Faro di Kéreon

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Phare de Kéréon
Faro di Kéreon
Il faro di Kéreon visto dall'isola di Ouessant
Stato Francia Francia
Località Ouessant
Coordinate 48°26′18″N 5°01′36″W / 48.438333°N 5.026667°W48.438333; -5.026667Coordinate: 48°26′18″N 5°01′36″W / 48.438333°N 5.026667°W48.438333; -5.026667
Mappa di localizzazione: Francia
Faro di Kéreon
Costruzione 1916
Altezza 41 m
Elevazione 41 m s.l.m.
Portata 19 miglia nautiche
Tipo ottica Fresnel
Elenco fari ALL: A1850[1]

NGA: 0032[2]

Visitabile no
Automatizzato dal 2004
Segnale
2 lampi bianchi, periodo 24s

Il faro di Kéreon si trova sullo scoglio di Men Tensel (pietra astiosa in bretone) al largo della costa sud orientale dell'isola di Ouessant in Bretagna (Francia). È un faro offshore (come Nividic e la Jument), ovvero completamente circondato dal mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione iniziò nel 1907 e continuò tra mille difficoltà proprio perché eseguita sul passaggio di Fromveur (braccio di mare che divide le isole di Ouessant e di Molène dalla terraferma) dove vi sono delle fortissime correnti che rendono la navigazione molto insidiosa. Nel 1910, grazie a una donazione della nipote di Charles-Marie Le Dall de Kéréon (ufficiale della Marina Francese che venne ghigliottinato nel 1794 all'età di 19 anni), il progetto venne modificato e la costruzione prevista venne ingrandita. È proprio per questo che il faro ha preso il nome di Kéreon.
Nonostante le difficoltà occorse durante la costruzione e l'insorgere della grande guerra nel 1914, il 25 ottobre 1916 il faro entrò in servizio.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il faro ha l'aspetto di un palazzo e al suo interno vi sono cinque sale arredate con molto sfarzo: mobili in quercia d'Ungheria e pavimenti intarsiati in legno.
Alimentato dapprima a petrolio, nel 1972 venne elettrificato grazie a due mulini a vento, sempre sorvegliati da due elettricisti presenti all'interno del faro.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Kéreon è l'ultimo faro monumento costruito in Francia ed è stato uno degli ultimi fari ad essere automatizzati nel paese transalpino, tant'è che solo il giorno 29 gennaio 2004, l'ultimo guardiano ha lasciato il faro disabitato. Infatti l'automazione completa ha interrotto una serie di "pellegrinaggi" di guardiani che si susseguivano in tutte le stagioni, con tutte le condizioni meteo e che si concludevano con spettacolari arrampicate di persone dai battelli che le portavano sul faro.

Una placca commemorativa posta sulla parete della costruzione, ricorda la donazione di 585.000 franchi da parte di Madame Jules Lebaudy giunta alle casse del Ministero dei Lavori Pubblici. Sulla lapide è anche riportato parte del testo della lettera scritta il giorno prima della sua esecuzione da Charles-Marie al padre:

(FR)

« Le crime fait la honte et non pas l'échafaud. Je meurs innocent »

(IT)

« Il crimine dà disonore e non il patibolo. Io muoio innocente »

([senza fonte])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Admiralty List of Lights & Fog Signals (ALL), British Admiralty.volume A
  2. ^ Publication 113, National-Geospatial Intelligence Agency.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annamaria "Lilla" Mariotti, Fari, Vercelli, Edizioni White Star, 2005, pp. 28-31, ISBN 88-540-0342-5.

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