Euoplocephalus tutus

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Euoplocephalus
Euoplocephalus TMP 1991.127.1.tif
Cranio dell'esemplare TMP 1991.127.1
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Famiglia † Ankylosauridae
Sottofamiglia † Ankylosaurinae
Genere Euoplocephalus
Lambe, 1910
Nomenclatura binomiale
† Stereocephalus tutus
Lambe, 1902
Sinonimi
  • Stereocephalus tutus Lambe, 1902
Specie
  • Euoplocephalus tutus
    Lambe, 1910

L'euoplocefalo (Euoplocephalus tutus Lambe, 1902) era un dinosauro corazzato vissuto nel Cretaceo superiore (dal Santoniano al Maastrichtiano, 84,9 - 70,6 milioni di anni fa) in Alberta e in Montana.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Euoplocephalus" deriva dal greco antico e significa "testa ben corazzata".

Un anchilosauro ben conosciuto[modifica | modifica wikitesto]

Lungo circa 6 metri e pesante circa 3 tonnellate, questo dinosauro è stato descritto per la prima volta da Lawrence Lambe nel 1910 ed è forse il più conosciuto tra i dinosauri corazzati, o anchilosauri. Il genere Euoplocephalus consta in tutto di una quarantina di ritrovamenti più o meno completi. Uno scheletro eccezionalmente ben conservato, anche se privo del cranio, è stato studiato nei dettagli negli anni settanta e ottanta, e ha permesso di descrivere con accuratezza l'anatomia e la morfologia della corazza di questi dinosauri. Fino ad allora, infatti, regnava una gran confusione nella classificazione degli anchilosauri anche per la scarsa conoscenza delle caratteristiche armature.

Confusione sui resti fossili[modifica | modifica wikitesto]

Semianelli e osteodermi di E. tutus

L'esemplare in precedenza era noto come Scolosaurus cutleri, ma durante la revisione degli anni settanta è apparso chiaro che apparteneva alla specie E. tutus. Il cosiddetto "Scolosaurus" era raffigurato con il corpo pesante schiacciato contro il terreno, la testa priva di armatura e con una doppia fila di puntali lungo il dorso che raggiungevano un'altezza considerevole nella zona del bacino, mentre la mazza caudale era armata con due ulteriori spuntoni. In realtà sulla coda forse non era presente alcuna spina supplementare, e il corpo era tenuto ben sollevato dal terreno; la testa, ben conosciuta in altri esemplari, era dotata di quattro brevi "corna" difensive e di un'intelaiatura di placche fuse insieme. È noto che anche le palpebre erano ossificate, a garantire una totale protezione dell'animale quando questo teneva gli occhi chiusi. Strutture simili sono note anche nel nodosauride Pawpawsaurus.

Un'altra specie[modifica | modifica wikitesto]

Mazza caudale di E. tutus

Altri resti fossili sono stati attribuiti a un'altra specie di Euoplocephalus, ma attualmente sono ritenuti appartenere a un genere a parte: Dyoplosaurus acutosquameus è ritenuto possessore di una mazza caudale priva di spine e con puntali sulla schiena meno alti (Arbour et al., 2009). Sembra inoltre che l'euoplocefalo avesse sviluppato un proprio sistema di masticazione del cibo particolarmente efficace, in modo del tutto diverso da quello adottato dai ceratopsi e dagli iguanodonti.

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