Ferrovia Centrale Toscana

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Centrale Toscana
Mappa ferr Centrale Toscana.png
InizioEmpoli
FineChiusi
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza152 km
Aperturaa tratte, dal 1849 al 1862
GestoreRFI
Precedenti gestoriCentrale Toscana (1849-1865)
SFR (1865-1885)
SFM (1885-1906)
FS (1906-2001)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazioneno
Ferrovie

La ferrovia Centrale Toscana è una linea ferroviaria italiana che unisce la città di Empoli a Siena fino a congiungersi con la ferrovia Firenze-Roma all'altezza di Chiusi. Il tracciato fra le due città toscane segue le valli del fiume Elsa fino a Poggibonsi e poi del torrente Staggia, risultando essere orograficamente molto conveniente: il tracciato è infatti piano e sostanzialmente rettilineo da Empoli fino a Poggibonsi, risalendo poi con curve ampie e sinuose le colline della Toscana centrale fino a Siena.

Attualmente è gestita da RFI, che la considera linea complementare[1]. È una ferrovia non elettrificata a binario singolo tra Empoli e Granaiolo, a doppio binario tra Granaiolo e Poggibonsi e nuovamente a binario singolo da Poggibonsi fino a Montallese. Il tratto Montallese-Chiusi è l'intersezione Chiusi Nord della ferrovia direttissima Firenze-Roma ed è stato riqualificato durante la costruzione della stessa. Il servizio passeggeri sulla ferrovia Centrale Toscana è svolto da Trenitalia su due direttrici separate: Empoli-Siena e Siena-Chiusi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tratta Inaugurazione
Empoli-Siena 14 ottobre 1849
Siena-Sinalunga 19 settembre 1859
Sinalunga-Torrita 29 ottobre 1860
Torrita-Salarco 20 ottobre 1861
Salarco-Chiusi 24 luglio 1862

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1840 il governatore di Siena Luigi Serristori, che aveva partecipato negli anni precedenti agli studi preliminari per la costruzione della ferrovia Leopolda, si fece promotore della realizzazione di un collegamento ferroviario tra Firenze e Siena.

La realizzazione della "strada ferrata Centrale Toscana", in seguito denominata "ferrovia Centrale Toscana", fu finanziata con capitali privati prevalentemente senesi; l'omonima società concessionaria fu costituita nel 1844 e ottenne la concessione dal Granducato di Toscana il 5 giugno 1845.

Costruzione e apertura della Empoli-Siena[modifica | modifica wikitesto]

I lavori, iniziati nel 1846, furono ultimati in pochi anni e il primo tronco ferroviario Empoli-Siena (64 km) fu inaugurato il 14 ottobre 1849[2]; al momento dell'inaugurazione era però ancora in costruzione la galleria di Montearioso, a poche centinaia di metri dalla stazione di Siena.

Tale galleria, opera ingegneristica di elevato valore tecnico per l'epoca, è lunga 1516 metri e per alcuni anni risultò essere la più lunga galleria d'Italia. Fu scavata tra mille difficoltà in terreni friabili e ricchi di acqua e richiese quattro anni e tre mesi di lavoro, tant'è che la stazione di Siena fu inaugurata solo il 18 settembre 1850. Per un anno, infatti, la stazione terminale della linea fu posta in un edificio provvisorio sito all'imbocco settentrionale della costruenda galleria.

Costruzione e apertura della Siena-Chiusi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1851 la società concessionaria ottenne la concessione per il prolungamento della linea lungo la Val di Chiana[3] e avviò i lavori di progettazione della tratta da Siena a Chiusi. La prima pietra fu posta il 20 maggio 1854: cinque anni dopo, l'11 settembre 1859, fu inaugurata la tratta Siena-Sinalunga (58 km), aperta all'esercizio il 19 settembre[4]. La tratta Sinalunga-Torrita di Siena (7 km) fu aperta il 29 ottobre 1860[2].

Nell'agosto 1861 la società concessionaria ottenne dall'autorità governativa italiana l'autorizzazione a proseguire la Siena-Chiusi verso Orvieto per congiungerla con la Roma-Foligno nei pressi di Orte[5]. Il 20 ottobre 1861 fu aperta la tratta Torrita di Siena-Salarco (6 km)[2]. La stazione del Salarco era situata nei pressi dell'omonimo torrente, in località Sciarti, ad Abbadia di Montepulciano; per superare il torrente fu costruito un ponte di ferro a due luci - da cui il toponimo Ponte di Ferro per indicare il nome del luogo - in prossimità della monumentale cascata in laterizio (La Serra) edificata dall'ingegnere Alessandro Manetti nel 1849, durante i lavori di bonifica della zona. Il caratteristico ponte ottocentesco fu distrutto durante la seconda guerra mondiale, il 30 giugno 1944, dai tedeschi in ritirata[6].

Si scelse di costruire uno scalo ferroviario in piena Val di Chiana per convogliare le produzioni agricole delle tre più importanti fattorie granducali della zona: Abbadia di Montepulciano, Chianacce e Acquaviva di Montepulciano. Il 24 luglio 1862 fu aperta la tratta Salarco-Chiusi (20 km), mentre il 15 dicembre dello stesso anno fu aperta la tratta Chiusi-Ficulle[2]. Nel frattempo vennero inaugurate le stazioni ferroviarie di Torrita di Siena, Sciarti e Acquaviva di Montepulciano.

In un documento ufficiale dell'amministratore della società concessionaria della ferrovia, il senese Policarpo Bandini, si legge che:

«Negli studi primordiali della Sezione Torrita-Chiusi erano state indicate due stazioni intermedie, una nelle vicinanze della Fattoria dell'Abbadia, l'altra in quella del Villaggio di Acquaviva. La Società per la strada ferrata Centrale Toscana rimane autorizzata a costruire ed attivare nel suo interesse, ed a sue spese, rischio e pericolo, una strada di ferro, che dai pressi di Bettolle e Torrita si diriga fino a Chiusi. La linea si muoverà dalla stazione fra Bettolle e Torrita con dirigersi a Chiusi per le tenute dell'Abbadia e dell'Acquaviva. Una stazione di seconda classe sarà aperta in ciascuna di queste tre località.»

L'annuncio dell'inaugurazione delle ultime stazioni sulla tratta Salarco-Chiusi apparve nel Bollettino delle Strade Ferrate e sul giornale Il Monitore Toscano, sul quale venne pubblicata una nota della società concessionaria che annunciava l'apertura della linea dal Salarco a Chiusi il giorno 24 luglio 1862, mentre l'attivazione delle stazioni di Acquaviva di Montepulciano e Ficulle sarebbe avvenuta in un secondo momento. Una coppia di corse, in partenza da Chiusi alle 6:00 e da Siena alle 17:20, veniva utilizzata per il trasporto merci e percorreva la distanza tra le due stazioni in poco meno di tre ore.

Dalle convenzioni del 1865 alle Ferrovie dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge n. 2272 del 14 maggio 1865, che riordinava l'assetto ferroviario del territorio italiano, la società concessionaria della ferrovia Centrale Toscana fu incorporata nella Società per le strade ferrate romane, che assunse la gestione della linea ferroviaria e si occupò del completamento della ferrovia fino a Orte, nonché della costruzione della deviazione da Asciano verso Grosseto, ultimata nel 1872. Il 24 agosto 1867 Giuseppe Garibaldi transitò sulla linea a bordo dell'ultima corsa pomeridiana e, proveniente da Rapolano Terme, fece scalo alla stazione del Salarco, dove lo aspettavano alcuni notabili poliziani che lo accompagnarono in carrozza a Montepulciano[7].

Per alcuni anni la ferrovia ebbe una notevole importanza essendo l'unico collegamento ferroviario esistente tra Roma e il Nord Italia. Tuttavia, a partire dalla metà degli anni Settanta, con la costruzione della ferrovia Tirrenica e della ferrovia Firenze-Roma, la ferrovia Centrale Toscana perse importanza e fu relegata ad un ambito più locale. La linea seguì le vicissitudini della Società per le strade ferrate romane e, con la statalizzazione delle ferrovie italiane, venne riscattata dallo Stato Italiano tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Nel 1885 venne aperta all'esercizio un'altra diramazione della ferrovia Centrale Toscana che collegava Poggibonsi a Colle Val d'Elsa. Era inizialmente previsto che questa diramazione proseguisse fino a raggiungere Volterra e si allacciasse alla ferrovia Cecina-Volterra, ma tale progetto non vide mai la luce.

Il collegamento con la ferrovia Umbro-Aretina[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Settanta del XIX secolo si iniziò a sentire la necessità di velocizzare i collegamenti tra Firenze e Roma e congiungere la ferrovia Centrale Toscana con la ferrovia Umbro-Aretina, che collegava Arezzo a Terni passando per Perugia. Per andare dalla vecchia alla nuova capitale del Regno d'Italia si doveva infatti percorrere una strada molto lunga passante per Bucine, Arezzo, Tuoro sul Trasimeno, Perugia, Foligno e Orte. Per la nuova linea ferroviaria furono presentati undici progetti: il primo di questi prevedeva di deviare la ferrovia Centrale Toscana all'altezza del Salarco, attraversare in diagonale l'intera Val di Chiana da sud-ovest a nord-est e raggiungere la ferrovia Umbro-Aretina presso la località Bastardo, una delle tredici ex fattorie granducali della valle, situata a 7 km a nord di Arezzo.

Tra gli altri progetti in lizza figuravano la tratta Chiusi-Terontola, la Salarco-Castiglion Fiorentino, la Salarco-Olmo, la Acquaviva di Montepulciano-Cortona, la Salarco-Bucine (lunga 36,10 km con un costo preventivato di lire 3.200.000) e la Buoninsegna-Bucine (che deviava la ferrovia Centrale Toscana all'altezza di Rapolano Terme). Nell'agosto del 1871 fu steso il progetto Acquaviva di Montepulciano-Cortona: la nuova linea ferroviaria si sarebbe sviluppata su un percorso di 20 km attraverso le valli del Chiuso e della Selva, con la costruzione di due gallerie (Apparita e Barullo) ed un costo complessivo di lire 2.250.000.

Alla fine la scelta ricadde sul progetto Chiusi-Terontola: il costo della linea ferroviaria che avrebbe unito la stazione di Chiusi a quella di Terontola fu stimato intorno a lire 2.000.000. Nella primavera del 1874 iniziarono i primi lavori di sbancamento, nonostante le polemiche sollevate dai paesi coinvolti nei progetti scartati.

Dopo la statalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Con la statalizzazione delle ferrovie, nel 1905 la gestione della linea passò a Ferrovie dello Stato. Nel 1927 venne ultimata la nuova ferrovia Siena-Grosseto, che a sud della stazione di Siena si separava dalla ferrovia Centrale Toscana e la scavalcava dirigendosi verso meridione e congiungendosi con la ferrovia Asciano-Grosseto all'altezza della stazione di Monte Antico. Tre anni dopo, nel 1930, venne completata la ferrovia Arezzo-Sinalunga, che deviava la ferrovia Centrale Toscana a nord di Sinalunga e raggiungeva la città di Arezzo attraversando la Val di Chiana per 40 km.

Nel 1990 venne attivato il raddoppio del binario nella tratta da Granaiolo a Castelfiorentino, comprendente la nuova fermata di Cambiano[8]. Alcuni anni dopo fu raddoppiata anche la tratta da Castelfiorentino a Certaldo. Nell'autunno 2004 iniziarono i lavori di raddoppio della tratta da Certaldo a Poggibonsi[9], che furono completati il 20 giugno 2006[10]; durante questa fase furono anche eliminati alcuni passaggi a livello e fu rettificato il tracciato.

Il 24 ottobre 2018 la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha confermato l'investimento di 177 milioni di euro per operare un massiccio rinnovamento della linea: entro il 2021 saranno avviati i lavori di raddoppio della tratta Empoli-Granaiolo, mentre l'intero percorso della ferrovia da Empoli a Siena sarà elettrificato.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia è lunga 152 km, è priva di elettrificazione ed è quasi interamente a binario singolo, eccezion fatta per le tratte Granaiolo-Poggibonsi e Montallese-Chiusi, che sono a doppio binario.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
Linea per Firenze
Station on track
316+052 Empoli
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
Linea per Pisa
Stop on track
311+343 Ponte a Elsa
Stop on track
305+514 Granaiolo (inizio doppio binario)
Unknown route-map component "eHST"
302+705 Cambiano * 1990
Station on track
299+803 Castelfiorentino
Station on track
291+194 Certaldo
Stop on track
282+840 Barberino Val d'Elsa
Unknown route-map component "exCONTgq" Unknown route-map component "eABZg+r"
Linea per Colle Val d'Elsa
Station on track
278+183 Poggibonsi-San Gimignano (fine doppio binario)
Unknown route-map component "eHST"
270+754 Staggia Senese
Unknown route-map component "HSTeBHF"
267+275 Castellina in Chianti-Monteriggioni
Unknown route-map component "HSTeBHF"
260+998 Badesse
Enter and exit tunnel
254+564 Galleria Montearioso
Station on track
253+042 Siena 287 m s.l.m.
Unknown route-map component "KRWgl" Unknown route-map component "KRW+r"
251+981 Ex Bivio Madonnina Rossa
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "KRZu" One way rightward
Linea per Grosseto
Station on track
243+328 Arbia 186 m s.l.m.
Station on track
236+410 Castelnuovo Berardenga 216 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
Monte Sante Marie 190 m s.l.m.
Stop on track
223+575 Asciano-Monte Oliveto Maggiore * 1939[11] 224 m s.l.m.
Station on track
221+371 Asciano 251 m s.l.m.
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
Linea per Monte Antico (solo traffico turistico)
Unknown route-map component "eHST"
Serre di Rapolano
Station on track
215+088 Rapolano Terme
Non-passenger station/depot on track
202+485 Rigomagno
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
Linea LFI per Arezzo
Station on track
196+683 Sinalunga
Stop on track
190+346 Torrita di Siena
Unknown route-map component "exCONTr+f" Straight track
Linea per Montepulciano città
Unknown route-map component "exKBHFe" Station on track
182+865 Montepulciano
Straight track Unknown route-map component "CONTl+f"
Linea per Firenze (direttissima)
Unknown route-map component "KRWg+l" Unknown route-map component "KRWgr"
Interconnessione Chiusi Nord
Non-passenger station/depot on track Straight track
173+777 P.M. Montallese (inizio doppio binario)
Unknown route-map component "LSTR+l" Unknown route-map component "KRZu" One way rightward
Unknown route-map component "LSTR" Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
Linea per Firenze
Unknown route-map component "LSTR" Station on track
164+209 Chiusi-Chianciano Terme
Unknown route-map component "KRWg+l" Unknown route-map component "KRWgr"
Interconnessione Chiusi Sud
Unknown route-map component "CONTr+g" Straight track
Linea per Roma (direttissima)
Continuation forward
Linea per Roma

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Siena[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Siena.

Il 25 novembre 1935 fu inaugurata l'attuale stazione di Siena, posta lungo un nuovo tracciato che dall'uscita meridionale della galleria Montearioso seguiva un percorso più a valle della città, a nord della stessa, rispetto al vecchio. L'apertura all'esercizio avvenne a mezzanotte del 28 ottobre precedente, data simbolica per il regime fascista in quanto anniversario della Marcia su Roma; contemporaneamente venne chiuso l'esercizio sia della vecchia stazione, sia del relativo tronco di allacciamento alla linea Empoli-Siena.

La nuova stazione fu progettata dall'architetto Angiolo Mazzoni, già realizzatore di una numerosa serie di edifici pubblici negli anni Venti e Trenta del XX secolo. Il fabbricato viaggiatori, esteriormente rifinito in mattoni e travertino, presenta caratteri architettonici tipici del periodo razionalista. La vecchia stazione di Siena si trovava più vicina alle mura della città e ad una quota più alta: era infatti posta a 312,70 m s.l.m., alla progressiva chilometrica 256+457[12]. Ad oggi il fabbricato viaggiatori è in parte adibito ad abitazione civile e in parte a caserma del Corpo forestale dello Stato.

Stazione del Salarco (Abbadia di Montepulciano)[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori della stazione del Salarco è ancora esistente e versa in condizioni di totale abbandono. Lo si può vedere transitando lungo la strada provinciale Lauretana all'altezza del sottopassaggio dell'attuale linea ferroviaria, in prossimità del bivio per Sciarti, ad Abbadia di Montepulciano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF), su rfi.it. URL consultato il 2 maggio 2008.
  2. ^ a b c d Trenidicarta.it - Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su trenidicarta.it. URL consultato il 14 giugno 2008.
  3. ^ L. Lazzeri, p. 456.
  4. ^ L. Lazzeri, p. 457.
  5. ^ L. Lazzeri, p. 459.
  6. ^ Libro La Casa del Popolo e la Casa del Fascio ad Abbadia di Montepulciano di Alessandro Angiolini
  7. ^ Relazione del prefetto di Siena a Roma del 26 agosto 1867 - Libro La Casa del Popolo e la Casa del Fascio ad Abbadia di Montepulciano di Alessandro Angiolini.
  8. ^ "Notizia flash" in "I Treni Oggi" n. 102 (marzo 1990), p. 6
  9. ^ "Notizia flash" su I Treni n. 264 (novembre 2004), p. 4
  10. ^ Impianti FS, in I Treni, anno XXVII, nº 283, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, luglio 2006, p. 11, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  11. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 65, 1939
  12. ^ dati Rete Mediterranea

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Lazzeri, Siena e il suo territorio, Siena, Istituto dei Sordo-Muti, 1862.
  • Alessandro Angiolini, La Casa del Popolo e la Casa del Fascio ad Abbadia di Montepulciano, I libri di Polis, 2007.
  • Alessandro Angiolini, I treni di una volta. Le vecchie stazioni ferroviarie poliziane: Montepulciano, Gracciano, Fontago, Abbadia e Acquaviva, in Cara Montepulciano, marzo 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]