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Euridice (ninfa)

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Euridice
Euridice morsa dal serpente, di Joseph Edgar Boehm
Nome orig.Εὐρυδίκη (Eurydíkē)
Lingua orig.Greco antico
Caratteristiche immaginarie
Specieninfa Driade
Sessofemmina
Luogo di nascitaTracia

Euridice (in greco antico Εὐρυδίκη?, Eurydíkē) è un personaggio della mitologia greca. Fu una ninfa Driade.

Il nome Euridice (in greco antico Εὐρυδίκη?, Eurydíkē) è un composto di origine greca formato dai termini εὐρύς (eurýs, "largo, vasto") e δίκη (díkē, "giustizia, giudizio"). Il significato complessivo del nome è stato interpretato in due modi principali dalla filologia moderna:

  • Secondo il linguista Albert Carnoy, il nome ha il valore di "largamente giusta" o "dalla vasta giustizia".[1]
  • Al contrario, secondo lo studioso Hans von Kamptz, l'unione dei due termini va intesa nel senso di "dal giudizio che si presenta da lontano" o "colei il cui verdetto si estende in lungo e in largo".[1]

Non sono noti i nomi dei suoi ascendenti.

Sposò Orfeo.[2]

Non sono noti i nomi di un'eventuale progenie.

Euridice fu una ninfa driade e la sua origine è legata direttamente alla natura e alle foreste della Tracia ed il suo mito è indissolubilmente legato alla sua tragica storia d'amore con il cantore Orfeo, incentrata sui temi della perdita, della discesa nell'Ade e del mancato ritorno dall'oltretomba.

La morte prematura

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Euridice ferita, olio su tela di Jean-Baptiste Camille Corot (1894)

Secondo la versione più celebre, tramandata da Virgilio, Euridice morì prematuramente mentre si trovava nei pressi di un fiume in Tracia. La ninfa stava fuggendo dai tentativi di seduzione di un pastore (di nome Aristeo) e mentre correva tra l'erba alta non si avvide della presenza di un serpente velenoso che le morse una caviglia, provocandone l'immediato decesso[3] ed il dolore per la sua scomparsa fu tale che le sue compagne, le Driadi, riempirono i monti della Tracia con le loro grida di lamento, alle quali si unì la natura stessa della regione.[3]

Ovidio scrive che Euridice fu morsa da un serpente mentre danzava insieme alle altre ninfe durante i festeggiamenti del suo matrimonio.[4]

La discesa di Orfeo agli Inferi ed il ritorno mancato

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Sconvolto dal lutto, il marito Orfeo decise di tentare un'impresa mai riuscita a un mortale e volle scendere nell'Ade per supplicare i sovrani del mondo dei morti, Ade e sua moglie Persefone di restituirgli la sposa. Questi acconsentirono ma imposero come condizione che Euridice avrebbe potuto seguire Orfeo sulla via del ritorno verso il mondo della luce, ma quest'ultimo avrebbe dovuto camminare davanti a lei senza mai voltarsi a guardarla fino a quando non fossero usciti completamente dalle porte del regno dei morti.[2]

Il viaggio di risalita si svolse nel silenzio, ma giunti quasi alla soglia della luce, Orfeo fu colto da un improvviso dubbio o da un impeto di impazienza amorosa e così dimenticando del divieto divino, si voltò per accertarsi che la sposa lo stesse effettivamente seguendo.[5] In quel preciso istante, l'accordo con le divinità svanì ed Euridice, pronunciando un addio disperato, fece ritorno e per sempre nelle tenebre dell'Ade.[3]

Euridice nell'arte

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Frontespizio dell'opera Euridice di Jacopo Peri
  • Orfeo ed Euridice, opera teatrale in musica rock di Nicola e Gianfranco Salvio 2007.
  • Hadestown, opera teatrale in musica folk di Anaïs Mitchell, 2010-2020.
  1. 1 2 Ezio Pellizer, Euridice (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, libro I, 3.2, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  3. 1 2 3 (EN) Virgilio, Georgiche, libro IV, 453, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  4. (EN) Ovidio, Metamorfosi, libro X, 1, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  5. (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro IX, 30, 6, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.

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