Fernando Atzori

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Fernando Atzori
Fernando Atzori.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 158 cm
Peso 51 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi mosca
Società Esercito
Ritirato 7 febbraio 1975
Carriera
Incontri disputati
Totali 52
Vinti (KO) 44 (13)
Persi (KO) 6 (5)
Pareggiati 2
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Oro Tokyo 1964 Pesi mosca
 

Fernando Atzori (Ales, 1º giugno 1942) è un ex pugile italiano, medaglia d'oro nel 1964 alle Olimpiadi di Tokyo e campione europeo dei mosca, dal 1967 al 1973.

Carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

Atzori lascia la Sardegna giovanissimo per trasferirsi a Firenze che diviene la sua città d'adozione. Si avvicina al pugilato nell'Accademia pugilistica fiorentina con il maestro Dino Ciappi[1].

La sua carriera dilettantistica è esaltante: nel 1963 è campione d'Italia nei pesi mosca a Pesaro; Medaglia d'Oro ai Giochi del Mediterraneo a Napoli e campione del Mondo militari a Francoforte. L'anno successivo bissa il titolo italiano e quello mondiale militari a Tunisi e, soprattutto, conquista la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo. Nel torneo olimpico supera ai punti, nei primi tre turni, l'egiziano Mahmoud Mersal, l'australiano Darryl Norwood e l'irlandese John McCafferty, tutti con verdetto unanime. In semifinale e in finale supera lo statunitense Bob Carmody e il polacco Artur Olech, sempre ai punti, sia pure, in entrambi i casi, con il cartellino sfavorevole di un giudice su cinque[2].

Complessivamente, tra i dilettanti, disputa 43 incontri ottenendo 37 vittorie[2].

Carriera da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Debutta tra i professionisti già designato come erede di Salvatore Burruni, anch'egli sardo e proveniente dai pesi mosca[1].

Giunge imbattuto dopo quattordici combattimenti a combattere per la cintura europea contro un antico avversario di Burruni, il francese René Libeer, nel frattempo impadronitosi del titolo e poi dichiarato decaduto. L'incontro, con in palio il titolo vacante, si tiene il 25 gennaio 1967, al Villeurban Stadium di Lione. Il match è durissimo ed equilibrato ma, alla fine, un richiamo ufficiale nei confronti del francese lo decide in favore di Atzori[1] che, ai punti, conquista il titolo europeo dei pesi mosca[2]. Fernando è però costretto a concedere la rivincita all'avversario, il 2 agosto, a Levico Terme. Stavolta, è un verdetto di parità che gli consente di conservare la cintura[2].

Il 15 dicembre 1967, difende il titolo contro lo svizzero Fritz Chervet e lo sconfigge nettamente nella sua tana, a Berna, per KO alla quattordicesima ripresa[2], dopo averlo atterrato quattro volte[1]. A questo punto, Atzori ritiene che sia giunto il momento di combattere oltre oceano ma, il 28 gennaio 1968, a Città del Messico, è punito dal messicano Octavio Gomez e subisce la sua prima sconfitta, per KO alla quarta ripresa[2].

Torna a combattere per il titolo europeo e lo difende contro lo scozzese John McCluskey (vittoria per KO alla quarta ripresa, il 26 giugno 1968 a Napoli[2]) e il campione italiano Franco Sperati (vittoria per KO tecnico alla ripresa il 20 dicembre a Torino[2]). I successi in campo europeo lo stimolano a cercare una notorietà anche a livello mondiale ma è ridimensionato dal filippino Bernabe Villacampo che, sul ring amico di Manila, il 18 gennaio 1969, lo atterra alla settima ripresa sino al conto finale[2]. In seguito, sarà Villacampo a indossare la corona mondiale.

Nonostante l'insuccesso di Manila, prosegue indisturbato il dominio di Atzori a livello continentale: sconfigge uno dopo l'altro il francese Kamara Diop (ai punti, il 3 settembre 1969 a Cosenza[2]), ancora Franco Sperati (il 1º maggio 1970 a Cagliari, per KO alla dodicesima ripresa[2]), lo spagnolo Andres Sainz Romero (il 18 dicembre a Madrid, per KO tecnico alla dodicesima ripresa[2]), ancora lo scozzese McCluskey (ai punti, il 19 marzo 1971 a Zurigo[2]) e il francese Gerard Macrez (ancora ai punti, il 4 agosto 1971 ad Ancona[2]).

Il 3 marzo 1972, Atzori accetta nuovamente di combattere a Berna contro l'ostico svizzero Fritz Chervet. All'undicesima ripresa, indispettito per le scorrettezze dell'avversario - che, a suo dire, gli ha infilato un dito nell'occhio - volta le spalle e abbandona. Lo svizzero gli è subito addosso e continua a colpirlo; ne nasce una rissa, a stento interrotta dagli assistenti dei due pugili[1]. Il verdetto, però, è di KO tecnico a favore di Chervet[2].

Atzori si rimette in fila e, nonostante un'altra sconfitta in Australia, da parte di Henry Nissen[2], viene nuovamente designato dall'EBU a combattere per la cintura europea, nel frattempo lasciata vacante da Chervet per inseguire vanamente una chance mondiale. Il sardo-fiorentino si rimpossessa così della cintura europea il 28 giugno 1973 a Novara, battendo per KO alla dodicesima ripresa il francese Dominique Cesari[2]. Il 26 dicembre successivo, tuttavia, è costretto nuovamente a cedere il titolo al rientrante Chervet, per KO alla settima ripresa, sul ring della Capitale svizzera[2].

Dopo altri tre incontri in tono minore, Atzori si ritira dalla boxe, nel 1975[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
«Olimpiadi di Tokyo. Medaglia d'oro nei pesi mosca di pugilato[3]»
— Roma, 1964

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]