Fedrigoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Fedrigoni Group)
Fedrigoni
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1888 a Verona
Fondata daGiuseppe Antonio Fedrigoni
Sede principaleVerona
GruppoBain Capital
Persone chiave
Settoremanifatturiero
Prodotticarta
Fatturato1,05 miliardi di [1] (2016)
Utile netto63,5 milioni di [1] (2016)
Dipendenti2700[1] (2016)
Slogan«Excellence in paper»
Sito web

La Fedrigoni S.p.A. è una società produttrice di prodotti cartacei fondata dalla famiglia Fedrigoni, attiva dal 1717 nell'industria cartaria. L'unico produttore italiano di carta per banconote accreditato dalla Bce per la produzione della carta filogranata dell'euro.[1] Dal dicembre 2017 appartiene al fondo americano Bain Capital.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La storia delle cartiere Fedrigoni iniziò il 17 gennaio 1725 quando Giovanni Fedrigoni acquistò un terreno di 705 pertiche sul torrente Leno nei pressi di Rovereto. Indebitandosi, avviò una cartiera che produceva "carta da scrivere, cartoni sortiti, carta da libro, carta da strazzo".

Trasporto di una caldaia alla cartiera Fedrigoni nel 1888.

La cartiera poi passò di mano, nel 1744, al figlio Marco che ne espanse l'attività ed estinguendo le ipoteche che gravavano su essa. Marco morì nel 1762 lasciando l'azienda nelle mani del nipote Giuseppe. Giuseppe fu affiancato da un socio paritario nella persona di Giovanni Sarcletti. Nel 1806 l'inventario della azienda presentava i dati di 12.412 lire in carta prodotta e 4.593 lire in strumenti di lavoro.

Nel 1815 la cartiera venne venduta a Luigi Jakob che la tenne fino al 1837 quando la chiuse per aprirne un'altra più a valle.

Le cartiere Fedrigoni tornarono ad esistere il 9 gennaio 1888 quando Giuseppe Antonio Fedrigoni costituì una società in accomandita semplice fondando la cartiera di Verona.[2] L'idea alla base del progetto di Giovanni Antonio Fedrigoni fu quella di utilizzare la forza motrice offerta dal canale industriale Camuzzoni che era stato appena realizzato. Fu infatti uno dei primi imprenditori a chiedere di utilizzare le acque del canale. Fedrigoni ottenne l'utilizzo di 10 000 metri quadrati di terreno in località Basso Acquar in cambio di una spesa di 223.300 lire in 29 rate annuali.

Fedrigoni riuscì ad ottenere la costruzione dei macchinari da parte di una delle più prestigiose officine dell'epoca, la Ditta Escher Wiess di Zurigo. All'inizio delle attività la cartiera impiegava circa 60 operai. La macchina continua messa in opera fu poi ben presto affiancata da una seconda.

Gli anni successivi videro le cartiere espandersi notevolmente, assumendo nuovi operai e acquisendo maggior potenza motrice dal canale. Nel 1896 gli operai arrivarono a 147 unità e il volume di carta prodotta passò in un anno da 14 000 quintali a 20 000.

Il 20 ottobre 1910 Giuseppe Antonio Fedrigoni moriva lasciando la gestione dell'impresa ai figli. Nel 1934 e nel 1936 le cartiere si espansero ulteriormente con l'acquisizione di terreni e di forza motrice. Nel 1945 le cartiere di Verona furono distrutte da un bombardamento aereo e ricostruite nel dopoguerra.

L'espansione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 fu aperto il terzo stabilimento ad Arco, provincia di Trento, per la produzione delle prime schede perforate per i computer IBM. Fu anche costituita in Sudafrica la S. A. Acamas Fibreboard & Paper Company ltd che verrà poi ceduta l'anno dopo.

Nel 1987 furono aperte le prime consociate estere per la distribuzione in Germania e in Spagna a cui si aggiunsero quelle in Inghilterra e Francia nel 1993. Sempre nel 1993 fu acquisita la Manter di Girona, in Spagna, per la produzione di carte autoadesive dopo che già da quattro anni è stata inaugurata in Italia Arconvert, una nuova azienda per la produzione delle carte autoadesive

Nel 2002 furono acquistate dal Poligrafico e Zecca dello Stato le cartiere Miliani di Fabriano. "Un atto di coraggio", racconterà l'amministratore delegato Claudio Alfonsi.[3] La carta Fabriano, con 750 anni di storia all'attivo, è parte del patrimonio culturale italiano e ogni anno è scelta da milioni di studenti e artisti in Italia e nel mondo. Attraverso Fabriano Boutique, il Gruppo Fedrigoni produce e commercializza anche prodotti di cartoleria fine venduti tramite 11 boutique monomarca di proprietà. Nel 2004 nacque Fabriano Securities sulla base di un investimento nella ditta Mantegazza, specializzata in sistemi di sicurezza e anti-contraffazione.

Riassetto familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 fu inaugurata Fedrigoni Asia e fu anche aperto lo stabilimento di cartotecnica di Castelraimondo (Fabriano). Quell'anno ci fu inoltre un riassetto familiare con l'uscita di scena di Giuseppe Fedrigoni che cedette il suo 40% e la presidenza al fratello Alessandro.[4] Nel 2009 fu aperto Arconvert Brasil, subito seguito dall'avvio di consociate in Austria e Benelux. Nel gennaio 2011 dalla fusione di Fedrigoni Cartiere, Cartiere Miliani Fabriano e Fabriano Securities nacque Fedrigoni SpA.[5] Alla fine del 2014 la società decise di non farsi quotare alla Borsa di Milano, come aveva pensato in un primo tempo, per il deterioramento dei mercati finanziari[6] e nel 2015 acquisì per 80 milioni di euro l'americana GPA (Gummed Papers of America) con sede a Chicago e per 85 milioni la brasiliana Arjo Wiggins Ltda, unico produttore sudamericano di carta per banconote,[7] poi diventata Fedrigoni Brasil Papers Ltda.

Con 2.700 dipendenti (di cui 1700 in Italia), 13 stabilimenti (9 in Italia, 2 in Spagna e 2 in Brasile), 14 impianti di fabbricazione a macchine continue, 7 impianti di macchine spalmatrici e oltre 13.000 referenze prodotto in catalogo, il Gruppo vende i propri prodotti in oltre 110 Paesi nel mondo. L'estero incide sui ricavi per il 70,1%.[8] Lo stabilimento situato nel Maceratese, a Pioraco, in cui si producevano 70-80 mila tonnellate all'anno di carta pregiata, è stato semidistrutto dal terremoto subendo danni per una decina di milioni. Proprio questo fatto ha interrotto le trattative in corso per la cessione dell'intero Gruppo Fedrigoni a una cordata formata da Edizione della famiglia Benetton e Investindustrial di Carlo Bonomi.[9]

Nell'ottobre 2017 la società ha annunciato di aver perso due commesse importanti: la Bce ha deciso che per la carta moneta non si servirà più dell'Italia perché vuole acquistarla per almeno la metà in Francia e l'India ha deciso di non voler più acquistare all'estero la carta per le banconote ma di voler prodursela in casa.[10] Nel dicembre 2017 la Fedrigoni passa di mano: è ceduta per 650 milioni di euro al fondo americano di private equity Bain Capital. La famiglia Fedrigoni rimane con circa il 10% del capitale.[11]

Il gruppo[modifica | modifica wikitesto]

  • Arconvert
  • Fedrigoni
  • Fabriano Securities
  • Fabriano Boutique
  • Manter
  • Sadipal
  • Fabriano
  • GPA

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Fedrigoni sfonda 1 miliardo di ricavi e punta su vino e banconote, su ilsole24ore.com, 14 aprile 2017. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  2. ^ Fedrigoni, chi siamo, su fedrigoni.com. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  3. ^ Claudio Alfonsi pergolese dell'anno, su cronacheancona.it, 19 marzo 2017. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  4. ^ Fedrigoni, il riassetto familiare non frena i piani di sviluppo, su ricerca.repubblica.it, 2 luglio 2007. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  5. ^ Gruppo Fedrigoni, su fabriano.com. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  6. ^ Fedrigoni, subito shopping. In Borsa taglia raddoppiata, su corriere.it, 5 febbraio 2015. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  7. ^ Fedrigoni scala Arjo Wiggins e diventa leader nella carta moneta in Sudamerica, su repubblica.it, 20 maggio 2015. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  8. ^ Volano i conti del gruppo Fedrigoni, su centropagina.it, 12 aprile 2017. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  9. ^ Fedrigoni Group, il terremoto stoppa la vendita, su centropagina.it, 14 febbraio 2017. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  10. ^ Fedrigoni, dopo il record arrivano gli esuberi, su ladige.it, 7 ottobre 2017. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  11. ^ Fedrigoni passa di mano, su corriere.it, 23 dicembre 2017. URL consultato il 26 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il canale Camuzzoni, Consorzio Canale Camuzzoni, 1991.
  • Redazione de L'Arena, L'Arena e Verona, 140 anni di storia, L'Arena, 2006.
  • Ennio Sandal, Gianfranco Fedrigoni, vita e ricordi... su carta, Stamperia Valdonega, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Aziende Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di aziende