Favola della rana e dello scorpione

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La favola della rana e dello scorpione è un racconto tradizionale che verte sull'immutabilità degli istinti degli individui[1][2][3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull'altra sponda di un fiume; in un primo momento l'anfibio rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto, ma l'aracnide argomenta in modo convincente sull'infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma a metà strada la punge condannando entrambi alla morte; quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto insano, questi risponde: "È la mia natura".

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione ottocentesca di una variante dal Kalila wa Dimna: la tartaruga e lo scorpione.

L'origine e l'autore non sono noti. Varianti della favola appaiono nell'Africa occidentale e nei racconti popolari europei[senza fonte]. La storia è spesso attribuita a Esopo, tuttavia nelle sue favole appaiono solo delle variazioni. Uno studio pubblicato nel 2011 indica una connessione tra la genesi della fiaba e la tradizione del Panchatantra[4], una raccolta di favole di animali risalenti all'India del III secolo a.C.

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ digitalcommons.iwu.edu, http://digitalcommons.iwu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1014&context=tis .
  2. ^ bytesdaily.blogspot.it, http://bytesdaily.blogspot.it/2010/07/frog-and-scorpion.html .
  3. ^ johnaugust.com, http://johnaugust.com/2012/the-scorpion-and-the-frog .
  4. ^ (DE) Arata Takeda, Blumenreiche Handelswege: Ost-westliche Streifzüge auf den Spuren der Fabel Der Skorpion und der Frosch, in Deutsche Vierteljahrsschrift für Literaturwissenschaft und Geistesgeschichte, vol. 85, nº 1, pp. 124–152.
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