Feliks Feliksovič Jusupov

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Feliks Feliksovič Jusupov
Prince Felix Yusupov.jpg
Il principe Feliks Jusupov o Yussupov
Principe Jusupov
In carica 1908-1967
Altri titoli conte Sumarokov-Ėl'ston
Nascita San Pietroburgo, 23 marzo 1887
Morte Parigi, 27 settembre 1967
Sepoltura Cimitero Russo di Nostra Signora dell'Assunzione, Parigi
Dinastia Armoiries de la famille Iousoupov (1799).jpg Jusupov
Padre conte Feliks Feliksovič Sumarokov-Ėl'ston
Madre principessa Zinaida Nikolaevna Jusupova
Coniuge principessa Irina Aleksandrovna Romanova
Figli
  • Irina Felixovna Yusupova (1915-1983)
Religione Chiesa ortodossa russa

Feliks Feliksovič Jusupov (in russo: Фéликс Фéликсович Юсýпов?; San Pietroburgo, 23 marzo 1887Parigi, 27 settembre 1967) conte Sumarokov-Ėl'ston, era un aristocratico russo, meglio conosciuto per aver partecipato al complotto che portò alla morte dello starec Grigorij Rasputin, reo di aver influenzato e condizionato la moglie dello zar Nicola II, Aleksandra Fëdorovna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Feliks e Irina nel 1913
Palazzo Jusupov
(San Pietroburgo)
Il principe con il costume di boiardo

Diverse le traslitterazioni dal russo: Yussupov, Yossopov, Iusupov, Youssoupov, Youssoupoff, o come Feliks, Graf Sumarrokow-Elston (граф Сумароков-Эльстон).

Jusupov nacque nell'allora Impero russo; la famiglia della madre, gli Jusupov, discendevano dai Tatari e avevano acquisito nel corso degli anni diversi beni immobiliari in Siberia, traendo notevoli profitti dall’industria mineraria e dal commercio delle pelli. Il padre, il conte Feliks Feliksovič Sumarokov-Ėl'ston (5 ottobre 1859 San Pietroburgo – 10 giugno 1928, Roma), governatore generale di Mosca (1914-1915) e figlio del conte Feliks Nikolaevič Sumarokov-Ėl'ston, in occasione del matrimonio con la principessa Zinaida Nikolaevna Jusupova il 4 aprile 1882, mantenne i cognomi di entrambe le dinastie. L’immensa fortuna della famiglia permise al figlio, avvenente giovane, di devolvere tempo e denaro a lavori caritatevoli e all’aiuto dei più deboli.[1]

Nella sua autobiografia (trad. italiana Dalla Corte all'esilio) Feliks raccontò di aver passato molto tempo con gli zingari e di aver indossato spesso indumenti femminili. Usciva di notte con il fratello maggiore Nicola, e, vestito da donna, partecipava sovente a feste in vari locali di San Pietroburgo, ottenendo lusinghieri consensi, senza essere riconosciuto.[2] Diverse testimonianze lo ritenevano un omosessuale e alcune lettere indirizzate alla famiglia facevano chiaro riferimento ad una sua affettuosa relazione con il granduca Dmitrij Pavlovič Romanov, cugino dello zar.[3][4]

Nel 1908 il fratello maggiore Nicola morì in un duello e il ventenne Feliks ereditò il titolo principesco e l'intero patrimonio della famiglia.[5]

Dal 1909 al 1912 studiò all'Università di Oxford in Inghilterra. Si sposò con la principessa Irina Aleksandrovna Romanova, nipote dello zar (figlia della sorella Xenia), il 22 febbraio 1914, nel palazzo Aničkov di San Pietroburgo. Ebbero un'unica figlia che chiamarono Irina, come la madre.

L'omicidio di Rasputin e gli anni d'esilio[modifica | modifica wikitesto]

L'assassinio di Rasputin avvenne nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 1916 nel palazzo sulla Moika appartenente agli Jusupov. Lo avvelenarono, gli spararono, gettarono il corpo nel fiume Neva, dopo due giorni il cadavere venne a riva e fu bruciato[6]. La famiglia Jusupov fu formalmente arrestata nella loro residenza fuori San Pietroburgo. Feliks riuscì a ritornare al palazzo e prendere alcuni dipinti di Rembrandt e gioielli (tra cui la famosa perla Pelegrina), prima di fuggire con la moglie e la bambina in Crimea, dove, aiutati dal re britannico Giorgio V, salparono sul HMS Marlborough, insieme alla zarina madre Maria Feodorovna (sorella della regina vedova d'Inghilterra Alessandra) e alle due figlie, per Jalta e poi Malta. Attraversata l'Italia, raggiunsero Parigi dove soggiornarono per cinque giorni all'Hôtel Vendôme. Indi raggiunsero Londra. Nel 1920 la coppia ritornò a Parigi e risiedette in Rue Gutenberg, a Boulogne-sur-Seine, dove rimase per il resto della loro vita.[7][8]

Nel 1932 fecero causa alla Metro Goldwyn Mayer per la proiezione del film Rasputin e l'imperatrice, sulla morte di Grigorij Rasputin, ed ottennero un risarcimento di £ 25.000, somma considerevole ai tempi.[9]

Feliks morì a Parigi nel 1967: fu tumulato con la moglie e la madre al Cimitero Russo di Nostra Signora dell'Assunzione a Sainte-Geneviève-des-Bois, nell'Essonne.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia si estinse nella linea maschile: anche Irina ebbe quattro femmine.

  • Principessa Irina Feliksovna Jusupova (21 marzo 1915, San Pietroburgo – 30 agosto 1983, Cormeilles), sposata con il Conte Nikolaj Dmitrievič Šeremetev (28 ottobre 1904, Mosca – 5 febbraio 1979, Parigi), figlio del conte Dmitrij Sergeevič Šeremetev e la contessa Irina Ilarionovna Voroncova-Dachkova discendente da Boris Petrovič Šeremetev;
    • Contessa Ksenija Dmitrievna Šeremeteva (1º marzo 1942, Roma), sposa il 20 giugno 1965 ad Atene Ilias Sfiris (20 agosto 1932)
      • Tatiana Sfiris (28 agosto 1968 Atene), sposata a maggio 1996 con Alexis Giannakoupoulos (1963), divorzia, senza figli; sposa Anthony Vamvakidis:
        • Marilia Vamvakidis (17 luglio 2004)
        • Yasmine Xenia Vamvakidis (7 maggio 2006)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Feliks, della madre Zenaida e della moglie Irina
  1. ^ Yussupov, p. 23
  2. ^ Yusupov, p. 46
  3. ^ Lost Splendor - Felix Yussupov - Chapter X
  4. ^ Yusupov, p. 56
  5. ^ Yusupov, p, 72
  6. ^ Lost Splendor - Felix Yussupov - Chapter XXIII
  7. ^ Cook, p. 197
  8. ^ Yusupov, p. 237
  9. ^ Yusupov, p. 387


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrew Cook, Uccidere Rasputin. Vita e morte di Grigori Rasputin,ed. Settimo Sigillo, Roma 2013.
  • Greg King, The man who killed Rasputin, Citadel Press 1995.
  • Mino Milani, L'assassinio di Rasputin, Mondadori, Milano 1973.
  • Principe Félix Yussupov, Dalla Corte all'esilio, Rizzoli, Milano 1955.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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