Federica Fracassi

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Federica Fracassi

Federica Fracassi (Cornaredo, 20 giugno 1971) è un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in Filosofia della scienza con Giulio Giorello all'Università degli Studi di Milano, dopo aver studiato per anni danza classica con il maestro Gianni Zari si è formata giovanissima alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi e al Corso Europeo di Formazione Superiore per Attori "Parole in azione" organizzato da ERT e diretto da Renata Molinari. Segue il lavoro di Carmelo Bene, Luca Ronconi, Thierry Salmon, Romeo Castellucci, Cesare Ronconi[1].

Nel 1994-95 collabora con il Teatro Valdoca per gli spettacoli Ossicine e Fuoco centrale di Mariangela Gualtieri, in qualità di aiuto regista di Cesare Ronconi[2].

Interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata alle scritture più visionarie, feroci, poetiche degli ultimi anni, fin dagli esordi ha disegnato un percorso indipendente nel panorama del teatro di ricerca che l'ha portata a fondare insieme al regista teatrale Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto[2], dal 2004 Teatro i, avendo ottenuto in gestione dal Comune di Milano l'omonimo spazio di via Gaudenzio Ferrari[3], una vera e propria factory del teatro contemporaneo, a cui si aggiunge nel 2005 Francesca Garolla[4].

È stata protagonista di numerosi spettacoli della compagnia diretti da Martinelli tra cui La Santa di Antonio Moresco, che ha vinto il premio "Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il Duemila", indetto dal Teatro di Roma[5]; Prima della pensione di Thomas Bernhard[6], per cui ha ricevuto la menzione d'onore quale miglior attrice emergente al Premio Eleonora Duse 2006; Dare al buio (la fine) di Letizia Russo[7], per cui ha ricevuto il Premio Adelaide Ristori come miglior attrice del Mittelfest 2007. Nel 2002 è stata protagonista e autrice dello spettacolo Sinfonia per corpi soli - Omaggio a Sarah Kane, condividendo con Barbara Nativi e Pierpaolo Sepe il Premio Ubu al lavoro di Sarah Kane come migliore novità straniera.

Successivamente, parallelamente all'impegno con Teatro i, ha lavorato tra gli altri in Le muse orfane di Michel Marc Bouchard per la regia di Nicola Russo[8], vincendo il Premio ETI “Gli Olimpici del Teatro” 2007 come attrice emergente; in Un giorno d'estate di Jon Fosse per la regia di Valerio Binasco[9]; in Corsia degli incurabili di Patrizia Valduga per la regia di Valter Malosti[10], per cui è stata finalista al Premio UBU 2010 come migliore attrice protagonista. Nel 2010/2011 è stata attrice protagonista di Incendi di Wajdi Mouawad e di Hilda di Marie Ndiaye, regie di Renzo Martinelli prodotte da Teatro i, per cui ha vinto il “Premio della Critica” 2011 e il Premio Ubu 2011 come miglior attrice protagonista (ex aequo con Mariangela Melato). Nel 2012 è attrice ne La signorina Giulia di August Strindberg, regia di Valter Malosti, con Valeria Solarino.

Ha vinto il Premio Eleonora Duse 2011.

Nel 2013 ha debuttato nel monologo "Blondi" di Massimo Sgorbani, regia di Renzo Martinelli, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, in cui incarna la tragedia di una vittima innocente della Storia: il pastore tedesco di Adolf Hitler. Il monologo è parte della trilogia Innamorate dello Spavento, pubblicata da Titivillus, che si compone anche di "Eva" e "Magda e lo spavento" entrambe prodotte da Teatro i e che la vedono ancora una volta protagonista femminile. Nel 2013-2014 ha recitato ne "Il servitore di due padroni" da Carlo Goldoni, drammaturgia di Ken Ponzio, regia di Antonio Latella E’ coprotagonista con Michele Riondino di Euridice e Orfeo di Valeria Parrella per la regia di Davide Iodice. Nel 2015 è protagonista femminile di Mephisto dal romanzo di Klaus Mann per la regia di Luca Micheletti. Nel 2016 avvia un percorso nell’universo testoriano che, dopo aver attraversato i Tre Lai, culmina nell’interpretazione di Erodiàs, sempre diretta da Renzo Martinelli. Collabora inoltre con la compagnia Motus per lo spettacolo site specific Raffiche, dedicato a Splendid’s di Jean Genet. Nel 2017 al Piccolo Teatro di Milano interpreta, insieme ad Isabella Ragonese, Louise e Renée, tratto dal romanzo epistolare Mémoires de deux jeunes mariées di Honoré de Balzac con la regia di Sonia Bergamasco.

Al cinema esordisce nel 2010 in Happy Family di Gabriele Salvatores, seguono, tra gli altri, Bella addormentata di Marco Bellocchio e Un giorno devi andare di Giorgio Diritti (2012), Il capitale umano di Paolo Virzì (2014), Antonia. di Ferdinando Cito Filomarino, La vita oscena di Renato De Maria, Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio (2015), Gli sdraiati di Francesca Archibugi (2017), Benedetta follia di Carlo Verdone (2018).

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dindalò, regia di Simone Paralovo (2014)
  • Un rovescio, regia di Damiano Giacomelli (2014)
  • Pagliacci, regia di Marco Bellocchio (2016)
  • Santa Fe - La mente è una cantina da sgombrare, regia di Lara Fremder (2017)
  • Closeness, regia di Lorenzo Ferrante (2018)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federica Fracassi, su teatroi.org.
  2. ^ a b Fausto Malcovati, Il mondo all'incontrario di Federica Fracassi, in Hystrio, n. 2, aprile-giugno 2012, pp. 16-18.
  3. ^ Sara Chiappori, Woyzeck arabo per la riapertura del Teatro i, su la Repubblica, 18 novembre 2004.
  4. ^ Francesca Garolla, su teatroi.org.
  5. ^ Emilia Costantini, Teresa di Liseux, estasi mistica fra astuzie e intrighi, su Corriere della Sera, 9 giugno 2000, p. 52.
  6. ^ Franco Quadri, Bernhard riletto dai trentenni Divertente, corrosivo, acuto, su la Repubblica, 12 maggio 2006.
  7. ^ Che può dire la prigioniera, su La Stampa, 22 luglio 2007.
  8. ^ Anna Bandettini, Dal Leonka a Bernhard Federica diventa grande, su la Repubblica, 23 ottobre 2006.
  9. ^ Rodolfo Di Giammarco, Binasco legge Jon Fosse il teatro del nuovo Ibsen, su la Repubblica, 11 novembre 2008.
  10. ^ Valduga-Fracassi: confessioni di un'incurabile, su Corriere della Sera, 19 maggio 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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