pp. 304–324, DOI:10.1046/j.1365-2745.2001.00561.x. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  2. ^ A.H. Fitter, Flora Europaea, Vol. 5, edited by T.G. Tutin et al. Cambridge UP, £37.50., in Oryx, vol. 15, n. 4, 1980-08, pp. 413–413, DOI:10.1017/s0030605300028982. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  3. ^ Kari Saikkonen, Kentucky 31, Far from Home, in Science, vol. 287, n. 5460, 17 marzo 2000, pp. 1887–1887, DOI:10.1126/science.287.5460.1887a. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  4. ^ Manfred Haacks e Dietbert Thannheiser, The salt-marsh vegetation of New Zealand, in Phytocoenologia, vol. 33, n. 2-3, 1º giugno 2003, pp. 267–288, DOI:10.1127/0340-269x/2003/0033-0267. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  5. ^ M. Cougnon, J. Baert e C. Van Waes, Performance and quality of tall fescue (Festuca arundinaceaSchreb.) and perennial ryegrass (Lolium perenneL.) and mixtures of both species grown with or without white clover (Trifolium repensL.) under cutting management, in Grass and Forage Science, vol. 69, n. 4, 9 dicembre 2013, pp. 666–677, DOI:10.1111/gfs.12102. URL consultato il 26 ottobre 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcato P.S., Patologia sistematica veterinaria, Edagricole, 2002, ISBN 88-506-4656-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 66038 · LCCN (ENsh85132106 · BNF (FRcb14530157f (data) · J9U (ENHE987007558314805171
  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica