Eutimo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Eutimo di Locri (in greco antico: Εὔθυμον, Eutimos; Locri Epizefiri, VI secolo a.C.V secolo a.C.) è stato un pugile greco antico.

Vincitore 3 volte alle Olimpiadi. Come la maggior parte degli antichi atleti greci, Eutimo divenne rapidamente oggetto di leggende che ne glorificavano la forza e il valore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono poche notizie certe sulla sua vita, benché sia citato da diversi autori, quali Plinio, Strabone, Eliano e Pausania[non chiaro].[1] Vinse tre volte i giochi olimpici per la prima volta nel 484 a.C., venedo battuto nell'edizione successiva da Teogene di Taso. Vinse poi le due edizioni successive, in cui si dice che Teogene si rifiutò di affrontarlo. La sua città volle erigere una statua a Olimpia per celebrarne il valore, ad opera di Pitagora di Reggio. Della statua è stato ritrovato il piedistallo[2]

Pausania e Strabone narrano che Polite, uno dei marinai di Odisseo fosse stato ucciso a Temesa dagli abitanti del luogo per aver aggredito una giovane del luogo. Ritornato in forma di mostro tormentava gli abitanti, chee per placarlo gli offrivano in sacrificio ogni anno una vergine. Eutimo, mosso a compassioen degli abitanti di temesa e invaghito della vittima designata, affrontò e sconfisse il demone. Secondo alcune versioni lo scacciò imponendogli di non tormentare più i temesiani, secondo altre lo scaraventò in mare.

Eutimo sposò la giovane e visse molto a lungo. Secondo Pausania perfino fino all'epoca di Augusto. Si narra che, scomparve nel fiume Kaikinos.

Le vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Specialità Giochi Anno[3]
Adulti Olimpiade 74 484 a.C.
Adulti Olimpiade 76 476 a.C.
Adulti Olimpiade 77 472 a.C

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Per via di un probabile errore filologico, Eutimo è talvolta festeggiato come eroe locale nella città di Soverato.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN816406 · GND (DE119191296 · CERL cnp00549642 · WorldCat Identities (EN816406