Fahrenheit 451

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Fahrenheit 451
Galaxy 195102.jpg
Copertina della rivista Galaxy dove il romanzo breve The Fireman fu pubblicato nel febbraio 1951.
AutoreRay Bradbury
1ª ed. originale1953
1ª ed. italiana1956
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza
Lingua originaleinglese
ProtagonistiMontag

Fahrenheit 451 (edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice) è un romanzo di fantascienza del 1953, scritto da Ray Bradbury.

Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 2022, vi si descrive una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

Nel 1966 il libro è stato trasposto in un omonimo film per la regia di François Truffaut e in un omonimo film TV nel 2018 per la regia di Ramin Bahrani. Nel 2004 al libro è stato assegnato il premio Retro Hugo come miglior romanzo 1954.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nasce come espansione del romanzo breve The Fireman, pubblicato originariamente nel numero di febbraio 1951 della rivista Galaxy Science Fiction. In forma di romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1953 sulla nascente rivista Playboy, sul secondo, terzo e quarto numero[1]. È stato pubblicato in italiano per la prima volta sulla rivista Urania in due puntate (nn. 13 e 14, novembre e dicembre 1953), con il titolo Gli anni del rogo. Nel racconto La volpe e la foresta (The Fox and The Forest, 1950), si accenna a un futuro distopico dove vengono censurati i pensieri, si viene costretti ad ascoltare la radio e vengono bruciati i libri: tale racconto può essere considerato un ravvicinato precursore dei temi presenti nel libro.

Il titolo del romanzo si riferisce a quella che Bradbury riteneva essere la temperatura di accensione della carta a pressione di una atmosfera e che nel Sistema internazionale corrisponde a circa 506 K, 233 °C, anche se nel testo non vi si fa riferimento: infatti questa cifra compare solo sull'elmetto da pompiere del protagonista Montag. In realtà la temperatura d'accensione della carta dipende dal suo spessore: quella di giornale si accende per esempio a 185 °C, quella da lettera a 360 °C.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Bruciare sempre, bruciare tutto. Il fuoco splende e il fuoco pulisce»

(Fahrenheit 451)

Il protagonista, Guy Montag, lavora nei vigili del fuoco. Nella sua epoca però i pompieri, "la milizia del fuoco", non spengono gli incendi, ma invece danno fuoco alle case di coloro che hanno violato la legge, e nello specifico a coloro che detengono e nascondono libri, assolutamente illegali.

All'inizio della narrazione Montag sembra convinto della sua missione, poi però inizia a chiedersi cosa contengano i libri, perché le persone rischino la libertà e la loro casa per essi, per leggerli e per difenderli: l'incontro con un'anziana donna che preferisce bruciare nella sua casa anziché abbandonare i libri lo sconvolge. Montag inizia a salvare alcuni libri e a leggerli di nascosto, cosa che preoccupa il suo capitano, Beatty. Questi cerca di parlare con Montag, ma egli vorrebbe licenziarsi: le parole del capitano rivelano comprensione per i tormenti che lo attanagliano, e in seguito egli cerca di riportare Montag alla ragione e al ripensamento quanto al lasciare il lavoro. Mildred, la moglie di Montag, invece, fruitrice compulsiva di tv e radio e completamente anaffettiva nei confronti del marito, denuncia la presenza di libri in casa e lo lascia, così Beatty torna la sera stessa per bruciargli la casa e arrestare Montag, costringendolo ad appiccare un incendio alla propria casa con il lanciafiamme. Dopo aver bruciato la casa, Montag rivolge l'attacco allo stesso Beatty, neutralizzandolo. Divenuto un ricercato, Montag fugge inseguito dal "Segugio meccanico", una terribile macchina apparentemente infallibile che si occupa di cacciare i delinquenti, e si ripara lungo il fiume, sulle cui rive incontra un gruppo di uomini fuggiti dalla società e che insieme ad altri loro compagni custodiscono il patrimonio letterario dell'umanità tramandando a memoria i libri, per non infrangere la legge. Intanto la televisione comunica la falsa ma rassicurante notizia della morte di Montag durante l'inseguimento.

Un ordigno nucleare viene sganciato sulla città e Montag, con i suoi nuovi compagni, si avvia verso di essa per prestare soccorso ai sopravvissuti, nella speranza di poter essere utili alla società e aiutare a ricostruirla.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La passione di Bradbury per i libri, che lo accompagnerà per tutta la vita, cominciò molto presto. Come assiduo frequentatore delle biblioteche locali nel decennio tra il 1920 e il 1930, il ragazzo spesso fece notare il suo disappunto per il fatto che non fossero rifornite di popolari romanzi fantascientifici, come ad esempio quelli di H. G. Wells, perché all'epoca non erano considerati abbastanza eruditi. Tra questo episodio e il venire a sapere della distruzione della Biblioteca di Alessandria[2], nell'adolescente Ray si fece strada la profonda consapevolezza della vulnerabilità dei libri alla censura e alla distruzione. Nei primi anni Trenta, Bradbury fu inorridito dal rogo dei libri perpetrato dal regime nazista e in seguito anche dalla campagna politica di repressione messa in atto da Stalin, le Grandi purghe, durante la quale numerosi poeti e scrittori, tra gli altri, furono arrestati e spesso giustiziati[3].

Nel 1947, dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale e dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la Commissione per le attività anti-americane (HUAC), nata nel 1938 per investigare su cittadini americani che fossero in qualche modo collegati ai comunisti, tenne delle udienze per indagare su presunte influenze del comunismo nelle produzioni di film a Hollywood. Queste udienze risultarono nella lista nera dei cosiddetti "Hollywood Ten"[4], un gruppo di sceneggiatori e registi piuttosto influenti. Questa interferenza del governo in affari artistici e di tipo creativo scatenò l'ira di Bradbury[5]. Amareggiato e interessato alle mosse del suo governo, in una notte del tardo 1949 egli incontrò uno zelante poliziotto che avrebbe ispirato Bradbury per la stesura di una breve storia, The Pedestrian, che sarebbe dapprima diventata The Fireman e poi Fahrenheit 451. L'ascesa del senatore Joseph McCarthy e le sue udienze di accusa contro i comunisti, a partire dal 1950, avrebbero approfondito a dismisura il disprezzo dello scrittore nei confronti del governo.

Lo stesso anno in cui la commissione per l'attività anti-americane iniziò ad investigare a Hollywood è spesso considerato l'inizio della Guerra fredda, che nel marzo del 1947 fu annunciata dalla Dottrina Truman. Intorno al 1950, la guerra fredda era al suo apice e la paura degli americani per la guerra atomica e l'influenza comunista era a livelli febbrili. La scena era pronta per la stesura dell'olocausto nucleare presente alla fine del romanzo Fahrenheit 451, esemplificando uno scenario tanto temuto dal popolo americano del tempo, ma al tempo stesso quasi irreale: la guerra è solo un'eco e gli unici effetti sensibili sono la partenza dei giovani per il fronte e il rombo degli aerei militari che volano alti.

Nella sua giovinezza, Bradbury fu un testimone dell'età d'oro della radio, e la transizione all'età d'oro della televisione iniziò all'incirca quando cominciò a lavorare sulle storie che l'avrebbero condotto a Fahrenheit 451. Bradbury vide tali media come una minaccia alla lettura dei libri, come una minaccia alla società, perché possono costituire una distrazione dalle questioni più importanti. Questo disprezzo per i media si esprimerà attraverso la caratterizzazione di Mildred e delle sue amiche ed è un importante tema presente all'interno del libro.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il testo, da cui lo stesso Bradbury ha tratto una versione per il teatro, rientra nel filone della fantascienza sociologica e vuole rappresentare in modo esplicito i rischi di una società distopica.

Secondo alcuni critici[senza fonte] vorrebbe simboleggiare un'allegoria del maccartismo imperante nella società statunitense dei primi anni cinquanta. Secondo altri[senza fonte] l'autore avrebbe inteso prefigurare semplicemente una società distopica cresciuta all'ombra di cervellotici machiavellismi.

Analogie con Huxley e Orwell[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo di Bradbury affronta il tema delicato della gestione delle informazioni e del controllo della società e - sotto questo particolare aspetto - tratta lo stesso tema dell'altrettanto famoso romanzo di Aldous Huxley Il mondo nuovo, pubblicato nel 1932. In entrambi i romanzi l'attenzione delle persone verso l'operato del governo è annichilita dall'imposizione di un consumo di massa, dove il fine ultimo è il soggiacere all'apparenza, al protagonismo e all'appagamento materialista. Nonostante il proposito delle dittature, la felicità risulta essere solo apparente e sussistono numerose manifestazioni di depressione, che però possono essere eliminate facilmente grazie all'uso di stupefacenti.

Fahrenheit 451 ha anche numerose analogie con il romanzo 1984 di George Orwell: in entrambe le storie è presente la delazione (persino fra componenti dello stesso nucleo familiare), anche se in 1984 essa è inculcata fin da bambini e considerata positiva, mentre in Fahrenheit 451 è solo una prassi comune. In entrambi i libri si fa un uso massiccio della censura e della manipolazione dell'informazione, ma organizzate in modo differente. In 1984 esistono ancora i libri ma tutte le notizie vengono costantemente rimaneggiate a posteriori ad opera di un ministero delegato, le notizie sono palesemente in contrasto con la realtà quotidiana di povertà e abbrutimento della città e dei suoi abitanti e la televisione diventa l'unico mezzo di comunicazione ed educativo obbligatorio, al punto che non si può spegnerla in nessun caso. Nel romanzo di Bradbury invece è bandita qualsiasi informazione scritta (che non siano aridi manuali tecnici o scolastici oppure giornali sportivi o umoristici). I libri sono materiale illegale perché la società deve proteggersi dalle persone che potrebbero rivolgersi al pensiero, indotte a tale attività dai libri; la televisione è presente non come strumento di educazione ed oppressione, ma come un riempitivo volontario della vita quotidiana, la tv non veicola nessun contenuto, è solo intrattenimento puro. Le notizie vere si ascoltano ancora alla radio, ma la guerra viene presentata come qualcosa che non solo non interferisce con la normalità della vita quotidiana ma la si vive nella presunzione della vittoria, per cui vengono date notizie rassicuranti, finché una bomba non verrà sganciata sulla città. Inoltre la città di Montag è improntata al consumismo e al benessere dell'"American way of life".

A differenza di quanto accade in 1984, Fahrenheit 451 e Il mondo nuovo possono essere considerati libri critici verso le degenerazioni informative dei regimi democratici basati sul sempre più invadente consumo di massa. In ogni caso il libro di Bradbury ha un finale aperto a una nuova vita e alla speranza, mentre Huxley e Orwell non prefigurano alcuna via di fuga.

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 è uscito il videogioco Fahrenheit 451, un'avventura testuale per diversi home computer, ambientata dopo la fine del romanzo.

Nel 1984 il gruppo new wave Scortilla ha pubblicato il brano Fahrenheit 451 ispirato al libro di Bradbury e al film di Truffaut.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il breve racconto dello scrittore Robert Sheckley The Mnemone (1971) narra di un'epoca in cui i libri sono banditi ed in un piccolo centro americano sopraggiunge un uomo la cui conoscenza mnemonica di numerosi testi permette di tramandarli oralmente a dei potenziali clienti[6].

Papercelsius 154 è una parodia disneyana a fumetti del romanzo, scritta da Giorgio Figus e disegnata da Claudio Panarese, pubblicata su Topolino n. 2156. In questa storia è la musica a essere proibita.

Parecchi elementi della storia si ritrovano nel film Equilibrium: tra questi, il rogo dei libri, l'appartenenza del protagonista a una speciale milizia governativa e il suo ravvedimento. Nel film, comunque, sono le emozioni ad essere proibite, e di conseguenza tutti gli oggetti del passato che hanno il potere di evocarle, libri inclusi.

A titolo e tag-line di questo romanzo si è ispirato il regista statunitense Michael Moore per il suo documentario Fahrenheit 9/11 basato sui fatti dell'11 settembre 2001. Bradbury si è detto molto infastidito dal "furto" del titolo, chiedendo più volte le scuse di Moore e un cambio di titolo del film.[7][8]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ray Bradbury, un ragazzo con i capelli bianchi - Repubblica.it
  2. ^ Cusatis, John (2010). Research Guide to American Literature: Postwar Literature 1945–1970. Facts on File Library of American Literature 6 (New ed.). New York, NY: Infobase Publishing. ISBN 978-1-4381-3405-5.
  3. ^ “Ray Bradbury's Fahrenheit 451 audio guide”.The Big Read. 08:57–09:44. "Well, we should learn from history about the destruction of books. When I was fifteen years old, Hitler burned books in the streets of Berlin. And it terrified me because I was a librarian and he was touching my life: all those great plays, all that great poetry, all those wonderful essays, all those great philosophers. So, it became very personal, didn't it? Then I found out about Russia burning the books behind the scenes. But they did it in such a way that people didn't know about it. They killed the authors behind the scenes. They burned the authors instead of the books. So I learned then how dangerously it all was."
  4. ^ “Playboy Interview: Ray Bradbury”. raybradbury.com. "In the movie business the Hollywood Ten were sent to prison for refusing to testify before the HUAC, and in the Screen Writers Guild Bradbury was one of the lonely voices opposing the loyalty oath imposed on its members."
  5. ^ Beley, Gene (2007). Ray Bradbury uncensored!. Lincoln, NE: iUniverse. ISBN 978-0-595-37364-2
  6. ^ Robert Sheckley, Giardiniere di uomini, antologia, collana Urania n. 604, 29 ottobre 1972
  7. ^ "Fahrenheit 451" author wants title back, su Hardball with Chris Matthews, 29 giugno 2004.
  8. ^ Call it a tale of two 'Fahrenheits', MSNBC, 29 giugno 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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