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Euphrasia

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Eufrasia
Euphrasia officinalis
(Eufrasia officinale)
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaOrobanchaceae
TribùRhinantheae
GenereEuphrasia
L., 1735
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
GenereEuphrasia
Specie

Euphrasia L., 1753 è un genere di piante angiosperme appartenenti alla famiglia Orobanchaceae[1], dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni e dai piccoli fiori labiati.

Il nome del genere (Euphrasia) venne introdotto per la prima volta da Linneo nel 1735 ed è derivato da un vocabolo greco "εuφροσύνη" il cui significato è pressappoco "ilarità" oppure "diletto, gioia". Qualche altro testo fa riferimento a una delle "tre Grazie" (celebrate nell'opera più conosciuta di Antonio Canova), chiamata appunto "Eufrosine", figlia di Zeus.[2]

Il portamento (Euphrasia alpina)
Euphrasia minima

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.

Le piante di questo genere sono definite "emiparassite": ossia vivono sulle radici di altre piante per prelevare acqua e sali minerali, pur essendo capaci di svolgere la funzione clorofilliana (al contrario delle piante "parassite assolute"). L'altezza di queste piante varia da pochi centimetri fin quasi a 50 cm. La forma biologica prevalente è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Altre specie hanno un ciclo biologico perenne. Le superfici delle piante possono essere sia pubescenti sia glabre.

Le radici in genere sono piccole e legnose.

I fusti sono eretti o eretto-prostrati e poco ramosi.

Forme di alcune foglie-brattee dell'infiorescenza
Le foglie in maggioranza sono sessili e sono disposte in modo alternato nella parte basale, e in modo opposto nei pressi dell'infiorescenza (in questo caso sono delle brattee). In genere la dimensione delle foglie basali è minore di quelle verso l'infiorescenza. Il margine è sempre dentato (pochi denti per lato, più uno apicale). I denti possono essere acuti, aristati o più o meno lobati. La forma delle foglie è molto variabile: ovale, ellittica, lanceolata o lineare. La pagina inferiore è quasi sempre percorsa da grossolane nervature. Entrambe le pagine sono verdi, quindi svolgono la normale funzione clorofilliana.

Infiorescenza

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L'infiorescenza (Euphrasia tatrae)

L'infiorescenza è formata da fogliose spighe terminali di pochi fiori. Questi sono disposti in modo sessile all'ascella di brattee che in genere sono poco differenziate dalle foglie. Anche queste foglie-brattee sono dentate.

I fiori(Euphrasia salisburgensis)

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calicecorollaandroceogineceo). Il colore è: bianco, lillacino, violetto, giallo o purpureo con striature longitudinali generalmente violacee più scure e una macchia chiara o gialla al centro della corolla.

X, K (4), C (2+3), A 2+2, G (2) (supero), capsula[3]
  • Calice: il calice, gamosepalo a forma tubulosa-campanulata, ha quattro denti (tetramero) che sono divisi più profondamente nella parte mediana che in quella laterale.
  • Corolla: la corolla, pentamera (a cinque lobi), simpetala, è bilabiata; il labbro superiore ha una forma che ricorda un elmo con un orlo spesso rivolto all'indietro; il labbro inferiore è a tre lobi anch'essi con i bordi smarginati e a loro volta divisi in due lobi. La corolla è priva di sperone, sacco o gozzo. I due labbri formano un angolo più o meno retto.
  • Androceo: gli stami sono quattro didinami (due lunghi e due corti); sono inseriti nel tubo corollino, in particolare ascendono sotto il labbro superiore della corolla. Le antere sono conniventi e hanno una loggia portante un cornetto allungato. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia[4].
  • Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario supero biloculare (derivato dai due carpelli iniziali). Lo stilo è unico lievemente più lungo degli stami ed è inserito all'apice dell'ovario; lo stimma è capitato.

Il frutto è del tipo a capsula deiscente. La forma è oblunga, cavato-compressa e contiene diversi piccoli semi striati. La capsula può essere cigliata oppure no.

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

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Il genere Euphrasia è distribuito in Europa, Asia settentrionale e Nord America; le sue specie preferiscono climi freddi e temperati delle regioni extratropicali. Comprende circa 170 - 350 specie di cui almeno 18 sono presenti nella flora spontanea italiana.

Delle 16 specie spontanee della flora italiana 12 (a parte le sottospecie) vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine[5].

SpecieComunità
vegetali
Piani
vegetazionali
SubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpina
E. alpina10alpinoSiacidobassoseccoF5CN TO AO VC NO SO BG BS TN BZ
E. cisalpina14collinare
montano
SiacidobassoseccoF2 G1 I2NO
E. cuspidata3collinare
montano
CabasicobassoseccoC4BL UD
E. hirtella10subalpinoCa/Si SineutrobassoseccoF5tutto l'arco alpino
(escl. BL UD)
E. micrantha12montano
subalpino
SiacidobassomedioF2 F4 G1 I1CN TO (al confine)
E. minima10subalpino
alpino
SiacidobassomedioF5 G1tutto l'arco alpino
(escl. VA CO)
E. pectinata9collinare, montano
subalpino
Ca Ca/SineutrobassoaridoF2 I1CN AO BG BL
E. picta
subsp. arguta
11collinareCa SineutromedioumidoF3 F7TN BL UD
E. picta
subsp. picta
11montano
subalpino
Ca SineutrobassoumidoF3AO VC NO BS TN BZ BL UD
E. portae10montano
subalpino
Ca SibasicobassoseccoC3 F2 F5CO TN BZ BL UD
E. officinalis
subsp. campestris
9montanoCa SineutrobassomedioF3CN TO AO
(al confine)
E. officinalis
subsp. monticola
11montano
subalpino
Ca SineutrobassoumidoF2 F3AO NO SO TN BZ BL UD
E. officinalis
subsp. pratensis
11collinare, montano
subalpino, alpino
Ca SineutrobassoumidoB2 B6 E1 F3tutto l'arco alpino
(escl. VA CO BG BL)
E. salisburgensis10collinare, montano
subalpino, alpino
Ca Ca/SibasicobassoseccoF2 F5tutto l'arco alpino
E. stricta9collinare, montano
subalpino
Ca SineutrobassoseccoC3 F2 F5tutto l'arco alpino
E. tricuspidata3collinare
montano
CabasicobassoseccoC2 C3BG BS TN BZ BL UD
Legenda e note alla tabella.

Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e torbiere; 14 = comunità forestali

Ambienti: B2 = ambienti ruderali, scarpate; B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; C4 = campi solcati; E1 = paludi e torbiere basse; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F7 = margini erbacei dei boschi; G1 = lande e popolamenti a lavanda; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie

La famiglia Orobanchaceae è una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie[4][6][7], distribuite in tutti i continenti.

Il genere Euphrasia comprende oltre 200 specie[1]

Lo stesso argomento in dettaglio: Specie di Euphrasia.
Cladogramma del genere

La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[8]) assegnava il genere alla famiglia Scrophulariaceae mentre la moderna classificazione APG[9] lo assegna alle Orobanchaceae, tribù Rhinantheae[6].

Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico[10] la famiglia Orobanchaceae è composta da sei cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Euphrasia si trova nel penultimo clade più interno (relativo alla tribù Rhinantheae) insieme ai generi Bartsia, Lathraea, Rhinanthus, Rhynchocorys, Parentucellia, Odontites, Tozzia e Melampyrum. Nella ricerca citata il genere Euphrasia risulta "gruppo fratello" dei generi Odontites, Parentucellia e di alcune specie del genere Bartsia. Sempre secondo questa ricerca il genere è monofiletico. Il cladogramma a lato, tratto dalla ricerca citata e semplificato, mostra la struttura filogenetica relativa ad alcune specie di Euphrasia.

Sezioni del genere

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Di seguito sono elencate alcune sezioni del genere Euphrasia[11][12]:

  • Sect. Anagospermae (Hook.f.) W.R.Barker
  • Sect. Atlanticae Pugsley
  • Sect. Australes (Benth.) Jorg.
  • Sect. Cuneatae W.R.Barker
  • Sect. Eueuphrasia Wettst.
  • Sect. Euphrasia
    • subsect. Angustifoliae (Wettst.) Jörg.
    • subsect. Ciliatae Jörg.
  • Sect. Lasiantherae W.R.Barker
  • Sect. Malesianae W.R.Barker
  • Sect. Novaezeelandiae (Du Rietz) W.R.Barker
  • Sect. Pauciflorae W.R.Barker
  • Sect. Phragmostomae W.R.Barker
  • Sect. Scabrae (Du Rietz) W.R.Barker
  • Sect. Striatae (Du Rietz) W.R.Barker

Delle sezioni precedenti, due sono utilizzate da Sandro Pignatti nella sua "Flora d'Italia" per dividere le specie spontanee del territorio italiano:

La separazione tra questi due gruppi però non è ben definita in quanto esistono diversi ibridi.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Le proprietà farmacologiche di queste piante (derivate soprattutto dalla medicina popolare antica) sono tutte riconducibili a un'unica specie: Euphrasia rostkoviana chiamata comunemente "Eufrasia officinale". Il nome di Euphrasia officinalis dato inizialmente da Linneo sembra sia in realtà un nome collettivo di varie specie affini e poco distinguibili (attualmente è considerata una denominazione ambigua). In effetti la variabilità delle specie del genere Euphrasia è molto marcata creando non poche difficoltà ai vari botanici intenti a dividere tassonomicamente le varie specie.
Per questa specie e quindi per tante altre specie simili dello stesso genere sono indicate fin dai tempi antichi le seguenti proprietà curative[13]: tonica (rafforza l'organismo in generale), digestiva, astringente (limita la secrezione dei liquidi), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e vulneraria (guarisce le ferite).
In particolare l'Euphrasia rostkoviana era considerata tonico-risolutiva e rafforzativa della memoria nonché oftalmica[2]. A questo proposito sembra che gli estratti di questa pianta possano alleviare le infiammazioni della congiuntivite e blefarite[13].

Un rapporto[14] dell'Agenzia Europea per i Medicinali classifica le proprietà astringenti e anti-infiammatorie dell'Euphrasia come solo ipotizzabili e la sua efficacia basata solo sulla tradizione. Per questo motivo, vista la mancanza di studi clinici, il suo utilizzo terapeutico in ambito oculistico viene sconsigliato.

  1. 1 2 (EN) Euphrasia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20 ottobre 2025.
  2. 1 2 Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 186.
  3. Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 22 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  4. 1 2 Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Vol.2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  5. AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.
  6. 1 2 Orobanchaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 20 ottobre 2025.
  7. (EN) Accepted genera of Orobanchaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20 ottobre 2025.
  8. (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
  9. (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  10. Jonathan R. Bennett & Sarah Mathews, Phylogeny of the parasitic plant family Orobanchaceae inferred from phytochrome A (PDF), in American Journal of Botany, 93(7), 2006, pp. 1039–1051. URL consultato il 13 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  11. Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh)[collegamento interrotto], su 193.62.154.38. URL consultato il 27 agosto 2009.
  12. IPNI Database, su ipni.org. URL consultato il 28 agosto 2009.
  13. 1 2 Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato il 22 agosto 2009.
  14. Assessment report on Euphrasia officinalis L. and Euphrasia rostkoviana Hayne, herba (Pagina 13) (PDF), su ema.europa.eu. URL consultato il 29 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2018).
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 186.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 580-585, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 244-254.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 852, ISBN 88-7287-344-4.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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