Ferrovia Arona-Novara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ferrovia Alessandria-Novara-Arona)
Jump to navigation Jump to search
Ferrovia Arona-Novara
Mappa ferrovia Arona-Novara.png
Stati attraversatiItalia Italia
InizioArona
FineNovara
Attivazione1855
GestoreRFI
Precedenti gestoriSFSP (1855-1865)
SFAI (1865-1885)
RM (1885-1905)
FS (1905-2001)
Lunghezza36 km
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3 kV CC
Ferrovie

La ferrovia Arona-Novara è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale che collega la città di Arona, sul Lago Maggiore, a quella di Novara.

La gestione dell'infrastruttura e degli impianti ferroviari è affidata a RFI SpA, società del gruppo Ferrovie dello Stato, che qualifica la linea come complementare[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La linea presso Vignale

La storia della ferrovia Arona-Novara si intreccia con quella della linea Novara-Alessandria: il progetto di una strada ferrata tra Alessandria, Novara e il Lago Maggiore fu concepito nel periodo di massimo fervore costruttivo da parte del Regno di Sardegna che sotto il Ministero Cavour realizzò in poco tempo la linea tra Torino e Genova e quella dalla capitale piemontese a Cuneo. La linea stessa fu pensata come lunga diramazione della Torino-Genova allo scopo di migliorare i collegamenti fra il porto ligure e la Svizzera in concorrenza alla via naturale, di tipo fluviale, garantita dal Ticino[2].

Le Regie Patenti del 1845, con le quali si posero le basi per la costruzione delle strade ferrate degli Stati Sardi, avevano stabilito la possibilità di una linea che si diramasse dalla stazione di Alessandria per giungere in riva al Lago Maggiore. I lavori, di competenza della compagnia statale, iniziarono sul finire degli anni quaranta e procedettero a rilento, in quanto il Piemonte attese per molto tempo una risposta dai cantoni svizzeri per quanto riguardava la costruzione di una galleria sotto il passo del Lucomagno. Da essa sarebbero dipese le future decisioni sull'attestamento della strada ferrata presso il porto di Arona o su un collegamento alternativo diretto a Locarno. Nel 1853, in mancanza di certezze sullo sviluppo della rete svizzera, si optò per terminare la linea presso la città lacuale novarese e di organizzare dei traghetti con la località svizzera[3].

Le prime aperture avvennero nel 1854: il 5 giugno fu la volta del tratto tra stazione di Alessandria e Mortara, Novara fu raggiunta il mese successivo (3 luglio), mentre il tronco fino ad Arona, presso la vecchia stazione lacuale, fu aperto il 14 giugno 1855[4].

L'intera linea Alessandria-Novara-Arona fu inaugurata la successiva domenica del 17 giugno, alla presenza di Cavour, Rattazzi, Durando e Paleocapa. Il re Vittorio Emanuele II, in lutto per la morte del figlio ultimogenito, inviò in sua rappresentanza il Principe di Carignano. In quella giornata, le acque del lago in piena lambivano la ferrovia.[5]

Con la legge 14 maggio 1865, n. 2279, la proprietà delle linee delle Ferrovie dello Stato piemontese, tra cui la Arona-Novara, fu ceduta alla Società per le Ferrovie dell'Alta Italia (SFAI) del gruppo Südbahn[6]. Dieci anni dopo, con il riscatto delle linee di proprietà SFAI stabilito dagli accordi di Basilea, la linea ritornò di proprietà dello Stato italiano, mentre l'esercizio rimase affidato a titolo provvisorio alla società ferroviaria privata[7]. Le Convenzioni del 1885 risolsero la situazione provvisoria riunendo le linee statali ad ovest di Milano all'interno della Rete Mediterranea, affidata in concessione sessantennale alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo[8].

A seguito della statizzazione delle ferrovie (1905) la linea fu poi esercita dalle Ferrovie dello Stato.

L'elettrificazione, a corrente continua e alla tensione di 3 kV, venne attivata il 2 maggio 1960[9]. L'elettrificazione della linea, parte dell'itinerario dalla Svizzera al porto di Genova, venne decisa da una convenzione italo-elvetica per il potenziamento delle linee internazionali stipulata nel 1955[10].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Straight track
da Domodossola
Station on track
100+769 Arona 205 m s.l.m.
Unknown route-map component "ABZglr"
per Santhià / per Milano
Stop on track
97+515 Dormelletto Paese * 1935[11] 227 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Ao"
Autostrada A8/A26 - Strada europea E62
Station on track
92+540 Borgo Ticino 270 m s.l.m.
Stop on track
89+687 Varallo Pombia 292 m s.l.m.
Stop on track
85+151 Marano Ticino 258 m s.l.m.
Unknown route-map component "ABZg+l"
da Luino
Station on track
81+616 Oleggio 235 m s.l.m.
Stop on track
78+121 Bellinzago 216 m s.l.m.
Non-passenger station/depot on track
76+871 P.M. Cameri
Unknown route-map component "ABZg+r"
da Varallo / da Domodossola
Station on track
68+303 Vignale inizio doppio binario 160 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A4 - Strada europea E64
Unknown route-map component "ABZg+r"
da Torino / da Biella
Station on track
65+028 Novara 151 m s.l.m.
Unknown route-map component "ABZgl"
per Alessandria / per Milano

La linea è elettrificata a corrente continua da 3000 V e a scartamento ordinario. È quasi interamente a binario unico, fatta eccezione per il breve tratto fra Vignale e Novara, in comune con le linee da Luino, da Varallo e da Domodossola, che è a doppio binario. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare"[12].

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista del servizio passeggeri, la linea è servita esclusivamente da treni regionali in servizio fra Arona e Novara. È inoltre servita da pesanti treni merci da e per Domodossola e il Timo di Mortara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF), su site.rfi.it. URL consultato il 6 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  2. ^ Maggi (2007),  pp. 33-34.
  3. ^ Zaninelli (1995),  pp. 6-7 e p. 29.
  4. ^ Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it, 1997-2007. URL consultato il 25 maggio 2011.
  5. ^ Alfredo Comandini, L'italia nei cento anni del secolo XIX, Tomo III 1850-1860, Antonio Vallardi Editore, Milano, 1907-1918
  6. ^ Maggi (2007),  p. 119.
  7. ^ Maggi (2007),  pp. 122-123.
  8. ^ Maggi (2007),  pp. 124-125.
  9. ^ Michele Dard, Potenziate le linee al confine elvetico, in Voci della Rotaia, anno III, n. 7-8, luglio-agosto 1960, p. 4.
  10. ^ Renzo Marello, T.E. dalla Svizzera al mare, in Voci della Rotaia, anno III, n. 7-8, luglio-agosto 1960, p. 3.
  11. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 39, 1935.
  12. ^ www.rfi.it, La rete oggi in: Piemonte, su rfi.it. URL consultato il 16 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fascicolo Linea 13 (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana, dicembre 2003. URL consultato il 31 ottobre 2021.
  • Stefano Maggi, Le ferrovie, 2ª ed., Bologna, Il Mulino, 2007, ISBN 978-88-15-12391-6.
  • Sergio Zaninelli, Le ferrovie in Lombardia tra Ottocento e Novecento, Milano, Edizioni Il Polifilo, 1995, ISBN 88-7050-195-7.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte. Dalle origini alla vigilia della seconda guerra mondiale, Torino, Il punto, 1996, ISBN 88-86425-26-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Mappa, su openstreetmap.org.