Fare San Martino

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Fare San Martino (fàa Sàn Martéen o fàa Sàn Martín in lombardo, “fèr Sàn Martèin” in modenese-emiliano) è un modo di dire usato nel territorio a vocazione agricola della pianura padana (l'espressione è usata anche nel dialetto veneto: fare San Martín). Significa cambiare lavoro e luogo di lavoro o, in senso più ampio, traslocare.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di questa espressione risale ad alcuni secoli or sono ed aveva un riscontro pratico sino a qualche decennio fa, quando una significativa parte della popolazione attiva della pianura padana era occupata nel settore agricolo in qualità di braccianti o mezzadri.[1]

L'anno lavorativo dei contadini terminava agli inizi di novembre, dopo la semina. Qualora il datore di lavoro (proprietario dei campi e della cascina) non avesse rinnovato il contratto con il contadino per l'anno successivo, questi era costretto a trovare un nuovo impiego altrove, presso un'altra cascina. L'organizzazione del lavoro (in assenza di efficienti mezzi di trasporto) prevedeva che il contadino abitasse sul luogo di lavoro in un'abitazione messa a disposizione dal padrone del fondo agricolo. Quindi, un cambio di lavoro comportava per il contadino e la sua famiglia il trasferimento in una nuova dimora, un vero trasloco. La data scelta per il trasloco, per tradizione e per ragioni climatiche (estate di San Martino), era quasi sempre l'11 novembre, giorno in cui la Chiesa ricorda San Martino di Tours. In molte località, la piazza dove contadini e proprietari si ritrovavano in tale data al fine di stipulare i contratti per l'anno seguente era spesso quella di fronte all'omonima chiesa o ha preso successivamente il nome di "piazza San Martino".

Un riscontro storico della diffusione di questo idioma è legato alla battaglia di Solferino e San Martino. Si tramanda che il re Vittorio Emanuele II, preoccupato per l'andamento della battaglia di San Martino, si rivolse nel comune dialetto ad una formazione di soldati piemontesi della Brigata "Aosta", di passaggio da Castelvenzago, con la celebre frase: «Fieuj, o i pioma San Martin o j'auti an fa fé San Martin a noi!»[2] [3] («Ragazzi, o prendiamo San Martino o gli altri fan fare San Martino a noi!»).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.gerenzanoforum.it/pagine_web/storie/cristina%20volonte/novembre/novembre_cris_05.htm
  2. ^ Paolo Brera e Andrea Carlo Cappi, Il visconte, pag. 213
  3. ^ Memoriaviva-Canelli: Frasi per l'Italia unita

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Martino, Il Paese dei Bambini che sorridono. URL consultato il 20 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2009).