Fernando Cortez

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Fernando Cortez
Titolo originale Fernand Cortez
Lingua originale francese
Genere grande opera
Musica Gaspare Spontini
Libretto Victor-Joseph-Étienne de Jouy e Joseph-Alphonse d'Esmenard
Fonti letterarie "La conquête du Mexico", tragedia in tre atti
Atti tre
Prima rappr. 28 novembre 1809
Teatro Opéra, Parigi
Versioni successive
Personaggi

Fernand Cortez, in italiano Fernando Cortez, è una grande opera di Gaspare Spontini su libretto di Victor-Joseph-Étienne de Jouy e Joseph-Alphonse d'Esmenard, debuttante il 28 novembre 1809 all'Opéra di Parigi.

L'opera fu commissionata a Spontini per esaltare la campagna militare francese in Spagna, proprio in quegli anni. L'opera ebbe un discreto successo, ma fu ritirata dopo tredici rappresentazioni, e il compositore la sottopose a delle pesanti revisioni. L'opera debuttò di nuovo all'Opéra di Parigi otto anni dopo, nel 1817. In seguito l'opera ebbe due revisioni, rappresentate entrambe a Berlino e Parigi, nel 1824 e nel 1832.
Nonostante la bellezza della musica, l'opera cadde nel dimenticatoio. Un'importante esecuzione fu nel 1951 al Teatro San Carlo di Napoli, con Renata Tebaldi nel ruolo della protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

In Messico, le truppe di Fernando Cortez vorrebbero ritornare in patria, ma il capitano desiste: l'amato fratello Alvaro è in mano agli spagnoli. Fernando è innamorato della bella Amazily, sorella di Télasco, parente del re Montezuma. Amazily preoccupata annuncia a Fernando un sacrificio orribile con Alvaro come vittima. Intanto arriva un gruppo di messicani guidati da Télasco che annuncia la volontà di vendicarsi dei messicani e consiglia a Fernando di partire. Il capitano rifiuta la proposta, e come riprova della sua decisione dà fuoco alla sua flotta.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

I soldati spagnoli si stanno avvicinando al tempio. Télasco, loro prigioniero, accusa Amazily di tradimento verso la patria. Cortez, intanto annuncia la liberazione di Alvaro, e libera Télasco, tuttavia i messicani vogliono anche la testa di Amazily in cambio del prigioniero. La ragazza accetta il proprio destino, e nuota nel lago fino al tempio. Cortez ordina ai suoi di invadere il tempio.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Nel Tempio del Dio del Male, Alvaro conforta i suoi amici a morire con onore. Giunge Amazily, che si offre come vittima per il sacrificio. Il sacerdote la insulta come traditrice, ma Télasco la difende. Si diffonde la notizia della cattura del re Montezuma, e Télasco parte per liberarlo. Il sacrificio sta per compiersi, ma Fernando giunge in tempo per liberare Amazily. Il tempio viene distrutto, e Télasco li unisce in matrimonio. Le due nazioni sono così rappacificate.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il Fernando Cortez è anche un'opera di Francesco Malipiero. È stata soverchiata dalla più nota opera di Spontini e quasi mai eseguita.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di ottobre 1983 il Centro di Studi Spontiniani (a Majolati Spontini) ha promosso varie rappresentazioni di quest'opera, nel Teatro Pergolesi di Jesi. I protagonisti: il soprano italo argentino Adelaide Negri ed il tenore italiano Carlo Bini. Direttore d'orchestra il maestro Carlo Franci.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ newornamenti

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