Ferrovia Canavesana

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Canavesana
Canavesana railway map.JPG
InizioSettimo Torinese
FinePont Canavese
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza38,60 km
Apertura1866 (Settimo–Rivarolo)
1906 (Rivarolo–Pont)
1886 (Rivarolo–Castellamonte)
GestoreGTT
Precedenti gestoriFCC (1866-1933)
FTN (1933-1959)
SATTI (1959-2003)
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3000 V cc (Settimo–Rivarolo dal 2002)
DiramazioniFerrovia Rivarolo–Castellamonte (1887-1986)
Ferrovie

La ferrovia Canavesana è una linea di interesse regionale, gestita dal GTT, che dalla stazione di Settimo, collega vari comuni canavesani.

Realizzata fra Settimo Torinese e Rivarolo Canavese come ippovia e inaugurata ufficialmente nel 1866, la stessa fu prolungata nel 1877 fino a Castellamonte e dotata di una diramazione fino a Pont Canavese nel 1906.

Venuto a decadere il traffico merci e in considerazione di una politica non favorevole al trasporto su rotaia, che portò nel 1986 alla soppressione della tratta Ferrovia Rivarolo-Castellamonte, la linea sopravvive per il solo traffico provinciale/regionale per il collegamento del zona del canavese con l'area torinese, grazie all'inquadramento nel Servizio ferroviario metropolitano di Torino di questo tracciato.

La linea risulta elettrificata fino alla stazione di Rivarolo Canavese, obbligando così i passeggeri al trasbordo su un convoglio diesel per raggiungere la stazione di Pont Canavese. A dicembre 2017 è stato annunciato dalla Regione Piemonte il finanziamento per i lavori di elettrificazione della tratta rimanente per consentire il collegamento diretto tra Pont e Settimo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

San Benigno Canavese in una cartolina di inizio Novecento

L'idea di un collegamento tra il Canavese e la città di Settimo dove già passava dal 1852 la Ferrovia Torino-Milano, ebbe fra i principali promotori il medico rivarolese Carlo Demaria assieme alti esponenti della finanza torinese tra cui concorreranno altri illustri rivarolesi come soci fondatori: il sindaco Giuseppe Recrosio, Giuseppe Chiesa, titolare della manifattura omonima, il misuratore Giuseppe Peronetti, Maurizio Farina, l'impresario Fortunato Pistono ed il notaio Antonio Vallero, intenti ad attuare una politica di miglioramento e di progresso dell'economia piemontese, puntando quindi a incentivare le aree del Canavese.

La soluzione fu quella di pianificare la costruzione di una strada ferrata che collegasse le opulente aree al capoluogo. La costruzione della stessa, avviata dalla Società Anonima della Strada Ferrata del Canavese e fu approvata con atto del notaio Giuseppe Turvano l'11 agosto 1856; la linea fino a Rivarolo, lunga 16 km, con trazione a cavalli e scartamento di 1650 mm, fu inaugurata a tappe fra a partire dal 1856 concludendosi il 20 giugno 1866[1].

Al termine di un periodo caratterizzato da risultati finanziari deludenti, la concessione fu rilevata dall'ingegner Cappuccio, primo proprietario della ferrovia Torino-Ceres cui a sua volta, dopo il fallimento avvenuto nel 1871 subentrò l'imprenditore Reinfeld che nel 1874, su progetto dell'ingegner Gozzano, propose l'adozione della trazione a vapore. Fu la Società Anonima per la Strada Ferrata e le Tranvie del Canavese, poi rinominata Ferrovia Centrale e tranvie del Canavese(FCC), che già eserciva la tranvia Torino-Volpiano, a intraprendere i lavori di ricostruzione in sede propria del tracciato conclusi con solenni festeggiamenti il 1º dicembre 1885 contestualmente all'inaugurazione del prolungamento mediante la tranvia Rivarolo-Cuorgnè. La precedente ippovia venne dunque smantellata[1].

Nel 1887 furono attivati il prolungamento costituito dalla ferrovia Rivarolo-Castellamonte e una diramazione verso Cuorgné nel 1906, quest'ultima mediante un regresso dalla stazione di Rivarolo e in sostituzione della parallela tranvia. Nel 1892 fu stipulata un'importante convenzione con la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, che consentì ai treni della Canavesana di impegnare i binari statali fino a Torino Porta Susa[1].

L'ultima sezione inaugurata fu la Cuorgné-Pont Canavese, nel 1906. La ferrovia contribuì da allora al rapido sviluppo economico e industriale delle zone del Canavese da essa attraversate, attraversando pressoché indenne il periodo della prima guerra mondiale. Il 29 marzo 1933 la società esercente venne fusa con la Società Anonima Ferrovia Torino-Ciriè-Valli di Lanzo, che eserciva la linea Torino-Ceres, dando vita alla nuova società anonima Ferrovie Torino Nord (FTN).

Nel gennaio 1959 la SATTI Società Anonima Torinese Tranvie Intercomunali subentrò alle FTN nella gestione della linea; negli anni ottanta venne costituito un consorzio, denominato TT (Trasporti Torinesi) che riuniva entrambe le società ferroviarie concessionarie delle ferrovie citate (SATTI per la Canavesana, FTC per la Torino-Ceres), il quale fu sciolto all'inizio del 1998[2].

Sempre negli anni ottanta, e precisamente il 17 aprile 1985[3], fu chiusa la Rivarolo-Castellamonte, giudicata dalla Motorizzazione Civile pericolosa per la vicinanza dei binari alla provinciale per Ivrea: i lavori di smantellamento iniziarono nel 1990[4].

Il 1º marzo 2002 venne attivata l'elettrificazione sulla tratta da Settimo Torinese a Rivarolo Canavese[5]. La tratta da Cuorgnè a Pont Canavese fu interrotta nel 2000 a causa di un'alluvione e riattivata dopo ingenti lavori il 7 luglio 2004[6].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Head station
38+560 Pont Canavese 549 m s.l.m.
Small bridge over water
36+180 torrente Orco
Stop on track
36+180 Campore 549 m s.l.m.
Station on track
32+610 Cuorgnè 391 m s.l.m.
Station on track
30+210 Valperga
Stop on track
27+680 Salassa
Station on track
25+880 Favria
Unknown route-map component "d" Straight track Unknown route-map component "exSTR+l" Unknown route-map component "exdCONTfq"
per Castellamonte (* 1887 † 1986)
Straight track Unknown route-map component "KBHFxa"
22+060 Rivarolo (fine elettrificazione)
One way leftward Unknown route-map component "ABZgr"
Stop on track
19+020 Feletto
Station on track
14+740 Bosconero
Small bridge over water
torrente Malone
Stop on track
9+040 San Benigno
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "uexKBHFeq" Station on track
6+980 Volpiano Tranvia Torino-Volpiano(* 1884 † 1931)
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
raccordo raffineria ex-Agip
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A5-Strada europea E612
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A4-Strada europea E64
Unknown route-map component "dCONTgq" Unknown route-map component "KRZu" Unknown route-map component "dCONTfq"
Ferrovia Torino-Milano (alta velocità)
Unknown route-map component "d" Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "dCONTfq"
per Novara/Vervelli
Unknown route-map component "uexSTR+l" Unknown route-map component "emABZg+r"
Unknown route-map component "uexBHF" Station on track
0+000 Settimo Tranvia Torino-Settimo Torinese(* 1884 † 1954)
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "uexSTRr" Continuation forward
per Torino Stura

La ippovia abbandonata il 1º dicembre 1885, con l'inaugurazione del servizio a vapore, vedeva in origine l'utilizzo del sistema di rotaie tipo Luè, premiato con medaglia d'oro all'Esposizione Nazionale del 1861 costituito da rotaie a doppio fungo ancorate a blocchi di pietra mediante staffe di ghisa, caratterizzato dall'assenza di traversine; tale soluzione era stata rimpiazzata, nel proseguimento dell'ippovia da Volpiano a Rivarolo, con rotaia incassata sistema Loubat. L'avvio dell'esercizio a vapore comportò l'adozione del sistema standard con rotaia Vignoles[1].

La ferrovia a binario unico e scartamento normale di 1435 mm, con l'ultima sezione del percorso che risulta più tortuosa, con curva del raggio di 200 metri e pendenze che raggiungono il 18 per mille. La lunghezza complessiva della linea misura 38,558 km[1].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Partita da Pont, la linea si dirige a sud est seguendo il percorso del Torrente Orco e percorre un tratto di circa 8 km fino a Cuorgnè, stazione su cui convergono le autolinee GTT per Ivrea, Castellamonte e Forno Canavese. Proseguendo verso sud si arriva a Rivarolo Canavese, stazione di testa nella quale l'elettrificazione ha imposto di effettuare il cambio convoglio. La ferrovia segue un percorso rettilineo, parallelo alla SS460 per Ceresole Reale fino a Feletto, località dopo la quale il binario devia leggermente a est e attraversa il Medio Canavese fermando a Bosconero e San Benigno Canavese attraversando una tratta caratterizzata da numerosi passaggi a livello. Superato il torrente Malone per mezzo di un ponte in muratura, la ferrovia attraversa Volpiano, comune industriale e agricolo, ultima stazione appartenente all'area del Canavese. Da tale località si dirama dalla linea un raccordo diretto al Deposito Doganale Agip atto ai Servizi ausiliari dei mezzi di trasporto idrocarburi. Oltre Volpiano, la ferrovia raggiunge il capolinea del tracciato a Settimo Torinese, oltre al quale i treni regionali transitano da e per Torino.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

Cessato il traffico merci in conseguenza del declino dell'apparato industriale della zona e della scelta di privilegiare il trasporto su gomma, la ferrovia del Canavese esercita la funzione di sistema di trasporto regionale: il servizio viaggiatori è integrato, a partire dal 9 dicembre 2012 quando fu istituito il Servizio ferroviario metropolitano di Torino[7][8] del quale i treni che percorrono la ferrovia di Pont rappresentano la linea 1 e attraversano il nodo torinese effettuando il capolinea meridionale a stazione di Chieri, sui binari della ferrovia Trofarello-Chieri, completando la maglia di servizi istituiti nel 1997[9].

Il servizio è svolto a cadenza oraria fino a Rivarolo, con poche corse prolungate su Pont, dato che sulla tratta alta della linea vengono prevalentemente effettuate autocorse sostitutive[10].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Alstom TTR, nei pressi di San Benigno

La composizione del parco rotabili impiegato lungo la ferrovia Canavesana rispecchia la storia dell'impianto, caratterizzata dall'unione amministrativa rispetto alla ferrovia Torino-Ceres e all'elettrificazione attivata nel 2002 fino a Rivarolo Canavese.

In conseguenza di tali avvenimenti viene impiegato il tipo Elettrotreno SATTI Y 0530 ex FTC e delle Automotrice ALn 668 provenienti dalle precedenti amministrazioni, così come materiale più moderno attrezzato dall'origine per la circolazione sui binari quali gli elettrotreni Alstom TTR, analoghi alle ALe 501/502 "Minuetto".

Nel corso del 2011 il GTT ha annunciato l'ordinazione di 3 elettrotreni Alstom "Coradia Meridian" ad integrare la flotta di rotabili a trazione elettrica utilizzabili sulla Canavesana[11].

Le automotrici ALn 668 e le relative rimorchiate sono in corso di graduale dismissione[12].

Tipo Classificazione Anno Costruttore Note
Elettrotreni ETR Y0530 001-007 1997 FIAT Ex Ferrovia Torino-Ceres
Elettrotreni TTR 001-010 2005 Alstom Classificazione RFI ALe 501+Le 220+ALe 502 801-810
Elettrotreni TTR 011-020 2009-2010 Alstom Classificazione RFI ALe 501+Le 220+ALe 502 811-819
Automotrici ALn 668 D1-D10 1962 FIAT
Automotrici ALn 668 D11-D12 1980 FIAT
Automotrici ALn 668 M 001-007 1972 FIAT Provenienti dal parco FTC, 5 unità rimodernate nel 2006-2008 come ALn 668.901, 903, 905-907
Rimorchiate Ln 664 R1-R7 1961 FIAT Provenienti dal parco FTC
Rimorchiate Ln 882 R1-R5 1972 FIAT Provenienti dal parco FTC

Rotabili del passato[modifica | modifica wikitesto]

Pont Canavese - stazione ferroviaria - ALn 40

Numerosi furono i rotabili succedutisi nel servizio lungo i binari del Canavese, dapprima con esercizio a trazione a vapore e in seguito costituiti da automotrici a trazione termica e locomotive Diesel dalle caratteristiche peculiari.

All'originaria dotazione di locomotive a vapore di costruzione Henschel si aggiunsero diverse unità provenienti da altre ferrovie in concessione italiane portando in totale a 13 unità la dotazione del parco.

Il parco automotrici si avvalse inizialmente di un gruppo di cinque Automotrice FS ALn 40 acquistate usate dalle FS nel 1943[13], due delle quali noleggiate alla ferrovia Santhià-Biella (unità 001) e alla tranvia Pisa-Pontedera (unità 003)[1]. Le stesse vennero poi sostituite da una consistente fornitura di dieci ALn 668 con relative rimorchiate, in seguito integrata da due unità quasi analoghe.

Fra le locomotive Diesel, oltre a due unità da manovra, spiccava l'unità Diesel-elettrica DE 101, prototipo Fiat-OM del 1965.

La ferrovia Canavesana integrò per alcuni periodi nel proprio parco alcuni rotabili affatto peculiari per le caratterische costruttive finalizzate alla sperimentazione di soluzioni considerate innovative:

  • l'automotrice sperimentale Michelina (dal nome del costruttore francese Michelin) che nel 1932 effettò numerose corse prova e servizi regolari Rivarolo-Pont.
  • l'automotrice in acciaio inossidabile D 51, costruita da Linke Hofmann Busch per un'impresa tedesca nel 1957 ed acquisita dalla SATTI nel 1982. Le frequenti avarie e l'unicità del mezzo ne impedirono l'esercizio regolare[14]. Il rotabile fu infine ceduto nel 2012 all'impresa VPS di Salzgitter[15]
  • l'Automotrice A2n 001 a due piani, prototipo Casaralta-Fiat-CIMT Lorraine

Completavano il parco numerose carrozze e carri merci di vario tipo.

Tipo Classificazione Anno Costruttore Note
Locotender 1-9 1882-1907 Henschel
Locotender 37-38 1926 Breda Acquisite dalle Ferrovie del Sud Est intorno al 1960 e restituite in quanto risultate non idonee alla circolazione[16]
Locotender 312 1914 Reggiane Proveniente dalle Ferrovie del Sud Est
Locotender 321 1911 Borsig Noleggiata dalle Strade Ferrate di Biella
Automotrici ALn 40.001-005 1936 FIAT Acquistate usate dalle FS nel 1943; unità 004 preservata storica
Locomotiva da treno DE 101 1965 FIAT-OM Prototipo Diesel-elettrico
Locomotiva da manovra DI 201 1971 MAK Diesel idraulica tipo G 1100, ceduta alla società SALCEF
Locomotiva da manovra DL 200 1968 ABL Diesel idraulica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f N. Molino, La ferrovia del Canavese, op. cit.
  2. ^ Notizia su I Treni n. 191, marzo 1998, p. 8.
  3. ^ Canavesana in sciopero Molti disagi, in La Stampa-Cronaca di Torino e provincia, 18 aprile 1985, p. 19.
  4. ^ Canavesana, si smantella, in La Stampa-Provincia, 24 gennaio 1990, p. 6.
  5. ^ Canavesana elettrica, in "I Treni" n. 236 (aprile 2002), p. 5.
  6. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 262 (settembre 2004), p. 7
  7. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 270, gennaio 2013, p.6.
  8. ^ Beppe Sinchetto, Servizio ferroviario metropolitano a Torino, in I Treni, n. 358, aprile 2013, pp. 32-34.
  9. ^ Notizia su I Treni n. 186, ottobre 1997, p. 8.
  10. ^ Orario SFM. URL consultato nel maggio 2016.
  11. ^ Notizia su Tutto Treno n. 254, luglio 2011, p. 7.
  12. ^ Photorail Archiviato il 24 giugno 2016 in Internet Archive., URL consultata nel marzo 2013.
  13. ^ Nico Molino, Sergio Pautasso, Le automotrici della prima generazione, Edizioni Elledi, Torino, 1983, ISBN 88-7649-016-7, p. 76
  14. ^ Notizia su I Treni n. 27, febbraio 1983, p. 8.
  15. ^ Notizia su Tutto Treno n. 261, marzo 2012, p. 11
  16. ^ Pietro Marra, Rotaie a Sud Est. Ferrovie da Bari al Capo di Leuca. Da Bastogi, ai Bombrini, ai nostri giorni., PGM, Bagnacavallo (RA), 2014, ISBN 978-88-909824-0-8, p. 199.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • FENIT 1946 1996, Roma, Ed. FENIT, 1996.
  • Massimo Condolo, La Canavesana, rotaie tra le Alpi Graie e l’area metropolitana torinese dall’ippoferrovia al passante ferroviario, Brescia, Fondazione Negri, 2010, ISBN 978-88-89108-21-5.
  • Clara Bertolini, La Canavesana e la Torino-Ceres, CELID, Torino, 1986.
  • Nico Molino, La ferrovia del Canavese, Elledi, 1986. ISBN 88-7649-043-4
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Editrice il Punto, 2002.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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