FR 111 (sommergibile)

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FR 111
Phoque
FR111.jpg
Descrizione generale
Flag of France.svg
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo sommergibile
Classe Classe Requin/FR 111
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Cantiere Arsenale di Brest
Impostazione 1924
Varo 16 marzo 1926
Entrata in servizio 1927 (Francia)
20 gennaio 1943 (Italia)
Destino finale affondato da attacco aereo il 28 febbraio 1943
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione 1441 t
Dislocamento in emersione 974 t
Lunghezza 78,5 m
Larghezza m
Pescaggio 5,5 m
Profondità operativa 100 m
Propulsione 2 motori diesel Sulzer da 2900 hp complessivi
2 motori elettrici CGE da 1800 hp totali
Velocità in immersione  9 nodi
Velocità in emersione  16 nodi
Autonomia 7000 miglia a 9 nodi in superficie
105 miglia a 5 nodi in immersione
Equipaggio 54
Armamento
Armamento alla costruzione:

dopo l'incorporamento nella RM:

  • 2 mitragliere Hotchkiss Mle 1929 da 13,2 mm

dati presi da [1] e [2]

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L’FR 111 è stato un sommergibile della Regia Marina, ex Phoque della Marine nationale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 1927 per la Marine Nationale con il nome di Phoque, apparteneva alla Classe Requin[1][2].

L'8 dicembre 1942, nel corso dell'Operazione Anton, fu catturato a Biserta unitamente a vari altri sommergibili francesi[2].

Ribattezzato FR 111 e rimorchiato in Italia, fu l'unico sommergibile francese catturato ad essere effettivamente rimesso in condizioni di operare; fu stanziato nella base di Augusta con il tenente di vascello Giovanni Celeste come comandante[1].

Ebbe il tempo di svolgere una sola missione, di trasporto, con destinazione Lampedusa.[1][3] il 27 febbraio 1943, il battello lasciò la base di Augusta con materiale e viveri destinati a Lampedusa che, in quel tempo, poteva essere rifornita soltanto per via subacquea, dato che l'aviazione alleata dominava incontrastata il cielo ed il mare circostante l'isola. Il mattino del 28 febbraio, per avaria alle linee d'asse delle eliche, chiese di rientrare e ottenuta l'autorizzazione invertiva la rotta e non potendo immergersi continuò a navigare in superficie.[4]

Alle 14.45 del 28 febbraio 1943, mentre stava rientrando alla base di Augusta, venne avvistato e attaccato, a ondate successive, da tre cacciabombardieri Alleati; il sommergibile mitragliato e colpito da bombe, gravemente danneggiato, s'inabissò in breve tempo a largo di Capo Murro di Porco.[5][6] Nell'affondamento persero la vita il comandante Giovanni Celeste insieme ad altri quattro ufficiali e 18 fra sottufficiali e marinai[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Regi Sommergibili FR
  2. ^ a b http://www.netmarine.net/f/bat/rp10/ancien.htm
  3. ^ FR 111
  4. ^ Teucle Meneghini, CENTO SOMMERGIBILI NON SONO TORNATI, Roma, C.E.N. Centro Editoriale Nazionale, 1980 (6a riedizione).
  5. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini ad oggi, p. 359
  6. ^ FR. 111
  7. ^ SOMMERGIBILISTI IMMOLATISI CON IL PROPRIO BATTELLO
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