Ex nihilo nihil fit

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Ex nihilo nihil fit o De nilo nil è una locuzione latina che letteralmente significa "Dal nulla non viene nulla".

Il poeta e filosofo latino Lucrezio espresse questo principio nel primo libro del De rerum natura:

(LA)

« Principium cuius hinc nobis exordia sumet,
nullam rem e nihilo gigni divinitus umquam. »

(IT)

« Il suo fondamento prenderà per noi l'inizio da questo:
che nulla mai si genera dal nulla per volere divino. »

(De rerum natura I, 149-150[1])

Il principio enunciato da Lucrezio in versi proveniva dai fisici pluralisti greci (ουδέν εξ ουδενός). Il primo a formularlo fu Empedocle, ma venne adottato anche da Anassagora e Democrito.

Interpretazioni filosofiche e teologiche[modifica | modifica wikitesto]

Lucrezio era un seguace della filosofia atomistica di Democrito, che postulava l'eternità della materia. In questa accezione il detto di Lucrezio è affine a quello di Lavoisier: "Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma", con cui lo scienziato cercò di trasformare il principio in una legge naturale, la legge di conservazione della massa.

Sul fronte teologico il principio è stato utilizzato sia dai filosofi scolastici per postulare la necessità di un Dio creatore[2] sia da quelli positivisti per affermare l'impossibilità di tale intervento.

Nella cosmologia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con la scoperta da parte di Albert Einstein che la massa si può trasformare in energia e viceversa, sembrò che il principio restasse valido in una forma più generale, come "legge di conservazione dell'energia totale" (la somma di energia e massa è costante).

La teorizzazione, poi, del Big Bang creò nuove difficoltà sia perché l'universo sembrò aver avuto inizio, sia perché è difficile immaginare che all'origine del mondo tutta la massa e l'energia fossero concentrate in una regione infinitesima. La cosmologia quantistica ha elaborato proposte per ovviare a queste due difficoltà.

La più sorprendente è il concetto di Universo a energia totale nulla, secondo cui la massa esistente nell'universo è esattamente uguale alla sua energia gravitazionale, che è di segno negativo. La massa perciò si sarebbe creata "gratis" a spese dell'energia gravitazionale che si veniva ad accumulare con l'espansione dell'universo. In altre parole se si ipotizza l'esistenza originaria del vuoto quantistico, la formazione ex nihilo dell'universo risulta descrivibile con leggi naturali. L'interpretazione filosofica e teologica di questo fatto resta controversa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tito Lucrezio Caro, De Rerum Natura - Liber Primus, The Latin Library. URL consultato il 16 giugno 2013.
  2. ^ fonte web

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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