Fahda bint Asi Al Shuraim

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Fahda bint Asi Al Shuraim
Morte 1930 circa
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Asi Al Shuraim
Coniugi Sa'ud bin Abd al-Aziz Al Rashid (1916 - 1920, def.)
Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita (1921 - 1930)
Figli Da Sa'ud:
Abd al-Aziz
Mishaal
Da Abd al-Aziz:
Re Abd Allah
Principessa Nuf
Principessa Seeta
Religione Musulmana sunnita

Fahda bint Asi Al Shuraim (in arabo: الشيخة فهدة بنت العاصي الشريم‎; ... – 1930) è stata una principessa saudita, moglie di re Abd al-Aziz.[1]

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Fahda apparteneva alla potente tribù Shammar.[2][3] Era figlia dell'ex capo tribù Shammar, Asi Al Shuraim.[4][5] Il padre di Fahda era lo sceicco della parte meridionale della tribù Shammar.[6]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Fahda bint Asi ha sposato in prime nozze il decimo emiro Al Rashid, Sa'ud bin Abd al-Aziz, che è stato ucciso da suo cugino nel 1920.[7][8] Ha avuto due figli dal suo primo matrimonio: Abd al-Aziz (nato nel 1916) e Mishaal (nato nel 1918).[7]

A seguito dell'uccisione del marito, Fahda ha sposato re Abd al-Aziz [9] di cui è stata l'ottava moglie.[10] È stata una delle due donne Rashide sposate con lui.[8] La ragione di queste unioni è da ricercare nel tentativo di costruire una tregua e di renderli fedeli al nuovo Stato.[11] In altre parole, Abd al-Aziz la sposò per eliminare i potenziali problemi causati dai Rashidi.[12]

Il primo figlio nato dal suo matrimonio con il sovrano è stato Abd Allah, che diventerà sesto re dell'Arabia Saudita.[13] In seguito sono nate anche due figlie: Nuf e Seeta.[14] Fahda morì intorno al 1930, quando Abd Allah aveva sei anni.[15]

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2009, re Abd Allah ha inaugurato la Scuola Secondaria per Qualificazione "Fahda bint Asi Al Shuraim" a Boskora in Marocco. La scuola è composta da diciotto aule per la formazione generale, nove classi di scienze, tre aule per la preparazione, una biblioteca e aree speciali per lo sport.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abdullah bin Abdulaziz Al Saud, Jewish Virtual Library.
  2. ^ The Man at the Center: Saudi Crown Prince 'Abdullah, in The Estimate, XV, nº 2, 25 gennaio 2002. URL consultato il 5 maggio 2012.
  3. ^ Sultan Al Qassemi, Tribalism in the Arabian Peninsula: It Is a Family Affair, in Jadaliyya, 1º febbraio 2012. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ Hassan Hanizadeh, Saudi Arabia sans King Abdullah [collegamento interrotto], in Tehran Times, 22 novembre 2010. URL consultato il 5 giugno 2012.
  5. ^ Talal Kapoor, King Abdallah's Hospitalization - Succession Endgame?, Datarabia, 22 novembre 2010. URL consultato l'8 giugno 2012.
  6. ^ Talal Kapoor, Nayif's Departure: Spring Cleaning In The Royal Court?, Datarabia, 8 giugno 2012. URL consultato il 10 giugno 2012.
  7. ^ a b Talal Kapoor, Analysis: Al Rashid Opposition Group (part one), Datarabia, 1º febbraio 2007. URL consultato il 23 giugno 2012.
  8. ^ a b Madawi al-Rasheed, Politics in an Arabian Oasis. The Rashidis of Saudi Arabia, New York, I. B. Tauirs & Co. Ltd., 1991.
  9. ^ Mark Weston, Prophets and Princes: Saudi Arabia from Muhammad to the Present, John Wiley & Sons, 28 luglio 2008, pp. 169, ISBN 978-0-470-18257-4. URL consultato il 27 febbraio 2013.
  10. ^ Saudi Arabia King Fahd bin Abdulaziz Al Saud Handbook, Int'l Business Publications, 1º gennaio 2005, pp. 28, ISBN 978-0-7397-2740-9. URL consultato l'8 agosto 2013.
  11. ^ Robert Baer, The Fall of the House of Saud, in Atlantic Magazine, maggio 2003. URL consultato il 14 maggio 2012.
  12. ^ Abdullah Mohammad Sindi, The Direct Instruments of Western Control over the Arabs: The Shining Example of the House of Saud (PDF), Social sciences and humanities. URL consultato il 25 maggio 2012.
  13. ^ Winberg Chai, Saudi Arabia: A Modern Reader, University Press, 22 settembre 2005, pp. 193, ISBN 978-0-88093-859-4. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  14. ^ Family Tree of Abdulaziz bin Abdul Rahman bin Faysal Al Saud, Datarabia. URL consultato il 5 maggio 2012.
  15. ^ Christopher Dickey, The Monarch who Declared His own Revolution, in Newsweek, vol. 153, nº 13, 30 marzo 2009, p. 40. URL consultato il 30 agosto 2013. Template:Subscription required
  16. ^ Public Affairs, Saudi Embassy at Washington D.C.. URL consultato il 5 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2010).
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