Festa del santo patrono

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Processione di San Prospero martire, patrono di Catenanuova, in provincia di Enna, Italia.

La festa del santo patrono è una festività locale in Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia tradizionalmente è consuetudine festeggiare il santo che aveva il ruolo di patrono in una comunità. Nella città patrocinata, la giornata dedicata al santo è celebrata come un giorno festivo. In molti comuni italiani il festeggiamento tradizionale prevede alcune cerimonie pubbliche, processioni, fuochi d'artificio e momenti conviviali. Il giorno festivo varia da comune a comune, in base al santo celebrato.

Festa del patrono a Casarano, in provincia di Lecce, nel 1946.

Nel tentativo di migliorare la produttività generale evitando di far cadere il giorno festivo all'interno della settimana feriale, il governo Monti aveva approvato un decreto legge[1] per far cadere la festività al venerdì o lunedì più vicino. Il decreto demandava alla Presidenza del Consiglio dei ministri di determinare ogni anno (entro il 30 novembre dell'anno precedente) il calendario delle festività locali. Nonostante la conversione in legge[2], la Presidenza del Consiglio non ha mai emanato un decreto in tal senso.

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

La giornata dedicato al santo patrono è da considerarsi festiva e in Italia trova il suo fondamento nei contratti collettivi. Tale riconoscimento non fuoriesce dall'ambito del diritto del lavoro e questo secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale[3] secondo cui è solo per via consuetudinaria che i Comuni considerano giorno festivo la giornata di celebrazione del Santo patrono. Dal punto di vista legislativo l'intesa tra Stato e Santa Sede, cui rinvia l'accordo di Villa Madama[4], vale esclusivamente per la città di Roma. È solo pertanto nei Contratti collettivi che la festività è stata estesa anche al giorno del Santo Patrono anche agli altri comuni, al fine di riconoscere il diritto dei lavoratori subordinati di astenersi dalle prestazioni lavorative pur conservando la retribuzione ordinaria[5]. Essa infatti viene definita "Festività di origine meramente contrattuale" dalla Cassazione[6]. Tale carattere di festività non vale pertanto per gli altri effetti giuridici, come ad esempio l'esclusione dei giorni festivi dal computo dei termini[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, in materia di "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo".
  2. ^ Legge 14 settembre 2011, n. 148, in materia di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari"
  3. ^ Vedi da ultimo Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana N. 261/07 del 12/4 2007 - 485 Reg.Ric. anno 2006
  4. ^ Legge 25 marzo 1985, n. 121, articolo 6, in materia di "Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede"
  5. ^ (Tribunale Milano, 28 settembre 1996).
  6. ^ ( Cass. civ., sez. lav., 23 settembre 1986, n. 5712 )".
  7. ^ Legge 27 luglio 1949, n. 260, poi modificata dalla Legge 31 marzo 1954, n. 90, la quale non prevede la ricorrenza della festa del santo patrono della città. Sull'argomento fanno riferimento anche la sentenza del 26 marzo 2001, n. 1725, della sezione V del Consiglio di Stato e la sentenza del 14 dicembre 1998, n. 12533, della sezione I della Corte Suprema di Cassazione.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]