Faysal bin Musa'id bin 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud

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Faysal bin Musa'id bin 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud
Principe dell'Arabia Saudita
Stemma
Nome completo Faysal bin Musa'id bin 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud
Nascita 4 aprile 1944
Morte Riyad, 18 giugno 1975
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Musa'id bin Abd al-Aziz Al Sa'ud
Madre Watfa bint Muhammad Al Rashid
Religione Musulmano sunnita

Fayṣal bin Musāʿid Āl Saʿūd (in arabo: فيصل بن مساعد بن عبد العزيز آل سعود‎; 4 aprile 1944Riyad, 18 giugno 1975) è stato un principe e criminale saudita, assassino e nipote del Re dell'Arabia Saudita Fayṣal.

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Faysal è nato a Riyad nel 1944 .[1] Suo padre era il principe Musa'id bin Abd al-Aziz Al Sa'ud, mentre sua madre era Watfa, figlia di Muhammad bin Talal, 12° (e ultimo) emiro di Jebel Shammar. In seguito i suoi genitori divorziarono. Lui e i suoi fratelli e sorelle erano molto più vicini ai loro parenti Rashidi che a quelli paterni, gli Al Sa'ud.[2]

Nel 1966, suo fratello Khaled [3] è stato ucciso nella capitale in una protesta contro l'introduzione della televisione.[4] I dettagli della sua morte sono contestati. Alcuni rapporti sostengono che lui in realtà è morto nel resistere all'arresto fuori dalla sua casa. Nessuna indagine sul suo decesso è mai stata avviata. Faysal aveva un altro fratello, Bandar, e una sorella, Al Jawhara. Abdul Rahman bin Musa'id è suo fratellastro.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Faysal ha studiato negli Stati Uniti,[5] prima presso la San Francisco State University, poi presso l'Università del Colorado a Boulder.[6] È stato descritto dai suoi colleghi come "tranquillo, simpatico, anche se non studioso".[5] Il professor Edward Rozek, suo docente in tre corsi di governo comparato, lo ha descritto come "un accademico D e uno studente C" e ha affermato, a suo parere, che la motivazione per l'assassinio "deve essere stata la droga".[4]

Nel 1970, è stato arrestato a Boulder, in Colorado, per la vendita di LSD e hashish.[5] Nel mese di maggio dello stesso anno, il procuratore distrettuale ha lasciato cadere le accuse.[5]

Christine Surma[modifica | modifica wikitesto]

La sua ragazza, Christine Surma, aveva 26 al momento dell'assassinio.[4] Surma riteneva interessante per il regno "raggiungere la pace con Israele, anche se ciò non era possibile con i predecessori di re Faysal."[7]

Dopo gli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato gli Stati Uniti, si è recato a Beirut. Per ragioni sconosciute, è andato anche nella Germania dell'Est. Quando tornò in Arabia Saudita, le autorità gli hanno sequestrato il passaporto a causa dei problemi causati all'estero. Ha quindi iniziato a insegnare presso l'Università di Riyad e si è tenuto in contatto con Christine Surma.

Assassinio e processo[modifica | modifica wikitesto]

Attentato[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 marzo 1975, si è recato al Palazzo Reale di Riyad, dove re Faysal stava tenendo un majlis, un evento in cui il monarca o il capo di una tribù apre la sua residenza ai cittadini per permettere loro di entrare e presentare una petizione. Si è quindi unito alla delegazione kuwaitiana e messo fila per incontrare il re. Quest'ultimo, una volta riconosciuto il nipote ha chinato la testa in avanti, in modo che il giovane Faysal potesse baciargli la testa in segno di rispetto. Il principe ha tirato fuori una pistola dalla sua veste e sparato due colpi che hanno centrato il sovrano sul volto. Ha esploso un terzo colpo che però non ha colpito il monarca e gettato via la pistola. Re Faysal è poi caduto a terra ferito. Una guardia del corpo ha colpito il principe Faysal con una spada inguainata mentre il ministro del petrolio Zaki Yamani ha urlato più volte di non uccidere l'attentatore.[5] Il sovrano è stato subito ricoverato in ospedale ma i medici non sono riusciti a salvarlo. Prima di morire, il re ordinò che l'assassino non fosse giustiziato. Una troupe televisiva saudita ha catturato l'intero assassinio con una macchina fotografica.[8]

Imprigionamento ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

I primi rapporti hanno descritto Faysal bin Musa'id come "mentalmente squilibrato". È stato quindi trasferito in una prigione di Riyad.[5] Tuttavia, è stato successivamente ritenuto sano di mente per essere processato.[9]

Il 18 giugno successivo, una corte della shari'a ha ritenuto Faysal colpevole di regicidio, e giustiziato pubblicamente alcune ore più tardi, alle 16.30.[10] Il fratello Bandar è stato imprigionato per un anno e poi rilasciato.[2] Alcune auto con altoparlanti hanno annunciato il verdetto e l'imminente esecuzione; la folla si è quindi riunita nella piazza.[10] Faysal, barcollante secondo alcuni rapporti, è stato condotto da un soldato al punto di esecuzione.[10] Indossava abiti bianchi e aveva gli occhi bendati. Il principe è stato decapitato con un solo colpo.[10] Dopo l'esecuzione, la sua testa è stata esposta alla folla su una picca di legno per 15 minuti, prima di essere portata via con il cadavere in ambulanza.[10]

Possibili moventi[modifica | modifica wikitesto]

I giornali di Beirut hanno sostenuto un coinvolgimento con la droga come una motivazione per l'assassinio. I funzionari sauditi hanno affermato che le azioni del principe erano deliberate e pianificate. Alcune voci hanno suggerito che il principe avesse comunicato alla madre i suoi piani omicidi, la quale a sua volta, ha riferito al sovrano che ha risposto che "se era la volontà di Allah, allora sarebbe accaduto". Il movente comunemente accettato dai media arabi sostiene che il principe era stato lo strumento della CIA che cercava vendetta per la crisi energetica cominciata nel 1973.[5]

Sempre i giornali della capitale libanese hanno offerto tre diverse spiegazioni per l'attacco. An-Nahar ha riferito che l'attacco potrebbe essere stato una possibile vendetta per la detronizzazione di re Sa'ud, in quanto il principe Faysal era destinato a sposare Sita, una delle figlie dell'ex monarca. Nella stessa settimana,[11] Un-Nahar ha riferito che il sovrano aveva ignorato le sue ripetute lamentele in cui sosteneva che l'assegno mensile di 3500 dollari (15 400 dollari a settimana e 800 000 l'anno al tasso del 2014) era insufficiente e che questo poteva averlo spinto all'omicidio.[11] Al Bayrak ha riferito che secondo affidabili fonti arabe, il monarca gli aveva vietato di lasciare il paese a causa del consumo eccessivo di alcol e droghe all'estero e che l'attacco mortale potrebbe essere stato una rappresaglia contro il divieto.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ George Fetherling, The Book of Assassins: A Biographical Dictionary from Ancient Times to the Present, New York, Wiley, 2001, p. 139. URL consultato il 9 settembre 2013.
  2. ^ a b Madawi Al Rasheed, Politics in an Arabian Oasis. The Rashidis of Saudi Arabia, New York, I. B. Tauirs & Co. Ltd., 1991.
  3. ^ Tariq Ali, Kingdom of corruption: Keeping an eye on the ball: the Saudi connection (PDF), in Index on Censorship, vol. 30, 2001, pp. 14–18, DOI:10.1080/03064220108536972. URL consultato il 27 aprile 2012.
  4. ^ a b c Reported Killer of King Faisal Knew Drugs, Radicals P.5, AP The Journal, (Meriden, Connecticut), 25 March 1975. Retrieved 25 March 2015.
  5. ^ a b c d e f g Saudi Arabia: The Death of A Desert Monarch, in Time, 7 aprile 1975.
  6. ^ Saudi Arabia's King Faisal Assassinated. p. 1, Lodi News-Sentinel. 26 March 1975, Retrieved 25 March 2015. Via news.google.com
  7. ^ Saudi Prince Beheaded. The News and The Courier, 19 June 1975 [collegamento interrotto]
  8. ^ Ludington, Nick (27 March 1975) Public Execution is Expected The Daily News. p.5, Retrieved 25 March 2015. Via news.google.com
  9. ^ UPI (31 March 1975) Faisal's Slayer Will Stand Trial Milwaukee Sentinel. p.2, Retrieved 25 March 2015. Via news.google.com
  10. ^ a b c d e "Prince beheaded in public for King Faisal's murder.", The Times, London, 19 June 1975, p. 1
  11. ^ a b c Motives for Slaying Offered The Daily News. p.5 , 27 March 1975, Retrieved 25 March 2015. Via news.google.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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