Faro delle isole Flannan

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Faro delle isole Flannan
The lighthouse on Eilean Mòr. The Chapel of St Flannan can be seen on the slope to the right of the lighthouse.
Stato Regno Unito Regno Unito
Località Eilean Mòr
Coordinate 58°17′18″N 7°35′24″W / 58.288333°N 7.59°W58.288333; -7.59Coordinate: 58°17′18″N 7°35′24″W / 58.288333°N 7.59°W58.288333; -7.59
Mappa di localizzazione: Regno Unito
Faro delle isole Flannan
Costruzione 1895-1899
Anno di attivazione 1899
Altezza 23 m

Il faro delle isole Flannan è un faro situato vicino al punto più alto di Eilean Mòr, una delle Isole Flannan nelle Ebridi Esterne a largo della costa occidentale della Scozia. Il faro è famoso per la misteriosa scomparsa dei suoi custodi nel 1900.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I resti della ferrovia del faro Flannan nel 2012.

Il faro è stato progettato da David Alan Stevenson, la torre di 23 metri è stata costruita per la Northern Lighthouse Board (NLB) tra il 1895 e il 1899. La costruzione è stata intrapresa da George Lawson di Rutherglen ad un costo di £ 6.914 compresa la costruzione dei luoghi di sbarco, scale, binari ferroviari ecc. Tutti i materiali utilizzati dovevano essere trasportati su scogliere di 45 metri direttamente da barche di approvvigionamento. Ulteriori £ 3.526 sono state spese per la stazione di terra a Breasclete sull'Isola di Lewis.[1] Venne acceso il 7 dicembre 1899.

Lo scopo dei binari era quello di facilitare il trasporto di approvvigionamenti per i custodi e di carburante per la luce (paraffina, a inizio XX secolo; la luce consumava una ventina di barili all'anno) su per le ripide pendenze dai luoghi di sbarco per mezzo di un cavo ferroviario trainato. Questo era alimentato da un piccolo motore a vapore situato in un capannone adiacente al faro. Una pista scendeva dal faro in direzione ovest e poi curvava verso sud.

Nel 1925 il faro è stata una delle prime luci scozzesi a ricevere comunicazioni dalla riva dalla telegrafia senza fili.[2] Negli anni '60 il sistema dei trasporti dell'isola è stato modernizzato. La ferrovia è stata rimossa, ma rimane lo zoccolo di cemento, usato da mezzi fuoristrada..[3]

Il 28 settembre 1971 il faro è stato automatizzato. Un eliporto in cemento armato è stato costruito al tempo stesso per consentire interventi di manutenzione in condizioni atmosferiche difficili. La luce è prodotta dalla combustione di gas acetilene ed ha un raggio di 17 miglia nautiche. Ora è monitorato dal Butt of Lewis[4] e la stazione di terra è stata trasformata in appartamenti.[5]

Mistero del 1900[modifica | modifica wikitesto]

Il faro non sarebbe che uno fra tanti, se non fosse per l'inquietante vicenda che ha animato le cronache un anno dopo la sua apertura.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Il faro delle Isole Flannan

Le prime avvisaglie che qualcosa di strano era avvenuto alle isole Flannan si ebbe il 15 dicembre 1900. Il piroscafo Archtor, di passaggio sulla tratta da Philadelphia a Leith passò per le isole e notò che la luce non era in funzione.

Il faro era presidiato di tre guardiani, James Ducat, Thomas Marshall e Donald MacArthur, che venivano riforniti ogni volta che terminavano le riserve di cibo, poiché sull'isola non vi era nessuna risorsa. La nave adibita al rifornimento Hesperus, approdò il 26 dicembre, con 6 giorni di ritardo sulla data prevista, ma nessuno attendeva alle scalinate[4]. Jim Harvie, il capitano della Hesperus, lanciò allora un fischio stridente e lanciò un bengala, ma nessuno scese dal faro. I marinai decisero di entrare nel faro per controllare se fosse tutto a posto ed una volta entrati, rimasero esterrefatti: il faro sembrava essersi bloccato nel tempo, sul tavolo trovarono parte dell'ultimo pasto dei guardiani, le lampade ad olio piene ma spente e i letti sfatti, ma non trovarono alcuna presenza umana. Gli orologi del faro risultavano fermi.

I marinai trovano anche il diario di uno dei guardiani (Thomas Marshall) dove vi erano descritti gli ultimi giorni dei guardiani prima della loro scomparsa:

12 dicembre

.....Mare furioso,

Non ho mai visto una tempesta simile.......

......James Ducat irritabile...

Più tardi

......La tempesta infuria ancora,

Vento costante, non si può uscire....

Ducat tranquillo, MacArthur piange....

13 dicembre

.....La tempesta è continuata per tutta la notte,

Ducat tranquillo, MacArthur prega....

Più tardi

.....Mezzogiorno....

Luce diurna grigia.....

Io, Ducat e MacArthur preghiamo....

14 dicembre

non c' è scritto niente

15 dicembre

.....Tempesta finita...

Mare calmo....

Dio è sopra ogni cosa....

L'indagine[modifica | modifica wikitesto]

L'isola venne ispezionata, e l'approdo ovest venne trovato danneggiato da una forte tempesta[4]. L'idagine portata avanti dal soprintendente Robert Muirhead del Northern Lighthouse Board il 29 dicembre ha concluso che probabilmente uno dei guardiani del faro era uscito sotto alla pioggia in maniche di camicia per assicurare una cassa contenente le cime per l'attracco e che i suoi colleghi lo hanno raggiunto per dargli una mano, ma sono stati poi trascinati via da un'onda che ha raggiunto la scogliera, a 34 m sopra il livello del mare[4][6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Flannan Isles Lighthouse " Northern Lighthouse Board. Retrieved 23 March 2008.
  2. ^ Munro, R.W., Scottish Lighthouses, Stornoway, Thule Press, 1979, p. 223.
  3. ^ A Gnat on the Flannans, su john-humphries.blogspot.co.uk, 29 giugno 2011. URL consultato il 24 giugno 2013.
  4. ^ a b c d Christopher Nicholson, Rock Lighthouses of Britain: The End of an Era?, 1995, pp. 168–79.
  5. ^ Perrot, D. et al. (1995) p. 132.
  6. ^ Munro, R.W., Scottish Lighthouses, Stornoway, Thule Press, 1979, pp. 170-171.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]