Eyalet di Erzegovina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Eyalet di Erzegovina
Eyalet di Erzegovina – Bandiera
Herzegovina Eyalet, Ottoman Balkans 1850s.png
Dati amministrativi
Nome ufficialeEyalet-i Hersek
Lingue ufficialiturco ottomano
Lingue parlateturco ottomano, serbo, croato, albanese
CapitaleMostar
Dipendente daImpero ottomano
Politica
Forma di StatoEyalet
Forma di governoEyalet elettivo dell'Impero ottomano
Capo di StatoSultani ottomani
Nascita1833
CausaRivolta bosniaca
Fine1851
CausaRiunione dell'Eyalet alla Bosnia
Territorio e popolazione
Bacino geograficoErzegovina
Economia
Commerci conImpero ottomano
Religione e società
Religioni preminentiIslam, Cristianesimo ortodosso, Cattolicesimo
Religione di StatoIslam
Religioni minoritarieEbraismo
Evoluzione storica
Preceduto daFictitious Ottoman flag 2.svg Eyalet di Bosnia
Succeduto daFictitious Ottoman flag 2.svg Eyalet di Bosnia

L'eyalet di Erzegovina (in turco: Eyâlet-i Hersek) o pascialato d'Erzegovina, fu un eyalet dell'Impero ottomano dal 1833 al 1851. La sua capitale era Mostar.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il pascialato nacque inizialmente come sangiaccato nel 1462, con sua capitale Foča. Il primo sanjak-bey di Erzegovina fu Hamza Beg. La sede del sangiaccato fu poi spostata a Pljevlja (Taslidža). Il Sangiaccato di Erzegovina era parte dell'eyalet di Rumelia e più tardi entrò a far parte del pascialato di Bosnia.

La rivolta bosniaca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rivolta bosniaca.

Nel 1831, il kapudan bosniaco Husein Gradaščević occupò Travnik, chiedendo l'autonomia e la fine del governatorato militare in Bosnia.[1] Nell'ambito delle rivalità tra bey e kapudani, il gran visir ottomano riuscì a rintracciare delle forze in Erzegovina guidate da Ali Agha Rizvanbegović, nativo dell'Erzegovina, presso Gradaščević.[1] La rivolta venne quindi repressa e nel 1833 venne costituito un nuovo eyalet di Erzegovina derivato dalla parte meridionale dell'eyalet di Bosnia e venne assegnato in governo proprio ad Ali Agha Rizvanbegović come ricompensa per il contributo dato alla repressione della rivolta.[1] Questa nuova entità perdurò solo alcuni anni: dopo la morte di Rizvanbegović, il territorio tornò all'Eyalet di Bosnia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

L'eyalet di Erzegovina era formato dalle seguenti circoscrizioni: Prijepolje, Taslidža con Kolašin e Šaranci con Drobnjak, Čajniče, Nevesinje, Nikšić, Ljubinje-Trebinje, Stolac, Počitelj, Blagaj, Mostar, Duvno e metà della circoscrizione di Konjic che costituisce a parte meridionale della Neretva.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Gábor Ágoston e Bruce Alan Masters, Encyclopedia of the Ottoman Empire, Infobase Publishing, 2009, p. 91, ISBN 978-1-4381-1025-7.