Ezio Barbieri

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Ezio Barbieri al centro, col "pizzetto alla bersagliera", catturato dalla polizia

Ezio Barbieri (Milano, 1º novembre 1922Barcellona Pozzo di Gotto, 17 maggio 2018) è stato un criminale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto in via Pietro Borsieri a Milano, all'Isola, un tempo noto per essere popolato da esponenti della ligera, la tradizionale malavita milanese, Ezio Barbieri è noto per essere stato un famoso rapinatore dell'immediato secondo dopoguerra[1], il capo della banda della Aprilia nera. A bordo di una Lancia targata 777, il numero del centralino della polizia milanese, Ezio Barbieri e la sua banda formavano posti di blocco improvvisati derubando passanti, rapinavano banche o realizzavano scorrerie aventi come bersaglio industriali colpevoli di fare gli incettatori di merce con la borsa nera. Le incursioni finivano spesso con la redistribuzione del bottino fra la povera gente del quartiere dove vigeva l'omertà sulla reale identità dei componenti della banda.

Dopo numerosi arresti ed evasioni, fu infine catturato la sera del 26 febbraio 1946 alla cascina Torrazza a Milano, e in quello stesso giorno il suo amico e complice Sandro Bezzi venne ucciso dalle forze dell'ordine fra via Morandi e via Bolzano a Turro. Dopo aver tentato invano altre evasioni, Ezio Barbieri fu coinvolto suo malgrado nella più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la cosiddetta Pasqua rossa del carcere di San Vittore di Milano, esplosa il 21 aprile 1946 e sedata quattro giorni dopo, da cui lo scrittore Alberto Bevilacqua ha tratto il romanzo La Pasqua rossa in cui Barbieri è uno dei protagonisti[2]. Condannato a 30 anni di carcere duro, Ezio Barbieri iniziò una lunga odissea per i penitenziari d'Italia e solo nel 1971 inizierà una nuova vita a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, da uomo libero come commerciante di vini e abbigliamento.

Esiste una versione riadattata della canzone milanese Porta Romana bella a cui è stata aggiunta la seguente strofa:

La banda di Barbieri era attrezzata
faceva le rapine a mano armata
sette e sette e sette fanno ventuno
arriva la volante e non c'è più nessuno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristiano Armati 2012
  2. ^ Alberto Bevilacqua, La Pasqua rossa, Einaudi, Torino, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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