Fenomeno di Internet

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Un fenomeno di Internet (chiamato anche in inglese Internet meme, "meme di Internet") è un'idea, stile o azione che si propaga attraverso Internet, spesso per imitazione, diventando improvvisamente celebre.[1][2]

Il termine meme è usato anche per indicare delle immagini divertenti, ottenute modificando con delle scritte generalmente in font Impact la foto di un meme vero e proprio. In questo modo si dà una sorta di didascalia parodica alla foto originale. Queste immagini sono molto comuni in Social network come Facebook e Instagram. Altri esempi di fenomeni di Internet sono la diffusione di contenuti video, che divengono poi particolarmente famosi in breve tempo tramite catene di contatti, e i cosiddetti selfie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'assenza di confini fisici della rete tende a favorire una rapida diffusione di idee e novità, specialmente se queste hanno contenuti umoristici o bizzarri. In molti casi proprio se il motivo della diffusione è essenzialmente goliardico, la cosa di cui si diffonde la notizia è priva di un reale contenuto; e proprio per questo viene giocosamente ripetuta da chi è a conoscenza del "fenomeno" (spesso generando una distinzione netta fra chi prende parte al fenomeno e chi, non avendo capito di cosa si tratta, non comprende l'importanza, spesso effettivamente nulla, di quello a cui "tutti" alludono).

In genere un fenomeno di Internet tende a perdere visibilità con la stessa velocità con cui la acquisisce; in ogni caso per la natura stessa della rete tracce del "passaggio" del fenomeno tendono a restare sparse nella rete, a disposizione di chi volesse reperirle usando, per esempio, un motore di ricerca. È comunque quasi impossibile valutare accuratamente la popolarità assoluta di un fenomeno di Internet; molti si sviluppano in comunità specifiche e vi rimangono confinati, altri si diffondono in modi trasversali e giungono anche in contesti in cui l'origine stessa del fenomeno appare indecifrabile.

Alcuni suggeriscono che i fenomeni di Internet siano buoni esempi, o almeno buone metafore, delle dinamiche dei memi.

Generi[modifica | modifica wikitesto]

Effetto Streisand[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Effetto Streisand.

È l'effetto per cui un tentativo di censurare o rimuovere una informazione provoca al contrario l'ampia pubblicizzazione dell'informazione stessa. Trae il nome da un caso del 2003 nel quale Barbra Streisand citò in giudizio il fotografo Kenneth Adelman e il sito Pictopia.com nel tentativo di limitare la diffusione di una fotografia aerea della sua villa in California. Il sito web di Adelman ottenne il primato di visite e la foto della villa venne diffusa e ripresa da decine di siti Internet, tanto che è tuttora disponibile e facilmente reperibile con i motori di ricerca.

Persone[modifica | modifica wikitesto]

  • I «Chuck Norris facts» sono delle notizie umoristiche riguardanti Chuck Norris, in cui vengono esaltate in maniera inverosimile alcune sue caratteristiche, come la forza fisica, la mascolinità e la scarsa propensione ad essere contraddetto; esistono interi siti dedicati a tali "fatti", che hanno anche grande diffusione attraverso e-mail. Sulla scia di questi facts ne sono nate altre versioni riferite ad altri personaggi dello spettacolo, anche se in molti casi il fenomeno ha avuto una durata molto più breve: un chiaro esempio è relativo ai facts sulla genialità e l'intelligenza di MacGyver, agente segreto protagonista dell'omonima serie televisiva.
  • Le "colorite" recensioni di videogiochi dello statunitense James D. Rolfe, celebre a causa di The Angry Video Game Nerd, sono diventate in breve un vero e proprio fenomeno, al punto da valere al personaggio notorietà internazionale e perfino interviste televisive.[3][4][5][6]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • La frase «All your base are belong to us», originariamente un errore di traduzione dal giapponese all'inglese tratta dal videogioco Zero Wing per Mega Drive è diventata un fenomeno di Internet con un'ampia diffusione nel mondo dei giocatori di videogiochi.[7]
  • Discorso analogo si può fare per la frase «A winner is you», sgrammaticata schermata di vittoria del videogioco Pro Wrestling per NES che nel linguaggio comune inglese viene usato normalmente così come nel mondo dei videogiochi.
  • Link: The Faces of Evil, videogioco per CD-i, faceva ampio uso di scene di intermezzo a cartone animato. A causa del pessimo doppiaggio e dei disegni di scarsa qualità, questo videogioco è diventato rapidamente oggetto di parodie e di memi. Questo videogioco ha contribuito a dare origine al fenomeno di Internet noto come "YouTube Poop".
  • La frase «Nigga stole my bike», nata presumibilmente da alcuni forum statunitensi tra il 2002 e il 2003, riprende il gioco Punch-Out!!, che ha come protagonista un pugile di nome Little Mac. Nel web ricorre un video che ritrae Little Mac mentre corre dietro al suo allenatore (che è per l'appunto in bici) ed è da ciò che nasce questa frase.

Video[modifica | modifica wikitesto]

Curva dell'interesse della rete per l'Harlem Shake
  • Rickrolling: un tormentone basato sul far credere a utenti di un forum o di un sito web che si stia fornendo un collegamento a un video molto atteso (come l'anteprima di un videogioco o il video promozionale di un film): in realtà il collegamento ipertestuale, opportunamente offuscato, punta solo al video musicale della canzone Never Gonna Give You Up di Rick Astley.
  • Simon's Cat: Simon's Cat è una serie animata nata in modo amatoriale, realizzata in "flash" dall'animatore britannico Simon Tofield e pubblicata su YouTube. Il grande successo ottenuto ha portato l'autore a ricevere il Best Comedy ai British Animation Awards nel 2008, al passaggio di un episodio sulla BBC2 e infine alla pubblicazione del libro di vignette omonimo già tradotto in più lingue e contenente le avventure del gatto e del suo padrone.
  • Badger Badger Badger: animazione tramite Adobe Flash del britannico Jonti Picking del 2003. Il meme si è diffuso tanto da produrre una serie di seguiti e ha portato il sito web dell'autore a essere nominato miglior sito britannico del 2004 per Yahoo! e l'autore stesso a realizzare una serie animata per MTV Europe.
  • Harlem Shake: serie di video di trenta secondi in cui vengono riprese scene quotidiane (persone che fanno azioni quotidiane in una stanza, bagnanti al mare, clienti di un ristorante e così via) nei cui primi quindici secondi una persona estranea balla, eventualmente vestita in maniera strana, eseguendo mosse bizzarre, ignorata dal resto delle comparse. Nella seconda metà del video dopo un taglio di scena tutti gli attori stanno a loro volta ballando, compiendo le azioni più strane. Tutti i video utilizzano come colonna sonora l'omonimo brano del produttore statunitense Baauer.

Paura[modifica | modifica wikitesto]

  • Sono diffusi videogiochi o filmati chiamati Screamers che concentrano su di essi l'attenzione del lettore, consigliano di alzare il volume e di ridimensionarli a tutto schermo. Dopo un inizio calmo e apparentemente "innocuo" compare improvvisamente un primo piano di un'immagine mostruosa (in particolare la bambina dell'esorcista, ma può apparire qualunque demonio, mostro o creatura dall'aspetto spaventoso) accompagnato da un urlo, o da un rumore assordante, per terrorizzare la "vittima" dello scherzo. Vengono definiti «jumpscare». Alcuni esempi sono contenuti nei giochi Scary Maze e The Phantom Castle.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: creepypasta.
  • Creepypasta è un termine anglosassone con cui si indica una particolare forma narrativa diffusa via Internet,[8][9] attraverso forum, reti sociali o siti specializzati. Si tratta di brevi racconti per lo più di genere horror. Molti dei racconti categorizzati come creepypasta derivano da leggende metropolitane preesistenti, mentre altri sono inventati ex novo, ma a differenziarli è la forma con cui viene raccontata: quasi sempre in prima persona.[8] Inoltre spesso i racconti non sono riconducibili a un singolo preciso autore. Racconti di genere horror assimilabili a quelli che in seguito verranno chiamati creepypasta girano su Internet da molti anni, inizialmente diffusi via BBS e successivamente usenet. La maggiore diffusione che hanno avuto in seguito è generalmente attribuita all'imageboard 4chan.[9] Il termine deriva da copypasta, che è un'abbreviazione di copy and paste, tradotto in italiano "copia-incolla", poiché queste storie venivano diffuse proprio grazie ai lettori stessi, che appunto copiavano e incollavano le storie da un sito all'altro. Copy fu sostituito con creepy ("raccapricciante") per evidenziare la particolare natura di queste storie, di cui dei noti esempi Slender Man, Jeff the Killer e The Rake. Molte volte le creepypasta sono parodie horror di fumetti, serie animate o serie televisive (di queste ultime sono raramente basati su episodi perduti mai esistiti). Esiste anche il gamepasta, ovvero una variante creepypasta basata sul mondo videogiochi, come le storie di BEN Drowned, Sonic.EXE e La sindrome di Lavandonia ispirate rispettivamente a The Legend of Zelda: Majora's Mask, Sonic the Hedgehog e Pokémon Rosso e Blu.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: SCP Foundation.
  • SCP Foundation è un tipo di creepypasta che richiede una scrittura creativa incentrata sul soprannaturale pseudo-realistico. Il primo documento SCP creato fu SCP-173 nel 2007 e fu pubblicato su 4chan.

Storie tristi[modifica | modifica wikitesto]

  • Feelpasta è una variante delle creepypasta; queste storie, anziché spaventare, trasmettono emozioni di malinconia attraverso il racconto di eventi tristi.

E-mail[modifica | modifica wikitesto]

  • La facilità e velocità con cui possono essere spedite le e-mail ha reso possibile la diffusione e la crescita esponenziale di catene di sant'Antonio e bufale, che rappresentano una percentuale rilevante dello spam circolante. Le catene di sant'Antonio sono messaggi che si autopropagano via mail, promettendo fortuna a chi le diffonde (e sfortuna a chi non lo fa), o premi in denaro (cosa che ovviamente non avviene mai) o messaggi moraleggianti o storie strappalacrime regolarmente false. Le bufale (in inglese hoax) sono notizie false, completamente inventate oppure originate come distorsioni di notizie vere o incomplete; altre volte ancora si rivelano vere, ma obsolete (come i vari appelli per salvare bambini malati); anche in questo caso il meccanismo per cui sia più facile inoltrare la mail che verificarne la veridicità fa sì che molte bufale abbiano ancora un seguito e una diffusione dopo molti anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kelli S. Burns, Celeb 2.0: how social media foster our fascination with popular culture Santa Barbara, Calif., Praeger/ABC-CLIO, 2009, p. 78 e passim
  2. ^ Nardi Giovanni, Meme Propagation Strategy, 2011, pag. 82-84, Cover Predd Ed.
  3. ^ German interview, geekdiscussions.org.
  4. ^ Disk-One.se Interview (Swedish), Disk-One.se. URL consultato il 2 dicembre 2008.
  5. ^ Ping-in interview (South Korea), ping-in.com. URL consultato il 17 marzo 2008.
  6. ^ Do You Play? (Philippines), ping-in.com. URL consultato il 14 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
  7. ^ Alex Tufty Ashman, All Your Base Are Belong To Us, h2g2, 13 febbraio. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  8. ^ a b Creepypasta su Knowyourmeme.com
  9. ^ a b Urban Dictionary

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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