Falco newtoni

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Gheppio del Madagascar
Crecerelle.malgache1.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Genere Falco
Specie F. newtoni
Nomenclatura binomiale
Falco newtoni
(Gurney, 1863)
Sottospecie
  • F. n. newtoni Gurney, 1863
  • F. n. aldabranus Grote, 1928

Il gheppio del Madagascar (Falco newtoni Gurney, 1863) è un uccello falconiforme della famiglia dei Falconidi. Nelle lingue dei Paesi di origine è noto come katiti (creolo)[1] o hitsikitsika (malgascio). Deve il nome all'ornitologo britannico Edward Newton. Se ne riconoscono due sottospecie, presenti rispettivamente in Madagascar e ad Aldabra. La seconda è nota anche come gheppio di Aldabra (Falco newtoni aldabranus). Il parente più stretto di questa specie è il gheppio delle Seychelles; un tempo i due animali erano perfino considerati conspecifici. Il loro antenato comune si è suddiviso in due specie piuttosto recentemente, probabilmente meno di un milione di anni fa, nel corso del Pleistocene inferiore o medio. Il gheppio di Mauritius, invece, è imparentato con essi più alla lontana (Groombridge et al. 2002).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La sottospecie del Madagascar raggiunge al massimo i 30 cm di lunghezza. Le ali sono lunghe 180–195 mm nei maschi e 188–203 mm nelle femmine. I primi pesano al massimo 112-118 g, mentre le seconde possono raggiungere i 128 g. La testa e la nuca dei maschi è grigio-rossiccia con alcune strisce scure. Una sorta di «baffo» scuro corre dalla base del becco fino ai lati della gola. Le regioni superiori e le copritrici delle ali sono castane con macchie nere. Le copritrici del sottocoda sono grigie con macchie nerastre. Le remiganti lunghe sono marroni-nerastre, ricoperte sul lato interno da macchie bianche e castane. Le regioni inferiori sono biancastre. Le remiganti corte, castane, sono attraversate da bande nere. Il petto, il ventre e le copritrici del sottoala sono ricoperti da macchie nere. La coda, di colore grigio, presenta sei o sette sottili strisce nere e una larga banda subterminale dello stesso colore. Tutte le piume presentano l'estremità bianca. Questa specie presenta anche esemplari dalla fase rossiccia. In questa forma la testa e la nuca sono quasi nere. Il corpo e le copritrici sono castano scuro con strisce e macchie nere. La gola presenta una tinta bianco-camoscio. Le sopritrici del sottoala sono bianco-grigiastre e macchiate di nero. Nelle femmine la testa è più marcatamente castana. Le regioni inferiori sono più macchiate e la coda è marrone con barre nere. Entrambi i sessi esibiscono un becco grigio ardesia con l'estremità nera. La cera è gialla. Le zampe possono essere sia gialle che arancio brillante (nella forma rossiccia). La colorazione dei giovani è simile a quella delle femmine.

La sottospecie di Aldabra è molto simile a quella del Madagascar, ma è leggermente più piccola. Le ali sono lunghe 170–183 mm nei maschi e 177–186 mm nelle femmine. Alcune femmine presentano le regioni inferiori completamente bianche.

Il richiamo del gheppio del Madagascar consiste in una serie di iitsi, kitsi, kitsi, kitsi o in una sorta di cinguettio ripetuto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il gheppio del Madagascar occupa un areale molto vasto che comprende Madagascar, Mayotte e le Comore. È una specie stanziale che vive nelle savane e nelle zone umide, ma anche in prossimità degli insediamenti umani, ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 2000 m. Nelle foreste si spinge solo di rado. Il gheppio di Aldabra si incontra solamente su Grande Terre, un'isola del gruppo di Aldabra, ma è stato avvistato anche ad Anjouan, una delle Comore.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte della dieta del gheppio del Madagascar è costituita da insetti, afferrati generalmente in volo, ma anche da piccoli uccelli, rane e mammiferi, che invece vengono catturati al suolo. Il gheppio caccia all'alba o al crepuscolo, sia lanciandosi da un posatoio elevato che restando sospeso in aria[2].

Solitamente nidifica su pendici rocciose ed edifici o in cavità degli alberi o nidi di ramoscelli costruiti da altri uccelli, come il corvo bianconero. Vengono deposte da quattro a sei uova, solitamente in settembre, covate dalla sola femmina, che durante il periodo dell'incubazione viene nutrita a intervalli regolari dal maschio[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Erritzoe, Johannes & Erritzoe, Helga (1993): The Birds of CITES and How to Identify Them. Lutterworth Press. ISBN 0-7188-2895-X
  2. ^ Global Raptor Information Network - Madagascar Kestrel
  3. ^ The Hawk Conservancy Trust - Madagascar Kestrel

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erritzoe, Johannes & Erritzoe, Helga (1993): The Birds of CITES and How to Identify Them. Lutterworth Press. ISBN 0-7188-2895-X
  • Ferguson-Lees, James & Christie, David A. (2001): Raptors of the World. Houghton Mifflin, Boston. ISBN 0-618-12762-3
  • Groombridge, Jim J.; Jones, Carl G.; Bayes, Michelle K.; van Zyl, Anthony J.; Carrillo, José; Nichols, Richard A. & Bruford, Michael W. (2002): A molecular phylogeny of African kestrels with reference to divergence across the Indian Ocean. Molecular Phylogenetics and Evolution 25(2): 267–277. DOI10.1016/S1055-7903(02)00254-3 (HTML abstract)

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