FSAF SAMP/T

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FSAF SAMP/T
Salon du Bourget 20090619 108.jpg
Lanciatore SAMP/T esposto al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget nel 2009
Descrizione
Tipo Superficie/aria corto e medio raggio
Impiego Antiaereo e antimissile
Sistema di guida Datalink, radar attivo
Costruttore Eurosam
Impostazione 1989
In servizio 2010
Prestazioni
Vettori VLS SYLVER
Gittata 80-100 km
Tangenza 25 km
Velocità massima Mach 4.5; 1,400 m/s
Fattore di carico 50 g
Motore Propellente solido
Spoletta Prossimità
Esplosivo Frammentazione

fonte navy-matters.beedall.com

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Missile MBDA Aster 30 usato dal sistema

Il FSAF SAMP/T (dal francese Famille de Sol-Air Futurs Sol-Air Moyenne-Portée / Terrestre[1] - Piattaforma a terra per un missile terra-aria) è un sistema missilistico terra-aria di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Fa uso del missile Aster 30, utilizzato anche in ambiente navale nel sistema PAAMS, e dotato di un raggio d'azione di 100 km per l'intercettazione di aerei e 25 km per quella dei missili. Le batterie sono costituite da lanciatori con un numero variabile di missili da 8 a 48.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del FSAF SAMP/T nasce il 5 dicembre 1989 quando viene firmato l'accordo per l'avvio della "fase 1" che è terminata nel 2003 e che aveva lo scopo di soddisfare il requisito NATO "Ground-based area defence". "La "fase 2" è iniziata in quell'anno ed è terminata nel 2006. È in corso infine l'ultima fase che si dovrebbe concludere nel 2014. Il costo elevato non ha permesso un acquisto massiccio di batterie. I prezzi variano dai 775 milioni di euro per la prima fase ai 467 per la seconda fino al miliardo e novanta milioni di euro per l'ultima fase. Nel 2008 vi è stata la più alta spesa prevista dallo Stato maggiore dell'Esercito per il FSAF SAMP/T: 246,1 milioni di euro.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Il ministero della difesa francese inizialmente ordinò sei sistemi SAMP/T per l'Armée de terre e sei sistemi per l'Armée de l'air, ma nel 2012 l'ordine è stato ridotto a dieci sistemi denominati Mamba e che verranno impiegati dalla sola aeronautica militare francese. Verranno impiegati come sistema mobile per la difesa di luoghi di importanza strategica in patria e all'estero, tipicamente aeroporti militari. Il SAMP/T attualmente è in dotazione a 5 gruppi della difesa aerea (EDSA) dell'aeronautica militare francese ed è diventato operativo nel 2010. Il SAMP/T francese impiega sei lanciatori per sistema, e questa è la configurazione massima prevista, ed essi sono posti su veicoli Renault 8x4 Kerax, ognuno dei quali trasporta otto missili che possono essere lanciati in un'unica salva in dieci secondi.[2]

I tiri di prova effettuati nel sud-ovest della Francia e nel poligono di Quirra in Italia hanno dato dei buoni risultati e, visto ciò, l'Esercito Italiano ha acquistato 5 batterie missili, ciascuna delle quali - a differenza di quelle francesi - è dotata di 4 lanciatori detti MLT (Modulo di Lancio Terrestre), che sono installati su 4 camion Astra 8x8, ognuno in grado di trasportare e lanciare otto missili ASTER30 e che svolge la funzione di TEL (Transporter Erector Launcher). Ai 4 MLT si aggiungono vari altri elementi, sempre installati sui medesimi camion Astra 8x8, un modulo d'ingaggio detto ME (Module for Engagement) che svolge la funzione di comando controllo e computer, ed è dotato di un computer MAGIC5 (Modular Architecture for Graphics and Image) e due consolle MARA (Modular Architecture for Real-time Applications) identiche fra loro, una impiegata per la sorveglianza e l'identificazione delle tracce, mentre l'altra è dedicata al controllo della sequenza di tiro, in caso di avaria di una consolle l'altra può svolgere le funzioni di entrambe. Vi è poi un modulo radar e identificazione (MRI) dotato di un radar multifunzionale 3D in banda X Thales Arabel, avente una portata di scoperta di circa 60 km, ma che in cooperazione con radar esterni e concentrando il fascio, può seguire tracce anche a 120 km ed ingaggiarle fino ad una distantanza di 80 km. Il radar è anche dotato di un sistema IFF (Identification Friend or Foe) Mod. 4 e 5, mentre l'MRI si connette al ME mediante due cavi a fibra ottica, al fine di evitare qualsiasi tipo di interferenza elettronica. A sua volta il ME è collegato ai lanciatori MLT, mediante un link radio VHF che consente di posizionare gli MLT fino a 10 km di distanza, o con un cavo a fibra ottica, per evitare il possibile jamming elettronico, ma in questo caso le distanze di posizionamento fra ME e MLT sono molto più ridotte. Vi è poi un modulo di ricarica terrestre (MRT) per rifornire e ricaricare di missili i lanciatori MLT, un modulo di generazione elettrica (MGE) che alimenta sia l'MRI che l'ME. A tali elementi comuni anche ai reparti francesi, nelle batterie italiane si aggiunge un modulo di comando (MC) che gestisce tutto il flusso d'informazioni fra la batteria missili e gli altri elementi della difesa aerea, quali aerei AWACS, radar di altri sistemi missilistici o di scoperta, ma provvede anche a controllare lo schieramento sul terreno dei vari veicoli che compongono la batteria ed a curarne sia il supporto logistico, quanto la difesa vicina di tipo terrestre e contraereo (p.es. mediante missili spalleggiabili tipo Stinger). Da ultimo vi è una serie di veicoli dedicati al supporto tecnico ed alla manutenzione, sia di tipo meccanico che elettronico.[3]
Il SAMP/T, in Italia, ha sostituito le batterie contraeree basate sul sistema HAWK che erano assegnate al 4º Rgt. Missili Contraerei di Mantova. L'Esercito Italiano sta considerando di aggiungere al sistema SAMP/T capacità anti missile balistico.[4]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eurosam’s « alphabet soup », eurosam.com. URL consultato il 23 marzo 2017.
  2. ^ Aster 30 SAMP/T.
  3. ^ Rivista Italiana Difesa giugno 2016, pagina 17.
  4. ^ "Italy considers enhancing Aster SAMP/T with anti-ballistic capability.".

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]