F.lli Saclà

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F.lli Saclà
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S.A.C.L.A'. - Palazzina uffici.jpg
Sede di Asti
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1939 a Asti
Fondata da
  • Secondo "Pinin" Ercole
  • Piera Campanella
Sede principaleAsti
Persone chiave
SettoreAlimentare
Prodotti
  • Verdure conservate
  • Sughi pronti
  • Condimenti
  • Piatti pronti
  • Composte di frutta
  • Prodotti biologici
Fatturato147,4 milioni di (2017)
Dipendenti200 (2017)
Slogan«Emozionarsi di Bontà»
Sito webwww.sacla.it

F.lli Saclà è un'azienda italiana del settore alimentare fondata ad Asti nel 1939; il nome è un acronimo di "Società Anonima Commercio Lavorazione Alimentari". Venne fondata da Secondo "Pinin" Ercole e dalla moglie Piera Campanella con l'idea di utilizzare l'eccedenza produttiva di verdure tipiche dell'Astigiano e trasformarle in un prodotto conservato. L'azienda è ancora a conduzione familiare guidata dagli eredi ed è leader nel mercato dei sottaceti e dei sottolio, esportando in oltre quaranta paesi del mondo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Sacla, "Società anonima commercio lavorazione alimentari", a cui solo in seguito verrà aggiunto l'accento sulla seconda a per esigenze pubblicitarie, venne fondata nel 1939 ad Asti da Secondo "Pinin" Ercole e dalla moglie Piera Campanella che, inizialmente, si dedicarono alla produzione e commercio di conserve vegetali in Piemonte, per poi allargare la distribuzione in tutta Italia[2].

L'azienda costituisce l'evoluzione della "Salpa", Società anonima lavorazione prodotti alimentari che Ercole aveva avviato nel 1923 presso i dismessi ambienti di una locale distilleria. La lavorazione di prodotti ortofrutticoli aveva preso piede nell'astigiano a fronte della progressiva crisi della coltura del baco da seta, fino a quel momento attività portante dell'economia agricola del territorio. Gli edifici dell'azienda sorgono nella parte centrale di Asti, nell'attuale Piazza Amendola, poco distante dalla stazione ferroviaria e nelle vicinanze del fiume Borbore.

Un primo momento di crisi, comune a tutto il settore industriale astigiano, giunge dopo la Seconda guerra mondiale quando carenza di materie prime, scorte e combustibili comportano un calo occupazionale e una riduzione degli orari e dei volumi di lavoro[3]. Nel 1948 l'azienda subisce forti danni in seguito all'alluvione che colpisce il Piemonte, crollano due capannoni, vengono danneggiati gli impianti e la produzione si ferma fino alla ricostruzione. In questa occasione gli impianti vengono completamente ammodernati, vengono inserite nuove produzioni e l'azienda riesce ad imporsi sul mercato nazionale uscendo dalla dimensione prettamente regionale.

Nel 1956 viene incorporata la Sipa (Società Industriale Prodotti Alimentari), con sede a Rottofreno (PC). Negli Anni cinquanta grazie alle numerose innovazioni introdotte in azienda e sul mercato come il tappo twist off, la pastorizzazione, le prime olive snocciolate in busta, crebbe il numero dei consumatori e divenne leader del mercato grazie anche a efficaci campagne pubblicitarie negli Anni Sessanta. In quegli anni la famiglia Ercole diviene proprietaria della locale squadra di basket nata dalla fusione tra la Libertas e la Astense, la Basket Saclà Asti, che partendo dalla Serie D in sole quattro stagioni passerà alla Serie A, dove rimarrà alcuni anni.

La lunga fase di crisi economica che caratterizza gli anni '70 ha pesantissime conseguenze anche sull’impresa astigiana, che deve fare i conti con una forte riduzione dei consumi alimentari che investe tutto il Paese. Ne consegue un inevitabile calo della produzione, con gravi ricadute sui livelli occupazionali dell'azienda (basti pensare che, nel giro di pochi anni, il numero degli addetti passa dai 621 del 1971 ai 207 del 1978).

Tutto ciò avviene non senza forti tensioni sociali, stante la indisponibilità dei lavoratori ad accettare passivamente forti riduzioni degli organici: ed infatti nel 1975, quando la Saclà preannuncia l'intenzione di procedere al licenziamento di oltre duecento dipendenti, le maestranze reagiscono occupando lo stabilimento. La vertenza si concluderà con il ritiro dei licenziamenti e con il ricorso allo strumento meno traumatico della cassa integrazione.

Nel 1977, avviene il cambio della denominazione dell'azienda, che si trasforma in "Fratelli Saclà", con riferimento ai due figli del fondatore, Carlo e Lorenzo da tempo inseriti nell'impresa di famiglia.

In quegli anni vengono introdotti alcuni prodotti nuovi come gli Acetelli, una linea di sottaceti caratterizzati da una minore acidità e in seguito i condimenti per pasta a lunga conservazione che, qualche anno più tardi, saranno di fondamentale importanza per lo sviluppo del mercato estero. Gli Anni Novanta si apre al mercato estero con un'offerta di prodotti diversa rispetto al mercato italiano soprattutto con condimenti per pasta il cui successo porta ad aprire filiali nel Regno Unito, in Francia e in Germania. Sono così lanciati i piatti pronti monoproduzione con la consegueza che in 50 paesi Saclà non è sinonimo di olive e sottaceti ma di pesto e di sughi pronti[4].

Questo andamento positivo registrerà una piccola battuta d’arresto in occasione della disastrosa alluvione dell'autunno del 1994, che, così come quella del 1948, danneggerà gli impianti, anche se in maniera meno grave e con una ripresa dell'attività molto più rapida di quanto accaduto in precedenza.

L'azienda - in cui l'amministratore delegato è un'esponente della terza generazione, Chiara Ercole, figlia di Lorenzo e nipote del fondatore[5] - fa parte della società consortile Almaverde Bio Italia S.r.l. specializzata nella produzione di prodotti biologici[6].

Sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio della società[7] è conservato ad Asti nel fondo Fratelli Saclà spa (estremi cronologici: 1997 - 2010)[8], collocato in uno spazio dedicato, attiguo agli uffici, e suddiviso in funzione della loro attività. La documentazione anteriore è andata perduta a causa delle alluvioni verificatesi nel 1948 e nel 1994, che hanno portato via molto del materiale presente, in quanto lo stabilimento si trova lungo il torrente Borbore. L'archivio Saclà comprende per lo più documentazione amministrativa e finanziaria legata alla produzione dell'azienda. L'unico macchinario degno di nota è una graffatrice manuale per scatole del 1949.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia, su sacla.it. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  2. ^ Francesco Ruta, Marchio Saclà - Storia ed evoluzione, su Museo del Marchio Italiano. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  3. ^ Enza Presigiacomo, L’industria astigiana dalla ricostruzione al boom economico, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Asti, 2006.
  4. ^ Isidoro Trovato, Saclà, piatti pronti e un salto nel bio, L'Economia del Corriere della Sera, 14 gennaio 2019, p. 29.
  5. ^ Chiara Ercole, la lady Saclà partita dall'estero che oggi guarda a Medio Oriente e Cina, su repubblica.it, 14 maggio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  6. ^ Nasce AlmaverdeBio Ambiente Spa, la Società che concentrerà le vendite di tutti i prodotti a marchio Almaverde Bio esclusi i freschi e i surgelati, su almaverdebio.it. URL consultato il 9 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2019).
  7. ^ Fratelli Saclà spa, su SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  8. ^ fondo Fratelli Saclà spa, su SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche. URL consultato il 9 gennaio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Anna Del Conte, The Painter, the Cook and L'Arte di Saclà, Conran Octopus Ltd, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]