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Federazione di Damanhur

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Damanhur

La Federazione di Damanhur, spesso detta semplicemente Damanhur, è una comunità situata a Vidracco in Piemonte, a circa 50 km a nord di Torino, nella Valchiusella, dove venne fondata nel 1979 da Oberto Airaudi[1], conosciuto anche come Falco Tarassaco,[2] ed è basata su una filosofia fondata sull'amore e il Divino.[3]

La Federazione di comunità di Damanhur fu fondata nel 1979[4] da Oberto Airaudi insieme ad alcuni amici.[5] Airaudi aveva già fondato con altri a Torino nel 1975 il Centro Horus con l'intento di diffondere rudimenti delle principali discipline parapsicologiche e realizzare una clinica dove utilizzare strumenti terapeutici non convenzionali.[6]

Da questo iniziale progetto nacque l'idea di fondare una comunità e pertanto venne acquisito un terreno in Valchiusella, a Baldissero Canavese, dove il 7 febbraio 1977 iniziarono i lavori per edificare la cosiddetta «città della luce», nome ripreso da un'antica città egizia «dedicata al dio Horus». Conclusi i lavori, nel 1980 i residenti erano una ventina di persone;[6] la comunità si dotò presto di una "costituzione", creando un sistema politico e sociale nuovo[5].

Nel 1981 la comunità adottò una propria moneta, il "credito"[6] utilizzata per gli scambi interni.[7] Il credito è la valuta complementare correntemente utilizzata all'interno della comunità che ha sviluppato una propria economia applicando l'idea di beni e ricchezza comuni. Si decise di utilizzare la moneta interna per gli acquisti e i servizi interni alla comunità e, al tempo stesso, permettere ai membri di utilizzare le lire italiane anche per l'acquisto di materiali e proseguire l'insediamento della comunità. All'inizio, fra il 1975 e il 1979, prima ancora dell'inaugurazione del primo villaggio-comunità, il gruppo dei fondatori decise di mettere in comune i risparmi personali di ciascuno e fu così possibile acquistare i terreni e costruire le prime abitazioni.[senza fonte]

Nel 1983 vi risiedevano 150 persone e, nel 1986 erano funzionanti una scuola materna privata interna alla comunità e una scuola elementare; le attività economiche, inizialmente gestite in maniera comunitaria, vennero privatizzate lo stesso anno; la comunità ricerca una relativa autonomia dall'esterno anche per l'approvvigionamento di energia attraverso l'uso di pannelli solari; alla fine degli anni ottanta la comunità conta oltre 300 persone suddivise in tre zone principali, Damjl, Tentyris ed Etulte.[6]

Nel frattempo, la comunità si era stabilizzata e aveva avviato diverse attività e servizi di cui i cittadini facevano ampio utilizzo, con l'uso del Credito. Grazie a questo sistema si incrementò molto la distribuzione e la formazione della ricchezza e dei beni. La velocità di transazione e la possibilità di effettuare molti scambi interni era un'ottima garanzia per la solidità del Credito, ma si andò anche nella direzione di sostituire la copertura in denaro corrente con beni immobili, acquistati man mano dalla comunità in modo tale da non vincolare necessariamente il denaro depositato, che poteva servire come liquidità. Con il tempo il meccanismo si perfezionò, fino ad arrivare all'attuale sistema che vede il valore del Credito agganciato al valore dell'Euro e prevede una serie di regolamenti per tutti coloro che aderiscono al circuito. Il Credito, infatti, è inserito all'interno delle attività della Federazione Damanhur, un'Associazione di Promozione Sociale.[senza fonte]

Airaudi fu la guida spirituale anche se negli ultimi anni non rivestiva più ruoli di responsabilità. Si dedicò sin dagli anni settanta alla pranoterapia, alla ricerca nel campo della "selfica" e di altre discipline a carattere filosofico-esoterico. Come pittore, è creatore della "pittura selfica", che espone in una mostra permanente presso il Centro Damanhur Crea, a Vidracco. Nel 2004 venne indagato dalle autorità italiane per evasione fiscale[5][7][8] di oltre un milione di euro che venne poi ripagata.[5]

A partire dal 1978 vennero scavate clandestinamente una lunga serie di gallerie, stanze e nicchie sotterranee che vennero poi decorate e affrescate,[5] realizzando una struttura nota come Templi dell'Umanità, dedicato al "Divino contenuto nell'uomo". Il tempio si trova nella Valchiusella, a circa 50 km a nord di Torino, ai piedi delle Alpi.[7] Esso venne scoperto nel 1992 e la Comunità Montana di Valchiusella ne decretò la distruzione ma, dopo quattro anni di sequestro, la struttura venne salvata in quanto dichiarata nel frattempo "un'opera d'arte collettiva" e fu affidata in custodia alla comunità stessa.[6] Nel 2001 il Guinness World Records lo ha registrato come il tempio sotterraneo più grande del mondo.[5]

La comunità è costituita da una ventina di abitazioni sparse nella Valchiusella ognuna delle quali composta mediamente da una ventina di persone. La Federazione si struttura su aree boschive o agricole (campi coltivati e fattorie), con abitazioni, aree produttive (aziende, laboratori artistici), scuole e giornali, e qualche decina di altre attività economiche e di servizio.[senza fonte]

Negli anni 2000 la comunità conta oltre 800 persone e non si definisce più una città-stato ma una confederazione di comunità che eleggono propri organismi amministrativi; 80 ettari di terreno sono impiegati a uso agricolo e vi sono circa quaranta attività lavorative, molte delle quali di natura artistica e artigianale.[6]

Il lavoro comune è gestito dai Nial, eletti annualmente dai cittadini e sottoposti al giudizio del "Collegio di Giustizia", supremo organo di controllo della Federazione. I membri possono scegliere se acquisire un nuovo nome, prima di animale e poi vegetale, per simboleggiarne la comunione con la natura; possono mantenere alcuni beni della vita precedente o affidarli definitivamente ad alcune cooperative locali.

Ci sono anche dei centri in altre città italiane e all'estero (Europa, USA, Giappone, Australia etc[9]), dove si svolgono corsi, conferenze e attività collegate a essa.

Si occupa anche di ecologia (i damanhuriani definiscono la propria comunità come una "eco-società") ed è membro del network GEN (Global Ecovillages Network)[10] e di Rive (Rete Italiana Villaggi Ecologici)., su ecovillaggi.it. [11]

Premio della CCUN 2005
Tempio dell'umanità. Sala degli specchi

Nel 2005 il Communications Coordination Committee for United Nations, un'organizzazione non governativa accreditata all'ONU riconosce un premio all'ecovillaggio Damanhur per l'integrazione della comunità nel tessuto sociale locale.

Il fondatore è morto nel 2013 per un tumore al fegato, rifiutando l'accanimento terapeutico in coerenza coi propri principi.

Nel 2020 è stato realizzato un documentario su Damanhur dal titolo The Choice of Staying, diretto da Mattia Mura[12], nel 2024 un altro dal titolo Inside Damanhur – A Hidden World diretto da Massimiliano Manzo. Ci sono vari contenuti su Damanhur sulla piattaforma Gaia TV., su gaia.com.

Credenze damanhuriane

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La Selfica[13]

Gli appartenenti a Damanhur svolgono ricerche in svariati campi legati alla sensibilità e alla percezione da loro definita "sottile". Tra questi, uno dei principali è la Selfica, teorizzata dalla guida spirituale Oberto Airaudi, e sviluppata dai damanhuriani. Selfica è una tecnica in grado di concentrare e direzionare energie vitali e intelligenti. La parola deriverebbe da una lingua molto antica, nella quale self significherebbe "spirale". La selfica creerebbe infatti strutture basate sulla spirale e sull'utilizzo di metalli, colori, inchiostri e minerali in grado di ospitare energie intelligenti. A una struttura meno complessa basata su metalli, particolari sostanze e combinazioni geometriche, la selfica permetterebbe di sovrapporre la complessità di energie "vive". La principale struttura selfica si trova presso i Templi dell'Umanità.

Le linee sincroniche

Le linee sincroniche, secondo i damanhuriani, sarebbero grandi "fiumi di energia" che circonderebbero il nostro pianeta e lo collegherebbero all'universo, trasportando pensieri e idee; attraverso di esse sarebbe possibile collegarsi a qualsiasi punto del pianeta.[14] Tutto l'universo sarebbe percorso da una grande rete di queste linee, che metterebbero in comunicazione tra loro pianeti e galassie, in particolare i pianeti dove esistano forme di vita.

Le linee sincroniche rappresenterebbero una sorta di "sistema nervoso" del nostro pianeta, formando una specie di reticolo che corrisponderebbe alla "Schiena del Drago" degli antichi cinesi: il nome cinese si riferisce al fatto che le linee sincroniche non scorrerebbero costantemente al livello del suolo, ma a volte si alzerebbero per chilometri, oppure si immergerebbero sottoterra, tracciando così un disegno che ricorda quello della cresta sulla schiena dei draghi.

La Terra sarebbe attraversata da diciotto linee principali: nove linee con direzione nord-sud ("verticali"), nove linee con direzione est-ovest ("orizzontali"). Ancora più importanti sarebbero i nodi, punti di incrocio di due o più linee, Oberto Airaudi dice di aver tracciato delle mappe dell'andamento di queste presunte linee sincroniche, individuate attraverso sistemi definiti "non convenzionali", quali il viaggio astrale, la radiestesia, la medianità.

I damanhuriani sostengono che per creare tale mappa sarebbe stata utilizzata anche l'osservazione dei fenomeni fisici: in prossimità delle linee stesse si noterebbero infatti differenze climatiche, la presenza di particolari minerali, forme assunte dal corso dei fiumi, eccetera. Anche gli eventi storici che si sono concentrati in quelle determinate aree (centri politici, di culto, vie commerciali, scoperte scientifiche) rivelerebbero la loro presenza. Le informazioni sulle linee sarebbero trasmesse e ricevute come "emozioni" (sogni, immagini, eccetera).

  1. Vado a vivere (per un po') a Damanhur, su LaStampa.it. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2019).
  2. Silvio Palombo, Io noi Falco. Chi è Falco Tarassaco, fondatore di Damanhur, nel racconto dei suoi allievi, a cura di Fernanda Calati, Damanhur, 2023, ISBN 9788870121995.
  3. Il Progetto Spirituale, su damanhur.or. URL consultato l'11 febbraio 2021.
  4. Sette e nuovi movimenti religiosi, Di Eugenio Fizzotti, Paoline, 2007, ISBN 88-315-3327-4, 9788831533270
  5. 1 2 3 4 5 6 damanhur.org, La costituzione di Damanhur, su damanhur.org. URL consultato il 30 ottobre 2025.
  6. 1 2 3 4 5 6 Ecovillaggi Torino - FEDERAZIONE DI COMUNITA' DI DAMANHUR, su terranuova.it. URL consultato il 1º marzo 2019.
  7. 1 2 3 Stefano Lorenzetto, Damanhur, 40 anni di misteri: "Airaudi? Appariva dal nulla", su ilGiornale.it. URL consultato il 1º marzo 2019.
  8. Imposte, 7 milioni evasi - la Sentinella del Canavese, su gelocal.it. URL consultato il 25 agosto 2016.
  9. Damanhur nel Mondo, su Damanhur Spiritual Community. URL consultato il 19 novembre 2025.
  10. Damanhur come membro GEN, su ecovillage.org.
  11. FEDERAZIONE DI COMUNITA’ DI DAMANHUR (Torino), su terranuova.it. URL consultato il 25 agosto 2016.
  12. The Choice of Staying (2021), di Mattia Mura Vannuzzi, su CinemaItaliano.info. URL consultato il 15 gennaio 2022.
  13. Selfica Store, su Selfica Store. URL consultato il 19 novembre 2025.
  14. Oberto Airaudi, Sincronicità e linee sincroniche, I libri di Damanhur, Torino, Horus, 1981, OCLC 955618499.

Note alla bibliografia

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  1. (EN) Damanhur: An Esoteric Community Open to the World, Palgrave Macmillan, 2022, ISBN 978-3031101373.
  2. (EN) Jeff Merrifield, Damanhur: Social Alchemy, Magical Temples and the Superindividual, Watkins Publishing, 2021, ISBN 978-1786783707.
  3. Berzano, Luigi | Viarengo, Letizia, Etica ed economia in Damanhur: culture del lavoro e del denaro, Mimesis Edizioni, 2013.
  4. Maria Chiara Giorda, Stefania Palmisano e Maria Grazia Turri, Religioni & Economie, Idee ed esperienze, Mimesis Edizioni, 2013, ISBN 9788857520421.
  5. Del Re, Michele C. e Macioti, Maria Immacolata, Comunità spirituali del XXI secolo: memorie, esistente, futuro il caso Damanhur, Roma Aracne, 2013, ISBN 9788854857049.

Voci correlate

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