Fantic Motor

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Fantic Motor
Stato Italia Italia
Fondazione 1968 a Barzago
Fondata da Henry Keppel Hesselink
Mario Agrati
Sede principale Dosson di Casier
Settore Casa motociclistica
Prodotti Motociclette
Sito web

Fantic Motor è una azienda italiana che costruisce motociclette, fondata nel 1968 nel paese di Barzago[1]. Dopo il fallimento dell'azienda nel 1995 e la chiusura della fabbrica, il marchio viene rilevato, a seguito di una gara pubblica di acquisto, dall'imprenditore trevigiano Federico Fregnan nel 2003[2], riavviando la produzione nel 2005. Dal 1 ottobre 2014 è stata acquistata da VeNetWork e il nuovo amministratore delegato è Mariano Roman[3].

Fantic Motor ha avuto una lunga serie di successi nel settore competizioni in fuoristrada, nell'enduro e particolarmente nella specialità trial dove ha vinto tre titoli mondiali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fantic Motor 200 del 1982

Nella produzione di serie, il modello che più di ogni altro ha lasciato il segno è stato il Caballero. Presentata alla fine degli anni sessanta, fu una delle motociclette più ambite dai quattordicenni italiani; equipaggiata dal classico motore 2 tempi da 49 cm³ realizzato dalla Motori Minarelli di Bologna, con un assetto regolaristico, era disponibile in due versioni con cambio a 4 marce classico o con la novità per l'epoca del cambio a 6 marce. Degna di nota le pubblicità per il Caballero, nelle quali comparivano personaggi noti del mondo del motociclismo e non solo, come Jarno Saarinen, Mike Hailwood e Sandro Mazzola.

Sull'onda del successo di tale modello venne messo in vendita un altro ciclomotore, il Chopper, che ricalcava l'assetto tipico delle motociclette americane rese famose dal film Easy Rider con la forcella anteriore avanzata e la sella fornita di appoggiaschiena; essendo l'unico esempio di tale tipo in vendita in Italia anche questo modello ottenne dei buoni risultati di vendita. La produzione di ciclomotori aveva in catalogo anche un modello stradale, il 50 GT (anche in versione targata con motore non depotenziato), ed un altro modello abbastanza originale: il Super Rocket (con ruote piccole) entrambi con cambio a 4 marce.

L'evoluzione del Caballero fu per lo più effetto del trasferimento dell'esperienza maturata dalla Fantic Motor sui campi di gara tutta Europa nelle competizioni di Enduro (all'epoca chiamata Regolarità). Nel 1978 si passò dai Caballero della serie TX 94/TX 96 (telaio grigio) alla nuova serie TX 160 (modello competizione, targato come motociclo) e TX 190 (modelli codice, con librettino) facilmente distinguibili dalla precedente serie per il telaio ora rosso.

La casa produsse anche i modelli di cilindrata maggiore della stessa serie Caballero e Chopper, ad uso dei sedicenni patentati dell'epoca, ma senza ottenere gli stessi lusinghieri risultati dei modelli inferiori. Miglior sorte ebbe la Strada 125 del 1982.

L'attività si espanse presto anche al settore del trial dove probabilmente la casa lecchese ottenne i risultati migliori in campo internazionale, con grandi vittorie in tutte le principali competizioni, incluso il Campionato del Mondo, vinto per tre volte (1985, 1986 e 1988)[4].

Fantic TZ 150, 2009

L'attività a Barzago è stata sospesa nel 1997[1].

Nel 2003 il marchio Fantic Motor è stato acquisito dall'industriale veneto Federico Fregnan, la produzione venne spostata in provincia di Treviso, a Dosson di Casier e venne incentrata sulle moto da fuoristrada (con il recupero tra l'altro del nome storico Caballero) e su quelle da Supermotard.

Nel 2009 la casa veneta presentò un nuovo Caballero dotato di motore a quattro tempi da 200 cm³. Nel 2011 venne invece presentato un nuovo Caballero 300 cm³ 2T con motore Gas Gas e telaio a traliccio.

Una Caballero 300 del 2012

Nel 2014 la società venne venduta interamente al gruppo VeNetWork, composto da imprenditori veneti sotto la presidenza di Alberto Baban[3]. La gestione dell'azienda venne affidata all'ingegnere Mariano Roman, ex direttore tecnico di Aprilia, Moto Guzzi e Laverda. In meno di un anno Fantic è entrata nel settore delle biciclette a pedalata assistita, con la divisione Fantic Bikes che progetta e realizza e-bike ed e-mtb nella stessa sede di Dosson di Casier. Nel 2016 Fantic ha lanciato nel mercato il suo nuovo 250 cm³ 4t in versione Enduro e Motard, seguito dai nuovi modelli 125 cm³ Euro4 e 50 cm³.

Nel novembre 2016, al Salone di Milano, oltre alla presentazione di tutta la nuova gamma moto 2017, Fantic ha mostrato il nuovo Caballero e descritto il suo progetto. La nuova gamma Caballero sarà disponibile in 3 differenti cilindrate (125 cm³, 250 cm³ e 500 cm³) e in due diversi allestimenti, Scrambler e Flat Track.

Le competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Fantic rientra nelle competizioni velocistiche nel 2005, partecipando al campionato mondiale classe 250 con la Fantic Motor R250 (sviluppata dalla CRP Thechnology), guidata da Gabriele Ferro e Arnaud Vincent[5][6]

La parentesi velocità dura solo una stagione (se si esclude il campionato europeo del 2006), nel 2006 la Fantic Motor si dedica esclusivamente alle competizioni nazionali di enduro che le sono più consone, e già nello stesso anno il pilota Thibaut Dussuelle si laurea Campione di Francia Enduro classe 50 in sella ad un Fantic Motor Caballero.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Trial[modifica | modifica wikitesto]

Enduro[modifica | modifica wikitesto]

  • Campione italiano enduro cat. 125 4t 2008
  • Campione italiano motorally cat. 125 4t 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Storia, fanticmotorlegend.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  2. ^ FANTIC MOTOR. Arrivano i successi, trevisopress.it, 29 giugno 2006. URL consultato il 1 settembre 2017.
  3. ^ a b Venetwork scommette sulla storica Fantic Motor, ilsole24ore.com, 14 ottobre 2017. URL consultato il 1 settembre 2017.
  4. ^ Storia dell'azienda, fanticmotor.it. URL consultato il 1 settembre 2017.
  5. ^ 2005 - Barcellona, il week end del GP di Catalunya, doimocityline.com, 12 giugno 2005. URL consultato il 1 settembre 2017.
  6. ^ R250 (PDF), crp.eu. URL consultato il 1 settembre 2017.

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