Fairey Fantôme

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Fairey Fantôme
FFantome.jpg
Il Fairey Fantôme matricola L7045 fotografato a Martlesham Down nel febbraio 1938
Descrizione
Tipoaereo da caccia
Equipaggio1
ProgettistaMarcel Lobelle
CostruttoreRegno Unito Fairey
Data primo volo6 giugno 1935
Utilizzatore principaleBelgio Aviation militaire
URSS VVS
Regno Unito RAF
Esemplari4
Dimensioni e pesi
Lunghezza8,40 m (27 ft 7 in)
Apertura alare10,52 m (34 ft 6 in)
Altezza3,45 m (11 ft 4 in)
Superficie alare25,36 (273,00 ft²)
Peso a vuoto1 134 kg (2 500 lb)
Peso max al decollo2 060 kg (4 120 lb)
Propulsione
Motoreun Hispano-Suiza 12Ycrs
12 cilindri a V raffreddati a liquido
Potenza925 CV (690 kW)
Prestazioni
Velocità max435 km/h (270 mph)[1]
Velocità di crociera350 km/h (217 mph)
Autonomia700 km
Tangenza11 000 m (35 000 ft)
Armamento
Mitragliatrici4 FN-Browning M1919 da 7,62 mm
Cannoni1 Oerlikon S9 da 20 mm con 60 colpi

dati estratti da The Complete Book of Fighters[2]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Fairey Fantôme era un caccia monomotore biplano prodotto dall'azienda britannica Fairey Aviation Company Limited nella seconda metà degli anni trenta del XX secolo rimasto allo stadio di prototipo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il caccia Fantôme fu progettato nel 1934 dall'ingegnere Marcel Lobelle, capo progettista della ditta, per soddisfare una specifica[3] emessa dell'Aviation militaire/Militair Vliegwezen belga, in cerca di un sostituto del Fairey Firefly II.[4] Il prototipo (matricola F.2118, G-ADIF) fu costruito velocemente, e volò per la prima volta il 6 giugno 1935, ma fu perso per incidente in fase di atterraggio sull'aeroporto di Bruxelles-Evere il 17 luglio successivo,[N 1] causando la morte del collaudatore S. H. G. Trower.[4]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il Fairey Fantôme era un aereo da caccia biplano, con capacità di operare sia di giorno che di notte, dotato di radio ricetrasmittente, monomotore monoposto.[5] La configurazione alare era biplano-sesquiplana con entrambe le ali costruite attorno a longheroni in alluminio, e collegate tra loro con quattro coppie di montanti, rinforzati da cavi d'acciaio; il piano superiore era montato alto a parasole e l'inferiore basso sulla fusoliera.[5] L'ala superiore presentava alettoni sul solo piano alare superiore. La fusoliera era caratterizzata dalla struttura in tubi d'acciaio saldati, ricoperta in tela trattata tranne nella zona anteriore ricoperta di lamina metallica, ed integrava l'unico abitacolo aperto destinato al pilota protetto da un piccolo parabrezza.[5] Posteriormente terminava in un impennaggio classico caratterizzato dall'elemento verticale di grandi dimensioni e dai piani orizzontali irrobustiti da quattro aste di controvento "a V", due per lato.[5]

Il carrello d'atterraggio era di tipo classico, con due elementi monoruota, congiunti alla fusoliera da una struttura a "V", in tubi metallici.[5] Le ruote erano dotate di freni ad aria e ammortizzatori oleopneumatici e ricoperte da carenature.[5]

La propulsione era affidata ad un motore Hispano-Suiza 12Ycrs[3] a 12 cilindri a V raffreddati a liquido, dalla potenza di 925 CV (690 kW) ed azionante un'elica bipala metallica. L'aereo saliva ad una quota di 4 000 m (13 120 ft) in 5'40".[1] L'armamento si basava su un cannone Oerlikon S9 da 20 mm installato tra i banchi dei cilindri del motore, e 4 mitragliatrici FN-Browning M1919 cal. 7,62 mm,[3] due posizionate nell'ala superiore con 500 cpa e due nelle semiali inferiori con 300 cpa.[3] Il carico di caduta comprendeva 4 bombe da 10 kg.[5]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

In vista del probabile ordine da parte dell'aeronautica belga la ditta Fairey aveva prodotto ad Hayes parti e componenti per costruire altri tre velivoli che furono spediti alla Avions Fairey di Gosselies (Belgio) nel corso del 1936, e completati sotto la denominazione di Fairey Féroce.[1] Portati in volo dal collaudatore Chris S. Staniland, i due aerei (matricole F.2264-5)[N 2] furono venduti al governo sovietico[1] già nel dicembre 1935, e furono consegnati smontati ed imballati, via mare da Anversa nel novembre 1936.[6] Utilizzati dalla V-VS per test e valutazioni operative, anche con l'impiego di sci al posto delle ruote,[6] non risultarono superiori ai tipi già in servizio e furono radiati nel giugno 1937. Non è noto il loro destino finale.[6]

Il quarto aereo (matricola L7045, F.3451) fu acquistato l'11 maggio 1937 dall'Air Ministry, e volò per la prima volta a Gosselies il 4 novembre 1937 nelle mani del collaudatore F.H. Dixon. Il velivolo fu trasportato da Evere a Heston,[N 3] Gran Bretagna, il 10 novembre, e quindi portato sull'aerodromo di Great West. Il 23 dicembre 1937 fu effettuato il primo volo di collaudo, cui ne seguì un altro il 5 gennaio 1938, e poi l'aereo venne trasferito a Gosselies dove venne completato come Fairey Féroce; il Fantôme era volato a Farnborough[1] il 17 gennaio assegnato A & AEE per la valutazione operativa che continuò fino al giugno 1939 quando l'aereo venne accantonato.[6]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Belgio Belgio
Regno Unito Regno Unito
URSS URSS

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il prototipo fu presentato ad un concorso aeronautico, e il pilota, mentre effettuava una picchiata ad alta velocità e a bassa quota, non riuscì a richiamare l'aereo che si schiantò al suolo.
  2. ^ Secondo alcune fonti i numeri di costruzione della filiale belga erano AF 8001 e AF 8002.
  3. ^ In questa località si svolsero le pratiche per lo sdoganamento.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e King 1955, p. 131.
  2. ^ Green, Swanborough 1994, p. 44.
  3. ^ a b c d Flight n.1833, 27 June 1935, p. 698.
  4. ^ a b Taylor 1988, p. 260-263
  5. ^ a b c d e f g King 1955, p. 130.
  6. ^ a b c d Уголок неба.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) William Green, Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters, New York, Smithmark, 1994, ISBN 0-8317-3939-8.
  • (EN) Francis K. Mason, The British Fighter since 1912, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 1992, ISBN 1-55750-082-7.
  • (EN) Hugh A. Taylor, Fairey Aircraft since 1915, London, Putnam, 1988, ISBN 0-370-00065-X.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Trade Follows the Flag, in Flight, XXVII, nº 1833, London, 27 giugno 1935, pp. 698-701.
  • (EN) H. F. King, Family of Fairey. A Forty-year Retrospect, in Flight Aicraft Engineer, LXVIII, nº 2426, London, 22 luglio 1955, pp. 119-136.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]