Federazione dei Giovani Socialisti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Federazione dei Giovani Socialisti
FGS Logo.jpg
SegretarioEnrico Maria Pedrelli
StatoItalia Italia
Fondazioneottobre 1994
PartitoPartito Socialista Italiano (de facto)
IdeologiaSocialismo democratico
Socialdemocrazia
Socialismo liberale
Europeismo
CollocazioneCentro-sinistra
Partito europeoYoung European Socialists
Affiliazione internazionaleInternational Union of Socialist Youth
Colori     Rosso
Sito web

La Federazione dei Giovani Socialisti (FGS) è un'associazione politica italiana di giovani socialisti, federata al Partito Socialista Italiano.

Nata per la prima volta a Firenze il 6 e il 7 settembre 1903, fu rifondata dopo il Ventennio fascista nel 1944, per opera dei militanti antifascisti Eugenio Colorni, Giorgio Lauchard, Matteo Matteotti, Leo Solari e Mario Zagari. Dopo i fatti di Tangentopoli, e lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, venne ricostituita il 20 Ottobre del 1994.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Logo FGS
(–2013)

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La FGS nasce come Federazione Giovanile Socialista Italiana, nel 1903 a Firenze.

Il Socialismo, nei primi anni del '900, aveva intuito che esistono altre differenze oltre a quelle di classe; è quindi uno dei connotati del socialismo moderno l'invenzione di un movimento politico e giovanile assieme.[2] I primi giovani socialisti erano soprattutto massimalisti e rivoluzionari, contrariamente alla leadership riformista del Partito Socialista Italiano. Il riformista Bonomi denigrava simpaticamente i giovani "rivoluzionari pallidi" che criticavano moralisticamente un po' tutto, tra cui anche la nascente passione popolare per lo sport.[2] Una delle più importanti battaglie politiche fu quella antimilitarista. Mentre l’Italia si avviava in molteplici avventure militari con un crescente sentimento nazionalistico, la gioventù socialista lottava per evitare il massacro delle giovani generazioni europee: il Segretario Nazionale dell’epoca, Amedeo Catanesi, morì in una trincea nel 1915.

Per i dirigenti del PSI di quel periodo, la federazione giovanile era semplicemente una "scuola quadri", ma i giovani massimalisti lontani dalle posizioni partitiche che presero la guida della Federazione, preservarono una loro autonomia generazionale, anche se la loro fu una storia di minoranza rispetto al Partito. È singolare infatti che nella Federazione di Reggio Emilia, una delle città con la presenza socialista più forte, risultasse iscritto alla FGSI un solo studente: Camillo Berneri, che diventò famoso poi come militante anarchico, assassinato a Barcellona da agenti comunisti.[2]

Nel 1921, la grande maggioranza degli attivisti della FGSI - attratta dal mito sovietico - lasciò il Partito socialista e andò a fondare il PCI.[1]

Gli anni del fascismo[modifica | modifica wikitesto]

L'allora FGSI, in quanto giovanile del Partito Socialista Italiano (PSI), fu sciolta durante il regime fascista e molti giovani attivisti socialisti furono vittime di violenza, di incarcerazione o costretti a fuggire. Ma mentre l’organizzazione era formalmente scomparsa in quegli anni, molti militanti si diedero alla lotta antifascista organizzata; come per esempio Fernando De Rosa, un giovane socialista di Torino caduto a Guadarrama, in Spagna, combattendo contro le forze fasciste di Franco.[1] Il suo organo di stampa di quegli anni, erano alcuni fogli clandestini dal nome "Rivoluzione Socialista".

Durante la Resistenza la FGSI osservava criticamente la politica del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): il PSI avrebbe dovuto prendere le distanze basando la propria azione politica sull'autonomia, e non sulla subalternità alle direttive e strategie comuniste. Veniva contestata la totale "egemonia comunista". I giovani erano convinti che anche durante il periodo partigiano avrebbero dovuto affermare la propria identità, motivo per cui furono loro ad organizzare la "Brigata Matteotti" costituita da giovani socialisti romani, come alternativa alle "Brigate Garibaldi" di matrice comunista.[2]

La rifondazione e la Prima Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

La FGSI fu rifondata nel 1944 da Eugenio Colorni, Giorgio Lauchard, Matteo Matteotti, Leo Solari e Mario Zagari. Negli anni del dopoguerra la FGSI si è unita alla IUSY (l’unione internazionale dei giovani socialisti). Più tardi si oppose contro il PSI e la sua alleanza con il Partito Comunista nel “fronte popolare”; cosa che portò ad attriti per la leadership del PSI, che portarono ad un’altra spaccatura: FGSI si unì alla corrente socialdemocratica che fondò il Partito Socialdemocratico Italiano, guidata dal futuro Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat[1]. Pochi mesi più tardi però, le idee della FGSI collimarono con quelle di Saragat, favorevoli ad una collaborazione col governo democristiano.

Nel 1948 venne celebrato un congresso della FGSI per rilanciare le idee e le posizioni anti-governative. La nuova classe dirigente - formata da Rino Formica, Giorgio Ruffolo, Gaetano Arfè e Livio Maitan - si orientò progressivamente per una scissione dal PSLI (poi PSDI), che avvenne nel congresso di Napoli. Livio Maitan ed altri dirigenti socialisti, diedero vita alla costituzione italiana della IV Internazionale; gli altri tornarono nel PSI. Leo Solari ebbe a dire di quegli anni: "Noi giovani socialisti a quei tempi non avevamo la capacità e l'astuzia politica dei nostri coetanei, vedi Andreotti, Togliatti e molti altri, ma proprio questo nostro essere diciamo anarchici, precursori dei tempi, eretici, non subalterni al potere ed all'egemonia comunista portò una ventata di innovazione sia alla politica italiana sia al PSIUP di quei tempi, ma tutto ha un prezzo, e noi pagammo con l'autodistruzione della FGS della fine degli anni '40".[2]

La gioventù socialista italiana degli anni ’60 fu colta di sorpresa, come tutto il sistema politico, dalle proteste del ’68. Ma negli anni Settanta la FGSI, più flessibile e dinamica rispetto alla conservatrice e ortodossa FGCI (Giovane Federazione Comunista) entrò in contatto con il movimento degli studenti, partecipando direttamente in alcune delle proteste più famose.[1] La FGSI di quegli anni si collocò sulla linea dell'alternativa di sinistra al governo. Una scelta che fece adottare come simbolo della Federazione una falce e martello fortemente stilizzata. Sul piano della linea politica la FGSI si differenziava dalla FGCI sul tema delle libertà e dei diritti civili, con tematiche "libertarie" come la legalizzazione delle droge leggere.[2]

Gli anni Ottanta furono l’epoca d’oro per il PSI con i 5 anni (1983-1987) del governo di Bettino Craxi, Segretario Nazionale del partito. I giovani entrarono entusiasticamente nell’agenda di Craxi, incentrata sulla modernizzazione del paese e su una grande alleanza tra meritocrazia e giustizia sociale.[1] Ma in quegli anni la FGS subì una forte crisi: nel 1981, dopo le dimissioni dell'allora Segretario Nazionale Enrico Boselli, il partito commissariò federazione incaricando la gestione ordinaria e straordinaria ad un comitato. Furono anni di transizione fino a che Claudio Martelli decise di ristrutturare la FGS, che col Congresso di Ravenna del 1988 venne rinominata Movimento Giovanile Socialista.[2] L'MGS, come si chiamava allora, fu tra i membri fondatori dell’ECOSY (oggi YES, ovvero i giovani socialisti europei) nei primi anni ’90.[1]

La ricostituzione e la Seconda Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Tangentopoli, e lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, la Federazione dei Giovani Socialisti fu costituita nell'ottobre del 1994, sulle ceneri della FGSI, da Marco Di Lello, che ne diviene segretario nazionale, Claudio Carotti, vice segretario, e tra gli altri Davide de Bella e Luca Cefisi. La Federazione dei Giovani Socialisti, che rimane affiliata all'International Union of Socialist Youth e all'European Community Organisation of Socialist Youth, si federa dapprima ai Socialisti Italiani e successivamente allo SDI. Tiene il 1º congresso a Grottaferrata il 18-20 ottobre 1996.

La FGS ha partecipato da cofondatore alla costituzione della Rosa nel Pugno, in seguito ha aderito all'esperienza della Costituente Socialista conclusasi il 4-5-6 luglio 2008 con il I Congresso del Partito Socialista; nell'ambito del quale, pur con qualche divergenza, ha ufficialmente appoggiato la candidatura di Pia Locatelli alla segreteria, e ha sostenuto la mozione numero 2 "Prima la politica".

Logo del VII Congresso FGS di Ravenna

Nell'ottobre del 2008 la direzione nazionale dei giovani socialisti decide di celebrare il proprio congresso il 31 gennaio e 1º febbraio 2009 a Salerno; congresso a mozione unica nel quale Luigi Iorio (29 anni, laureato in legge di Foggia) viene eletto Segretario nazionale. Dall'11 al 13 novembre 2011 si è tenuto a Roma il VI Congresso dell'FGS, che ha visto Claudia Bastianelli, 28 anni perugina, eletta all'unanimità Segretario nazionale. Nella storia dell'organizzazione giovanile socialista è la prima donna ad assumerne la guida. Alcune iniziative promosse in questi anni dalla FGS, come lo ius soli, la lotta al gioco d'azzardo ed al precariato giovanile, sono approdate in Parlamento con esiti positivi.

Roberto Sajeva, palermitano, è stato eletto all'unanimità Segretario della FGS durante il VII Congresso, tenutosi a Ravenna tra il 9 e l'11 gennaio 2015.[3][4] La nuova segreteria ha un'impostazione formativa, e vengono organizzate più scuole di formazione in tutta Italia.[5][6]

Nel 2016 la Federazione ospita lo YES Summer Camp, incontro estivo di tutte le giovanili politiche aderenti agli Young European Socialists.[7][8] In questa occasione la FGS adotta anche un nuovo simbolo (attuale) ad opera di Camillo Bosco: un sole, la "stella dell'avvenire", e tre frecce. Queste ultime sono un antico simbolo socialista, che risale ancor prima al "Fronte d'Acciaio" tedesco contro Hitler. Le tre frecce erano il modo più efficace per cancellare le svastiche dai muri, e rappresentavano i tre grandi nemici del socialismo: una colpiva la monarchia, una il comunismo, una il nazismo.[9]

Dal 19 al 21 ottobre si è tenuto a Roma l'VIII Congresso nazionale, che ha portato all'elezione a segretario del ventiduenne romagnolo Enrico Maria Pedrelli.[10][11]

Segretari nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Di Lello (1996-1999)
  • Claudio Accogli (1999-2003)
  • Gianluca Quadrana (2003-2006)
  • Francesco Mosca (2006-2008)
  • Luigi Iorio (2009-2011)
  • Claudia Bastianelli (2011- 2015)
  • Roberto Sajeva (2015-2018)
  • Enrico Maria Pedrelli (2018-in carica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g La nostra Storia, su FEDERAZIONE DEI GIOVANI SOCIALISTI, 26 luglio 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g Luigi Iorio, Nè dubbi nè rancori, Nuova Editrice Mondoperaio s.r..ª ed., Gennaio 2012.
  3. ^ Roberto Sajeva elettosegretario della Fgs | Avanti!, su www.avantionline.it. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2018).
  4. ^ (EN) Mozione Sajeva, in Issuu. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  5. ^ fgsprovinciadifrosinone, La “Scuola di formazione politica” dei Giovani Socialisti di Frosinone, su Giovani Socialisti Frosinone, 5 novembre 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  6. ^ “A letto con il nemico”: scuola di formazione FGS, su FEDERAZIONE DEI GIOVANI SOCIALISTI, 26 novembre 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  7. ^ (EN) YES Summer Camp 2016, in Young European Socialists (YES), 24 marzo 2016. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  8. ^ Terrasini, a Città del Mare prende vita lo "Yes SummerCamp 2016", in PalermoToday. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  9. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 15 giugno 2019.
  10. ^ La rinascita riparte dai Giovani Socialisti | Avanti!, su www.avantionline.it. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2018).
  11. ^ (EN) MOZIONE PEDRELLI FGS, in Issuu. URL consultato il 31 ottobre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]