Fascicolo sanitario elettronico

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Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito, riferiti anche alle prestazioni erogate al di fuori del Servizio sanitario nazionale (cfr. art. 12 del D.L. 179/2012[1]).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Fse è uno strumento che ha lo scopo di tracciare la vita sanitaria degli assistiti memorizzando le informazioni digitali di natura sanitaria e sociosanitaria prodotte sul territorio nazionale dalle strutture e dai professionisti autorizzati. L'assistito può accedere al Fse e decidere di rendere accessibili le proprie informazioni ad altri professionisti attraverso la manifestazione esplicita di un consenso alla consultazione.

Come sancito dal DPCM del 29 settembre 2015 n. 178[2], uno dei documenti sociosanitari digitali più significativi è il profilo sanitario sintetico (patient summary), redatto e aggiornato dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, che riassume la storia clinica dell'assistito e la sua situazione corrente conosciuta. Ulteriori documenti riguardano prescrizioni, referti, lettere di dimissioni ospedaliere, verbali di pronto soccorso, ecc. È inoltre possibile fornire la possibilità agli assistiti di immettere informazioni personali (come annotazioni giornaliere, documenti sanitari in proprio possesso, ecc.) in una sezione riservata del Fse, denominata taccuino personale dell'assistito.

Il Fse può essere utilizzato per le seguenti finalità:

  1. prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione;
  2. studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico;
  3. programmazione sanitaria, verifica delle qualità delle cure e valutazione dell'assistenza sanitaria.

Dettagli tecnici[modifica | modifica wikitesto]

In virtù dell'autonomia posseduta per la programmazione e la gestione della sanità nei propri territori, il Fse è istituito dalle regioni e province autonome attraverso la realizzazione di infrastrutture tecnologiche in grado di registrare, all'interno di una opportuna base di dati denominata registro, i documenti digitali sanitari dei propri assistiti memorizzati in specifici sistemi informativi (repository).

Al fine di favorire la mobilità di un paziente su tutto il territorio, le infrastrutture tecnologiche regionali devono essere capaci di interoperare tra di loro per interscambiare le informazioni sanitarie e sociosanitarie, rispettando le normative di sicurezza e privacy. Il modello architetturale del Fse prevede che le interazioni tra tali sistemi siano mediate dall'Infrastruttura Nazionale per l'Interoperabilità del Fse (INI-FSE), la cui progettazione è stata curata dall'Agenzia per l'Italia digitale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e in accordo con il Ministero della salute, il Ministero dell'economia e delle finanze, le regioni e le province autonome, e la cui realizzazione è stata curata dal Ministero dell'economia e delle finanze attraverso l'utilizzo dell'infrastruttura del Sistema Tessera sanitaria sviluppata dalla Sogei.

L'INI-FSE, opportunamente collegata ad una specifica infrastruttura nazionale denominata National Contact Point for eHealth (NCPeH)[3], interconnessa a sua volta con l'infrastruttura europea eHealth Digital Service Infrastructure (eHDSI)[4], sarà adottata anche per assicurare l'interscambio di documenti sanitari tra l'Italia e gli altri Stati Membri dell'Unione europea (inizialmente prescrizioni elettroniche e profili sanitari sintetici), rispettando le specifiche definite dall'organismo tecnico della Commissione europea eHealth Network[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]