Eurovision Song Contest

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Eurovision Song Contest
(FR) Concours Eurovision de la Chanson
Eurovision Song Contest Logo.png
Logo generico della manifestazione dal 2015
LuogoEuropa
Anni1956 – in corso
Frequenzaannuale
Fondato daMarcel Bezençon
Datemaggio
Generemusicale
OrganizzazioneUER
Sito ufficialeeurovision.tv

L'Eurovision Song Contest (anche solo Eurovision o in acronimo ESC; in francese Concours Eurovision de la Chanson), precedentemente noto in italiano come Gran Premio Eurovisione della Canzone[1][2][3][4][5][6][7] e informalmente come Eurofestival,[3] è un festival musicale internazionale nato nel 1956 a Lugano e organizzato annualmente dai membri dell'Unione europea di radiodiffusione.

Dalla prima edizione del 1956, il concorso è stato trasmesso ogni anno senza interruzioni in tutto il mondo, fatta eccezione per il 2020,[8] rendendolo uno dei programmi televisivi musicali di livello internazionale più longevi di sempre.[9] È anche l'evento non sportivo più seguito al mondo:[10] i dati di ascolto degli ultimi anni a livello internazionale sono stati stimati tra 100[11] e 600 milioni.[12]

Il concorso è trasmesso in diretta televisiva sui canali principali e non, in buona parte dell'Europa sul network Eurovisione, oltre che in alcuni Paesi asiatici, oceanici, africani e dell'America del Nord. Col nuovo millennio, l'ESC è anche trasmesso via internet, tra il 2000 e il 2017 attraverso un particolare riproduttore,[13] mentre dal 2016 l'evento viene trasmesso in diretta sul canale ufficiale YouTube dell'evento.[14][15]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e scopo[modifica | modifica wikitesto]

Lys Assia, prima vincitrice dell'Eurovision Song Contest

Negli anni cinquanta si era appena conclusa la seconda guerra mondiale e i Paesi europei erano impegnati nella ricostruzione delle proprie città, cercando un modo di lasciarsi alle spalle gli attriti del passato. Nel frattempo la televisione stava muovendo i primi passi, e con la nascita dell'Unione europea di radiodiffusione, nel 1950, si ricercò un programma televisivo che potesse coinvolgere e unire le diverse nazioni.

Sergio Pugliese, drammaturgo e giornalista italiano, suggerì di puntare su una gara canora, prendendo come modello il Festival di Sanremo, alla quale potessero prendere parte i diversi stati europei. L'idea piacque a Marcel Bezençon, all'epoca direttore generale dell'UER, e dopo vari incontri in varie sedi, il 19 ottobre 1955, a Palazzo Corsini alla Lungara, a Roma,[16] si stabilì la data in cui avrebbe preso il via l'Eurovision Song Contest.[17]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione si tenne l'anno successivo, il 24 maggio 1956, presso il teatro Kursaal di Lugano, in Svizzera, con la partecipazione di 7 Paesi: Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Germania Ovest, Francia e Lussemburgo, che portarono 2 canzoni ciascuno. La prima edizione fu vinta dai padroni di casa con Refrain di Lys Assia e fu l'unica edizione in cui non furono annunciati né il secondo né il terzo classificato, né tantomeno i rispettivi punteggi. Inizialmente era prevista la partecipazione di Austria, Danimarca e Regno Unito, tuttavia le emittenti non si iscrissero in tempo, rimandando l'esordio all'anno successivo.

Fu deciso che la manifestazione sarebbe stata ospitata a turno dai Paesi partecipanti, e per la seconda edizione fu quindi selezionata la Germania Ovest, portando il neonato festival nel land dell'Assia, a Francoforte sul Meno. Quest'anno la quota dei partecipanti si alzò a 10, con gli esordi di Austria, Danimarca e Regno Unito, pertanto i Paesi partecipanti furono autorizzati a portare un solo brano, anche se furono ammessi per la prima volta i duetti. Vinsero i Paesi Bassi, rappresentati da Corry Brokken con Net als toen, e fu introdotta la regola secondo cui il Paese vincitore sarebbe stato invitato a organizzare e ospitare l'edizione successiva. Inoltre a causa dell'eccessivo protrarsi dell'esibizione italiana di Nunzio Gallo (sesto classificato) che con la sua Corde della mia chitarra, occupò ben 5:09 minuti della trasmissione, fu introdotto un limite di durata per i brani a 3:00 minuti.

Le successive due edizioni, 1958 e 1959, sono state ospitate rispettivamente da Hilversum (Paesi Bassi) e Cannes (Francia) e hanno visto l'esordio di altre due nazioni: la Svezia e il Principato di Monaco. L'esibizione italiana di Domenico Modugno nel 1958 con Nel blu dipinto di blu, nonostante si sia classificata al solo 3º posto, è rimasta una delle più emblematiche e ricordate esibizioni dell'Italia all'Eurovision Song Contest.[18] L'artista italiano si esibisce anche l'anno successivo con Piove (ciao ciao bambina) giungendo sesto su undici partecipanti.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 la manifestazione si spostò nella capitale del Regno Unito, Londra, in seguito al rifiuto dei Paesi Bassi di ospitare nuovamente la manifestazione. La conduzione dell'evento spettò a Katie Boyle, conduttrice televisiva italo-britannica dipendente della BBC che passerà alla storia per aver presentato ben 4 edizioni della kermesse canora. Vincitore di questa edizione fu la canzoneTom Pillibi, eseguita da Jacqueline Boyer, rappresentante della Francia, che ospitò l'edizione successiva sempre a Cannes. L’edizione successiva vede la vittoria del lussemburghese Jean-Claude Pascal con Nous les amoureux.

In questi anni inoltre esordirono inoltre la Norvegia (1960), la Spagna, la Finlandia e la RSF Jugoslavia (1961).

Isabelle Aubret, vincitrice per la Francia nel 1962

Il piccolo Granducato di Lussemburgo accettò di ospitare nell'omonima capitale la settima edizione della manifestazione (1962), che vedrà la terza vittoria della Francia di Isabelle Aubret, oltre che le prime assegnazioni di 0 punti ad alcuni concorrenti.

Nonostante la vittoria francese la successiva edizione fu ospitata nuovamente da Londra e fu presentata nuovamente da Katie Boyle. La vittoria della Danimarca di Grethe e Jørgen Ingmann porterà il festival per la prima volta in Scandinavia.

Gigliola Cinquetti, prima vincitrice italiana nel 1964

Alla Tivolis Koncertsal di Copenaghen vince per la prima volta l'Italia con la sedicenne Gigliola Cinquetti e la sua Non ho l'età, che porterà la manifestazione nella penisola italiana, in particolare al Centro RAI di Napoli, dove il Lussemburgo colleziona la sua seconda vittoria grazie alla giovane cantante francese France Gall con Poupée de cire, poupée de son. Per la prima volta il festival raggiunse i Paesi dell'Est Europa venendo trasmesso in alcuni di essi, inclusa l'Unione Sovietica. Il granducato europeo accetta di ospitare nuovamente l'Eurovision che vedrà la vittoria dell'austriaco Udo Jürgens con Merci, Chérie. Gli unici due Paesi a esordire in questi anni sono il Portogallo (1964) e l'Irlanda (1965). Come ormai d'usanza, l'Austria, in quanto vincitrice, ospitò la dodicesima edizione dell'Eurovision Song Contest, introducendo le telecamere nella cosiddetta green room, il luogo dove gli interpreti attendono i risultati al termine delle loro performance. Quest'anno segna la prima vittoria del Regno Unito con Sandie Shaw con il brano Puppet on a String, che decide di ospitare per la terza volta la manifestazione presso la Royal Albert Hall di Londra. La vittoria è aggiudicata dalla Spagna di Massiel, con la memorabile La, la, la, che dà la possibilità alla capitale spagnola di Madrid di ospitare, per la prima e unica volta, il festival.

L'edizione del 1969 è anche ricordata come teatro di uno degli incidenti più imbarazzanti della storia della manifestazione a causa della vittoria ex aequo di ben quattro partecipanti: Francia (Frida Boccara), Paesi Bassi (Lenny Kuhr), Regno Unito (Lulu) e Spagna (Salomé). Non essendo prevista nel regolamento alcuna modalità di spareggio i quattro furono premiati come vincitori e si innalzò un'ondata di malcontento tra i partecipanti che portò al ritiro per protesta di tre Paesi (Finlandia, Norvegia e Svezia). Questa edizione inoltre non fu estranea alle polemiche di stampo politico, come testimoniato dal ritiro dell'Austria, che si rifiutò di partecipare a un evento ospitato da un Paese fascista, com'era la Spagna sotto la dittatura del caudillo Francisco Franco.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dana vince l'edizione del 1970, tenutasi ad Amsterdam

Per l’edizione 1970 si decise di estrarre a sorte, fra i quattro vincitori dell’anno precedente, il paese che avrebbe organizzato la quindicesima edizione del concorso. L’organizzazione fu appannaggio dei Paesi Bassi: ad Amsterdam partecipano solo 12 Paesi a seguito dei ritiri per protesta di Finlandia, Norvegia e Svezia e per il ritiro a sorpresa del Portogallo. A vincere è Dana con All Kinds of Everything per l'Irlanda. Vengono introdotte per la prima volta le cosiddette postcards (cartoline) che appaiono prima delle esibizioni e inoltre viene istituita una regola per impedire la situazione degli ex-aequo dell'anno precedente.

Nel 1971, al Gaiety Theatre di Dublino, esordisce Malta, con il ritorno di Austria, Finlandia, Norvegia, Portogallo e Svezia. A vincere sarà Séverine con Un banc, un arbre, une rue per il Principato di Monaco. Viene introdotta una nuova regola che limita il numero di esecutori sulla scena a 6, gruppi inclusi.

Dopo la sofferta rinuncia del Principato di Monaco, l'edizione del 1972 viene ospitata presso la Usher Hall di Edimburgo, dove si afferma per la terza volta il Lussemburgo con la cantante greca Vicky Léandros con Après toi. Ha sorpreso particolarmente la concorrente irlandese Sandie Jones, che ha cantato Ceol On Ghrá, completamente in gaelico irlandese.

Il Lussemburgo ospita nuovamente l'evento il 7 aprile del 1973, presso il Théâtre Municipal di Lussemburgo, trionfando ancora con l'iconica Tu te reconnaîtras della cantante francese Anne-Marie David. In questa edizione esordisce il primo Paese extraeuropeo, Israele, provocando molta preoccupazione, risultata in un rafforzamento della sicurezza. Nel 1973 viene abolita la regola che restringeva il ventaglio di lingue utilizzabili dai cantanti, ma a causa dei pessimi risultati conseguiti negli anni precedenti si ritirano Austria e Malta.

Gli ABBA vincono per la Svezia nel 1974

Nel 1974 l'evento fu ospitato dal The Dome di Brighton e vide l'esordio della Grecia (allora ancora una monarchia) e il ritiro della Francia, a causa dell'improvvisa scomparsa dell'allora presidente della Repubblica Georges Pompidou. A vincere fu per la prima volta la Svezia con gli ABBA e uno dei loro maggiori successi, Waterloo, davanti l'Italia rappresentata da Gigliola Cinquetti con .

Nel 1975, a Stoccolma, è invece la prima volta della Turchia, con il ritiro improvviso della Grecia e la vittoria dei Paesi Bassi con i Teach-In e Ding-a-dong. Successivamente si scoprì che la Grecia si era ritirata a causa del conflitto con la Turchia, scoppiato dopo l'invasione di Cipro, infatti i due Paesi si incontreranno solo nel 1978. A partire da questa edizione viene utilizzato il sistema di votazione ancora oggi in vigore, in cui ogni Paese partecipante assegna punti alle 10 canzoni preferite.

Il gruppo Brotherhood of Man vince per il Regno Unito nel 1976

Nel 1976, presso l'Al Congresgebouw di L'Aia, ritornano Austria e Grecia e si ritirano Svezia, Turchia e Malta, con la vittoria dei Brotherhood of Man con Save Your Kisses for Me per il Regno Unito.

La 22ª edizione viene ospitata ancora una volta a Londra e quest'anno tornano la Svezia e si ritira la Jugoslavia. Trionfa nuovamente la Francia con Marie Myriam con L'oiseau et l'enfant. Era prevista la partecipazione della Tunisia, tuttavia il Paese si ritirò all'ultimo momento senza dichiarare la causa.

Nel 1978, il Palais des Congrès di Parigi ha ospitato l'evento, che ha visto il ritorno di Danimarca (ritirata nel 1967) e Turchia, con la prima vittoria di Israele per opera di Izhar Cohen & Alphabeta con A-Ba-Ni-Bi. Durante la diretta l'emittente televisiva giordana ha interrotto la trasmissione dichiarando il Belgio (2º classificato) vincitore a causa delle relazioni con lo Stato di Israele.[19]

Nel 1979 l'Eurovision viene ospitato per la prima volta da un Paese non europeo, infatti si tiene a Gerusalemme, in Israele. Ciò causa il ritiro della Turchia, che si rifiutò di partecipare in un territorio tuttora oggetto di conflitto, tuttavia vincono i padroni di casa con Hallelujah di Gali Atari & Milk & Honey.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Logan vince nel 1980 per l'Irlanda

L'edizione del 1980 venne ospitata dal Congresgebouw de L'Aia, e vide la partecipazione per la prima e unica volta di uno Stato africano, il Marocco, e i ritiri di Israele e Monaco. A vincere sarà Johnny Logan con What's Another Year per l'Irlanda.

Nel 1981 l'evento si tiene nuovamente a Dublino, e vede il primo ritiro dell'Italia e del Marocco. Esordisce Cipro, e tornano sia la Jugoslavia sia Israele. Vince per la quarta volta il Regno Unito con i Bucks Fizz e la loro Making Your Mind Up.

Nel 1982, presso il Conference Center di Harrogate, continua l'assenza dell'Italia, affiancata da Grecia e Francia, e l'edizione viene vinta da Ein bißchen Frieden, cantata da Nicole per la Germania Ovest.

Nel 1983 l'Eurovision si tiene a Monaco di Baviera, con il ritorno di Italia, Francia e Grecia, ma con il ritiro dell'Irlanda. L'edizione sarà vinta nuovamente dal Lussemburgo con Corinne Hermès con Si la vie est cadeau.

L'edizione del 1984 viene ospitata per la seconda volta al Théâtre Municipal di Lussemburgo, e prevedeva l'ingresso dell'Islanda nella manifestazione (che non avvenne per mancanza di fondi). Si sono ritirati Grecia (su iniziativa di ERT) e Israele (per rispettare la festività ebraica dello Yom HaZikaron), ma torna l'Irlanda. A vincere il concorso è la Svezia con i fratelli Herreys con il brano Diggi-Loo Diggi-Ley.

Nel 1985 la Svezia ospita l'evento a Göteborg dove si verifica il ritiro di Paesi Bassi e Jugoslavia e il ritorno di Grecia e Israele. La vittoria è spettata alla Norvegia con le Bobbysocks con La det swinge.

Nel 1986, a Bergen, esordisce l'Islanda, con il ritiro di Grecia e Italia, e il ritorno di Jugoslavia e Paesi Bassi, con la prima vittoria del Belgio, per opera di Sandra Kim, la più giovane vincitrice della manifestazione.

La vittoria del Belgio, che decise di ospitare la manifestazione, aprì una diatriba tra le due emittenti belghe: RTBF (in lingua francese) e VRT (in lingua olandese), poiché entrambe ambivano a organizzare la manifestazione. Alla fine si decise che l'organizzazione sarebbe spettata alla RTBF, e questa edizione vide il ritorno di Grecia e Italia e la seconda vittoria per l'irlandese Johnny Logan con Hold Me Now.

Nel 1988 Dublino ospita nuovamente la manifestazione, ma vede la squalifica di Cipro, a causa di una violazione del regolamento sulla pubblicazione dei singoli. Vince per la prima volta dopo il 1956, la Svizzera grazie alla cantante canadese Céline Dion con Ne partez pas sans moi.[20]

Nel 1989, a Losanna, torna Cipro dopo la squalifica dell'anno precedente e vince il gruppo jugoslavo Riva con Rock Me. L'UER introduce la regola, ancora vigente, di un limite minimo di età per i partecipanti di 16 anni.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Toto Cutugno, vincitore dell'edizione 1990 con Insieme: 1992

Nel 1990, a Zagabria, Malta tenta di tornare dopo 15 anni di assenza, ma una regola dell'UER, che limitava a 22 il numero di partecipanti, lo impedì; la stessa regola verrà cancellata poco dopo lo svolgimento della manifestazione. L'Italia vince per la seconda volta con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992. Molte canzoni di quell'anno erano dedicate all'unione dell'Europa e alla caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989.

Nel 1991 l'evento fu ospitato nello Studio 15 di Cinecittà a Roma, e vide il ritorno di Malta dopo il ritiro dei Paesi Bassi. Per la seconda volta si verifica una parità di punteggi per la vittoria, tuttavia la regola introdotta dopo il 1969 assegnò il primo premio alla Svezia di Carola Häggkvist con Fångad av en stormvind.

Il 1992, a Malmö, segna l'ultima partecipazione di ciò che rimane della Jugoslavia, e tornano i Paesi Bassi dopo il ritiro nell'edizione precedente, vedendo come vincitrice l'Irlanda per la 4ª volta con Why Me? di Linda Martin.

Il 1993, presso la Green Glens Arena di Millstreet, segna l'esordio di Croazia, Slovenia e Bosnia ed Erzegovina dopo la caduta della Repubblica Federale di Jugoslavia (e di conseguenza il ritiro definitivo della federazione), inoltre, a causa del grande numero di partecipanti di questa edizione, il 3 aprile si svolse a Lubiana una preselezione, la Kvalifikacija za Millstreet, che promosse i tre esordienti. Vince nuovamente l'Irlanda con Niamh Kavanagh. Questa edizione segnò anche l'ultima partecipazione del Lussemburgo.

Nel 1994, a Dublino, esordiscono Estonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ungheria e trionfa nuovamente l'Irlanda con Rock 'n' Roll Kids di Paul Harrington e Charlie McGettigan. Visto l'alto numero di partecipanti viene istituita una regola: le ultime 7 posizioni dell'edizione precedente perdevano il diritto di partecipare all'edizione successiva. L'Italia risulta assente a questa e alle successive due edizioni.

La 40ª edizione dell'Eurovision si tenne sempre a Dublino, rendendo l'Irlanda il Paese ad aver ospitato più edizioni consecutive. Vince la Norvegia per la seconda volta grazie ai Secret Garden con il brano prettamente strumentale Nocturne.

Nel 1996, all'Oslo Spektrum di Oslo, come nel 1993, viene effettuata una preselezione delle canzoni candidate, e delle 29 partecipanti (la Norvegia fu ammessa direttamente) ne furono selezionate 22 da giurie nazionali che espressero i loro voti sulla base di registrazioni audio delle canzoni. La vittoria tornò all'Irlanda di Eimear Quinn con The Voice, ma l'edizione viene ricordata anche per l'esibizione della croata Maja Blagdan che con la sua Sveta ljubav ha raggiunto la nota più alta nella storia della manifestazione.

I Jalisse dopo la vittoria al Festival di Sanremo 1997

Nel 1997, nuovamente a Dublino, ritorna l'Italia con i Jalisse e la loro Fiumi di parole. Il duo viene dato per favorito, ma si classifica al quarto posto e a vincere la manifestazione è il Regno Unito con Katrina and the Waves e la loro Love Shine a Light. In seguito alle polemiche scoppiate, riguardanti un possibile sabotaggio da parte dell'emittente italiana Rai, con l'intento di non ospitare nuovamente l'evento, il 1997 sarà l'ultima partecipazione dell'Italia (che ritornerà solo nel 2011). L’edizione 1997 è stata la prima in cui è stato assegnato il Barbara Dex Award per il peggior vestito: prima vincitrice fu la cantante maltese Debbie Scerri.

Il 1998, a Birmingham, segna l'esordio della Macedonia del Nord (originariamente conosciuta come "Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia"), ma a vincere per Israele sarà Dana International con la canzone Diva. Questa vittoria è ricordata per esser stata la prima, e attualmente unica, vittoria di una transessuale.[21]

Nel 1999, a Gerusalemme, la Svezia vince grazie a Take Me to Your Heaven di Charlotte Nilsson e viene eseguito uno speciale Final Act per la fine del primo millennio, nel quale presentatori e concorrenti hanno cantato l'Hallelujah.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione del 2000 si tenne presso il Globen di Stoccolma, dove ha esordito la Lettonia e hanno trionfato gli Olsen Brothers per la Danimarca con Fly on the Wings of Love, nonostante l'Estonia di Ines fosse data per favorita. La NOS (emittente televisiva olandese) è stata costretta a trasmettere solo parte dell'edizione per poter trasmettere le notizie riguardanti il disastro pirotecnico di Enschede. Per la prima volta la manifestazione viene trasmessa via Internet.

Nel 2001, al Parken Stadium di Copenaghen, l'Estonia, con Everybody di Tanel Padar, Dave Benton & 2XL vince la competizione per la prima volta. Ospite durante l'Interval Act è stata la band danese Aqua.

Nel 2002, a Tallinn, dopo appena due anni dall'ingresso in gara, la Lettonia ottiene la sua prima vittoria con I Wanna di Marie N. Inizialmente si pensò che ETV non sarebbe riuscita a organizzare l'evento, ma grazie a una raccolta fondi organizzata dal governo estone, l'edizione del 2002 non ha deluso le aspettative. La 47ª edizione è stata inoltre la prima a esser stata ospitata da un Paese appartenente all'ex blocco sovietico.[22] In questa edizione, inoltre, vennero consegnati per la prima volta i Marcel Bezençon Awards, premi che vengono assegnati alla miglior voce, al miglior artista e alla miglior composizione musicale.

Nel 2003, presso la Skonto Arena di Riga, esordisce l'Ucraina e vince per la prima e unica volta la Turchia con Everyway That I Can di Sertab Erener. Nonostante i problemi finanziari della capitale lettone, la 48ª edizione si è tenuta senza mancanze.

Ruslana vince per l'Ucraina nel 2004 a Istanbul

Nel 2004, a Istanbul, esordiscono Albania, Andorra, Bielorussia e la federazione di Serbia e Montenegro, inoltre vincerà per la prima volta, dopo appena un anno dall'esordio, l'Ucraina con Wild Dances di Ruslana. In quest'anno per la prima volta viene organizzata una semifinale, che sostituisce i metodi della preselezione precedentemente adottati (1993 e 1996) e dell'eliminazione delle ultime classificate (1994-2003).

Alexander Rybak vince per la Norvegia nel 2009

Nel 2005, presso il Palazzo dello Sport di Kiev, esordiscono Bulgaria e Moldavia, con il ritiro all'ultimo momento del Libano, a causa del rifiuto di trasmettere l'esibizione della cantante israeliana Shiri Maimon. A vincere sarà per la prima e unica volta la Grecia con My Number One di Helena Paparizou.

Nel 2006, ad Atene, esordisce l'Armenia e vince a sorpresa il gruppo hard-rock Lordi per la Finlandia con Hard Rock Hallelujah. Questa è la prima vittoria di una canzone hard-rock (nonché prima vittoria finlandese), anche perché l'Eurovision è solitamente associato a musica pop, schlager e folclorica.

Nel 2007, a Helsinki, esordiscono Georgia, Serbia, Montenegro (come Paesi indipendenti) e la Repubblica Ceca e si ritira definitivamente il Principato di Monaco. A vincere è Marija Šerifović per la Serbia con Molitva. L'Ucraina tuttavia ha mandato a Helsinki una delle esibizioni più ricordate dai fan eurovisivi: la drag queen Vjerka Serdjučka con Dancing Lasha Tumbai.

Nel 2008, a Belgrado, viene introdotta la seconda semifinale ed esordiscono San Marino e Azerbaigian, tuttavia si ritira, polemizzando sul sistema di voto, l'Austria. A vincere sarà Dima Bilan per la Russia con Believe.

Nel 2009, a Mosca, continua l'assenza di Italia e Austria, mentre San Marino si ritira per problemi finanziari. La Georgia viene squalificata a causa del conflitto con la Russia, ma si assiste al ritorno, dopo 11 anni di assenza, della Slovacchia. La vittoria è della Norvegia con il cantante bielorusso Alexander Rybak e la sua Fairytale.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Loreen, vincitrice nel 2012
Lena Meyer-Landrut vince per la Germania nel 2010 a Oslo. Ha partecipato anche all'edizione successiva

Nel 2010, a Bærum, vicino a Oslo, si ritira il principato di Andorra, che non ha più fatto ritorno, accompagnato da Ungheria, Montenegro e Repubblica Ceca, che torneranno, rispettivamente, nel 2011, 2012 e 2015, mentre ritorna la Georgia dopo l'abbandono nell'edizione precedente; a vincere sarà per la seconda volta la Germania con Satellite, di Lena Meyer-Landrut.

Nel 2011 l'Eurovision Song Contest si è tenuto a Düsseldorf e ha visto il ritorno di Italia, Austria, San Marino e Ungheria; vince per la prima volta e a sorpresa l'Azerbaigian con il duo Ell & Nikki e la loro Running Scared, che scalza al secondo posto l'italiano Raphael Gualazzi con Follia d'amore (Madness of Love).

Nel 2012, a Baku, ritorna il Montenegro e si ritira, con diverse polemiche riguardanti la sicurezza per la propria delegazione, e oltre il limite consentito dalle regole, l'Armenia (a causa del conflitto del Nagorno Karabakh con l'Azerbaigian); a vincere sarà nuovamente la Svezia con Loreen e il brano Euphoria.

Conchita Wurst, vincitrice per l'Austria nel 2014

Nel 2013, a Malmö, si ritirano Turchia e Slovacchia, non più ritornate, Portogallo e Bosnia ed Erzegovina, poi ritornate negli anni a venire, mentre ritorna l'Armenia; vince la danese Emmelie de Forest con la canzone Only Teardrops. Altre due esibizioni a esser ben ricordate sono quella della russa Dina Garipova e dell'ucraina Zlata Ohnevyč.

Nel 2014, nuovamente a Copenaghen, presso la B&W-Hallerne, si ritirano Bulgaria, Cipro, Serbia e Croazia per problemi economici e viene concessa una proroga alla Grecia per permettere alla NERIT di subentrare a ERT dopo l'improvvisa chiusura di quest'ultima. Vince la drag queen austriaca Conchita Wurst con Rise like a Phoenix, che ha causato non poche polemiche in Austria, Russia e Bielorussia; nelle ultime due, le emittenti televisive sono state invitate a non trasmettere l'esibizione, fatto che avrebbe violato le regole dell'UER che pretendono la trasmissione in diretta integrale della manifestazione.

Nel 2015, a Vienna, esordisce, in occasione dei primi sessant'anni della manifestazione, l'Australia, con i ritorni di Repubblica Ceca, Cipro e Serbia e il ritiro dell'Ucraina; vince nuovamente la Svezia con il brano Heroes di Måns Zelmerlöw. Quest'edizione viene ricordata anche per le esibizioni di Polina Gagarina per la Russia e de Il Volo per l'Italia, giunta in terza posizione.

Nel 2016, nuovamente presso il Globen di Stoccolma, si ritira il Portogallo e viene squalificata, a causa di un debito verso l'UER, la Romania. La manifestazione è vinta dall'Ucraina con la cantante Jamala e la controversa 1944, che ha dato vita a diverse polemiche da parte della Russia, data per favorita insieme all'Australia. Ospite speciale durante l'Interval Act è stato il cantante statunitense Justin Timberlake.

Nel 2017, nuovamente a Kiev, si ritira la Russia, impossibilitata a partecipare con la cantante selezionata dall'emittente, Julija Samojlova, tuttavia il Portogallo, dopo il suo ritorno, vince per la prima volta con Salvador Sobral e la sua Amar pelos dois.

Duncan Laurence, rappresentante dei Paesi Bassi, vinse l'Eurovision nel 2019

Nel 2018, presso la Altice Arena di Lisbona, ritorna la Russia dopo il ritiro forzato dell'anno precedente, portando il numero degli Stati in gara a 43 e vedendo trionfare Israele con Netta e la sua Toy.

Nel 2019 il contest è stato ospitato dal Centro congressi di Tel Aviv, che ha visto la prima vittoria dei Paesi Bassi nel XXI secolo grazie a Duncan Laurence e al suo Arcade; la canzone Soldi di Mahmood per l’Italia si classifica subito alle spalle. Si ritirano da concorso Bulgaria e Ucraina, quest'ultima oltre i tempi limite del regolamento. Ospite speciale durante l'Interval Act è stata la cantante statunitense Madonna.

Anni 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2020, l'evento avrebbe dovuto svolgersi all'Ahoy di Rotterdam, nei Paesi Bassi; tuttavia, la pandemia di COVID-19 in corso non ha permesso il regolare svolgimento della manifestazione, che, per la prima volta nella sua storia, viene annullata.[23] Il giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la finale, il 16 maggio, è andato in onda l’evento Europe Shine a Light, in diretta dallo Studio 21 del Media Park di Hilversum (già sede dell’Eurovision del 1958), nel corso della quale sono intervenuti artisti selezionati originariamente per l'ESC, che hanno inviato una clip registrata mentre cantavano il brano Love Shine a Light, oltre che diversi vincitori e concorrenti delle precedenti edizioni. Nello stesso anno, il 26 giugno, Netflix ha distribuito Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga, film ispirato all'evento.

I Måneskin, vincitori nel 2021

L'evento è stato rinviato al 2021: la città e l'arena vengono riconfermate; molte nazioni confermano anche gli artisti che erano stati designati per l'edizione precedente, seppur con brani più recenti. Ritornano la Bulgaria e l'Ucraina, assenti dal 2019, mentre l'Armenia, il Montenegro e l'Ungheria scelgono di ritirarsi. La Bielorussia è stata esclusa in quanto il brano presentato non è risultato conforme al regolamento della manifestazione. A vincere la manifestazione sono stati gli italiani Måneskin con il brano Zitti e buoni, già vincitore del Festival di Sanremo, portando l'Italia ad aggiudicarsi la manifestazione per la terza volta nella propria storia e dopo 31 anni.

L'edizione 2022 del concorso si svolgerà a Torino, presso il Palasport Olimpico, dal 10 al 14 maggio. L'Armenia e il Montenegro torneranno dopo le loro assenze nella edizione precedente.[24]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Partecipazioni mancate all'Eurovision Song Contest.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione di tutte le edizioni dell'Eurovision nel mondo

In Europa la maggioranza degli Stati ha preso parte almeno una volta all'Eurovision Song Contest, tuttavia alcuni di essi si sono ritirati dalla manifestazione per differenti motivi, e questi stati sono: Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Lussemburgo, Monaco, Slovacchia e Turchia.

Gli unici Stati sovrani europei a non aver ancora partecipato sono la Città del Vaticano e il Liechtenstein, di quest'ultimo era previsto l'esordio nell'edizione del 2019, in occasione dei 300 anni del principato, non avvenuto a causa della morte del direttore dell'emittente 1 FL TV, Peter Kölbel.[25]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

L'unico Stato africano ad aver preso parte all'Eurovision è stato il Marocco, nella sola edizione del 1980; la Tunisia avrebbe dovuto prender parte all'edizione del 1977, tuttavia si è ritirata senza ragioni ufficiali.

America[modifica | modifica wikitesto]

Nessun Paese americano ha preso parte direttamente all'Eurovision Song Contest.

Il Canada ha preso parte a due edizioni dell'Eurovision Young Dancers, tuttavia nessuna sua emittente è un membro effettivo dell'UER, e inoltre il Paese non ha manifestato particolare interesse nell'ESC, anche se è degna di nota la vittoria della cantante canadese Céline Dion per la Svizzera nel 1988.

Gli Stati Uniti hanno trasmesso l'evento per la prima volta nel 2016, inoltre sono stati invitati Justin Timberlake a esibirsi come interval act nella finale dell'edizione 2016 e Madonna nel 2019. Molti eurofan hanno individuato un parallelo con l'Australia; infatti la cantante australiana Jessica Mauboy si era esibita durante l'edizione del 2014, anticipando l'esordio dell'anno successivo, ma è pur vero che in Australia l'evento sia molto seguito da tempo.[26][27]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno dei Paesi asiatici, eccetto Israele, ha mai preso finora parte alla manifestazione. Il Libano ha tentato di partecipare nel 2005, ma dopo il rifiuto di trasmettere l'esibizione di Shiri Maimon, rappresentante israeliana, è stato costretto a ritirarsi.

Nel 1987 l'Unione Sovietica tentò la partecipazione, ma fu ritenuta un'idea troppo radicale e vicina all'Occidente. Solo dopo il crollo dell'URSS, la Russia e le altre nazioni del blocco orientale hanno preso parte alla manifestazione. L'ultimo esordio è stato quello dell'Azerbaigian (2008).

Il Qatar ha espresso interesse nella partecipazione, ma trovandosi fuori dall'area UER è difficile che possa esordire.

Il Kazakistan, che tramite Khabar TV è entrato a far parte dell'UER nel 2016 e ha esordito al JESC 2018 come il Galles, sembra essere interessato, ma non ci sono notizie riguardanti il suo ingresso nella manifestazione.

La Cina ha mandato in onda l'ESC per la prima volta nel 2015 e ha successivamente mostrato interesse per l'edizione 2016, ma la sua partecipazione è considerata improbabile in quanto fuori dall'area UER.

Oceania[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015 partecipa, in qualità di Paese invitato, l'Australia, dove l'evento è trasmesso dal 1983. In caso di vittoria non potrà mai organizzare la manifestazione nell'isola oceanica, tuttavia SBS avrà la possibilità di collaborare con un'emittente attiva nell'Unione europea di radiodiffusione.

Stati non sovrani[modifica | modifica wikitesto]

La Scozia, il Galles e Gibilterra hanno tentato la partecipazione all'Eurovision Song Contest, possibilità però impedita essendo essi parte del Regno Unito (BBC). Il Galles ha tuttavia esordito all'Eurovision Choir of the Year 2017 e partecipa al Junior Eurovision Song Contest dal 2018 (fatta eccezione per il 2020), mentre la Scozia ha esordito all'Eurovision Choir 2019 di Göteborg.[28]

La Groenlandia (KNR) e le isole Fær Øer (KF) hanno a loro volta tentato di entrar a far parte dell'UER per partecipare alla manifestazione, ma essendo parte del Regno di Danimarca (DR) non ne è stato programmato l'ingresso separatamente dalla nazione scandinava.[29]

La Catalogna (TVC) rispetta effettivamente i criteri per entrare a far parte dell'Unione europea di radiodiffusione in quanto l'emittente televisiva è considerata un membro indipendente dell'ITU. Tuttavia l'assemblea dell'UER ha rifiutato nel 2019 il suo ingresso, rendendo impossibile l'esordio al concorso.[30]

Il Kosovo è un altro dei più papabili esordienti, tuttavia, visto lo status del Paese e il suo parziale riconoscimento, è stato necessario che l'UER si riunisse per deliberare in merito. Il voto finale sull'ingresso dell'emittente kosovara Radio Televizioni i Kosovës (RTK) nel mese di giugno del 2019 ha negato alla televisione di diventare membro dell'UER.[31] Lo Stato ha però preso parte all'Eurovision Young Dancers nel 2011.

Ordine di esordio dei partecipanti per anno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nazioni partecipanti all'Eurovision Song Contest.
Le partecipazioni dal 1956 a oggi:

     Ha partecipato almeno una volta

     Non ha mai partecipato, ma potrebbe

     Paesi che hanno partecipato come parte di un altro Stato ma mai in maniera indipendente

     Paesi che avrebbero dovuto partecipare in passato ma che si sono ritirati

La tabella riassume per anno l'esordio di ciascun Paese nella manifestazione:

Anno Esordio
1956 Belgio Belgio, Francia Francia, Germania Ovest Germania Ovest,[N 1] Italia Italia, Lussemburgo Lussemburgo, Paesi Bassi Paesi Bassi, Svizzera Svizzera
1957 Austria Austria, Danimarca Danimarca, Regno Unito Regno Unito
1958 Svezia Svezia
1959 Monaco Principato di Monaco
1960 Norvegia Norvegia
1961 Finlandia Finlandia, Jugoslavia Repubblica Socialista Federale Jugoslavia, Spagna Spagna franchista[N 2]
1964 Portogallo Portogallo
1965 Irlanda Irlanda
1971 Malta Malta
1973 Israele Israele
1974 Grecia Regno di Grecia[N 3]
1975 Turchia Turchia
1980 Marocco Marocco
1981 Cipro Cipro
1986 Islanda Islanda
1992 Jugoslavia Repubblica Federale di Jugoslavia
1993 Bosnia ed Erzegovina Repubblica di Bosnia ed Erzegovina[N 4] Croazia Croazia, Slovenia Slovenia
1994 Estonia Estonia, Lituania Lituania, Polonia Polonia, Romania Romania, Russia Russia, Slovacchia Slovacchia, Ungheria Ungheria
1998 Macedonia Macedonia[N 5]
2000 Lettonia Lettonia
2003 Ucraina Ucraina
2004 Albania Albania, Andorra Andorra, Bielorussia Bielorussia, Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
2005 Bulgaria Bulgaria, Moldavia Moldavia
2006 Armenia Armenia
2007 Georgia Georgia, Montenegro Montenegro, Rep. Ceca Repubblica Ceca, Serbia Serbia
2008 Azerbaigian Azerbaigian, San Marino San Marino
2015 Australia Australia
Note
  1. ^ Dal 1991, a seguito della riunificazione tedesca, partecipa al concorso come Germania Germania.
  2. ^ Dal 1976, a seguito della transizione spagnola, partecipa al concorso come Spagna Spagna.
  3. ^ Dal 1975, con la caduta della Dittatura dei colonnelli, partecipa al concorso come Grecia Grecia.
  4. ^ Dal 1995, con l'ascesa della Repubblica parlamentare federale, partecipa al concorso come Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina.
  5. ^ Dal 2019, a seguito dell'accordo di Prespa, partecipa al concorso come Macedonia del Nord Macedonia del Nord.

Regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento negli anni e nei suoi vari ambiti è stato rivisto più volte.

Di seguito sono indicate le attuali regole. Per cantanti e canzoni le tv possono anche prevedere criteri più stringenti.

Per i cantanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Devono avere almeno 16 anni di età;
  • sul palco non possono essere presenti più di 6 persone (sono inclusi i gruppi e gli eventuali ballerini o coristi).

Per le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

  • Non deve durare più di 3 minuti;*
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata;
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito;**
  • deve essere pubblicata non prima di un certo periodo (solitamente non prima del 1º settembre dell'anno precedente allo svolgimento della gara) e deve essere presentata con un video;
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari od offensivi.***

*Questa regola è stata inserita nel 1962 (con un limite di 3 minuti e 30 secondi) in seguito all'esibizione di Corde della mia chitarra, che si è protratta per 5 minuti e 9 secondi.

**Nel 1988 Yiannis Demetriou, rappresentante cipriota, è stato squalificato poiché la sua canzone era già edita.

***Nel 2012 Valentina Monetta, rappresentante sammarinese, ha dovuto modificare titolo e contenuto della sua canzone a causa dell'esplicito riferimento al social network Facebook mentre nel 2021 il gruppo bielorusso Galasy ZMesta è stato squalificato vista la presentazione di due brani a carattere politico contro le proteste nazionali nel Paese.

Per il televoto[modifica | modifica wikitesto]

Il televoto è l'insieme di voti assegnato dal pubblico attraverso un messaggio di testo con il numero della canzone, una chiamata (entrambi a numeri presentati durante lo show) o tramite l'app ufficiale dell'evento.

Le regole principali sono:

  • bisogna essere maggiorenni;
  • il numero massimo di voti è 20, 5 voti per 4 canzoni ciascuna;
  • non si può votare per il proprio Paese.

Per le emittenti[modifica | modifica wikitesto]

  • È necessario che l'emittente sia un membro effettivo dell'Unione europea di radiodiffusione;
  • è necessario che l'emittente si iscriva o si ritiri entro un determinato termine, tuttavia dall'edizione del 2015 non ci sono più penali per le nazioni che si iscrivono e poi si ritirano oltre il termine ultimo;[32]
  • la serata finale deve essere trasmessa integralmente e obbligatoriamente su canali principali, mentre per le semifinali è sufficiente, dal 2008, la trasmissione in diretta di quella di competenza del Paese, anche su canali minori. Per quanto riguarda i Big Five, anche se non si esibiscono nelle finali dalla loro istituzione, hanno diritto di voto in una delle due semifinali, dove vengono inoltre presentate parti delle prove delle canzoni sul palco;[e 1]
  • è severamente vietato non trasmettere o trasmettere solo parzialmente una o più esibizioni dei rappresentanti di altre nazioni;
  • per le emittenti organizzatrici è necessario ospitare la manifestazione in un luogo provvisto di copertura e dotato di una capacità adeguata;
  • tutti i presentatori devono conoscere l'inglese e almeno uno anche il francese;
  • il Paese vincente dovrà ospitare l'edizione dell'anno seguente.[33]
  1. ^ Dal 1999 sono previsti, per le emittenti che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari e si può omettere la trasmissione dell'interval act.

Organizzazione e articolazione[modifica | modifica wikitesto]

Selezione dei partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Selezioni nazionali per l'Eurovision Song Contest.

La selezione dei partecipanti all'Eurovision Song Contest spetta alle emittenti televisive competenti dei singoli stati, ed esse decidono la modalità di selezione: le più comuni sono la scelta interna (cantante e/o brano vengono scelti dall'emittente stessa), organizzare un festival musicale (il pubblico e/o una giuria scelgono un vincitore che viene invitato a partecipare all'Eurovision), o un misto. Il vincitore dell'eventuale festival non è obbligato a partecipare all'Eurovision né tantomeno è obbligato a esibirsi con la canzone vincitrice, ad esempio Iva Zanicchi ha vinto il Festival di Sanremo nel 1969, in coppia con Bobby Solo, con la canzone Zingara, ma all'Eurovision si presentò da sola con il brano Due grosse lacrime bianche.

I partecipanti non devono obbligatoriamente avere vincoli di nazionalità (ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion) e le canzoni non hanno restrizioni riguardanti la lingua (anche se nelle prime edizioni, e dalla fine degli anni settanta fino al 1998 vigeva l'obbligo di cantare in una delle lingue ufficiali del proprio Paese), tuttavia le emittenti possono apporre autonomamente tali e altri vincoli.

Articolazione[modifica | modifica wikitesto]

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'edizione del 2003 la manifestazione si è articolata in un'unica serata finale e alcune volte, dato il numero di partecipanti, l'UER ha effettuato o una preselezione o le cosiddette "retrocessioni" (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate).

Opening act della prima semifinale a Düsseldorf nel 2011

Dal 2004 al 2007 è stata introdotta una semifinale che si è svolta pochi giorni prima della finale, alla quale avevano direttamente accesso i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), il Paese ospitante, i nove migliori Paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i Paesi.

Dal 2008, visto l'alto numero di partecipanti, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i Paesi con l'eccezione dei Big (che dal 2011 diventano Five in seguito al ritorno in gara dell'Italia) e del Paese ospitante che accedono direttamente alla finale, che raggiunge perciò i 26 partecipanti (25 se l'ospitante è uno dei Big Five). Nelle semifinali però, votano solo i Paesi che gareggiano in tale serata più tre delle nazioni già qualificate.[a 1]

Le semifinali durano normalmente 2 ore e si svolgono il martedì e il giovedì di una settimana di maggio.

I Paesi che si qualificano per la finale vengono annunciati in ordine casuale e i risultati vengono divulgati a fine concorso. I vincitori, inoltre, partecipano a una conferenza stampa dove si viene a sapere in quale metà della finale si esibiranno.

  1. ^ Nel 2015 in finale arrivarono 27 paesi con il debutto dell'Australia.
Emmelie de Forest, vincitrice nel 2013

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Lo show televisivo della finale, che si svolge normalmente di sabato, dura poco più di 3 ore e, come nelle semifinali, le lingue utilizzate dai presentatori sono l'inglese e il francese (lingue ufficiali dell'UER), spesso affiancate dalla lingua ufficiale del Paese ospitante. Inoltre, dal 2013 vi è una parata dei finalisti che apre la serata.

Buona parte della serata finale è occupata dall'annuncio e conteggio dei voti, che, contrariamente alle semifinali, avviene in diretta: i presentatori si collegano con i portavoce di ogni nazione partecipante, incluse quelle uscite nelle semifinali, che danno i risultati del voto delle giurie (annunciando solo il punteggio più alto). Al voto delle giurie viene affiancato, partendo dall'ultima posizione nella classifica provvisoria, il risultato del televoto.

Finito il conteggio dei voti il vincitore viene premiato, solitamente dal vincitore dell'anno precedente, con un trofeo di vetro a forma di microfono e viene invitato a esibirsi nuovamente con la canzone vincitrice.

Come ogni programma dell'UER è introdotto e chiuso dal Te Deum di Charpentier.

Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Il Paese che ottiene più punti vince l'Eurovision Song Contest e acquisisce l'invito non vincolante a organizzare l'edizione successiva. Infatti il Paese o l'emittente televisiva possono rinunciare all'organizzazione dell'evento, in tal caso viene scelto un altro Paese tra i candidati.

Il regolamento inizialmente non prevedeva spareggi, ma a causa del pareggio a quattro nell'edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni Paesi non parteciparono per protesta all'edizione successiva), il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il Paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore (in caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti e così via). Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al Paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di Paesi e solo in caso di ulteriore parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l'attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

Dal 2016 giurie e televoto sono considerati separatamente, e i presentatori in video per le varie nazioni rivelano solamente i 12 punti assegnati dalle giurie (mostrando gli altri in video), per poi annunciare i punti del televoto, dicendo, Stato per Stato concorrente, il numero dei punti, partendo dalle nazioni che ricevono i punteggi più bassi a quelle che hanno ricevuto i punteggi più alti.

Sistema di votazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Nel 1975 è entrato in vigore l'attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni Paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa locuzione francese douze points.[34]

Inizialmente la votazione era effettuata dalle sole giurie, ma dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l'anno successivo per tutte le nazioni. Nel caso in cui il televoto non dovesse funzionare, si conterebbe il solo voto della giuria.

Solitamente le giurie nazionali sono composte da cantanti e autori, che spesso hanno già partecipato all'Eurovision. In seguito alle critiche sul sistema di votazione, nell'edizione 2009 sono state reintrodotte solo nella serata finale, dove il punteggio ha pesato per il 50%.

Modalità[modifica | modifica wikitesto]

Tranne che nel 2010 e 2011 (dove si è votato fin dalla prima canzone), è possibile votare, sia nelle semifinali sia nella finale, in uno spazio di breve durata dopo l'esibizione dell'ultima canzone. Questo momento viene annunciato dai presentatori con l'altra celebre frase Europe (and Australia) start voting now!. La regola prevede che, sia per le giurie sia per il televoto, nessun Paese possa votare per la propria canzone.

Nelle semifinali votano solo i Paesi coinvolti più due o tre Big Five (anche il Paese ospitante vota in una delle due semifinali), mentre in finale tutti i Paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali.

Dichiarazione dei voti[modifica | modifica wikitesto]

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i Paesi che hanno avuto accesso alla finale, ma i punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale.

Anche l'annuncio finale dei voti ha subito delle modifiche: inizialmente ogni Paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal più basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese (dal 2004 solo in una delle due lingue). Dal 2006 al 2015, dopo l'esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione, i presentatori della manifestazione si collegavano con ciascuno dei Paesi partecipanti, che dichiaravano quali nazioni avevano ricevuto 8, 10 e 12 punti. Dal 2016 i presentatori si collegano con i corrispondenti di ogni Paese votante che annunciano solo il punteggio più alto assegnato dalle giurie (i punti da 1 a 10 vengono già mostrati direttamente sullo schermo), mentre il punteggio del televoto viene aggiunto, partendo dall'ultima posizione, dagli stessi presentatori. L'ordine in cui vengono chiamate le nazioni in principio era basato sull'ordine di uscita delle canzoni, nel 2004 sulla sigla internazionale delle nazioni in ordine alfabetico, nel 2005 partendo dalle nazioni fermatesi in semifinale e poi quelle finaliste, dal 2006 al 2010 tramite sorteggio, dal 2011 è basato su un particolare algoritmo sviluppato dall'emittente televisiva norvegese NRK che tiene conto dei voti delle giurie, cercando di mantenere il più possibile in bilico il risultato finale. Con il nuovo sistema di voto, il primo Paese che presenta il risultato delle giurie è quello che aveva ospitato l'ESC l'anno prima, l'ultimo quello ospitante. Dal 2016 il televoto viene dichiarato dopo le giurie, dal 2016 al 2018 si seguiva la classifica del televoto: si partiva dall'ultimo posto del televoto a salire. Dal 2019 si segue la classifica delle giurie, mantenendo così il risultato più in bilico possibile.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Città e Paese ospitante Paese vincitore Artista Canzone
1956 Svizzera Teatro Kursaal, Lugano Svizzera Svizzera Lys Assia Refrain
1957 Germania Ovest Großer Sendesaal, Francoforte sul Meno Paesi Bassi Paesi Bassi Corry Brokken Net als toen
1958 Paesi Bassi AVRO Studios, Hilversum Francia Francia André Claveau Dors, mon amour
1959 Francia Palais des Festivals et des Congrès, Cannes Paesi Bassi Paesi Bassi Teddy Scholten 'n Beetje
1960 Regno Unito Royal Festival Hall, Londra Francia Francia Jacqueline Boyer Tom Pillibi
1961 Francia Palais des Festivals et des Congrès, Cannes Lussemburgo Lussemburgo Jean-Claude Pascal Nous les amoureux
1962 Lussemburgo Villa Louvigny, Lussemburgo Francia Francia Isabelle Aubret Un premier amour
1963 Regno Unito Television Centre, Londra Danimarca Danimarca Grethe e Jørgen Ingmann Dansevise
1964 Danimarca Tivolis Koncertsal, Copenaghen Italia Italia Gigliola Cinquetti Non ho l'età (per amarti)
1965 Italia Centro Rai, Napoli Lussemburgo Lussemburgo France Gall Poupée de cire, poupée de son
1966 Lussemburgo Villa Louvigny, Lussemburgo Austria Austria Udo Jürgens Merci, Chérie
1967 Austria Hofburg, Vienna Regno Unito Regno Unito Sandie Shaw Puppet on a String
1968 Regno Unito Royal Albert Hall, Londra Spagna Spagna Massiel La, la, la
1969 Spagna Teatro Real, Madrid Francia Francia Frida Boccara Un jour, un enfant
Paesi Bassi Paesi Bassi Lenny Kuhr De troubadour
Regno Unito Regno Unito Lulu Boom Bang-a-bang
Spagna Spagna Salomé Vivo cantando
1970 Paesi Bassi Amsterdam RAI, Amsterdam Irlanda Irlanda Dana All Kinds of Everything
1971 Irlanda Gaiety Theatre, Dublino Monaco Principato di Monaco Séverine Un banc, un arbre, une rue
1972 Regno Unito Usher Hall, Edimburgo Lussemburgo Lussemburgo Vicky Léandros Après toi
1973 Lussemburgo Grand Théâtre, Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Anne-Marie David Tu te reconnaîtras
1974 Regno Unito Dome, Brighton Svezia Svezia ABBA Waterloo
1975 Svezia Stockholmsmässan, Stoccolma Paesi Bassi Paesi Bassi Teach-In Ding-a-dong
1976 Paesi Bassi Centro congressi, L'Aia Regno Unito Regno Unito Brotherhood of Man Save Your Kisses for Me
1977 Regno Unito Wembley Conference Centre, Londra Francia Francia Marie Myriam L'oiseau et l'enfant
1978 Francia Palais des congrès, Parigi Israele Israele Izhar Cohen & The Alpha Beta A-Ba-Ni-Bi
1979 Israele Binyenei HaUma, Gerusalemme Israele Israele Milk & Honey e Gali Atari Hallelujah
1980 Paesi Bassi Centro congressi, L'Aia Irlanda Irlanda Johnny Logan What's Another Year
1981 Irlanda Royal Dublin Society, Dublino Regno Unito Regno Unito Bucks Fizz Making Your Mind Up
1982 Regno Unito Centro congressi, Harrogate Germania Ovest Germania Ovest Nicole Ein bißchen Frieden
1983 Germania Ovest Audi Dome, Monaco di Baviera Lussemburgo Lussemburgo Corinne Hermès Si la vie est cadeau
1984 Lussemburgo Grand Théâtre, Lussemburgo Svezia Svezia Herreys Diggi-Loo Diggi-Ley
1985 Svezia Scandinavium, Göteborg Norvegia Norvegia Bobbysocks La det swinge
1986 Norvegia Grieghallen, Bergen Belgio Belgio Sandra Kim J'aime la vie
1987 Belgio Palais du Centenaire, Bruxelles Irlanda Irlanda Johnny Logan Hold Me Now
1988 Irlanda Royal Dublin Society, Dublino Svizzera Svizzera Céline Dion Ne partez pas sans moi
1989 Svizzera Palais de Beaulieu, Losanna Jugoslavia Jugoslavia Riva Rock Me
1990 Jugoslavia Vatroslav Lisinski Concert Hall, Zagabria Italia Italia Toto Cutugno Insieme: 1992
1991 Italia Studio 15 di Cinecittà, Roma Svezia Svezia Carola Fångad av en stormvind
1992 Svezia Malmö Isstadion, Malmö Irlanda Irlanda Linda Martin Why Me?
1993 Irlanda Green Glens Arena, Millstreet Irlanda Irlanda Niamh Kavanagh In Your Eyes
1994 Irlanda Point Theatre, Dublino Irlanda Irlanda Paul Harrington e Charlie McGettigan Rock 'n' Roll Kids
1995 Irlanda Point Theatre, Dublino Norvegia Norvegia Secret Garden Nocturne
1996 Norvegia Oslo Spektrum, Oslo Irlanda Irlanda Eimear Quinn The Voice
1997 Irlanda Point Theatre, Dublino Regno Unito Regno Unito Katrina and the Waves Love Shine a Light
1998 Regno Unito Barclaycard Arena, Birmingham Israele Israele Dana International Diva
1999 Israele Binyenei HaUma, Gerusalemme Svezia Svezia Charlotte Perrelli Take Me to Your Heaven
2000 Svezia Globen, Stoccolma Danimarca Danimarca Olsen Brothers Fly on the Wings of Love
2001 Danimarca Stadio Parken, Copenaghen Estonia Estonia Tanel Padar, Dave Benton & 2XL Everybody
2002 Estonia Saku Suurhall, Tallinn Lettonia Lettonia Marie N I Wanna
2003 Lettonia Skonto Arena, Riga Turchia Turchia Sertab Erener Every Way that I Can
2004 Turchia Abdi İpekçi Arena, Istanbul Ucraina Ucraina Ruslana Wild Dances
2005 Ucraina Palazzo dello Sport, Kiev Grecia Grecia Helena Paparizou My Number One
2006 Grecia O.A.K.A. Olympic Indoor Hall, Atene Finlandia Finlandia Lordi Hard Rock Hallelujah
2007 Finlandia Hartwall Arena, Helsinki Serbia Serbia Marija Šerifović Molitva
2008 Serbia Štark Arena, Belgrado Russia Russia Dima Bilan Believe
2009 Russia Olimpijskij, Mosca Norvegia Norvegia Alexander Rybak Fairytale
2010 Norvegia Telenor Arena, Oslo[l 1] Germania Germania Lena Satellite
2011 Germania Düsseldorf Arena, Düsseldorf Azerbaigian Azerbaigian Ell & Nikki Running Scared
2012 Azerbaigian Baku Crystal Hall, Baku Svezia Svezia Loreen Euphoria
2013 Svezia Malmö Arena, Malmö Danimarca Danimarca Emmelie de Forest Only Teardrops
2014 Danimarca B&W-Hallerne, Copenaghen Austria Austria Conchita Wurst Rise like a Phoenix
2015 Austria Wiener Stadthalle, Vienna Svezia Svezia Måns Zelmerlöw Heroes
2016 Svezia Globen, Stoccolma Ucraina Ucraina Jamala 1944
2017 Ucraina International Exhibition Centre, Kiev Portogallo Portogallo Salvador Sobral Amar pelos dois
2018 Portogallo Altice Arena, Lisbona Israele Israele Netta Toy
2019 Israele Expo Tel Aviv, Tel Aviv Paesi Bassi Paesi Bassi Duncan Laurence Arcade
2020 Paesi Bassi Ahoy Rotterdam, Rotterdam Evento annullato a causa della pandemia di COVID-19[35]
2021 Italia Italia Måneskin Zitti e buoni
2022 Italia PalaOlimpico, Torino
  1. ^ L'evento è stato presentato come Oslo 2010 anche se la Telenor Arena si trova formalmente nel vicino comune di Bærum.

Slogan[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'Eurovision Song Contest 2002, ogni edizione del concorso canoro ha adottato uno slogan, deciso dall'emittente, e a partire da questo vengono in seguito sviluppati il design del logo e la scenografia.

Ecco di seguito elencati tutti gli slogan:

Edizione Città ospitante Slogan Traduzione
2002 Estonia Tallinn A Modern Fairytale Una favola moderna
2003 Lettonia Riga Magical Rendezvous Magico appuntamento
2004 Turchia Istanbul Under The Same Sky Sotto lo stesso cielo
2005 Ucraina Kiev Awakening Risveglio
2006 Grecia Atene Feel The Rhythm! Senti Il Ritmo!
2007 Finlandia Helsinki True Fantasy Pura Fantasia
2008 Serbia Belgrado Confluence of Sound Confluenza del Suono
2009 Russia Mosca Slogan non utilizzato
2010 Norvegia Oslo Share The Moment! Condividi il momento!
2011 Germania Düsseldorf Feel Your Heart Beat! Senti il tuo cuore battere!
2012 Azerbaigian Baku Light Your Fire! Accendi il tuo fuoco!
2013 Svezia Malmö We Are One Siamo uno solo
2014 Danimarca Copenaghen #JoinUs #UniscitiANoi
2015 Austria Vienna Building Bridges Costruendo ponti
2016 Svezia Stoccolma Come Together Venite insieme
2017 Ucraina Kiev Celebrate Diversity Celebra la diversità
2018 Portogallo Lisbona All Aboard! Tutti a bordo!
2019 Israele Tel Aviv Dare To Dream Osa sognare
2020
2021
Paesi Bassi Rotterdam Open Up Apritevi
2022 Italia Torino TBA

Supervisori esecutivi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1964 il voto viene controllato da uno scrutatore nominato dall'UER. Lo scrutatore deve controllare che tutti i punti vengano assegnati correttamente.

Nella seguente tabella ci sono gli scrutatori e i supervisori esecutivi dell'Eurovision Song Contest nominati dall'UER:[36]

Nazione Nome Anni
Svizzera Svizzera Rolf Liebermann 1956-1963
Jugoslavia Jugoslavia Miroslav Vilček 1964-1965
Regno Unito Regno Unito Clifford Brown 1966-1977
Svizzera Svizzera Frank Naef 1978-1992
Danimarca Danimarca Christian Clausen 1993-1995
Francia Francia Marie-Claire Vionnet 1996-1997
Christine Marchal-Ortiz 1998-2002
Regno Unito Regno Unito Sarah Yuen 2003
Svezia Svezia Svante Stockselius 2004-2010
Norvegia Norvegia Jon Ola Sand 2011-2019[s 1]
Svezia Svezia Martin Österdahl dal 2021
  1. ^ L'edizione 2020, che sarebbe dovuta essere l'ultima con Jon Ola Sand nel ruolo di supervisore esecutivo, è stata successivamente cancellata.

Premio Barbara Dex[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Premio Barbara Dex.

Il "Premio Barbara Dex" (in inglese: Barbara Dex Award), chiamato come l'omonima cantante belga che rappresentò il Belgio nel 1993, è un curioso trofeo annuale che dall'edizione 1997 viene conferito dal fan site Eurovision House al cantante o alla cantante con il peggior look della manifestazione: infatti la Dex suscitò clamore per un vestito di dubbio gusto da lei stessa disegnato.

Al 2021, ventuno Paesi in totale si sono aggiudicati il premio, tra cui la Serbia, la Macedonia del Nord ed il Portogallo che se lo sono guadagnato in due occasioni.

Presentatori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presentatori dell'Eurovision Song Contest.

Ogni edizione dell'Eurovision Song Contest è stata presentata da almeno un conduttore o conduttrice. Questi vengono scelti dall'emittente nazionale che organizza l'edizione in questione, e capita spesso che il vincitore della precedente edizione presenti la successiva (ad esempio Måns Zelmerlöw ha presentato l'edizione 2016, dopo la sua vittoria nel 2015, in coppia con Petra Mede). Il primo presentatore della manifestazione è stato Lohengrin Filipello.

Vincitori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vincitori dell'Eurovision Song Contest.

Ogni edizione ha avuto un vincitore, per un totale di 66 (contando anche il pareggio a quattro nel 1969).

Con l'eccezione di Johnny Logan, nessun altro concorrente ha vinto più di una volta l'ESC, ma non sono rari i vincitori che rappresentano il proprio Paese dopo la vittoria, ad esempio Lena, Dana International, Charlotte Perrelli, e spesso, soprattutto nelle ultime edizioni, i vincitori, affiancati dai presentatori, conducono lo show.

Normalmente i vincitori di un'edizione si esibiscono nella successiva cantando, spesso all'apertura dell'evento o come Interval Act, sia la canzone vincitrice sia un nuovo singolo, ad esempio nella finale del 2014, Emmelie de Forest, si è esibita cantando una versione breve di Only Teardrops seguita da Rainmaker, suo nuovo singolo. In alcuni casi si esibiscono affiancati da altri vincitori, come ad esempio nel 2012, dove Marija Šerifović, Dima Bilan, Alexander Rybak, Lena, Ell & Nikki si sono esibiti cantando un breve estratto dei loro brani vincitori.

L'Eurovision è stato anche un trampolino di lancio per le carriere internazionali di molti artisti, come nel caso degli ABBA e di Céline Dion.

Paesi extraeuropei che hanno trasmesso l'evento[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito sono riportati i Paesi non europei e non partecipanti che trasmettono annualmente la manifestazione musicale:

Nazione Rete/i televisiva/e
Algeria Algeria Sconosciuta (dal 1978)
Brasile Brasile TV Tupi (dal 1969/1980[37]), Sconosciuta (dal 1970/1972[38])
Canada Canada Sconosciuta (dal 1989/2000), OTV (dal 2014/2015)
Cile Cile Canal 9 (dal 1969[37]), Sconosciuta (dal 1970/1975[39])
Egitto Egitto Sconosciuta (dal 1981[40])
Hong Kong Hong Kong Sconosciuta (dal 1971/1972,[38] 1975[39] e 1978/1979)
India India Sconosciuta[41]
Giappone Giappone Sconosciuta (dal 1972[38] /1975[39]), NHK (dal 2000)
Giordania Giordania JRTV (dal 1975[39]/1978[42])
Corea del Sud Corea del Sud Sconosciuta (dal 1975[39])
Kirghizistan Kirghizistan OTRK (dal 2012)
Messico Messico Las Estrellas (dal 2004)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda Stratos (dal 2009/2011), UKTV (dal 2014/2016)
Filippine Filippine ABS-CBN (dal 1972[38])
Porto Rico Porto Rico Sconosciuta (dal 1969[37]), MSN (dal 2003[43]), Sconosciuta (dal 2004[44])
Taiwan Taiwan Sconosciuta (dal 1972[38])
Thailandia Thailandia Sconosciuta (dal 1972[38])
Stati Uniti Stati Uniti Sconosciuta (dal 1971), Univision (dal 2002/2004, 2017), Logo TV (dal 2016/2018)

Curiosità e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Sui cantanti[modifica | modifica wikitesto]

Elina Netšajeva sul palco della Altice Arena (2018)
  • Nunzio Gallo, rappresentante italiano nel 1957, ha cantato la canzone più lunga (5 minuti e 9 secondi);
  • Nathalie Pâque, rappresentante francese nel 1989, è la rappresentante più giovane della manifestazione (11 anni);
  • Emil Ramsauer, rappresentante svizzero nel 2013 come parte dei Takasa, è il rappresentante più anziano della manifestazione (95 anni);
  • Serafin Zubiri, rappresentante spagnolo nel 1992 e nel 2000, è stato il primo artista non vedente, il primo solista diversamente abile, nonché il primo diversamente abile a partecipare due o più volte alla manifestazione;
  • I Lordi, rappresentanti finlandesi nel 2006, sono l'unico gruppo ad aver vinto l'ESC sia in semifinale sia in finale con lo stesso numero di punti (292 punti).
Valentina Monetta, rappresentante per quattro volte di San Marino, nell'esibizione del 2014
Monika Kuszyńska, rappresentante polacca nel 2015

Sui presentatori[modifica | modifica wikitesto]

Sui vincitori[modifica | modifica wikitesto]

Sui Paesi partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ancora 24 stati devono collezionare una vittoria (esclusa Serbia e Montenegro, Stato non più esistente);[p 1]
  • Andorra è l'unico Stato a non raggiungere mai la finale, mentre l'Ucraina è l'unico ad aver sempre raggiunto la finale;
  • L'Australia è l'ultimo Stato esordiente (2015), nonché l'unico oceanico ad aver preso parte;
  • La Germania è lo Stato con il più alto numero di partecipazioni (65);
  • L'Irlanda è lo Stato ad aver vinto più edizioni sia in generale (7) sia consecutivamente (3);
  • La Macedonia del Nord, la Serbia e il Portogallo sono gli Stati che hanno vinto più volte il Barbara Dex Award (2);
  • Il Marocco è l'unico Stato ad aver partecipato una sola volta (1980) e l'unico africano ad aver preso parte all'Eurovision;
  • Il Principato di Monaco è lo Stato assente per più tempo a esser successivamente ritornato (1980-2003), mentre l'Italia è lo Stato più assente a esser tornato e a essere attualmente in gara (1998-2010);
  • Il Regno Unito è lo Stato che ha ospitato e organizzato più volte l'Eurovision (8);
  • La Croazia non ha mai vinto come Paese indipendente, ma una band croata ha vinto come Jugoslavia. Invece la Serbia ha vinto come Stato indipendente ed è stata la prima (esclusa la Svizzera nella prima edizione) a vincere alla prima partecipazione.
Il palco dell'Eurovision 2015
  1. ^ Nonostante la Jugoslavia si sia dissolta nel 2003, il paese è riuscito ad ottenere una vittoria nel 1989.

Sulla manifestazione[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Jamala durante le prove presso il Globen (2016)
  • Nel 2012 l'Armenia, a causa del conflitto con l'Azerbaigian sul territorio del Nagorno Karabakh, si è ritirata, poiché non vedeva garantita la sicurezza della propria delegazione;
  • Nel 2013 la Turchia si è ritirata dalla manifestazione, non approvando l'uso delle giurie e il sistema dei cosiddetti Big Five;[50]
  • Nel 2016 la Romania è stata squalificata, nonostante avesse scelto regolarmente cantante e brano (Ovidiu Anton, Moment of Silence), a causa di un debito di TVR (emittente romena) verso l'UER di 14,5 milioni di franchi svizzeri;[51]
  • Sempre nel 2016 la vittoria di Jamala con 1944 ha suscitato le polemiche della Russia, che riteneva il messaggio della canzone troppo politico e non conforme al regolamento dell'UER;[52]
  • Nel 2017 la Russia, a causa di una controversia politico-legale con l'Ucraina, riguardante la cantante russa Julija Samojlova (che sostanzialmente non poteva entrare in Ucraina), si è ritirata non trasmettendo l'evento. Perciò l'UER in seguito ha sanzionato entrambe le emittenti: Pervyj kanal è stata richiamata per non aver trasmesso l'evento, mentre UA:PBC è stata multata per aver ignorato le regole e le richieste dell'UER impedendo la partecipazione della Russia;[53]
  • Nel 2019 l'Ucraina, che avrebbe dovuto essere rappresentata da Maruv con Siren Song, si è ritirata a causa di alcune controversie riguardanti il contratto da siglare tra la cantante e l'emittente e anche in seguito al rifiuto degli altri finalisti del Vidbir di sostituirla;
  • Nel 2021 la Bielorussia è stata esclusa dalla partecipazione per non aver presentato un brano conforme con il regolamento del concorso, dopo averne già proposti due con espliciti riferimenti politici riguardo le proteste nazionali.[54]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arianna Ascione, L’ultimo trionfo prima di ieri? Toto Cutugno nel 1990 (che non ci doveva andare...), su Corriere della Sera, 23 maggio 2021. URL consultato il 29 maggio 2021.
  2. ^ Palma Emanuela Abagnale, Adolfo Narciso, scrittore dei ricordi, Booksprint, 15 gennaio 2021, ISBN 978-88-249-5239-2. URL consultato il 29 maggio 2021.
  3. ^ a b Eurofestival a Rotterdam, su www.holland.com, 10 marzo 2020. URL consultato il 29 maggio 2021.
  4. ^ Gran Premio Eurovisione della canzone, su lanostrastoria.ch, 9 giugno 2017. URL consultato il 29 maggio 2021.
  5. ^ Marc Augé, Momenti di felicità, Raffaello Cortina Editore, 12 giugno 2018, ISBN 978-88-3285-023-9. URL consultato il 29 maggio 2021.
  6. ^ L'Europeo: settimanale politico d'attualità, 1979. URL consultato il 29 maggio 2021.
  7. ^ Vie d'Italia, 1967. URL consultato il 29 maggio 2021.
  8. ^ Coronavirus: annullato l'Eurovision Song Contest, in ANSA, 18 marzo 2020. URL consultato il 18 marzo 2020.
  9. ^ (EN) Kevin Lynch, Eurovision recognised by Guinness World Records as the longest-running annual TV music competition (international), in Guinness World Records, 23 maggio 2015. URL consultato il 18 marzo 2020.
  10. ^ Al via l'evento non sportivo più seguito del mondo, in AGI, 14 maggio 2019. URL consultato il 18 marzo 2020.
  11. ^ (EN) Finland wins Eurovision contest, in Al Jazeera, 21 maggio 2006. URL consultato il 18 marzo 2020.
  12. ^ (EN) Matthew Murray, Eurovision Song Contest - International Music Program, su museum.tv, Museum of Broadcast Communications. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2014).
  13. ^ (EN) ESC TV, su eurovision.tv, Unione europea di radiodiffusione. URL consultato il 18 marzo 2020.
  14. ^ Eurovision Song Contest, su www.youtube.com, YouTube. URL consultato il 18 marzo 2020.
  15. ^ (EN) Philip Laven, Webcasting and the Eurovision Song Contest, su ebu.ch, Unione europea di radiodiffusione. URL consultato il 21 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2008).
  16. ^ (EN) Joe Sommerlad, Eurovision 2019: What exactly is the point of the annual song contest and how did it begin?, in The Independent, 18 maggio 2019. URL consultato il 18 marzo 2020.
  17. ^ (DE) Eva-Maria Klapheck, Die Sprachenwahl beim Eurovision Song Contest und ihre Auswirkungen und Konsequenzen : Untersuchung zum Zeitraum 1999-2004, 2004.
  18. ^ Ermal Meta e Fabrizio Moro: a sorpresa cantano "Nel Blu Dipinto Di Blu" durante le prove dell'Eurovision, in Radio 105, 10 maggio 2018. URL consultato il 18 marzo 2020.
  19. ^ (EN) Eurovision 1978 Results: Voting & Points, in Eurovisionworld. URL consultato il 1º novembre 2018.
  20. ^ (EN) Celine Dion discusses Eurovision with Jonathan Ross, in wiwibloggs, 10 novembre 2013. URL consultato il 2 novembre 2018.
  21. ^ (EN) Eve Barlow, Viva la diva! How Eurovision's Dana International made trans identity mainstream, in The Guardian, 10 maggio 2018. URL consultato il 1º novembre 2018.
  22. ^ The end of a decade: Tallinn 2002 - Eurovision Song Contest Tel Aviv 2019, su eurovision.tv. URL consultato il 1º novembre 2018.
  23. ^ Eurovision 2020 in Rotterdam is cancelled, su youtube.com.
  24. ^ Eurovision, a Torino l'edizione del 2022, su lastampa.it.
  25. ^ (EN) Eurovision Liechtenstein: 1 FL TV will not debut in Eurovision 2019 - ESCToday.com, in Eurovision News, Polls and Information by ESCToday, 26 luglio 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  26. ^ Eurovision 2016: vince l'Ucraina, ma Jamala diventa un caso diplomatico. Justin Timberlake guest star - VIDEO - Musica, su ANSA.it, 15 maggio 2016. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  27. ^ eurofestival, Australia: Jessica Mauboy torna all'Eurovision con "We got love", su Eurofestival News, 8 marzo 2018. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  28. ^ (EN) Calls for Scotland to get its own Eurovision Song Contest entry, su HeraldScotland. URL consultato il 9 agosto 2018.
  29. ^ (EN) Anthony Granger, Faroe Islands: Wants To Participate In The Eurovision Song Contest, su Eurovoix, 10 giugno 2015. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  30. ^ (CA) Escòcia, Kosovo i altres vies de TV3 per accedir a la UER i Eurovisió, su ElNacional.cat. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  31. ^ (EN) Kosovo's RTK membership vote delayed until June, report claims, su ESCXTRA.com, 5 dicembre 2018. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  32. ^ ESC 2015 - Niente più penali in caso di ritiro, in Eurofestival Italia, 6 luglio 2014. URL consultato il 2 novembre 2018.
  33. ^ Dove si terrà l’Eurovision 2022: il contest torna in Italia con la vittoria dei Maneskin, su Il Riformista, 23 maggio 2021. URL consultato il 23 maggio 2021.
  34. ^ (EN) This is how Eurovision's voting system works, in The Independent. URL consultato il 3 novembre 2018.
  35. ^ Eurovision 2020 in Rotterdam is cancelled, su Eurovision.tv, 18 marzo 2020. URL consultato il 18 marzo 2020.
  36. ^ Executive Supervisor - Eurovision.tv, su eurovision.tv.
  37. ^ a b c The Eurovision Song Contest, su imdb.com, 29 marzo 1969. URL consultato il 27 giugno 2016. Ospitato su IMDb.
  38. ^ a b c d e f Eurovision Song Contest 1972 - Eurovision Song Contest, su eurovision.tv, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  39. ^ a b c d e Recalling Sweden's first staging of the contest in 1975, su eurovision.tv, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  40. ^ Eurovision Song Contest 1981 - Eurovision Song Contest, su eurovision.tv, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  41. ^ Eurovision trivia (PDF), su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 27 giugno 2016.
  42. ^ Eurovision Song Contest 1978 - Eurovision Song Contest, su eurovision.tv, European Broadcasting Union. URL consultato il 27 giugno 2016.
  43. ^ Itamar Barak, EBU press conference about the contest's future, su esctoday.com. URL consultato il 23 novembre 2013.
  44. ^ Eurovision Song Contest 2004, su eurovision.tv, EBU. URL consultato il 9 novembre 2009.
  45. ^ Eurovision Song Contest 2018, Elina Nechayeva un vestito da 65.000 euro, foto, video - VelvetStyle, su velvetstyle.it. URL consultato il 9 agosto 2018.
  46. ^ (EN) Eurovision recognised by Guinness World Records as the longest-running annual TV music competition (international), in Guinness World Records, 23 maggio 2015. URL consultato il 7 agosto 2018.
  47. ^ Eurovision Song Contest awarded Guinness world record - Eurovision Song Contest Lisbon 2018, su eurovision.tv. URL consultato il 9 agosto 2018.
  48. ^ Ascolti TV Eurovision Song Contest, in Eurofestival News. URL consultato il 7 agosto 2018.
  49. ^ Eurovision Song Contest 1974, su eurovision.tv (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2011).
  50. ^ Eurovision, la Turchia: "Non torneremo in gara, ci sono personaggi come Conchita Wurst", in Eurofestival News, 5 agosto 2018. URL consultato il 13 settembre 2018.
  51. ^ (EN) Romanian public TV to see huge funding increase, su The Calvert Journal. URL consultato il 2 gennaio 2019.
  52. ^ "1944", il brano ucraino che ha vinto l'Eurovision fa insorgere la Russia, su Rolling Stone Italia, 16 maggio 2016. URL consultato il 2 gennaio 2019.
  53. ^ Eurovision 2018, regolamento più rigido per le tv dopo il caso Samoylova, in Eurofestival News, 31 luglio 2017. URL consultato il 7 agosto 2018.
  54. ^ (EN) EBU statement on Belarusian participation, su eurovision.tv, 26 marzo 2021. URL consultato il 25 maggio 2021.

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