Fabiano Massimi

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Fabiano Massimi (Modena, 29 giugno 1977) è un curatore editoriale, traduttore e scrittore italiano, vincitore del Premio Tedeschi 2017 con Il club Montecristo e autore del thriller storico L'angelo di Monaco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive a Modena, dove lavora come bibliotecario presso la biblioteca civica Antonio Delfini[1]. Dopo aver studiato al liceo scientifico Wiligelmo di Modena, si è laureato in filosofia all'università di Bologna. Dopo un periodo di studi a Manchester, ha conseguito il master biennale in tecniche della narrazione presso la Scuola Holden di Torino, di cui è stato anche bibliotecario[2].

Attività professionale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 collabora con diverse case editrici, soprattutto con la Giulio Einaudi Editore di Torino, come lettore, curatore di antologie, traduttore dall'inglese ed editor di narrativa e saggistica. Tra gli autori stranieri che ha tradotto figurano Julie Kavanagh, Richard Marinick, James Renner, Roger Smith e Kit Whitfield[3]. Per Einaudi Stile Libero ha curato anche l'autobiografia di Patty Pravo.

Nel 2017 ha vinto il Premio Tedeschi per il miglior romanzo giallo inedito con Il club Montecristo, un giallo umoristico pubblicato lo stesso anno nella collana da edicola Il Giallo Mondadori Oro[4][5].

A inizio 2020 ha pubblicato per Longanesi L'angelo di Monaco, un thriller storico che ruota intorno alla misteriosa morte di Geli Raubal, nipote prediletta di Adolf Hitler[6]. Il romanzo è stato l'esordio italiano più venduto alla London Book Fair 2019[7], si è aggiudicato la seconda edizione (2020) del Concorso letterario Giallo a Palazzo promosso dal quotidiano La Provincia e dalla Confcommercio di Cremona[8] e ha vinto il Premio Asti d'Appello edizione 2020, votato all'unanimità sia dalla giuria togata che da quella popolare[9].

Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra cui La Stampa e l'Unità.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Antologie[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Un errore imperdonabile, in Il peso del mistero. Racconti, Fossano, Esperienze, 2016.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il club Montecristo, Milano, Mondadori, 2017 ("Il giallo Mondadori. Oro", n. 26).
  • L'angelo di Monaco, Milano, Longanesi, 2020, ISBN 978-88-304-5400-2.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Primo premio Adelio Ferrero 2002 per la sezione recensioni cinematografiche[10].
  • Premio Tedeschi 2017 per il miglior giallo inedito, con Il club Montecristo.
  • Premio Asti d'Appello 2020 per la narrativa, con L'angelo di Monaco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "L'angelo di Monaco" di Fabiano Massimi, su Premio letterario Giovanni Comisso. URL consultato il 23 marzo 2020.
  2. ^ Marco Amici, Intervista a Fabiano Massimi: il thriller, la storia e la scrittura, su Radical Ging, 7 maggio 2020. URL consultato il 2 dicembre 2020.
  3. ^ Marco Amici, Intervista a Fabiano Massimi: il thriller, la storia e la scrittura, su Radical Ging, 7 maggio 2020. URL consultato il 2 dicembre 2020.
  4. ^ Premio Alberto Tedeschi Edizione 2017 – Finalisti, su Il Giallo Mondadori. Blog, 7 giugno 2017. URL consultato il 23 marzo 2020.
  5. ^ Marco Amici, C-Incontri – le interviste – Fabiano Massimi, su C-Side Writer, 1º febbraio 2018. URL consultato il 2 dicembre 2020.
  6. ^ Donato Carrisi, «L'angelo di Monaco» di Fabiano Massimi: Geli, la nipote di Hitler, in Corriere della Sera, 1ºgennaio 2020. URL consultato il 23 marzo 2020.
  7. ^ Gian Paolo Serino, Sulle tracce di Gedi: la prima vittima di Hitler, in il Giornale, 3 gennaio 2020. URL consultato il 23 marzo 2020.
  8. ^ Giallo a Palazzo: Macchiavelli e Massimi, il podio è tutto emiliano e Venturi è «re» del web, in La Provincia di Cremona, 2 novembre 2020. URL consultato il 30 novembre 2020.
  9. ^ A Fabiano Massimi il Premio Asti d'Appello 2020, su Premio Asti d'Appello, Fondazione Biblioteca Astense Giorgio Faletti, 23 novembre 2020. URL consultato il 30 novembre 2020.
  10. ^ Ring!: i premi Adelio Ferrero, su Cinecittà News, Istituto Luce Cinecittà, 14 dicembre 2002. URL consultato il 30 novembre 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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