Evangelion (Neon Genesis Evangelion)

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L'Eva-01 nella sigla di apertura dell'anime Neon Genesis Evangelion

Le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion (汎用人型決戦兵器 人造人間エヴァンゲリオン Hanyō jin gata kessen heiki jinzō ningen Evangerion?) — più comunemente note con le abbreviazioni Evangelion o Eva — sono creature antropomorfe giganti da combattimento che compaiono nell'anime e nel manga di Neon Genesis Evangelion.

Gli Evangelion sono stati creati allo scopo di annientare dei misteriosi esseri chiamati Angeli a partire da materiale biologico proveniente dal primo Angelo, Adam. Fa eccezione l'Unità 01, creata a partire dal secondo Angelo, Lilith, e pilotata da Shinji Ikari, protagonista di Neon Genesis Evangelion. I soggetti assegnati al pilotaggio di un Eva vengono chiamati Children. L'Eva-00 è pilotato da Rei Ayanami; lo 02 da Asuka Sōryū Langley, e lo 03 da Tōji Suzuhara. Altre Unità Evangelion vengono presentate nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion e in diversi videogiochi o spin-off cartacei tratti dalla serie animata originale.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il design degli Evangelion fu concepito e curato dal mecha designer Ikuto Yamashita e da Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion[1]. Per il design degli Eva, Hideaki Anno si ispirò ai demoni del folklore giapponese, gli oni, e volle conferire loro un «aspetto moderno», sensibilmente diverso rispetto a quello degli altri mecha, come i Gundam della serie Mobile Suit Gundam[2], dandogli una natura più umano-demoniaca che strettamente robotica e meccanica:

« In Giappone c'è un mostro con due corna in testa chiamato "oni". Le fattezze degli Eva sono basate su questi mostri. Volevo dare l'impressione che al di sotto di quest'immagine di "mostro robotico" si celasse non tanto un robot, quanto un gigante antropomorfo. »
(Hideaki Anno[3])
Una stampa giapponese di Katsushika Hokusai raffigurante due oni, figure mitologiche che ispirarono il design degli Evangelion

Per il nome dei mecha, Evangelion o Eva, fu scelta la parola greca ευ-αγγέλιον (euangelion), «vangelo», o «buona novella»[4], per richiamare l'omonimo personaggio del Vecchio Testamento, moglie del primo uomo Adamo[5][6]. Anno sostenne di aver scelto questo termine greco per le macchine da combattimento della serie perché «si crede che porti benedizione» e «suonava complicato»[7][8]. Secondo la rivista specializzata Animerica, il nome Evangelion simboleggia il ruolo di protettori che gli umanoidi rivestono nei confronti del genere umano[9].

Il regista incaricò il mecha designer di creare «un demone», «un gigante a malapena controllato dal genere umano». Per il loro concept design delle macchine, Yamashita trasse ispirazione dal romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift[10]. Ulteriore fonte di ispirazione fu un personaggio maschile presente nel videogioco Cho Aniki chiamato El&Topo, su cui si basò per delineare le sembianze dell'Eva-02[11]. Nelle fasi di progettazione cambiò diverse volte idea sul loro aspetto; in alcuni schizzi preliminari pensò di conferire allo 01 un'unica sporgenza obliqua sulla parte sinistra del capo o due corna frontali, ipotesi successivamente accantonate e abbandonate in favore del design definitivo[12]. Fin dalla consegna delle tavole preparatorie, il design degli Eva suscitò così scalpore da dividere anche i membri dello staff di Neon Genesis Evangelion[13]. A quanto sostenuto da Yasuhiro Takeda, uno dei fondatori dello studio Gainax, durante le prime fasi di progettazione l'aspetto degli umanoidi fu fonte di diversi problemi. Toshimichi Ōtsuki, membro della King Records e vecchio conoscente di Anno, presentò Neon Genesis Evangelion ad una nota azienda di giocattoli, ma un rappresentante della società gli disse che un robot con un design del genere non avrebbe mai potuto vendere, specialmente per gli arti inferiori, ritenuti «eccessivamente magri»[14]. In un'intervista svoltasi diversi mesi prima della messa in onda dell'anime, Anno dichiarò di voler creare una serie radicalmente diversa rispetto agli altri anime mecha, tutti sponsorizzati e finanziati da aziende private di giocattoli[15]. Per evitare ogni possibile interferenza da parte degli sponsor, il regista progettò dei robot difficilmente riproducibili sotto forma di giocattolo: «Penso che, con il passare del tempo, gli anime mecha si siano adattati ad un modello già confezionato, e io credo di aver voluto rompere questo schema»[16].

Sembra che durante la produzione della serie il ruolo degli Eva abbia subito molti ripensamenti. In una bozza preliminare avanzata durante le prime fasi di pianificazione della serie animata era contemplata l'esistenza di due antichissime civiltà preistoriche, apparse sul pianeta Terra molto tempo prima dell'effettiva comparsa dell'umanità ed entrambe dotate di tecnologie estremamente avanzate. In questo scenario, gli Evangelion sarebbero stati creati dalla prima civiltà, nota come «Prima Razza Ancestrale», ma si sarebbero ribellati ai propri creatori, causandone l'estinzione. Una «Seconda Razza Ancestrale» avrebbe creato una misteriosa arma nota come lancia di Longinus per tentare di sconfiggere gli umanoidi, spagendo per il globo terrestre dei guerrieri chiamati Angeli in stato di ibernazione, come contromisura nel caso in cui qualcuno avesse cercato di riattivare gli Evangelion[17]. Nel Kikakusho (企画書? lett. "proposta"), un documento pubblicato due anni prima della messa in onda della serie animata e contenente una sua breve presentazione, gli Evangelion fabbricati dopo l'Unità 01 sarebbero stati equipaggiati di un sistema di alimentazione noto come «motore a positroni». Inoltre, nel progetto originale era contemplata l'esistenza di due unità chiamate 05 e 06, ambedue fabbricate in Germania[18]. L'idea di un sistema di pilotaggio di tipo nervoso venne al character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, che guardando un documentario sull'emittente televisiva giapponese NHK chiamato Brain and Heart venne a conoscenza dell'esistenza di un nervo chiamato A-10. Da quel programma attinse diverse idee, tali da poter dare una valida spiegazione riguardo l'età dei piloti, tutti ragazzi quattordicenni orfani di madre[19], ovvero: «La defunta madre [del pilota] si trova all'interno del robot, che è controllato grazie ad un legame di tipo psichico con il bambino. A causa della prematura morte della madre dei piloti, le relazioni fra genitori e figli non sono delle migliori»[20]. Ulteriori fonti di ispirazione per l'aspetto e il ruolo degli umanoidi furono i manga Mazinger Z e Devilman di Gō Nagai[21][22]:

« Credo che il potere sia qualcosa di davvero spaventoso. Quando stava per essere deciso il design [dell'Evangelion], ho voluto insistere sul suo aspetto minaccioso. Sarebbe l'ideale se un bambino piangesse vedendo un solo episodio [di Evangelion]. Al punto da farlo sembrare un antieroe, un qualcosa di veramente spaventoso. Devilman era un modello perfetto. A quel tempo disegnai una bozza preliminare dell'Eva estremamente simile a Devilman, con la schiena ricurva, la vita stretta, e un petto piatto e spesso. Per quell'immagine mi ispirai a Devilman, ma pensandoci bene l'Eva ha molti punti in comune con Mazinger Z. Anche lui ha un volto demoniaco spaventoso. [...] Per questo motivo, l'Eva avrebbe dovuto avere un colore lugubre, eccezion fatta per gli occhi, che lasciai in bianco, così da attirare l'attenzione. Inoltre, in questa prima versione, l'Eva aveva degli occhi cerchiati in rosso, proprio come il Mazinger Z. »
(Hideaki Anno[23])

In Rebuild of Evangelion[modifica | modifica wikitesto]

Per la produzione del remake cinematografico Rebuild of Evangelion, Ikuto Yamashita, sotto precisa richiesta di Hideaki Anno, apportò diverse modifiche agli armamenti e alle colorazioni degli Evangelion, così da differenziarli visivamente ed esteticamente rispetto ai corrispettivi della serie animata originale. Per i nuovi schemi, Yamashita si basò su alcuni suoi vecchi bozzetti risalenti a più di dieci anni prima[24]. Durante il making of della pellicola Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone Kazushi Kobayashi venne incaricato di creare un modello tridimensionale dell'Eva-01 in computer grafica, sotto stretta supervisione del regista Hideaki Anno e del mechanical animation director del film, Takeshi Honda. Questo particolare prototipo computerizzato venne usato soprattutto nelle scene di simulazione. La sua struttura esterna, ufficialmente nota come «armatura», fu disegnata in modo da imitare il rivestimento esterno dell'Unità[25]. Nel secondo capitolo, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, vennero apportate alcune modifiche al design della testa dell'Eva-02, conferendogli due piccole sporgenze simili a corna poste sulla sommità della fronte. Queste due corna furono disegnate da un membro chiamato Yū Honda. Pare che in fase di produzione fossero previsti altri cambiamenti, fra cui un cambio di colorazione dell'Unità 03, poi accantonati[26].

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo di Neon Genesis Evangelion, le Macchine da Combattimento Umanoidi Multifunzione Evangelion rappresentano i più avanzati strumenti da battaglia costruiti dal genere umano. Sono delle armi prodotte a costi elevatissimi e concepite per essere in grado di contrastare e distruggere dei misteriosi esseri chiamati Angeli[27]. Il loro sviluppo, condotto in segreto dall'agenzia speciale Nerv, è iniziato in seguito ad una catastrofe nota sotto il nome di Second Impact avvenuta nell'anno 2000, sino a protrarsi per altri quattordici anni[28]. Ai membri della Nerv, alla quale sono inoltre affidati la loro messa in funzione e il loro impiego effettivo, le armi sono note con l'abbreviazione di Eva[29]. Dal punto di vista scientifico, l'insieme di questi compiti costituisce il «Progetto E», posto sotto la direzione e la responsabilità della dottoressa Ritsuko Akagi[30]. A livello costitutivo, gli Evangelion sono umanoidi giganti rivestiti con una spessa corazza protettiva e dotati di vari equipaggiamenti utilizzabili a seconda delle necessità belliche. La costituzione di un'Unità Evangelion è identica a quella di un essere umano, ad esclusione delle smisurate dimensioni. Ogni Evangelion è dotato di un sistema nervoso, di uno scheletro, e di un apparato circolatorio. A questi corpi viventi sono state impiantate diverse parti meccaniche, adibite al loro controllo o a garantire loro maggiore efficienza e funzionalità bellica[28]. Nel terzo episodio della serie originale, durante il combattimento contro l'Angelo Shamshel si possono notare delle dita con unghie del tutto simili a quelle umane sulle mani dello 01[31]. Se negli esseri umani gli ordini del sistema nervoso centrale vengono trasmessi da un impulso elettrico, il sistema periferico e i movimenti di un Evangelion vengono trasmessi tramite semplice corrente elettrica[32]. Per i primi tre esemplari, progettati in Giappone, viene adottato il sistema di numerazione cinese tradizionale, mentre i prototipi successivi seguono la numerazione araba[33][34].

Una motocicletta ispirata all'Eva-01 in mostra durante l'evento Eva Expo, tenutosi a Shangai nel 2013

Gli Eva sono in grado di rigenerare le proprie ferite e le parti del proprio corpo rimaste danneggiate durante le operazioni belliche. Altra capacità fuori dal comune è rappresentata dall'abilità di sviluppare uno scudo protettivo noto con la sigla di A.T. Field. I loro movimenti sono garantiti dall'alimentazione fornita da un cavo esterno chiamato Umbilical Cable, che provvede a fornire l'energia elettrica necessaria al funzionamento dei loro circuiti[35][36]. In assenza di questo cavo, gli umanoidi sono in grado di operare sfruttando l'energia accumulata in una apposita batteria interna, per un limite di tempo variabile dai sessanta secondi ai cinque minuti[30]. Quando non attive, le Unità vengono alloggiate in apposite e gigantesche strutture chiamate «gabbie», e tenute in posizione da una struttura di ancoraggio composta da numerosi blocchi e fermata da vari gruppi di sicure[37]. Tuttavia, nella diciannovesima puntata della serie, l'Eva-01 divora le carni dell'Angelo Zeruel, assorbendo così la fonte energetica degli Angeli, il cosiddetto elemento S², ed estendendo indefinitamente il proprio limite di operatività[38]. Altro elemento caratteristico degli Angeli e degli Evangelion è una sfera rossa chiamata nucleo, situata in corrispondenza del torace degli umanoidi[39].

Il sistema di pilotaggio degli Evangelion prevede la sincronizzazione tra pilota e umanoide mediante connessione nervosa[40], tale che i due soggetti agiscano in sincronia[28][41]. Il pilota di un'Unità Evangelion, designato con il termine anglofono Children, è alloggiato in una sorta di capsula cilindrica detta Entry Plug, che viene inserita nella zona corrispondente alla colonna vertebrale dell'umanoide, all'altezza delle vertebre cervicali. L'abitacolo dell'Entry Plug viene riempito con uno speciale liquido noto con l'acronimo di LCL, in grado di favorire la connessione nervosa tra l'Evangelion e il suo pilota. Il principale nervo responsabile della sincronizzazione delle due entità è chiamato nervo A-10[42][43]. Sembra che i soggetti idonei a pilotare un Evangelion si limitino a ragazzi quattordicenni orfani di madre[44], e che negli umanoidi, originariamente sprovvisti di anima, siano alloggiate anime di persone[45]. Si ritiene che nei mecha siano custodite le anime delle madri dei rispettivi piloti[46]. Una volta instaurata con successo la connessione nervosa, il Children è in grado di comandare a proprio piacimento l'umanoide pensando di agire con il proprio stesso corpo, grazie ad un avveniristico sistema noto come interfaccia neurale[47]. Il suo mantenimento può venire messo a rischio dai danni subiti dall'Evangelion nel corso di un'operazione e dai corrispondenti disturbi psicologici del pilota. È infine contemplato un pericoloso stato comunemente indicato come berserk; in questi rari casi l'umanoide inizia ad agire in preda ad un'incontrollabile ed apparentemente istintuale furia distruttiva[37].

Serie originale[modifica | modifica wikitesto]

Esperimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel ventitreesimo episodio della serie vengono mostrati numerosi scheletri di esseri antropomorfi giganteschi di colore giallo, abbandonati in una sezione del quartier generale della Nerv chiamata Terminal Dogma. Si ritiene che questi corpi siano degli antenati dell'Eva-00, o, per meglio dire, i resti di esperimenti falliti occorsi durante la sua creazione. A differenza della forma finale dello 00 però, questi modelli hanno due o più sensori ottici[48]. Un altro aspetto caratteristico di questi prototipi è costituito dal viso e dalla colonna vertebrale, a testimonianza della loro natura di umanoidi artificiali[49].

Unità 00[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 00 (零号機 Zerogōki?), ufficialmente designata con il termine anglofono Prototype, è il primo esemplare di Evangelion ad essere stato realizzato[50]. Nonostante gli Evangelion siano stati pensati come armi da utilizzare per contrastare la minaccia degli Angeli, l'Eva-00 non è stato concepito come una macchina dedicata al combattimento effettivo, quanto piuttosto allo studio di fattibilità e funzionalità pratica della sua stessa tecnologia di base[51], ragion per cui manca di numerosi equipaggiamenti rispetto a quelli delle Unità successive[5]. Sembra che la sua concezione sia avvenuta nel Geofront di Neo Tokyo-3. Pare che il materiale biologico di partenza usato per la sua creazione appartenga al primo Angelo, Adam[52]. Lo 00 si distingue da tutti i successivi esemplari sia per la sua caratteristica colorazione giallo scuro, tipica dei prototipi militari, che per una meno sofisticata architettura esterna ed interna. Il suo principale organo di percezione sensoriale visiva è rappresentato da una lente ottica di forma rotonda e di colore rosso. Questa lente è posta al centro del volto dell'Unità, proprio come l'occhio di un essere vivente monoculare[51]. Rispetto all'Eva-01, che sembra avere un volto «diabolico», quest'unica lente ottica conferisce allo 00 un design più meccanico ed inespressivo[53]. Le funzioni di questa lente monoculare sono integrate da quelle di un sistema sensore a onde elettromagnetiche, situato sulla sommità del capo. Questo sensore è composto da una seconda lente tonda, di maggiori dimensioni rispetto alla prima e di colore verde, e da una più piccola copertura di sicurezza anteriore, di colore bianco e di forma rotondeggiante[51].

Il pilota dedicato all'Eva-00 è la First Children, Rei Ayanami[54][55]. Pare che, a causa della sua funzione di prototipo, l'Unità abbia sofferto di una instabilità tale da condurla fuori controllo in diversi esperimenti di attivazione[56]. Secondo alcune parole proferite nel primo episodio della serie da Misato Katsuragi, direttore del Reparto Operativo della Nerv, Rei ha impiegato sette mesi di addestramento prima di riuscire a sincronizzarsi con l'Unità. Prima dell'attacco di Sachiel, il primo Angelo a comparire alla volta di Neo Tokyo-3, nella seconda sala test della Nerv ha luogo un esperimento durante il quale la macchina va inspiegabilmente fuori controllo, distruggendo le strutture di ancoraggio e causando la totale distruzione della sala, nonché il ferimento del suo pilota[57][58]. La sua prima attivazione effettiva avviene solamente dopo quella dello 01, quando, a causa dell'attacco dell'Angelo Ramiel, si rende necessaria la presenza simultanea di due Unità Evangelion. Tuttavia, data la sua natura sperimentale, durante un'operazione bellica chiamata Operazione Yashima lo 00 viene impiegato come semplice Unità di backup volta alla difesa e alla copertura dello 01[52]. Nel corso dell'operazione subisce danni strutturali di così grave entità da richiederne una ristrutturazione globale[54]. In seguito alle modifiche, l'Unità cambia aspetto e viene usata durante lo scontro contro l'Angelo Matarael. Le principali differenze dell'Eva-00 modificato rispetto alla precedente versione riguardano la sua corazza costrittiva e il suo equipaggiamento bellico fondamentale, mentre la sua struttura interna risulta sostanzialmente invariata. Dal punto di vista estetico, lo 00 assume una colorazione prevalentemente blu; dal punto di vista bellico, sull'Unità vengono installate dei supporti verticali strutturalmente identici a quelli dell'Eva-02[59]. Questi supporti verticali, situati all'altezza delle spalle, vengono dotati di uno speciale sistema di propulsione, che permette al mecha di rallentare ed attutire eventuali cadute[60]. Queste modifiche hanno il merito di migliorare sensibilmente le funzionalità e le prestazioni del prototipo, così da renderlo un esemplare versatile e potente al pari delle altre Unità. La sua presenza diventa un valido supporto alle operazioni di difesa di Neo Tokyo-3 e all'eliminazione degli Angeli. Ad esempio, in alcune operazioni congiunte con l'Eva-01 e l'Eva-02 riesce a portare a termine le proprie missioni e a contribuire alla distruzione degli Angeli Matarael e Sahaquiel[52]. Nel ventitreesimo episodio della serie animata, il sedicesimo Angelo, Armisael, corrode e si fonde con l'Unità 00, ma per evitare che il nemico possa erodere l'Eva-01 sceso in suo aiuto, Rei decide di autodistruggersi assieme all'Angelo. Tirando una leva celata dietro il sedile del suo abitacolo, la ragazza manda il nucleo dello 00 fuori controllo, attivando così un sistema di autodistruzione[61]. L'A.T. Field dell'Unità si inverte, così da inglobare e annientare il nemico[62].

Unità 01[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplay dell'Eva-01

L'Unità 01 (初号機 Shogōki?), o Test Type, come viene definito nella sua nomenclatura ufficiale, è il modello sperimentale della serie Evangelion[63]. Rappresenta il secondo esemplare ad essere stato costruito nel quartier generale della Nerv. È il primo umanoide ad essere utilizzato in un'operazione bellica effettiva[5]. È stato costruito nel Geofront della città di Neo Tokyo-3, sotto la direzione della dottoressa Yui Ikari, e differisce da tutti gli esemplari precedenti e successivi, in quando la materia biologica che ne costituisce la base proviene da quella del secondo Angelo, Lilith. Dal punto di vista estetico, oltre che per la caratteristica colorazione preponderantemente viola, l'Eva-01 è contraddistinto da un lungo corno che si prolunga dal centro della fronte e da un visore binoculare, particolare questo che lo rende simile a un essere umano e che testimonia l'evoluzione tecnologica dell'Unità[64]. Benché abbia agito in diverse occasioni fuori controllo, questo esemplare assume un ruolo decisivo in numerose operazioni belliche[65]. L'umanoide vivente alla base dell'Unità 01 è caratterizzato da tessuti organici di colore marrone e da un liquido corporeo, simile a sangue, di colore rosso[66]. Un'ulteriore particolarità dell'Unità è il profilo del capo, simile a quello di un demone. Normalmente, la bocca è fissata con dei bulloni, e il suo corpo biologico vero e proprio è coperto da una corazza costrittiva. Nonostante il suo aspetto umanoide, mettendo a confronto il suo corpo con quello di un vero essere umano, lo 01 palesa estremità sensibilmente più lunghe rispetto a quella di un normale essere umano[67]. Dal punto di vista bellico, l'Unità si è forgiata di brillanti risultati operativi e della maggiore esperienza tattica fra tutti gli altri esemplari prodotti dalla Nerv[68].

Il primo test di attivazione dell'Unità 01, effettuato nell'anno 2004 nel Laboratorio per l'Evoluzione Artificiale, viene condotto da un centro di ricerca chiamato Gehirn. All'esperimento, eseguito da una ricercatrice chiamata Yui Ikari, assistono diversi membri dello staff, come suo marito Gendō Ikari, suo figlio Shinji, Kōzō Fuyutsuki, e la dottoressa Naoko Akagi[69]. Sembra che durante l'esperimento il tasso di sincronia fra il pilota e l'Unità abbia raggiunto il 400%, percentuale che determina il discioglimento del soggetto all'interno dell'Evangelion. Il caso viene archiviato come incidente, e tutti i tentativi di recupero della dottoressa Ikari si rivelano infruttuosi. Sulla natura di quanto successo, però, sussiste incertezza. Non viene mai chiarito se il risultato del test sia stato la conseguenza di una precisa scelta del pilota oppure no[64]. Sembra che l'anima di Yui sia rimasta all'interno dell'Unità[45]. Il secondo tentativo di attivazione avviene circa dieci anni dopo, nel 2015, anno in cui viene fatto salite a bordo il Third Children Shinji Ikari, il suo nuovo pilota. Prima che il test avesse esito positivo, il personale di ricerca e di sviluppo del Progetto E si riferiva allo 01 chiamando la sua procedura di attivazione «sistema 09», poiché il supercomputer della Nerv, il cosiddetto Magi System, aveva calcolato che una nuova attivazione avesse una percentuale di successo dello 0,0000000009%[5]. Nonostante questo, Shinji riesce a raggiungere un tasso di sincronia pari al 41,3% già al primo tentativo di attivazione[65][66]. Il successo della procedura potrebbe essere stato determinato della volontà di Yui, che in alcune situazioni riesce a intervenire in difesa del figlio e muovere l'Eva di propria volontà[64]. Per via di questa relazione che lo lega a Yui, lo 01 è un elemento di fondamentale importanza per la realizzazione dei piani di Gendō Ikari, suo consorte[68].

Production Model[modifica | modifica wikitesto]

Unità 02[modifica | modifica wikitesto]

Due cosplayer dell'Eva-02 e del suo pilota, Asuka, così come presentati nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance

L'Unità 02 (弐号機 Nigōki?) è il primo esemplare di Evangelion studiato e concepito per un'eventuale produzione in serie e per il combattimento effettivo. La nomenclatura ufficiale usata dalla Nerv è Production Model[5][70]. Benché l'ideazione e la costruzione della macchina avvengano in Giappone, l'assembramento e i test di attivazione, così come l'addestramento del suo pilota, il Second Children Asuka Sōryū Langley, vengono eseguiti in Germania[71][72], nella sede locale della Nerv. Il materiale biologico usato per la sua creazione appartiene al primo Angelo, Adam[73]. Esteriormente, si differenzia dalle prime due Unità per la presenza di quattro occhi sul volto, particolarità che nei modelli successivi viene abbandonata e sostituita in favore dell'esemplare binoculare. Dacché l'Eva-00 ha solo un occhio, e lo 01 due, si può desumere che allo sviluppo dell'Eva si accompagni un loro progressivo aumento di numero[74]. Ciascun occhio è provvisto di una lente ottica ausiliaria di colore verde e di quattro sensori a onde elettromagnetiche, riconoscibili come piccoli fori disposti su di un supporto collocato sulla fronte dell'Unità[75]. Ulteriori caratteristiche a testimonianza dei maggiori interventi eseguiti durante la sua creazione riguardano il colore dei fluidi interni del corpo umanoide, blu anziché rosso come nel caso dei precedenti esemplari, e la presenza di nuovi dettagli meccanici[76]. Sulle spalle dispone di due supporti verticali che differiscono sensibilmente da quelli dell'Eva-01. Nel supporto sinistro è alloggiata una versione migliorata di un'arma da taglio chiamata Progressive Knife[77][78], mentre nel destro è alloggiato il Needle Gun, un'arma da fuoco capace di sparare aculei[73]. Dispone di un grosso bazooka, di grandezza pari ad un'Unità Evangelion, e di due hand bazooka, dalle dimensioni più modeste[79].

La sua colorazione, prevalentemente rossa, crea un'immagine aggressiva, simile a quella delle macchine da corsa[80]. Malgrado la parte posteriore dell'Unità somigli a quella dell'Eva-01, differisce dall'unità precedente per la conformazione delle componenti di testa, spalle e torace. Una delle sue principali capacità è quella di poter curvare il tronco, caratteristica che contribuisce ad avvicinarlo agli esseri umani. Benché nell'ottavo episodio della serie animata Asuka sostenga che lo 02 è il «primo vero Evangelion», pare che non sussistano sostanziali differenze in termini di prestazione con l'Unità 01. Sembra che rispetto all'esemplare precedente lo 02 presenti un minor numero di sporgenze sul corpo[81]. La prima vera battaglia dell'Eva-02 si svolge nell'Oceano Pacifico, durante il suo trasporto marittimo dalla divisione tedesca della Nerv al quartier generale giapponese dell'organizzazione. Nell'occasione, l'Eva, pilotato dal Second Children e dal Third Children Shinji Ikari, riesce a sconfiggere l'Angelo Gaghiel e ad operare in ambiente subacqueo pur supportando il solo equipaggiamento di base, che a livello teorico non dovrebbe consentire alcuna funzionalità di immersione[82]. Tuttavia, a partire dal combattimento contro il tredicesimo Angelo, Bardiel, l'Unità incomincia a registrare diversi insuccessi bellici. A seguito di un attacco psicologico operato dal quindicesimo Angelo, Arael, Asuka patisce un tracollo psicologico tale da precluderle ogni possibilità di muovere l'umanoide, avvenimento che obbliga la Nerv a richiedere l'ausilio di un nuovo Children, Kaworu Nagisa. Il giovane si rivela essere il diciassettesimo ed ultimo Angelo e, sfruttando le sue capacità, riesce a prendere il controllo dello 02 per utilizzarlo contro l'Eva-01 di Shinji[73].

Una parte decisiva nello sviluppo e nell'attivazione di questa Unità viene svolta dalla dottoressa Kyōko Sōryū Zeppelin, membro della sezione tedesca di un centro di ricerca chiamato Gehirn. Similmente a quanto avvenuto a Yui Ikari nel caso dell'Unità 01, Kyōko tenta un esperimento contatto con l'Evangelion, dal quale esce psicologicamente sconvolta. Si ipotizza che la sua anima, o «il suo essere madre», sia rimasto chiuso all'intero dello 02[45]. Alla luce di questo avvenimento è rintracciabile la selezione della Second Children, sua figlia Asuka[73]. L'Unità, benché gravemente danneggiata, raggiunge lo stato di berserk durante uno scontro contro i nove Mass Production Model. Nonostante riesca a infliggere diversi danni alle nove Unità, rimane del tutto impotente di fronte ad una misteriosa arma chiamata lancia di Longinus, la quale, dopo averla trafitta, segna la sua definitiva sconfitta[83].

Unità 03[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 03 (3号機 Sangōki?) è un modello di produzione in serie costruito presso la prima divisione americana della Nerv[5]. A causa di un incidente occorso presso la seconda divisione, il comando dello 03, sotto espressa disposizione del governo statunitense, passa al Giappone[84]. In seguito a questa tempestiva decisione, l'Unità viene trasportata per via aerea sull'Oceano Pacifico fino al quartier generale dell'organizzazione[85]. Benché il suo aspetto sia pressoché identico a quello dell'Eva-02, differisce dall'Unità precedente per il colore, prevalentemente nero[86], e per la forma del capo, più vicina a quella dell'Unità 01. Tuttavia, il volto dello 03 presenta dei lineamenti più brutali e manca della caratteristica protuberanza frontale dell'Eva-01[87]. Ulteriori dettagli che lo distinguono esteticamente dagli altri esemplari sono le spalle allungate, la postura leggermente inclinata in avanti e l'andatura[88]. Una volta giunta in Giappone vengono avviati i preparativi per il suo test di attivazione. Come luogo dell'esperimento viene scelta la città di Matsushiro, nella prefettura di Nagano, ove si trova il secondo sito di sperimentazione della Nerv. Tuttavia, una volta salito a bordo il suo pilota designato, il Fourth Children Tōji Suzuhara, l'Unità va improvvisamente fuori controllo, spalancando le proprie fauci e distruggendo le recinzioni atte a contenerla. Questo comportamento è dovuto all'infezione di Bardiel[89], un Angelo di tipo parassitario che ha preso controllo del suo corpo[90]. Dopo l'incidente, Gendō Ikari, comandante supremo della Nerv, la identifica come tredicesimo Angelo e dà l'ordine di annientarla. L'Eva-03 affronta in combattimento le Unità 00 e 02, sconfiggendole senza grosse difficoltà, e l'Eva-01, scontro che ha come risoluzione la sua completa disfatta[91].

Unità 04[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 04 (4号機 Yongōki?) è un Production Model costruito, assieme all'Eva-03, negli Stati Uniti, più precisamente presso la seconda divisione americana della Nerv, situata nello stato del Nevada. A causa di un incidente occorso durante un test di inserimento sperimentale dell'elemento S², l'Unità, assieme alla seconda divisione e a tutti gli oggetti presenti nel raggio di 89 chilometri, scompare inspiegabilmente[92]. Benché le sue sembianze non siano mai state mostrate nella serie animata originale, si ritiene che sia di colore bianco argento[93]. Dall'Unità sono state prodotte alcune action figure ufficiali, progettate e ideate dal mecha designer della serie, Ikuto Yamashita[94]. Il suo aspetto di base è praticamente identico a quello dell'Unità 03[95].

Unità 05-13: Mass Production Model[modifica | modifica wikitesto]

La Serie Eva (エヴァシリーズ Evashirīzu?), o Eva Series, comprende tutte le Unità dalla 05 alla 13, costruite in diverse filiali della Nerv per volontà di una misteriosa organizzazione chiamata Seele per poter portare avanti il cosiddetto Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo[45]. Queste nove unità sono dotate del motore energetico noto come elemento S² e di una replica di un'arma chiamata lancia di Longinus[96]. Dal punto di vista tecnico, la loro struttura di base è la stessa degli Eva di proprietà della Nerv, ma mancano dei sopporti verticali disposti sulle spalle degli esemplari precedenti. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto agli altri modelli è il capo, privo di sensori ottici, e la zona nella quale viene inserita la cabina di pilotaggio[97]. A differenza delle Unità precedenti, sono capaci di volare. Si ritiene che questa facoltà tragga origine dall'elemento S², grazie al quale dispongono di enormi capacità rigenerative e di un tempo illimitato di operatività. Tutte e nove le Unità possiedono la stessa forma e la stessa colorazione, prevalentemente bianca, e di grandi ali pieghevoli poste sulla parte posteriore del tronco. Sembra che le abilità e gli equipaggiamenti a loro disposizione non siano stati preparati in vista di eventuali operazioni belliche contro gli Angeli, ma con il preciso scopo di portare avanti il Progetto per il Perfezionamento[98]. I Production Model non necessitano di piloti. In loro vece dispongono di un Dummy Plug, dei simulatori di Entry Plug nei quali è iscritta la personalità del Fifth Children, Kaworu Nagisa[5].

Nella pellicola The End of Evangelion, la Seele invia tutti e nove gli esemplari contro l'Eva-02. Pur subendo ingenti danni da parte dello 02 ed essere state apparentemente sconfitte, gli Eva riescono a riattivarsi grazie all'elemento S², sfregiando il corpo del nemico[99] e divorandone le carni. Si ipotizza che questo comportamento rappresenti la vera forma degli Evangelion. Durante il Progetto per il Perfezionamento, i Mass Production Model si uniscono all'Angelo Lilith e si auto-infilzano con le proprie lance di Longinus. Alla fine del processo, si trasformano in statue di pietra, come se la loro attività si fosse improvvisamente arrestata, e precipitano sulla Terra[98]. Il loro design sembra ricalcare le caratteristiche comunemente associate agli angeli dell'Antico Testamento[100].

Rebuild of Evangelion[modifica | modifica wikitesto]

Nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, remake della serie animata, vengono introdotte diverse Unità Evangelion.

  • L'Evangelion 05 (エヴァンゲリオン5号機 Evangerion Gogōki?), il cui nome completo è Evangelion 05, modello provvisorio a uso territoriale limitato (封印監視特化型限定兵器 人造人間エヴァンゲリオン 局地仕様 仮設5号機 Fūin kanshi tokkagata gentei heiki homunkurusu Evangerion kyokuchi shiyō kasetsu Gogōki?)[101], è un'Unità apparsa nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Il suo design, curato dal mecha designer Ikuto Yamashita, ha subito diverse revisioni e svariate modifiche. Tutto il corpo dell'umanoide è stato realizzato in computer grafica, eccezion fatta per i primi piani della testa. A differenza degli altri Evangelion, la sua deambulazione non si svolge per mezzo di due arti inferiori, ma grazie ad uno speciale sistema a ruote, ragion per cui le varie componenti dell'Unità sono state realizzate in computer grafica, così da evitare qualsiasi errore nei movimenti. Ha un braccio a forma di lancia[26]. Nelle sequenze iniziali del film si scontra con il terzo Angelo, battaglia che ha come risoluzione la sua completa disfatta.
  • Il Mark.06 (マークシックス Mākushikkusu?) noto come Evangelion 06 (エヴァンゲリオン6号機 Evangerion Rokugōki?), è un'Unità Evangelion presentata nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[102]. Viene costruita su una base lunare chiamata Tabgha, posta sotto il controllo diretto della Seele[26]. Nel corso della pellicola viene pilotato da Kaworu Nagisa.
  • L'Evangelion 08 (エヴァンゲリオン8号機 Evangerion Hachigōki?) è un'Unità Evangelion introdotta nell'anteprima di Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo presente alla fine dei titoli di coda di Evangelion 2.0. Nel corso del film viene pilotata da Mari Illustrious Makinami. Dispone di otto sensori ottici[103]. La sua colorazione si osserva di colore prevalentemente rosa, con piccoli inserti di colore giallo e verde. La sua nomenclatura ufficiale completa è Evangelion Production Model Custom Type (エヴァンゲリオン 正規実用型(ヴィレカスタム) 8号機 Evangerion Seiki Jitsuyōgata (Vire Kasutamu) Hachigōki?)[104].
  • L'Evangelion 08+02 (エヴァンゲリオン8+2号機 Evangerion Hachi+Nigōki?) è un'Unità Evangelion introdotta nella breve anticipazione di Evangelion: 3.0+1.0 presente alla fine del film Evangelion 3.0[105]. La sua armatura è per metà rossa e per metà rosa. Si ritiene che questo esemplare sia il frutto di una fusione fra due Unità precedenti, lo 02 e lo 08[106].
  • Il Mark.09 è un'Unità Evangelion presentata nel film Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente giallo, con piccoli inserti bianchi. Nel corso della pellicola il suo schema cromatico muta in nero e rosso. Viene pilotata da Rei Ayanami.
  • L'Evangelion 13 (エヴァンゲリオン第13号機 Evangerion Jūsangōki?) è un'Unità apparsa nella pellicola Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente viola. Ha quattro occhi e quattro arti superiori. Viene pilotata da Shinji Ikari e da Kaworu Nagisa. Può essere attivata a mezzo di due Entry Plug. Non disponendo della capacità di generare un Absolute Terror Field, viene dotata di quattro droni chiamati RS Hoppers che suppliscono a questa mancanza generandone uno e proteggendo in questo modo l'Unità.

Altre media[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni videogiochi tratti da Neon Genesis Evangelion vengono introdotte alcune Unità inedite. Nel videogioco Meitantei Evangelion, pubblicato nel 2007 per PlayStation 2, è presente un'Unità Evangelion chiamata Evangelion Type β (エヴァンゲリオン乙型 Evangerion Otsugata?) e pilotata da Kaworu Nagisa. Oltre che in Mentantei Evangelion, l'Evangel Type β compare nel videogioco Shin seiki Evangelion - Battle Orchestra, in cui viene introdotto un altro Evangelion chiamato Evangelion Unit-α (エヴァンゲリオン甲号機 Evangerion Kougouki?), costruito per volontà della società segreta Seele. A differenza della serie animata originale, nel manga Evangelion: Cronache degli angeli caduti gli Eva non sono dei mecha, ma armi individuali maneggievoli usate in combattimento da Shinji Ikari e dagli atri personaggi della serie[107]. In questa versione degli eventi, gli Eva sono la manifestazione della più profonda interiorità dei protagonisti: Rei ha una lancia, Asuka una frusta, Kaworu una spada e Shinji una pistola[108].

Il 6 febbraio 2015 lo studio Khara, produttore della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, ha pubblicato il dodicesimo cortometraggio della collana Nihon animator mihon'ichi, intitolato Evangelion: Another Impact (Confidential) e diretto da Shinji Aramaki. Il cortometraggio, che introduce un'Unità Evangelion chiamata Unit Null, viene descritto in una breve presentazione pubblicata sul sito ufficiale dell'evento: «Un altro tempo, un altro luogo. Era in atto un test di attivazione di un’arma decisiva. Mentre il suo sviluppo e i test di attivazione sono avvolti nella segretezza totale, l'Unità Null - Another Number si libera dal controllo dell’uomo e va in berserk. A quale scopo è stata creata l'Unità Null - Another Number? La storia dell’attivazione, della furia e dell’ululato di un Evangelion in un altro mondo». Come "Another Eva Design" dell'episodio viene citato Atsushi Tekeuchi[109].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Automobile da corsa del gruppo Evangelion Racing ispirata ai colori dell'Eva-01

Il mecha design di Ikuto Yamashita è stato elogiato da John Beam della rivista Animation Planet[110] e da Martin Theron, recensore del sito Anime News Network, secondo il quale: «I mecha design [presentati in Neon Genesis Evangelion] sono fra più singolari mai creati per una serie d'animazione giapponese, grazie a sembianze eleganti, agili, apparentemente mostruose, spaventose, e atletiche, piuttosto che rigide e cavalleresche»[111]. Nel 2015, durante una conferenza ufficiale tenutasi in occasione del lancio di una linea di smartphone ispirati al franchise di Evangelion e prodotti dalla Sharp Corporation, Daigo, membro della band giapponese Breakerz, ha indossato un outfit ispirato all'Unità 01[112]. Nel 2016 l'attrice Ayame Gōriki ha fatto un cosplay di un'Unità Evangelion indossando i panni dell'Eva-01 all'interno di un'anteprima del primo episodio di Rental no koi, dorama andato in onda nel gennaio dell'anno successivo[113]. Secondo lo studioso Guido Tavassi, il «rivoluzionario» mecha design è da annoverare a pieno titolo fra le numerose innovazioni introdotte da Neon Genesis Evangelion, «che se, da un lato, avvicina maggiormente le Unità Eva alla figura umana, dall'altro propone una completa astrazione delle forme dei nemici, gli Angeli, con una scelta che avrà un impatto enorme sul design delle serie del genere successive»[114].

Nel 2010 è stata annunciata la formazione di un team automobilistico giapponese chiamato Evangelion RT-01 apr Corolla per il campionato Super GT[115]. In occasione della prima competizione ufficiale del team, tenutasi quell'anno nel circuito del Fuji, la Toyota Corolla Axio del gruppo è stata ridipinta seguendo lo schema cromatico dell'Eva-01[116][117], e i due corridori, Koki Saga e Kosuke Matsuura, hanno gareggiato indossando due riproduzioni del plugsuit usato dal personaggio di Shinji[118]. Nei due anni successivi alla prima vettura sono state affiancate una Porsche 911 GT3 RS ridipinta ricalcando il design dell'Unità 02 e due motociclette Kawasaki Ninja ZX-10R con le fattezze dello 01 e dello 02[119]. Nel 2010 il sito Yahoo! Japan ha svolto un'indagine su Evangelion e sugli omonimi mecha. Agli appassionati della serie è stato chiesto se apprezzerebbero la costruzione di un modello in scala 1:1 di un Evangelion e che Unità prenderebbero come modello[120]. Nel primo quesito la risposta è stata quasi all'unanimità affermativa; alla seconda domanda è stata scelta l'Unità 01 con ampio scarto di maggioranza, con un 78% circa dei voti totali[121]. Analogo risultato si è registrato nel 2016, anno in cui il sito web Charapedia ha domandato ai propri utenti quale «macchinario» apparso in una serie d'animazione giapponese desiderassero usare o pilotare. Nell'occasione l'Eva-01 è stata la seconda risposta più gettonata, con quasi 400 preferenze[122].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo scrittore Kazuhisa Fujie e il ricercatore italiano Guido Tavassi, in un primo momento si registrò un notevole insuccesso commerciale relativo ai giocattoli e alle riproduzioni dei mecha di Neon Genesis Evangelion, surclassati dalle vendite delle action figure di Rei Ayanami[16], «e finanche la Bandai si mostrò riluttante a commercializzare i modellini dei fin troppo insoliti e inquietanti mecha»[114]. Tuttavia, nel giro di appena un anno si ebbe una vera esplosione del fenomeno Evangelion, con la Bandai che, dopo l'iniziale titubanza, si lanciò a gran ritmo nella produzione di giocattoli e di modellini sulla serie[123]. Oltre che per diversi tipi di action figure, l'immagine dei mecha venne usata per numerosi beni di consumo, come scarpe Adidas[124], bottiglie per vini e spuntanti[125], borse[126], indumenti e accessori sportivi per ciclisti[127], felpe[128], guanti[129], articoli di abbigliamento intimo[130][131] e vestiti per bambini[132][133].

Riproduzione della cabina di pilotaggio di un Evangelion all'interno di un treno ispirato al design dell'Eva-01

Nel febbraio del 2007 lo Studio Akiyama mise in commercio una figure gigante dell'Eva-01 alta circa 2 metri al prezzo di un milione di yen (circa 10.000 dollari statunitensi) per celebrare l'uscita del film Evangelion 1.0: You Are (Not) Alone[134]. Nel 2015 venne annunciata la costruzione di un treno ad alta velocità ispirato al design dell'Eva-01, nella cui realizzazione furono coinvolti sia il mecha designer Ikuto Yamashita, sia Hideaki Anno[135]. Dopo essere entrato in funzione a novembre dello stesso anno[136], la compagnia ferroviaria West Japan Railway Company decise di estendere la durata del servizio fino alla primavera del 2018[137]. Anche il parco di divertimenti Fuji-Q HighLand propose diverse iniziative simili. Nel 2010 nel parco fu inaugurato una fedele riproduzione del busto dell'Eva-01 alta 9 metri e larga 16[138][139]. Fra il 2011 e il 2015 furono annunciate le costruzioni di una riproduzione in scala 1:1 del capo dell'Eva-02 in modalità The Beast, una stanza d'albergo ispirata all'Entry Plug dell'Unità 00[140][141] e di una montagna russa progettata e costruita in base al design dello 01[142]. Tuttavia, a causa del terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011, i lavori per la statua dello 02, progettata per essere alta 7 metri e larga 5, vennero rimandati a tempo indeterminato[143]. Nel novembre del 2014 l'azienda automobilistica giapponese Mitsuoka Motors mise all'asta un modello di Mitsuoka Orochi ispirato al design dell'Eva-01, venduto ad un prezzo finale di 16 milioni di yen (130.000 dollari circa)[144]; l'evento ricevette un'attenzione mediatica così alta da spingere il presidente dell'azienda, Akio Mitsuoka, ad accordarsi con il vincitore della lotteria per esporre la vettura alla Mitsuoka Gallery Azabu di Tokyo per un'intera settimana[145]. Lo stesso anno, nell'aria di servizio Expasa di Ashigara, nella prefettura di Shizuoka, venne inaugurato un evento a durata limitata interamente dedicato a Neon Genesis Evagelion, durante il quale venne esposta una stata dell'Eva-01 alta sei metri, la più grande al mondo[146]. Nel 2016 il primato passò ad una riproduzione gigante dello 01 con un modello in scala della lancia di Longinus fra le mani costruita nella città di Shangai, frutto della cooperazione fra lo studio Khara, la società Heitao Interactive e la Shanghai Character License Administrative Corporation; con i suoi 24,8 metri di altezza, la statua è entrata nel Guinness dei primati come «il più grande Evangelion al mondo»[147][148].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side B, Glénat, 2010, ISBN 978-2-7234-7121-3.
  • Guido Tavassi, Storia dell'animazione giapponese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Latina, Tunué, 2012, ISBN 88-97165-51-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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