Fausto Saraceni

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Fausto Saraceni (Roma, 1 agosto 1920Roma, 21 giugno 2000) è stato un produttore cinematografico, regista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fausto proveniva da una famiglia di origine nobiliare e papalina il padre Giovanni Saraceni, era un cavaliere di Cappa e Spada presso il Vaticano, onorificenza conferitagli dal Soglio Pontificio, la madre Anna, era una pianista e cantante lirica. Le origini papaline della famiglia non accettavano la passione ed il grande interesse che Fausto, da subito, mostrava per il cinema, ostacolandolo in ogni modo. Ma la tenacia di Fausto fu più forte e preferì uscire di casa, con il suo cuscino e il materasso, affrontando il disagio di non avere l'appoggio della famiglia alle spalle pur di inseguire i suoi sogni.

Durante il tempo di guerra e nell'immediato dopoguerra, si recava tutte le sere presso il famoso bar Ruschena, centro di ritrovo del cinema italiano, dove insieme a nomi del calibro di : Federico Fellini, Mario Monicelli, Vittorio De Sica, Ugo Pirro, Ettore Scola, Roberto Rossellini, Luigi Magni e tanti altri, nascevano, tra una scommessa, una battuta ed una chiacchiera e l'altra, le basi dei film che hanno fatto grande il cinema italiano.

Fausto Saraceni comincia la sua carriera organizzando spettacoli teatrali per le truppe italiane per poi cimentarsi come scrittore e regista di documentari[1] quali : Fratelli d'Italia (1952), Gli undici Moschettieri con Ennio De Concini (1952), Puglia : la Terra (1953), Viaggio in oriente (1953). Questa esperienza lo porta a diventare un grande produttore cinematografico che ha contribuito a fare grande il cinema e la commedia all'italiana negli anni d'oro.

Le collaborazioni più importanti della vita lavorativa di Saraceni sono, senza dubbio, quella con Rodolfo Sonego, Alberto Sordi e Vittorio De Sica, uno degli incontro più proficuo fu quello con Gianni Hecht Lucari, fondatore della Documento Film (nel 1950).

Quando Saraceni, nel 1960, entrò nella Documento Film questa attraversava un momento di difficoltà, fu proprio Saraceni a salvarla potandola all'apice del successo.

La Documento Film dal 1960, divenne una delle case di produzione di maggior successo di quel periodo.

Un'altra collaborazione importante è quella con l'amico fraterno Dino De Laurentiis nata dal profondo legame che univa le mogli, Silvana Mangano e Lilli Saraceni, cresciute insieme come due sorelle di vita ed, a loro volta, i figli di entrambe sono cresciuti insieme, fondendosi in una famiglia ancor più unita di quanto non leghi una parentela sanguigna.

Tra le 94 pellicole da lui realizzate, sono degne di nota:

Il giardino dei Finzi-Contini (1970), tratto dal celebre romanzo di Giorgio Bassani, che regalò all'Italia l'Oscar al Miglior film di lingua straniera (1972), una Nomination all'Oscar come Migliore sceneggiatura non originale (1972), un David di Donatello per il miglior film (1971), un David Speciale (1971) , un Orso d'oro al Berlino Film Festival (1971), due Nastro d'argento (1971), un Glodo d'oro (1971), una nomination al Grammy Award come migliore colonna sonora (1973) e la British Academy Film Award ha assegnato un BAFTA (1973) e una nomination per la migliore fotografia. Saraceni lavorò cinque anni alla ricerca della giusta sceneggiatura e volle che solo e soltanto l'amico e parente Vittorio De Sica fosse a dirigerlo.[2]

La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli, è il film in cui il produttore fece recitare per la prima volta Monica Vitti in un ruolo comico che vinse il David di Donatello come miglior attrice e il film fu candidato all'Oscar.

Metello (1970) di Mauro Bolognini, tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini, in cui Saraceni fece recitare per la prima volta un giovanissimo Massimo Ranieri che vinse il Globo d'oro come miglior attore rivelazione (1970). Al Festival di Cannes la pellicola si aggiudicò : miglior interpretazione femminile a Ottavia Piccolo (1970) e nomination Palma d'oro a Bolognini (1970). Un David di Donatello come Miglior Film (1970) e due David Speciale e Due Globo d'oro ai protagonisti. Nastro d'Argento come migliore attrice Ottavia Piccolo (1971), Nastro d'Argento come miglior scenografia (1971) e altre quattro nominations.

Detenuto in attesa di Giudizio (1971) di Nanni Loi, film in cui il produttore fece recitare Alberto Sordi in un ruolo drammatico che vinse il David di Donatello come miglior attore.

Nel 1968 Saraceni produsse ... E per tetto un cielo di stelle di Giulio Petroni, che fu il primo "spaghetti western" comico all'italiana.

Fausto Saraceni produsse diversi film con Alberto Sordi tra i quali:

Crimen (1960) di Mario Camerini; La mia signora (1964) di Luigi Comencini, Mauro Bolognini, Tinto Brass; I complessi (1965) di Luigi Filippo D'Amico, Dino Risi e Franco Rossi; Made in Italy (1965) di Nanni Loy; Thrilling (1965) di Carlo Lizzani, Ettore Scola e Gian Luigi Polidoro; I nostri mariti (1966) Luigi Filippo D'Amico, Dino Risi e Luigi Zampa; Le fate (1966) Luciano Salce, Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Antonio Pietrangeli; Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa ? (1968) di Ettore Scola; Amore mio aiutami (1969) di Alberto Sordi; Le coppie (1970) di Mario Monicelli, Alberto Sordi e Vittorio De Sica; Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971) di Luigi Zampa; Lo scopone scientifico (1972) di Luigi Comencini; Il Comune senso del Pudore (1976) di Alberto Sordi; Quelle strane occasioni (1976) di Luigi Comencini, Nanni Loi e Luigi Magni;

Fausto Saraceni fu uno dei primi ad ideare film ad episodi (Made in Italy, Le coppie ecc.) e fu il precursore nella scelta di titoli complessi e lunghi come (Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa ?) tendenza poi ripresa in futuro, ad esempio da Lina Wertmüller.

Fausto Saraceni muore il 21 giugno del 2000 per un malore all'improvviso nell'ascensore di casa sotto lo sguardo della figlia Monica Saraceni.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario del cinema italiano. I registi dal 1930 ai giorni nostri, Gremese Editore, Roma 1993, p. 234.
  2. ^ Giardini d'Autunno di Manuel De Sica - il film Il giardino dei Finzi Contini, su www.ilcorto.it. URL consultato il 9 dicembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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