Eugenio Maurizio di Savoia-Soissons

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Crown of a Count of France (variant).svg
Eugenio Maurizio di Savoia
Eugen Mauritz, 1635-1673, hertig av Savoyen-Carignan - Nationalmuseum - 15842.tif
Conte di Soissons
Stemma
In carica 1656 –
1673
Predecessore Tommaso di Savoia
Successore Luigi Tommaso di Savoia
Nome completo Eugenio Maurizio di Savoia
Nascita Chambéry, 2 marzo 1635
Morte Unna, 6 giugno 1673
Dinastia Carignano
Padre Tommaso di Savoia
Madre Maria di Borbone
Consorte Olimpia Mancini
Figli Luigi
Filippo
Luigi Giulio
Emanuele Filiberto
Eugenio
Giovanna
Luisa
Francesca
Religione Cattolico

Eugenio Maurizio di Savoia (Chambéry, 2 marzo 1635Unna, 6 giugno 1673) fu capostipite del breve ramo Soissons di Casa Savoia. Valente comandante militare al servizio di Luigi XIV di Francia, fu padre del celebre feldmaresciallo Eugenio di Savoia. Fu inoltre marito di Olimpia Mancini, nipote dell'onnipotente cardinale Mazarino, primo ministro e tutore del giovane re francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano, padre di Eugenio Maurizio

Eugenio Maurizio nacque a Chambery il 3 maggio 1635, figlio terzogenito di Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano, e di Maria di Borbone-Soissons, dalla quale ricevette in eredità il titolo di conte di Soissons. Per parte di suo padre era nipote del duca Carlo Emanuele I di Savoia (1562-1630) e nipote del re spagnolo Filippo II, mentre attraverso la famiglia di sua madre era legato ai Borbone-Condé.

Sua sorella maggiore, Luisa Cristina (1627-1669) sposò nel 1653 il principe ereditario di Baden, Ferdinando Massimiliano (1625-1669), e fu madre dell'altrettanto celebre Turkenlouis, il margravio Luigi Guglielmo di Baden-Baden (1655-1707), nipote a cui Eugenio Maurizio fu sempre molto legato ed al quale trasmise la passione per le armi. Suo fratello maggiore, Emanuele Filiberto (1628-1709), dopo la morte del padre ereditò il titolo di principe di Carignano proseguendo la linea dei Savoia-Carignano dalla quale poi si origineranno anche i futuri re d'Italia.

Eugenio Maurizio, durante i primi anni di vita, soggiornò alla corte di Torino dove per lui si stava predisponendo la carriera ecclesiastica. Tuttavia, questo sforzo venne abbandonato nel 1656, dopo la morte del secondo fratello maggiore Giuseppe Emanuele (1631-1656). Alla morte del padre nel 1656, dalla madre ottenne il titolo di conte di Soissons (il quale era stato concesso ex uxor al padre) e si trasferì con lei in Francia, presso la corte di Versailles. Nell'eredità di sua madre, Eugenio Maurizio ottenne anche l'Hôtel de Soissons, fatto costruire a suo tempo da Caterina de Medici a Parigi, attuale palazzo della Borsa di Parigi. Dal cugino duca di Savoia ottenne il permesso quindi di fondate un ramo della casata dei Savoia-Carignano, i Savoia-Soissons.

La carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Principato di Carignano
Savoia
Armoiries Savoie-Carignan 1630.svg

Tommaso Francesco
Figli
Emanuele Filiberto
Figli
Vittorio Amedeo
Figli
Luigi Vittorio
Figli
Vittorio Amedeo II
Carlo Emanuele
Carlo Alberto
Figli
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Eugenio Maurizio come generale dell'esercito francese in una stampa d'epoca

Per l'alto lignaggio della sua nascita e per la sua distinta posizione come principe del sangue piemontese, nonché per i propri collegamenti coi Borbone, Eugenio Maurizio decise di intraprendere la carriera militare presso l'esercito francese e, grazie alla sua posizione a corte, ebbe una carriera rapida. Malgrado questo non parve particolarmente vessato in questa arte:

« Di natura pare che fosse mite, tutt'altro che complesso, non molto dotato intellettualmente, ma soprattutto era un soldato che temeva la battaglia e rifuggiva la gloria »

(Max Braubach[1])

Soprattutto nella prima parte della sua carriera militare, venne favorito fortemente dal cardinale Mazarino di cui sposò a Parigi il 21 febbraio 1657 la nipote Olimpia Mancini (Roma, 1640 - Bruxelles, 9 ottobre 1708).

I primi scontri nei quali ebbe modo di scendere in campo furono nell'ambito della guerra franco-spagnola (1635-1659), dopo la pace di Westfalia. Nel luglio del 1657 prese parte all'assedio di Montmédy. Il 18 novembre 1657 venne nominato colonnello generale delle truppe mercenarie svizzere e dei Grigioni al servizio della Francia (Compagnie de le Cents Gardes Suisses du Corps du Roi). Partecipò quindi all'assedio di Dunkerque (1658), alla conquista di Douai e Oudenaarde (1667) ed alla campagna della Franca Contea contro la Spagna. Divenne governatore del Borbonese e delle province di Champagne e Brie ed ambasciatore straordinario di Francia a Londra nel 1662 in occasione dell'incoronazione di Carlo II d'Inghilterra. Si distinse nell'esercito francese raggiungendo il grado di Luogotenente Generale (1672). Dal 1672 al 1678 fu impegnato nella guerra contro la Repubblica delle Sette Province Unite al fianco del maresciallo di Turenna a Charleroi. Turenne, col quale aveva già servito durante la guerra franco-spagnola, lo considerava uno degli ufficiali più capaci dell'esercito francese.

La morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Maurizio, mentre si trovava in campagna militare presso la città di Unna, in Vestfalia, venne stroncato da una febbre improvvisa nel giugno del 1673, ma corse pure voce che fosse stato avvelenato.[2] Al sentire di queste voci, Luigi XIV diede ordine che venisse eseguita un'autopsia sul corpo del conte di Soissons per accertarne le cause della morte, ma a detta dei medici che eseguirono l'operazione in lui non furono trovate tracce di avvelenamento. Nel 1679, nell'ambito dell'affare dei veleni, riemerse nuovamente la teoria dell'avvelenamento ma questa volta ne venne incolpata sua moglie Olimpia, la quale venne sospettata di averlo avvelenato a causa del peggioramento della loro relazione, motivo per cui la contessa venne costretta all'esilio.[3]

Il 23 luglio 1673 il suo corpo, dopo molteplici omaggi, venne infine sepolto nel mausoleo dei conti di Soissons, la Certosa d'Aubevoye presso Gaillon, mentre il suo cuore fu posto su richiesta di sua madre nel convento dei carmelitani di Parigi.[4]

Dopo la sua morte improvvisa e l'esilio della moglie, i suoi figli vennero affidati alle cure di Maria di Borbone-Condé con la quale poterono rimanere a Parigi. Alla morte gli successe il figlio Luigi Tommaso.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Olimpia Mancini, contessa di Soissons, ritratto di Pierre Mignard, 1700 circa.

Dalla moglie Olimpia, Eugenio Maurizio ebbe otto figli:

  1. Luigi Tommaso di Savoia (1657-1702), Conte di Soissons
  2. Filippo (1659-1693), abate, divenne noto col nome di "abate di Soissons"
  3. Luigi Giulio di Savoia (1660-1683), condottiero, divenne noto col nome di "Cavalier di Savoia"[5]
  4. Emanuele Filiberto di Savoia(1662-1676)
  5. Eugenio di Savoia (1663-1736), condottiero al servizio dell'Austria
  6. Giovanna di Savoia (1665-1705), divenne nota come Mademoiselle de Soissons
  7. Luisa Filiberta di Savoia (1667-1726), divenne nota come mademoiselle de Carignan
  8. Francesca di Savoia (1668-1671), divenne nota come mademoiselle de Dreux

Luigi Tommaso ereditò il titolo comitale continuando così la discendenza dei Savoia-Carignano-Soissons.

L'unione tra Eugenio Maurizio ed Olimpia Mancini aumentò ancora di più la sua considerazione presso la corte francese: nel 1658 accompagnò la famiglia ducale di Savoia ad un incontro col re di Francia a Lione. Grazie all'influente zio della moglie, il cardinale Mazarino, Olimpia ottenne del resto nel 1660 la nomina a dama di compagnia della regina Maria Teresa. Anche dopo la morte di Mazzarino nel marzo 1661, ad ogni modo, Eugenio Maurizio e sua moglie non persero il favore del re. Olimpia si legò ancora più profondamente al marito dal momento che, in tutti gli intrighi in cui ella venne coinvolta a corte, il marito la difese sempre e comunque, il che portò inevitabilmente ad un deterioramento nel rapporto con Luigi XIV. Quando infine Olimpia entrò in conflitto con Madame de Navailles, Eugenio Maurizio sfidò a duello il duca di Navailles e per questo il re si vide costretto a bandirlo brevemente da corte.

Un bando molto più lungo (aprile 1665 - autunno 1666) arrivò dopo che Olimpia si era intromessa nella relazione di Louise de La Vallière, allora amante del re. Eugenio Maurizio ottenne l'ordine "... se non ufficiale, perlomeno un segnale chiaro di ritirarsi con la moglie allo Champagne per adempiere al suo incarico di governatore della provincia.".[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Maurizio di Savoia Padre:
Tommaso Francesco di Savoia
Nonno paterno:
Carlo Emanuele I di Savoia
Bisnonno paterno:
Emanuele Filiberto I di Savoia
Trisnonno paterno:
Carlo II di Savoia
Trisnonna paterna:
Beatrice d'Aviz
Bisnonna paterna:
Margherita di Francia
Trisnonno paterno:
Francesco I di Francia
Trisnonna paterna:
Claudia di Francia
Nonna paterna:
Caterina Michela d'Austria
Bisnonno paterno:
Filippo II di Spagna
Trisnonno paterno:
Carlo V d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Isabella d'Aviz (1503-1539)
Bisnonna paterna:
Elisabetta di Francia
Trisnonno paterno:
Enrico II di Francia
Trisnonna paterna:
Caterina de' Medici
Madre:
Maria di Borbone-Soissons
Nonno materno:
Carlo di Borbone
Bisnonno materno:
Luigi di Borbone
Trisnonno materno:
Carlo di Borbone
Trisnonna materna:
Giovanna III di Navarra
Bisnonna materna:
Francesca d'Orléans
Trisnonno materno:
Francesco d'Orléans-Longueville
Trisnonna materna:
Jacqueline de Rohan
Nonna materna:
Anna di Montafià
Bisnonno materno:
Luigi di Montafià
Trisnonno materno:
Giovanni II di Montafià
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Giovanna di Coesme
Trisnonno materno:
Luigi di Coesmes
Trisnonna materna:
Anna di Pisseleu

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Braubach: Prinz Eugen von Savoyen, vol. 1, Monaco di Baviera, 1963, p. 27.
  2. ^ Franz Herre, Eugenio di Savoia, Milano, Garzanti Editore, 2001. ISBN 88-11-69311-X, p. 15
  3. ^ Piltz: Prinz Eugen von Savoyen: Biografie, Berlino, 1991, p. 15
  4. ^ Braubach: Prinz Eugen von Savoyen, vol. 1, Monaco di Baviera, 1963, p. 44 e seguenti.
  5. ^ Luigi Giuglio comandava un reggimento di dragoni austriaci e morì il 13 luglio 1683 a seguito delle ferite riportate combattendo contro i turchi a Petronel pochi giorni prima. Il 14 dicembre dello stesso anno il comando di quel reggimento, denominato Dragoni di Savoia, fu affidato al fratello Eugenio
  6. ^ Braubach: Prinz Eugen von Savoyen, vol. 1, Monaco di Baviera, 1963, p. 41.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred Ritter von Arneth: Prinz Eugen von Savoyen. Nach den handschriftlichen Quellen der kaiserlichen Archive. Band 1: 1663–1707. Neue Ausgabe. Braumüller, Wien 1864.
  • Max Braubach: Prinz Eugen von Savoyen. Eine Biographie. Band 1: Aufstieg. Oldenbourg, München 1963.
  • Karl Gutkas: Prinz Eugen und das barocke Österreich. Ausstellung der Republik Österreich und des Landes Niederösterreich. (Marchfeldschlösser Schlosshof und Niederweiden, 22. April bis 26. Oktober 1986). Niederösterreichisches Landesmuseum, Wien 1986, Template:Falsche ISBN.
  • Karl Gutkas: Prinz Eugen und das barocke Österreich. Verlag Residenz, Salzburg u. a. 1985, ISBN 3-7017-0428-7.
  • Georg Piltz: Prinz Eugen von Savoyen. Biografie. Verlag Neues Leben, Berlin 1991, ISBN 3-355-01192-4.

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