Federico Moro

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Federico Moro

Federico Moro (Padova, 12 febbraio 1959) è uno storico, scrittore e drammaturgo italiano, membro dell'Associazione italiana di cultura classica, della Società italiana di storia militare e dell'Ateneo Veneto di Venezia..

Il suo approccio storiografico cerca di integrare vari segmenti del sapere secondo la linea della teoria della complessità. Analoga l'impostazione delle pagine narrative e drammaturgiche, per cui si può collocare il suo lavoro nell'ambito della narrativa sperimentale e del Teatro d'arte di cui assimila le impostazioni fondamentali[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Padova, si è trasferito poi a Venezia. Nella città lagunare vive e lavora[2].

Laureatosi in Storia Moderna all'Università di Ca' Foscari e specializzatosi in Storia di Venezia, ha sviluppato un organico approccio geostrategico nello studio della Repubblica Serenissima. Questa è analizzata alla luce delle riflessioni dei maggiori pensatori del passato, da Sun Tzu e Sun Pin a Machiavelli e von Clausewitz, da B.H. Liddell Hart ad A.T. Mahan, e del presente come Quiao Liang e Wang Xiangsui. Frutto di tale lavoro è la ricerca delle costanti geopolitiche di lungo periodo alla radice delle vicende non solo veneziane, ma più in generale adriatiche e italiane all'interno delle dimensioni Mediterraneo allargato[3] e Cindoterraneo[4] oltre a numerosi articoli e conferenze in ambiti istituzionali. Nel 2005 è uscita la prima edizione del saggio Venezia in Guerra[5].

L'interesse per tale impostazione[6], comunque, ha prodotto nel 2007 l'uscita della seconda edizione illustrata del saggio,[7], quindi la traduzione in lingua inglese[8] cui è seguita nel 2011 la terza edizione riveduta, corretta e ampliata e la versione e-book della traduzione inglese[9]. Il fortunato libro è stato utilizzato come fonte da Tiziano Scarpa nel suo Stabat Mater, vincitore del Premio Strega e del Premio Mondello nel 2009.

Nel 2008, intanto, era stato pubblicato il saggio Ercole e il Leone[10] dedicato all'ultimo conflitto tutto italiano del Medio Evo[11].

Nel gennaio 2012, è uscito quindi il saggio Angelo Emo, eroe o traditore? sulla figura tragica e dalla morte controversa dell'ultimo grande ammiraglio veneziano, e nel 2013 Eptaneso, quando Venezia diventò Grecia, che affronta le romanzesche vicende dell'Arcipelago delle Sette Isole Ionie all'indomani della caduta della Serenissima, rivelandone l'importanza geostrategica nel quadro del secolare confronto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mondo. Nel 2014 è stato pubblicato Venezia ultima spiaggia, da Focea ai Dardanelli, cinque battaglie per cambiare la Storia, 1649-57, prima ricostruzione di alcune delle fasi decisive della lunga Guerra di Candia e, quasi in contemporanea, il contributo dedicato alla figura di Lazaro Mocenigo dal titolo Una battaglia per la storia: Dardanelli 1657, in Naval History, la Sism ricorda Alberto Santoni nei Quaderni della Società Italiana di Storia Militare. L'anno successivo, 2015, Il sogno di Carraresi, Padova Capitale, 1350-1406, saggio dedicato alle figure dei due più importanti e controversi signori di Padova, Francesco I il Vecchio e Francesco II Novello da Carrara.

Risale al febbraio 2017 Venezia neutrale, la fatale illusione, saggio sugli ultimi cinquant'anni di vita della repubblica Serenissima. Un lavoro di cui Virgilio Ilari, presidente della Società Italiana di Storia Militare ha scritto nell'introduzione " (...) Abbiamo di fronte, quindi, un testo che non racconta solo cosa accadde alla Serenissima dalla seconda metà del Settecento alla caduta, bensì s'interroga sulla lezione per il presente di quegli avvenimenti. Trasformandoli in caso di studio." Subito dopo, il contributo I veneziani a Ravenna, in Quaderni Romagnoli-Libro Aperto, ricostruzione di ragioni e modalità dell'acquisizione della città romagnola da parte della Serenissima alla metà del Quattrocento. Nel 2018 pubblica il primo di una serie di dieci volumi imperniati sui concetti di Mediterraneo allargato e Cindoterraneo: Venezia e la guerra in Dalmazia, 1644-49 è un viaggio sino agli inizi della Guerra di Candia vista dall'angolatura di un fronte dimenticato che avrebbe, invece, potuto diventare fondamentale. Non solo, esamina le conseguenze di lungo periodo del mutamento etnico avvenuto proprio in quel periodo sulla sponda orientale adriatica. A luglio del 2018 esce il secondo volume della serie, Venezia alla conquista di un impero, Costantinopoli 1202-04, incentrato sulle vicende della Quarta Crociata vista non solo come momento di fondazione della potenza veneziana, ma anche quale dimostrazione sintetica delle costanti in azione lungo l'asse adriatico-egeo. Un testo sotto molti aspetti inusuale anche perché rivede su base documentale la consistenza numerica dei contingenti veneziano e crociato e, in virtù dei nuovi dati, rovescia la tradizionale interpretazione sui rapporti veneto-franchi.

La ricerca di nuovi contenuti letterari aveva intanto prodotto il noir Donne all'asta nel 2002[12] e la cosiddetta trilogia di Nerka dei romanzi storici e magico/esoterici La voce della Dea del 2003[13], La custode dei segreti del 2005[14] e Il fulmine e il ciclamoro del 2007, nonché Flagellum Dei? del 2008, dove l'elemento misterico diventava centrale.[15] Nel 2012 viene pubblicato il romanzo Il coraggio degli Antichi Veneti che conclude idealmente il lungo percorso narrativo dal Veneto Antico a Venezia. Nel 2004 era uscita la raccolta di racconti Storie a pelo d'acqua, viaggio nell'immaginario liquido della laguna[16], e nel 2005 un secondo noir L’Oro e l’Argento, di ambientazione contemporanea[17].

Dalla ricerca teatrale sono usciti gli spettacolo Torcello seconda parte di Fra Terra e Acqua del 2005, mentre nel 2010 viene messa in scena l'opera più completa Giganti, viaggio in Utopia, in cui Venezia è presentata come un'anziana signora con problemi di salute e un'eredità cospicua che alcuni vogliono dilapidare e altri conservare. La sfida è aperta e solo dei Giganti la possono affrontare, vale a dire gli stessi che al momento della fondazione hanno immaginato e costruito la straordinaria follia anfibia della pietra sull'acqua diventata utopia dell'umanità. Giganti sono quanti accettano la sfida della destabilizzazione provocata dall'incontro con lo sconosciuto, la trasformazione, il cambiamento, acrobati sospesi sulla corda, il bilanciere tra le mani sudate, passano dall'altra parte con spirito leggero. Nel 2013, infine, è rappresentato Parole di Pietra, in cui protagonista indiscusso è il barone Giorgio Franchetti consumato dal suo sogno di far rivivere il palazzo gotico-veneziano di Ca' d'Oro. Tutte le drammaturgie nascono dall'intensa collaborazione con Teatrocontinuo, fondato nel 1975 da Angelo "Nin" Scolari e Luciana Roma, rimasto in attività poi sotto la direzione artistica di Erica Taffara e Gianni Bozza per chiudere nel 2016.

Nel 2010 era uscito uno studio sulla Padova e la Verona di Shakespeare così come emergono dalle pagine de La bisbetica domata, mentre dall'esperienza dello spettacolo Giganti nasce nel 2011 Labirinto Ducale[18], un libro in cui l'autore presenta una visione del Palazzo Ducale di Venezia "capovolta" per non fermarsi alle apparenze, sedotti e catturati dalla trappola dorata del Mito di sé costruito dalla Serenissima, ma per decifrare il vero significato del complesso alfabeto di simboli e messaggi contenuto nell'edificio. L'opera rivela la natura "alchemica" di Palazzo Ducale e ricorda a ogni passo che l'amore per l'arte e lo stupore per la bellezza non devono mai offuscare la verità[19]. Volume complesso e dal ricco apparato iconografico, opera di Mark Edward Smith uno dei maggiori maestri della fotografia d'arte su Venezia, affronta senza inibizioni il maggiore e più importante edificio pubblico lagunare. Un palazzo che nasce "prima" della città e ne racconta, sala dopo sala, l'intera storia, politica e sociale.[20]

Nel 2014 esce Venezia meravigliosa di cui lo scrittore Alberto Toso Fei ha detto "(...) una dichiarazione d'amore e davvero l'amore salverà la città, perché non si può vivere in eterno nell'ignoranza, nell'oscurità dei sensi, nella bassezza dell'anima. Una sfida possibile, e credo che potrà compiersi. Almeno finché vi saremo noi veneziani."[21]. Nello stesso anno, è stato pubblicato Santo Stefano, gotico veneziano, un volume impreziosito da ottanta fotografie a colori ancora di Mark Edward Smith, studio in ricordo di Maria Teresa Ruben de Cervin voluto dal Comitato Italiano per Venezia.

Escono, invece, nel 2015 lo studio su Aldo Manuzio e la sua opera presente nel volume Per Aldo curato da Alessandro Scarsella e nel 2016 un secondo volume della fortunata serie legata alle città d'Italia edita da Edizioni della Sera. Questa volta si tratta di Padova meravigliosa di cui nella prefazione Sergia Jessi scrive " (...) Un libro che si legge d'un fiato per l'armonioso dipanarsi delle parole, perfettamente equilibrato tra memoria e attualità, tra risata e pianto, tra popolare e concettuale, tra realtà ed immaginazione. Dove la Storia si fa racconto, a volte iperbole, tanto da chiedersi se veramente è accaduto."[22]. Sempre nel 2016 esce un breve ma intenso lavoro dedicato alla figura di Sibilla de Cetto, la nobildonna padovana di fine Trecento alla cui generosità e indefessa attività si deve la nascita dell'ospedale di San Francesco Grande, nucleo fondante dell'odierno ospedale patavino. A settembre del 2017, pubblica Veneti per sempre, le storie e l'identità di un continente. " (...) Un ritratto contemporaneo dalle radici ben salde nel passato" come si trova precisato nella quarta di copertina e in cui "Il Veneto di Federico è quello vissuto dell'infanzia e della giovinezza, quello scoperto dell'età matura; una sorta di pellegrinaggio laico nei luoghi di maggior interesse della regione, un incontro con il passato, per capire meglio il presente."[23].

Da sempre sensibile alle campagne contro stalking e femminicidio, nel 2011 presta il suo volto al corto Stalking di Giulio Laroni, realizzato con la collaborazione della Polizia di Stato, la Questura di Venezia e il Ministero dell'Interno, e proiettato alla Multisala Astra del Lido di Venezia il 7 settembre 2011 nell'ambito della Mostra del Cinema.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Contributi e Teatro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tiziana Agostini in Antologia dei Grandi Scrittori Veneti, Venezia, p.27, Pordenone 2012 "Naturalmente fornito di grande capacità di immaginazione, della storia di Venezia ha esplorato la dimensione più lontana, legata alla civiltà dei Paleoveneti, alla colonizzazione romana, a partire da Altino, matrice della nuova città di Rivo Alto, divenuta poi Rialto, passando per Metamauco (Malamocco) e la complessa genesi storica, ma anche morfologica della Serenissima."
  2. ^ Tiziana Agostini in Antologia dei Grandi Scrittori Veneti, Venezia, p.112, Pordenone 2012 "(...) è un autore di potenza immaginifica e di facile scrittura. Al centro della sua indagine la Storia, raccontata sia nella forme dell narrazione che in quelle del saggio."
  3. ^ Andrea Mottola, "Geopolitica e sicurezza marittima" in X-tra'016 RID, 6-2018, p. 10 "Il Mediterraneo è oggi più che in passato un continuum geoeconomico con il Mar Nero, l'Oceano Indiano, il Golfo Arabico-Persico e quello di Guinea."
  4. ^ Alessandro Politi "La corsa al Cindoterraneo" in Limes 2-2012.
  5. ^ Sergio Frigo quotidiano Il Gazzettino, 30/11/2005, p. 14 "Un libro in cui si coniugano documentazione storica e scorrevolezza narrativa, ma che - raccontando le grandi battaglie della Serenissima - propone una tesi controcorrente (...): Venezia è stata una repubblica fondata sulla guerra."
  6. ^ Maurizio Brescia rivista Storia Militare n. 168 anno XV, settembre 2007, pp. 61-62 "Interessante volume che ripercorre la storia militare di Venezia (...)Venezia in Guerra è un'opera ben documentata e di piacevole lettura, sicuramente raccomandabile non soltanto per gli aspetti più propriamente legati alla storia navale della Serenissima, ma anche per la visione che riesce a dare al lettore dell'intera politica militare e coloniale di quella che fu la più importante delle repubbliche marinare italiane."
  7. ^ Leonardo Lanzara Rivista Italiana Difesa n.11 novembre 2006 p.8 "Tra l'altro, il libro viene a colmare il vuoto storiografico riguardante la sfera militare veneziana, che finora non è mai stata trattata con uno sguardo d'insieme. (...) Grazie a questo agile saggio, che coniuga sapientemente rigore storico e scorrevolezza della narrazione, è possibile abbozzare un primo ritratto della Repubblica di Venezia da un punto di vista sempre negato."
  8. ^ Maurizio Stefanini quotidiano Il Foglio, 28/04/2007 p. X "Per capire la degenerazione di una Repubblica fondata sulla guerra ha voluto ricostruire in un'agile cavalcata le grandi battaglie della Serenissima."
  9. ^ Tiziana Agostini in Antologia dei Grandi Scrittori Veneti, Venezia, p. 27,Pordenone 2012 "(...) come nel caso attuale di Federico Moro (...)Contraddicendo la vulgata che ha fatto di Venezia la città della pace (...) egli si è dato a raccontare le capacità belliche di questo stato, la cui grandezza fu pagata anche con il sacrificio e la lotta
  10. ^ Maurizio Brescia rivista Storia Militare n. 193, anno XVII, ottobre 2009 "Particolarmente interessanti risultano la descrizione delle unità navali (che oggi definiremmo "da sbarco" o da littoral warfare) impiegate da Venezia, come pure i cenni sull'organizzazione militare, i principali reparti e particolari figure intermedie di comando in entrambi gli eserciti."
  11. ^ Riccardo Petito quotidiano Il Gazzettino 01/07/2008 p. XV "Ercole e il Leone, chiaro riferimento alle città di Ferrara e di Venezia, o meglio agli antichi Ducato e Repubblica, è l'ultima fatica letteraria di Federico Moro il quale, come dimostrano anche le precedenti pubblicazioni, pare avere incontrato nella sapiente fusione di narrativa e storia la sua cifra stilistica (...) Ne emerge una conclusione: tale conflitto si può considerare come una delle occasioni sprecate della storia italiana, da un lato perché la mancata vittoria della Repubblica lagunare esaurisce l'ultima possibilità di creare un importante stato territoriale italiano (prima che inizino gli interventi stranieri), dall'altro per una dimostrazione d'epoca sull'incidenza delle discordie civili nel determinare il destino della Penisola, vero dramma della storia italiana."
  12. ^ Lorenza Stroppa quotidiano Il Gazzettino di Pordenone, 13/10/2002, p. XXVI "Con una scrittura ad alto impatto emotivo, che dosa sapientemente registri diversi e un ritmo narrativo avvincente, il romanzo ci porta nei torbidi labirinti di una Venezia e provincia che nasconde molti problemi sotto la Serenissima facciata. Finalmente un libro critico su una città che sembra aspirare solo ad una bellezza di facciata, finalmente un giovane autore veneto che sa imporsoi con uno stile fresco e interessante."
  13. ^ Redazionale quotidiano Il Gazzettino di Pordenone, 13/06/2003, p. XI "Guerra, mistero, amore, violenza inaudita e sullo sfondo una Venetia dimenticata, oscillante sulle palafitte, incerta sulle rive del Meduaco, in perenne lotta per la sopravvivenza contro i barbari. Questi gli ingredienti di La voce della Dea, l'avventura degli Antichi Veneti, il romanzo storico del novello Valerio Massimo Manfredi veneto Federico Moro. (...) Dal libro, grazie a una collaborazione con il regista Nin Scolari che sta portando in scena in questi giorni una rappresentazione dedicata proprio al mondo di Nerka, sarà preparata una scenaggiatura per uno spettacolo teatrale"
  14. ^ Lorenzo Brunazzo rivista La difesa del Popolo 18/12/2005, p. XVI "Continua l'epopea degli antichi veneti cominciata con La voce della Dea (...) La custode dei segreti prosegue, a distanza di sette anni dall'attacco dello spartano Cleonimo ai lidi venetici, le vicende degli stessi personaggi. (...) La storia di questi tempi antichi viene raccontata dallo scrittore padovano, veneziano d'adozione, con uno stile scattante e incisivo, nervoso nelle descrizioni come nei dialoghi. Eppure gli basta poco per evocare il profilo di una città,il brusio di un mercato, la tensione di un agguato. Città, mercati, scontri d'arme rigorosamente ricostruiti con puntigliosa competenza come dovevano essere stati nel terzo secolo avanti Cristo (...) Accanto a tanto rigore storico, sempre ben documentato, non mancano i guizzi di folgorante fantasia: uno su tutti, l'apparizione magica della strega capraia alla coppia fuggitiva, una visione così intrisa di arcana meraviglia e di realistico stupore da restare incisa a lungo nella memoria del lettore."
  15. ^ Maria Teresa Secondi quotidiano Il Gazzettino 01/03/2008 p. XVIII, " Magia a Palazzo Grassi. Vivezza e levità nella presentazione del libro Flagellum Dei? il fuoco degli Unni di Federico Moro. Nella saletta del caffè gremita di pubblico, alla presenza di Monique Veaute, direttrice del centro, in un dialogo tra l'autore e Giovanni De Luca, direttore Rai Veneto, sono state prese in considerazione più chiavi di lettura del romanzo a sfondo storico. (...) "Romanzo magico, esoterico, un libro che parla anche di amore, nel quale la dimensione spirituale e sensuale è costante" secondo De Luca."
  16. ^ Mirko Molteni quotidiano La Padania 07/12/2004 p. 16 "Una barca avanza pigramente sulla grande laguna (...) A bordo, frate Antonio e il pescatore Carlo devono fare i conti con un "morto d'acqua" (...) ma quel tempo che si dilata e dismisura, lungi dal dimostrarsi snervante, si trasforma ben presto in una vera risorsa, una insperata occasione per narrare e ascoltare i racconti di una passato dimenticato. (...)Così si avvia un avvincente libro scritto dal veneto Federico Moro"
  17. ^ Mirko Molteni quotidiano La Padania, 13/09/2005 "Immaginereste mai che per le calli di Venezia, a pochi chilometri da casa vostra, possano aggirarsi agenti segreti delle più svariate potenze? E che questi rechino con sé i piani di costruzione di armi capaci di rivoluzionare le guerre del futuro? (...) Il romanzo breve L'Oro e l'Argento, Venezia noir, (...) vede infatti la città lagunare al centro di un complesso intrigo internazionale, nel quale si ritrovano coinvolte due donne, una spia e una giornalista. (...) Il romanzo offre molti spunti di riflessione (...) l'opera si segnala piacevole e scorrevole. E speriamo non profetica."
  18. ^ Paolo Mameli quotidiano La Nuova Venezia 06/04/2011, p. 32 "(...) il nuovo libro di Federico Moro Labirinto Ducale (...) una guida che non è una guida ma un racconto che si dipana sala dopo sala, spiegandocene l'essenza e, soprattutto, coinvolgendoci nella lettura. (...) perché Federico Moro nasce come storico e saggista ma, col tempo, è approdato alla narrativa con romanzi interessanti e originali quali Flagellum Dei? e, nel nostro caso, come un antico alchimista ha combinato queste due caratteristiche per creare un testo intrigante e allo stesso tempo rigoroso."
  19. ^ Riccardo Petito quotidiano Il Gazzettino 06/04/2011 p. XXXII, "Si tratta di una nuova e originale guida leggibile con piglio narrativo grazie alla collaudata perizia dello storico e romanziere veneziano (...) Lettore che sarà accompagnato da simboli e inconfessabili segreti della Serenissima svelando anche la natura alchemica del Palazzo (...) Il volume (...) riprende l'ispirazione dello spettacolo teatrale Giganti, viaggio in Utopia dello stesso Moro nato per la messa in scena a Palazzo Ducale dalle compagnie Teatrocontinuo e Tarantàs."
  20. ^ Tiziana Agostini, Antologia dei Grandi Scrittori Veneti, Venezia, p.112, Pordenone 2012 "Labirinto Ducale nel guidare il visitatore dentro il più celebrato palazzo veneziano svela enigmi e storie nascoste, con quel gusto per il mistero che attraversa tutta la produzione di questo autore."
  21. ^ Alberto Toso Fei, Venezia meravigliosa, introduzione.
  22. ^ Sergia Jessi, Padova meravigliosa, introduzione.
  23. ^ Alessandro Marzo Magno, Veneti per sempre, post-fazione.

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