Eyalet di Aleppo

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Eyalet di Aleppo
Eyalet di Aleppo – Bandiera
Aleppo Eyalet, Ottoman Empire (1609).png
Dati amministrativi
Nome completoEyalet-i Halep
Nome ufficialeإيالة حلب
Lingue ufficialiturco ottomano
Lingue parlateturco ottomano, arabo
CapitaleAleppo
Dipendente daImpero ottomano
Politica
Forma di StatoEyalet
Forma di governoEyalet elettivo dell'Impero ottomano
Capo di StatoSultani ottomani
Nascita1534
Fine1864
Territorio e popolazione
Bacino geograficoAleppo
Massima estensione21.890 km2 nel XIX secolo
Economia
Commerci conImpero ottomano
Religione e società
Religioni preminentiIslam
Religione di StatoIslam
Religioni minoritarieCristianesimo, ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto daFictitious Ottoman flag 2.svg Eyalet di Damasco
Succeduto daFictitious Ottoman flag 2.svg Eyalet di Adana
Fictitious Ottoman flag 2.svg Vilayet di Aleppo

L'eyalet di Aleppo (in turco: Eyalet-i Halep), fu un eyalet dell'Impero ottomano nella regione dell'attuale città di Aleppo. Dopo la conquista ottomana l'eyalet venne governato dalla città di Damasco ma dal 1534 Aleppo divenne capitale di un nuovo eyalet indipendente dal precedente.[1] La sua capitale, Aleppo[2], era la terza più grande città dell'Impero ottomano durante il XVI-XVII secolo.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla sua posizione strategica ed alle rotte commerciali verso l'Anatolia ad est, Aleppo crebbe prospera e ricca durante la reggenza ottomana, divenendo ad un certo punto la seconda città dell'Impero dopo Costantinopoli. Dalla metà del XVI secolo, Aleppo rimpiazzò Damasco come principale mercato dell'area per i beni provenienti dal Mediterraneo e diretti ad est. Questo si rifletté sul fatto che la Levant Company of London, la compagnia che dal 1581 monopolizzò tutto il commercio inglese nell'Impero ottomano, non pose mai un proprio agente a Damasco pur avendo la possibilità di farlo, preferendogli invece Aleppo. Aleppo prestò servizio come quartier generale per la compagnia sino alla fine del XVIII secolo.[3]

Come risultato di questo sviluppo economico, molti stati europei aprirono propri consolati ad Aleppo durante i secoli XVI e XVII, come ad esempio la Repubblica di Venezia nel 1548, il Regno di Francia nel 1562, il Regno d'Inghilterra nel 1583 ed i Paesi Bassi nel 1613.[4]

Ad ogni modo la prosperità di Aleppo iniziò ad entrare in crisi con il declino prima e poi la caduta della dinastia Safavide nel 1722 in Persia. Dalla metà del secolo, le carovane che trasportavano seta arrivavano a stento ad Aleppo dalla Persia e per giunta la locale produzione siriana non era sufficiente per le richieste dell'Europa. I mercanti europei lasciarono presto Aleppo e la città cadde presto in un torpore economico che perdurò sino alla metà del XIX secolo quando riprese vita grazie al commercio ed alla produzione di cotone e tabacco.[3]

L'economia di Aleppo venne fortemente danneggiata dall'apertura del canale di Suez nel 1869. Questo fattore, unito all'instabilità economica che seguì le riforme da parte del governo centrale ottomano nel 1841, contribuì al definitivo tracollo di Aleppo ed alla rinascita di Damasco come competitore politico ed economico.[3]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

L'Eyalet di Aleppo consisteva di cinque sanjak tra il 1690 ed il 1740:[5]

  1. sanjak di Haleb (Paşa Sancağı , Aleppo)
  2. sanjak di Maura (Ma'arra Sancağı (Ma`arrat an-Nu`man)
  3. sanjak di Balis (Balis Sansağı )
  4. sanjak di Uzeyr (Uzeyr Sancağı, Payas)
  5. sanjak di Kilis (Kilis)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gábor Ágoston e Bruce Alan Masters, Encyclopedia of the Ottoman Empire, Infobase Publishing, 2009, p. 30, ISBN 978-1-4381-1025-7.
  2. ^ (EN) John Macgregor, Commercial statistics: A digest of the productive resources, commercial legislation, customs tariffs, of all nations. Including all British commercial treaties with foreign states, Whittaker and co., 1850, p. 12.
  3. ^ a b c Ágoston and Masters (2009), Encyclopedia of the Ottoman Empire
  4. ^ Aleppo in History (in Arabic), Panoramaline.com. URL consultato l'11 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2012).
  5. ^ Orhan Kılıç, XVII. Yüzyılın İlk Yarısında Osmanlı Devleti'nin Eyalet ve Sancak Teşkilatlanması, Osmanlı, Cilt 6: Teşkilât, Yeni Türkiye Yayınları, Ankara, 1999, ISBN 975-6782-09-9, p. 94. (TR)