Federico Bianchi

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Federico Vincenzo Bianchi
Vinzenz Ferrerius von Bianchi.jpg
27 febbraio 1768 – 21 agosto 1855
Nato a Vienna
Morto a Rohitsch-Sauerbrunn
Cause della morte Colera
Luogo di sepoltura Villa Bianchi, Mogliano Veneto
Dati militari
Paese servito Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero (fino al 1804)
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco
Anni di servizio 1788 - 1824
Grado Feldmaresciallo
Ferite a Charleroi nel 1794
Comandanti
Guerre
Campagne Campagna di Russia
Battaglie
Studi militari Accademia di ingegneria

Dizionario Biografico degli Italiani

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Federico Vincenzo Ferreri Bianchi (nome completo in tedesco Vinzenz Ferrerius Friedrich Freiherr von Bianchi; Vienna, 27 febbraio 1768Rohitsch-Sauerbrunn, 21 agosto 1855) è stato un generale austriaco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un nobile comasco trasferitosi a Vienna, combatté contro i francesi in Italia (1796, quando catturò Gioacchino Murat), Germania e Svizzera (1799). Mise fine ad una rivolta a Cattaro (1804) e prese parte alla campagna di Russia, ora al fianco di Napoleone (1812). Nel 1813 si distinse durante la battaglia di Lipsia

Nel 1815 partecipò alla guerra austro-napoletana: fu inviato in Italia con 20.000 soldati a sbarrare il passo di Murat, allora Re di Napoli, che intendeva conquistare la penisola. Ricevuto il comando di uno dei corpi, si diresse verso l'Italia meridionale allo scopo di tagliare la strada a Murat che combatteva nel nord. Incalzato dagli Austriaci dopo la sconfitta di Occhiobello, Murat si stava ritirando verso l'Adriatico: l'abbandono di Forlì alle truppe del generale Adam Albert von Neipperg segnò l'uscita di Murat dall'Italia settentrionale. Si realizzava così il piano di Bianchi, che infine inflisse al sovrano la sconfitta decisiva nella battaglia di Tolentino; a seguito del successivo Trattato di Casalanza da lui firmato presso Capua, Ferdinando I delle Due Sicilie salì sul trono napoletano. In segno di gratitudine, il nuovo monarca lo nominò "Duca di Casalanza" (dal nome del luogo dove fu firmato il trattato che pose fine alla guerra) con decreto dell'8 settembre 1815[1]. Fu insignito anche del grado di feldmaresciallo.

Nel 1824 si ritirò a vita privata trasferendosi in una tenuta a Mogliano Veneto (acquistata già nel 1821) dove si dedicò alla coltivazione della vite (l'azienda è tutt'oggi continuata dai suoi discendenti[2]). Ma nemmeno qui trovò pace: durante i moti del 1848, visto come un rappresentante del potere Austro-Ungarico, fu arrestato e condotto a Treviso. La prigionia durò appena due mesi, poiché poco dopo l'esercito imperiale riconquistava la città e restituiva la libertà al barone. Morì in Stiria, nell'attuale Rogaška Slatina (Rohitsch-Sauerbrun in tedesco), dove si era trasferito per evitare un'epidemia di colera che imperversava a Mogliano[3].

Nel 1864 la salma fu trasferita nella sua villa e sepolta presso il mausoleo di famiglia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austriache[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna)
Cavaliere di III classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto n. 240 dato a Napoli l'8 settembre 1815, in «Collezione delle leggi e decreti reali del Regno di Napoli», Stamperia reale, Napoli 1815, pp. 662-663
  2. ^ I Bianchi duchi di Casalanza in bianchistory.it
  3. ^ Giuseppe Venturini, G. Polo, Invito alla storia di Mogliano, Distretto Scolastico N. 39 di Mogliano Veneto, 1981

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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