Ferrari F93 A

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Ferrari F93 A
Ferrari F93A Goodwood 2008.jpg
La Ferrari F93 A di Alesi
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Scuderia Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da John Barnard, Harvey Postlethwaite, George Rayton, Claudio Lombardi
Sostituisce Ferrari F92 A
Sostituita da Ferrari 412 T1
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Materiali compositi, a nido d'ape con fibre di carbonio
Motore Ferrari tipo E2 A - 93, V12, 3.497,96 cc e potenza di 730 CV
Trasmissione Trasversale Ferrari, semiautomico sequenziale a controllo elettronico. 6 marce e retromarcia
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4350 mm
Larghezza 1995 mm
Altezza 995 mm
Passo 2930 mm
Peso 505 kg
Altro
Carburante Agip
Pneumatici Goodyear
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio del Sud Africa 1993
Piloti Francia 27. Jean Alesi
Austria 28. Gerhard Berger
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 0 0 0
Campionati costruttori 0
Campionati piloti 0

La Ferrari F93 A è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel 1993, la quarantesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari. Nata come vettura di transizione in previsione dello sviluppo e del successivo debutto (mai verificatosi) di una nuova monoposto nota come 645, risultò più veloce rispetto alla monoposto dell'anno precedente, ma la scarsa affidabilità non consentì mai ai suoi piloti, Alesi e Berger, di lottare per la vittoria nelle gare.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il grande sviluppo dell'elettronica[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio degli anni novanta la Formula 1 fu investita in maniera massiccia dall'introduzione dell'elettronica nelle monoposto.[1] Se la Ferrari era stata protagonista con l'introduzione del cambio semiautomatico prima e automatico poi, fu la Williams a effettuare gli sviluppi più profondi in questo settore che gli permisero di aumentare in maniera considerevole le sue prestazioni,[1] lottando con Senna per la conquista del titolo nel 1991 e dominando la successiva stagione con Mansell e Riccardo Patrese.

La casa di Grove aveva infatti messo a disposizione dei suoi piloti la Williams FW14B, munita di dispositivi come le sospensioni attive che le avevano permesso di avere un grande vantaggio sulla concorrenza;[1] lo stesso Adrian Newey, che si era occupato della progettazione della veste aerodinamica della monoposto, affermò anni più tardi che senza l'abolizione dell'elettronica nel 1994 la squadra inglese avrebbe potuto dominare il mondiale almeno per un altro anno, tale era il vantaggio accumulato nei confronti dei rivali.[2] La FW14B e la sua erede, la FW15C, sono tuttora ritenute le vetture più tecnologicamente avanzate che abbiano corso in Formula 1, essendo dotate di sospensioni attive, ABS, controllo di trazione, launch control e fly by wire.[3]

Con la F93 A la Ferrari cercò quindi di colmare il divario, introducendo anch'essa i suddetti dispositivi elettronici sulle proprie monoposto.

Sviluppo: il passaggio dalla F92 A alla F93 A[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1992 era stata disastrosa per la Ferrari: la F92 A, vettura dal design rivoluzionario e con diverse soluzioni estreme,[4] si rivelò poco competitiva e difficile da guidare, tanto che il miglior risultato furono due terzi posti ottenuti da Alesi. Durante il corso del campionato, il presidente Montezemolo prese contatti con il progettista John Barnard, che già aveva collaborato con il team italiano nel biennio 1989-1990, offrendogli un contratto a lungo termine nel tentativo di creare un progetto di rilancio della squadra.[5] Per favorire il suo lavoro venne anche creata una struttura deputata allo sviluppo della monoposto dell'anno successivo, il Ferrari Design and Development, con sede in Inghilterra.[6]

L'idea era quella di utilizzare una vettura di transizione per la prima parte della stagione, che comunque si avvalesse dell'elettronica che tanti benefici aveva portato alla Williams, la F93 A per l'appunto, nell'attesa del debutto della 645 disegnata da Barnard.[7] Il progettista inglese ebbe infatti un ruolo marginale nella progettazione della F93 A, in cui si limitò a fornire solo generiche indicazioni.[7] Il cambio dei regolamenti, che preannunciò il bando dell'elettronica per il 1994, indusse però la Ferrari ad abbandonare il progetto della 645 e ad utilizzare la F93 A per tutta la stagione.[6]

Vettura[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le linee avveniristiche viste sulla vettura del 1992, la F93 A adottò soluzioni più convenzionali.

Aerodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista dell'aerodinamica, la vettura mantenne il muso rialzato già sperimentato nel 1992, ma rispetto alla vettura di quell'anno perse le prese d'aria delle pance laterali ovali e staccate dal corpo vettura, che vennero ridisegnate con forma ampia e squadrata.

Telaio e sospensioni[modifica | modifica wikitesto]

La novità tecnica più importante fu rappresentata dall'introduzione, per l'unica volta nella storia su una Ferrari da Formula 1, delle sospensioni attive a controllo elettronico,[8] nella speranza di colmare il distacco dalle altre squadre che già le adottavano. Inoltre, dato il restringimento dell'impronta a terra del battistrada degli pneumatici posteriori (con conseguente minore larghezza complessiva della carreggiata posteriore), in ottemperanza ai nuovi termini del regolamento, si praticò anche una riduzione delle dimensioni della carreggiata anteriore.

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i piloti, in sostituzione di Nicola Larini (che aveva corso le ultime due gare del 1992 ed era poi tornato al suo ruolo di collaudatore) venne ingaggiato Gerhard Berger, che affiancò il confermato Alesi.[5]

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Ferrari F93 A
Ferrari 93A.jpg
Configurazione
Carrozzeria: monoposto Posizione motore: posteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4.350 × 1.995 × 995 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.930 mm Carreggiate: anteriore 1.690 - posteriore 1.605 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio:
Masse / in ordine di marcia: 505 kg
Meccanica
Tipo motore: Ferrari tipo 041 V12 Cilindrata: 3.497,96 cm³
Distribuzione: doppio albero a camme Alimentazione: Iniezione indiretta elettronica digitale Weber-Marelli con doppio iniettore
Prestazioni motore Potenza: 730 CV
Accensione: elettronica Magneti Marelli statica Impianto elettrico:
Frizione: 3 dischi in carbonio Cambio: Ferrari trasversale, 6 marce+retromarcia, semiautomatico a gestione elettronica
Telaio
Corpo vettura materiali compositi, a nido d'ape con fibre di carbonio
Sterzo cremagliera
Sospensioni anteriori: idrauliche, indipendenti, a puntone, con attuatori a controllo elettronico / posteriori: idrauliche, indipendenti, a puntone, con attuatori a controllo elettronico
Freni anteriori: a disco autoventilanti in carbonio / posteriori: a disco autoventilanti in carbonio
Pneumatici Goodyear / Cerchi: 13" BBS
Fonte dei dati: [9]

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

La F93 A venne presentata a Maranello pochi giorni prima del Natale del 1992.[10] Il motivo della data anticipata fu indotto dal desiderio di avere più tempo per lo sviluppo della monoposto, in particolare delle sospensioni attive, che verosimilmente avrebbero potuto causare problemi di affidabilità.[10]

Alla cerimonia, svoltasi in un clima di sobrietà, erano presenti i piloti ufficiali Jean Alesi e Gerhard Berger, il presidente Luca Cordero di Montezemolo e tutto lo staff di tecnici che avevano lavorato alla creazione della vettura: John Barnard, Harvey Postlethwaite, George Rayton e Claudio Lombardi.[7]

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Test[modifica | modifica wikitesto]

Durante i test invernali la vettura si dimostrò alquanto lenta, ottenendo tempi di molto superiori alle monoposto delle squadre di punta, e palesò fin da subito problemi alle sospensioni attive.[11]

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto nel campionato di Formula 1 avvenne al Gran Premio del Sud Africa, il 14 marzo del 1993 e Gerhard Berger riuscì, nell'occasione, a concludere sesto, mentre Alesi fu costretto al ritiro mentre si trovava in zona punti. Le gare seguenti furono avare di risultati e costellate da vari ritiri, causati per lo più da guasti alle sospensioni attive (che sulla carta avrebbero invece dovuto rappresentare un vantaggio).[8] Il primo podio arrivò al Gran Premio di Monaco, grazie al terzo posto di Alesi; Berger replicò il medesimo risultato in Ungheria. Frattanto, nel tentativo di ridare competitività alla squadra, venne assunto come nuovo team manager il francese Jean Todt.

Il miglior risultato della stagione venne conquistato da Alesi, che giunse al secondo posto al Gran Premio d'Italia. Nel campionato mondiale 1993 di Formula 1 la F93 A totalizzò 28 punti (4º posto finale nel campionato costruttori), 12 dei quali conquistati da Berger e 16 da Alesi. Per il terzo anno di fila la Ferrari rimase a secco di vittorie e pole position; come nel 1992, inoltre, non fissò nessun giro veloce in gara.

Risultati completi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1993 F93 A Ferrari Tipo 041 G Alesi Rit 8 Rit Rit Rit 3 Rit Rit 9 7 Rit Rit 2 4 Rit 4 28
Berger 6 Rit Rit Rit 6 14 4 14 Rit 6 3 10 Rit Rit Rit 5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Luca Ferrari, Williams FW15C: la macchina più avanzata mai costruita, formulapassion.it, 7 gennaio 2013. URL consultato il 6 luglio 2015.
  2. ^ Mario Donnini, Memorie di Adrian, autosprint.corrieredellosport.it, 15 gennaio 2013. URL consultato il 6 luglio 2015.
  3. ^ (EN) The changing face of F1 in bbc.co.uk, 12 luglio 2006. URL consultato il 6 luglio 2015.
  4. ^ Acerbi, p.303
  5. ^ a b Corbetta, pp.7-12
  6. ^ a b Carlo Marincovich, Ferrari, stop a Barnard in la Repubblica, 20 febbraio 1993. URL consultato il 6 luglio 2015.
  7. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Ferrari, sotto quel vestito c'è qualcosa che cambia in La Stampa, 24 dicembre 1992. URL consultato il 5 luglio 2015.
  8. ^ a b Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, p.309.
  9. ^ Acerbi, p.308
  10. ^ a b Nestore Morosini, Giancarlo Faletti, " Ferrari brutta e' Ferrari vincente " in Corriere della sera, 24 dicembre 1992. URL consultato il 5 luglio 2015.
  11. ^ Cristiano Chiavegato, Cominciate in Portogallo le prove della nuova monoposto Ferrari, partenza in salita Berger e Alesi sono stati staccati di sei secondi dalla Williams di Prost. Tanti guai di gioventu', soprattutto difficile regolare le sospensioni attive FORMULA 1, 27 gennaio 1993. URL consultato il 3 maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Corbetta, Sinfonia in rosso: Quarant'anni di epopea Ferrari in Formula 1, Ultra, 2014, ISBN 978-88-6776-151-7.
  • Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, ISBN 88-04-51482-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]