Fast Auroral Snapshot Explorer

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Fast Auroral Snapshot Explorer (FAST)
Emblema missione
FAST logo.png
Immagine del veicolo
FAST.jpg
Illustrazione del FAST.
Dati della missione
OperatoreNASA\Goddard Space Flight Center
NSSDC ID1996-049A
SCN24285
VettorePegasus XL
Lancio21 agosto 1996 alle 09:47 UTC
Luogo lancioStargazer
Vandenberg AFB, California, U.S.A
Fine operatività1º maggio 2009
Duratapianificata: 1 anno
effettiva: 12 anni, 8 mesi e 9 giorni
Proprietà veicolo spaziale
Potenza52 W[1]
Massa191,3 kg[2]
CostruttoreNASA\Goddard Space Flight Center
Carico65,3 kg[2]
Strumentazione
  • Electrostatic Analyzers (ESA)
  • Time-of-Flight Energy Angle Mass Spectrograph (TEAMS)
  • Electric Field and Langmuir Probe Experiment
  • Tri-Axial Fluxgate and Search-coil Magnetometers
Parametri orbitali
OrbitaGeocentrica
Apogeo3.497,8 km
Perigeo346,8 km
Periodo125,4333 minuti
Inclinazione82.9680°
Eccentricità0,1898
Semiasse maggiore8.300,4 km
Sito ufficiale
Programma Explorer
Missione precedenteMissione successiva
RXTE ACE

Il Fast Auroral Snapshot Explorer (FAST), a volte citato anche come Explorer 70 o SMEX-2, è un satellite NASA per lo studio della fisica dei plasmi ed è stato il secondo veicolo spaziale del Programma Small Explorer (facente parte del più vasto Programma Explorer) ad essere messo in orbita. Il satellite fu infatti lanciato il 21 agosto 1996 dalla base aerea Vandenberg, vicino a Lompoc, in California, grazie ad un razzo Pegasus XL. Il satellite è stato progettato e realizzato dal Goddard Space Flight Center della NASA. Il controllo delle operazioni di volo è stato gestito per tre anni dallo stesso centro Goddard e quindi trasferito al Laboratorio di scienze spaziali dell'Università della California a Berkeley.[2]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il FAST ha una forma quasi cilindrica, con un'altezza di 1,02 m e una larghezza di 0,93 m e, a pieno carico, arrivava a pesare 256,6 kg. Al fine di mantenere la propria orientazione il FAST utilizza la tecnica di stabilizzazione per rotazione, o "di spin", una tecnica di stabilizzazione passiva nella quale l'intero satellite ruota su stesso, nel caso del FAST compiendo 12 giri al minuto, in modo che il suo vettore di momento angolare rimanga pressoché fissato nello spazio inerziale,[3] mantenendo il proprio asse di spin perpendicolare al piano orbitale.[4]

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Il FAST è stato progettato per osservare e studiare la fisica dei plasmi dei fenomeni aurorali che si verificano ai poli del pianeta Terra.[5] Mentre uno degli strumenti di bordo dedicati allo studio del campo elettrico, l'Electric Field Experiment, ha avuto un malfunzionamento nel 2002, tutti gli altri strumenti hanno continuato ad operare normalmente fino all'ufficiale cessazione delle attività, avvenuta il 1º maggio 2009.[6] Nonostante la fine delle attività, dopo quella data furono comunque effettuati diversi test ingegneristici.[6]

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Electrostatic Analyzers (ESA): misurava la distribuzione elettronica e ionica;[5]
  • Time-of-flight Energy Angle Mass Spectrograph (TEAMS): misurava la distribuzione tridimensionale degli ioni a maggior concentrazione (ossia più grande di 1 ppm);[5]
  • Tri-Axial Fluxgate and Search-coil Magnetometers: raccoglieva dati sul campo magnetico;[5]
  • Electric Field and Langmuir Probe Experiment: raccoglieva dati sul campo elettrico e sulla densità e temperatura del plasma.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fast Auroral Snapshot Explorer, Goddard Space Flight Center. URL consultato il 4 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2012).
  2. ^ a b c R. Pfaff, C. Carlson, J. Watzin, D. Everett e T. Gruner, An Overview of the Fast Auroral SnapshoT (FAST) Satellite (PDF), in Space Science Reviews, vol. 98, 1/2, agosto 2001, p. 1-32, Bibcode:2001SSRv...98....1P, DOI:10.1023/A:1013187826070. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  3. ^ Manuela Ciani, Studio del sistema di assetto del satellite AtmoCube tramite attuatori magnetici (PDF), Università degli studi di Trieste, 2003, p. 14. URL consultato il 28 novembre 2017.
  4. ^ Explorer: FAST (SMEX 2), Gunter's Space Pages. URL consultato il 28 novembre 2017.
  5. ^ a b c d e FAST, su National Space Science Data Center, NASA. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  6. ^ a b News & Events, su FAST Education and Public Outreach, University of California, Berkeley. URL consultato il 4 dicembre 2017.

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