Falconidae

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Falconidi
Brown-Falcon,-Vic,-3.1.2008.jpg
Falco cenchroides
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Falconiformes
Sharpe, 1874
Famiglia Falconidae
Vigors, 1824
Generi

I Falconidi (Falconidae (Vigors, 1824)) sono una famiglia di uccelli rapaci, unica famiglia dell'ordine Falconiformes.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le femmine sono in genere più grandi dei maschi (dimorfismo sessuale). [senza fonte]

Il loro becco è più largo e più robusto di quello degli Accipitriformi, ed è caratterizzato dal cosiddetto «dente di falco», una sporgenza sul ramo superiore che s'inserisce perfettamente in un sottostante incavo del ramo inferiore. Hanno un tronco assai slanciato, lunghe ali appuntite e una lunga e stretta coda.[senza fonte]

Biollogia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei falconidi sono carnivori, sebbene alcune specie includano nella loro dieta anche materia vegetale, p.es. frutti. Alcune specie sono molto specializzate, prediligendo un determinato tipo di preda, ma la maggior parte si orienta opportunisticamente verso una varietà di prede, inclusi mammiferi (sino alle dimensioni di un agnello), uccelli, serpenti, sauri, testuggini, rane, pesci, crostacei e insetti. Parecchie specie sono necrofaghe, cioè si nutrono di carogne, altre sono cleptoparassite, cioè rubano le prede ad altri uccelli, come gabbiani, pellicani o altri rapaci. [2]

I falconidi non uccidono con gli artigli, ma con il forte becco dentellato superiormente. Il colpo del becco, che di solito è immediatamente mortale, mira alle vertebre del collo. La separazione delle vertebre in questo punto è sufficiente per paralizzare e stordire all'istante la vittima.[senza fonte]

I falconidi cacciano volando velocemente o reggendosi immobili nell'aria; con rapide, vigorose e non molto ampie battute delle ali sfrecciano fulminei, raggiungendo velocità stupefacenti e piombano sulle loro vittime.[senza fonte]

Non tutti catturano soltanto in volo ed esclusivamente animali che passano in volo. Fra loro esistono anche cacciatori che stanno in agguato per catturare la loro preda a terra.[senza fonte]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

I Falconidi non sono capaci di costruire nidi. Occupano invece vecchi nidi abbandonati da altri uccelli o depongono le loro uova sulla roccia nuda. Né sono in grado di riparare in qualche modo il vecchio nido che occupano. Senza esitare depongono le uova anche in nidi già mezzi sfasciati; di conseguenza le perdite di covate sono rilevanti. Inoltre - soprattutto durante la cerimonia della consegna, cioè quando il maschio consegna alla femmina la preda catturata per nutrire la prole - fanno un tale baccano nei pressi del nido che i numerosi nemici umani scoprono ben presto la camera dei piccoli.[senza fonte]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia ha una distribuzione cosmopolita, essendo presente in tutti i continenti eccetto l'Antartide. In Africa e Sud America si concentra la maggiore biodiversità.[3]

Popola ogni tipo di habitat, dai deserti alle foreste tropicali.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia comprende i seguenti generi e specie, raggruppati in 3 sottofamiglie:[1][4]

Caracara nero (Daptrius ater)
Caracara crestato (Caracara cheriway)
Falco di foresta barrato (Micrastur ruficollis)
Grillaio (Falco naumanni)
Falco dell'Amur (Falco amurensis)
Girfalco (Falco rusticolus)
Falco nero (Falco subniger)


Sottofamiglia Caracarinae d'Orbigny, 1837


Sottofamiglia Herpetotherinae Lesson, 1843


Sottofamiglia Falconinae Leach, 1820

Specie e generi fossili[modifica | modifica wikitesto]

Sono noti i seguenti generi fossili:[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Falconidae, in IOC World Bird Names (ver 8.2), International Ornithologists’ Union, 2018. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  2. ^ (EN) Kirschbaum, K. 2004, Falconidae, su Animal Diversity Web. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  3. ^ (EN) White, C.M., Olsen, P.D. & Kiff, L.F., Family Falconidae, su Handbook of the Birds of the World Alive, 2018. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  4. ^ (EN) John Boyd, Family Falconidae, su Taxonomy in Flux Checklist 3.08. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  5. ^ PVPH 465: prima falange 1 del dito medio. Possibile caracara; (Kramarz et al. 2005)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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