Federico Amoroso

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Federico Amoroso

Ministro delle comunicazioni del Regno d'Italia
Durata mandato 25 luglio 1943 –
11 febbraio 1944
Predecessore Giuseppe Peverelli
Successore Tommaso Siciliani

Dati generali
Professione militare

Federico Amoroso (Napoli, 29 maggio 1891Roma, 2 aprile 1968) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da tenente del 3º reggimento genio fu in Libia nel corso della guerra italo turca nel 1912 e seguenti.

Partecipò quindi alla grande guerra, raggiungendo nel 1918 il grado da maggiore del genio.

Fu poi presso l'ispettorato del genio, fu dirigibilista, fu insegnante dell'istituto radio telegrafico nel 1927/28 e passò poi dall'8° ed al comando del 5° genio nel 1934

Colonnello del Genio dal 23 dicembre 1934, partecipò alla guerra etiopica al comando del genio del II corpo d'armata e fu promosso generale di brigata dal 30 giugno 1939.

Nel 1940 fu, a Bolzano, prima fu comandante del genio del XVIII Corpo d'armata poi, dal 25 luglio, fu comandante del genio della difesa territoriale della stessa città altoatesina.

Poco dopo fu a capo del genio del comando superiore FF AA Albania (9ª armata) sul fronte greco, partecipando a tutto il pesante ciclo operativo bellico su quello scacchiere.[1] Dal 10 settembre 1941 passò poi al comando del genio del XII corpo d'armata a Palermo.

Generale di divisione dal 1º gennaio 1942, dal 1º maggio seguente passò al comando del genio della 2ª armata a Fiume e fu il primo segretario di stato e ministro delle comunicazioni dopo la caduta del Fascismo, dal 27 luglio 1943 al febbraio 1944 nel I governo Badoglio.

Nel marzo 1945 fu nominato Ispettore dell'arma del genio dell'esercito cobelligerante italiano fino al gennaio 1946.

Nel dopoguerra fu presidente dell'Associazione nazionale genieri e trasmettitori d'Italia dal 1959 al 1966[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Ufficiale dell'Ordine Militare d'Italia (1941)
  • Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2 giugno 1956)[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN316444815 · BNF (FRcb15525663w (data) · WorldCat Identities (EN316444815
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