Eugenio Barba

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Eugenio Barba, 2015

Eugenio Barba (Brindisi, 29 ottobre 1936) è un regista teatrale italiano, una delle figure di spicco del teatro contemporaneo.

Noto come allievo ed amico di Jerzy Grotowski, fondatore e direttore dell'Odin Teatret, è ritenuto, insieme a Peter Brook, l'ultimo maestro occidentale vivente[1]. Barba ha modificato il concetto di lavoro dell'attore avviato dal regista polacco, attraverso una pratica teatrale che porta l'attore a contatto con la propria ricerca interiore. È vincitore del prestigioso Premio Sonning, riconoscimento tributato, tra gli altri, a Winston Churchill, Leonard Bernstein, Albert Schweitzer, Bertrand Russell, Niels Bohr, Alvar Aalto e Karl Popper.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Barba nacque a Brindisi nel 1936 da genitori originari di Gallipoli (in provincia di Lecce), paese dove crebbe e frequentò le scuole. Benché proveniente da un'abbiente famiglia borghese, la sua situazione socio-economica mutò drasticamente quando il padre, un ufficiale militare, fu ferito durante la seconda guerra mondiale e di lì a poco morì.

Intenzionato originariamente ad intraprendere il medesimo percorso lavorativo del padre, s'iscrisse, dopo aver completato gli studi superiori, presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli nel 1954, ma ben presto decise d'abbandonare il proposito di una carriera militare per dedicarsi ad altro. Nello stesso anno si trasferì in Norvegia, dove trovò lavoro come saldatore e marinaio, in modo da potersi finanziare gli studi presso l'Università di Oslo, dove conseguì la laurea in lingua francese, in letteratura norvegese e storia delle religioni.

Avvicinatosi al teatro già nel corso del soggiorno norvegese, nel 1961 decise di trasferirsi in Polonia per studiare regia teatrale presso la prestigiosa Scuola teatrale di stato di Varsavia, che lasciò però poco più d'un anno dopo per unirsi alla compagnia di Jerzy Grotowski, all'epoca capo dello sperimentale Teatr 13 Rzedow di Opole; Barba trascorse con Grotowski tre anni.

Nel 1963 si recò in viaggio in India, dove ebbe il suo primo incontro con il Kathakali, una forma teatrale sottovalutata in Occidente fino ad allora. Sul Kathakali, Barba scrisse un saggio che fu pubblicato in Italia, Francia, Stati Uniti e Danimarca. Il suo primo saggio, Grotowski alla ricerca del Teatro Perduto, fu pubblicato in Italia e in Ungheria nel 1965.

Quando ritornò ad Oslo, nel 1964, era intenzionato fermamente a diventare un regista teatrale professionista ma, poiché straniero, non fu ben accolto nella professione, ritrovandosi relegato dunque ai margini del mondo teatrale del paese scandinavo.[senza fonte] Inaugurò dunque un proprio laboratorio teatrale personale. Raccolse un gruppo di giovani che non avevano superato la prova di ammissione alla Scuola teatrale di stato di Oslo e, con essi, fondò l'Odin Teatret il 1º ottobre 1964. Il gruppo provava in un rifugio all'aria aperta. La prima produzione dell'Odin Teatret, Ornitofilene, dell'autore norvegese Jens Bjørneboe, fu presentata in Norvegia, in Svezia, in Finlandia ed in Danimarca. Dopo il successo di critica riscontrato in Danimarca, il gruppo fu invitato dal comune di Holstebro, una piccola città della costa nord-occidentale, a creare un laboratorio teatrale in loco. All'Odin Teatret furono offerti una vecchia fattoria ed un'esigua somma di denaro per potersi stabilire nel posto autonomamente. Da allora, Barba e i suoi colleghi hanno ad Hostelbro la sede della propria compagnia.

Spettacoli e pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Barba negli anni ottanta

Negli ultimi quarant'anni del Novecento Eugenio Barba ha diretto sessantacinque produzioni con l'Odin Teatret e il Theatrum Mundi Ensemble. Alcuni degli spettacoli hanno richiesto anche più di due anni di preparazione. Tra i titoli più noti ci sono Ferai (1969), Min Fars Hus (La Casa di Mio Padre o La Casa del Padre) (1972), Le Ceneri di Brecht (1980), Il Gospel Secondo Oxyrhincus (1985), Talabot (1988), Itsi Bitsi (1991), Kaosmos (1993) e Mythos (1998). Alcune delle produzioni più recenti sono Sale (2002), Grandi Città sotto la Luna (2003), Il Sogno di Andersen (2005), Ur-Hamlet (2006) e Don Giovanni all'Inferno (2006) in collaborazione con l'Ensemble Midtvest. Nell'ottobre 2006 con la partecipazione dell'attrice napoletana Alessia Mattia, in occasione del settantesimo compleanno del regista, l'Odin Teatret ha organizzato una serie di spettacoli e incontri in Puglia, tra Foggia e Lecce, provincia di origine di Barba.

Dal 1974 Eugenio Barba e l'Odin Teatret hanno trovato il modo di essere presenti in un contesto sociale mediante l'idea e la pratica del teatro come "baratto culturale", uno scambio attraverso una performance con la comunità e un luogo non fisico di dialogo e scambio tra diverse realtà. L'idea nasce durante il soggiorno dell'Odin Teatret in alcuni piccolissimi paesi dell'Italia meridionale, e soprattutto del Salento, tra cui Carpignano Salentino, per rispondere alla seguente domanda, posta dallo stesso Barba: "Cos'è un attore quando non ha con sé uno spettacolo?".

Negli ultimi anni l'Odin Teatret modifica per l'ennesima volta la propria impostazione: dopo anni di teatro laboratorio chiusi in una sala studio, e dopo i momenti del "baratto culturale" a Carpignano Salentino (Lecce), il gruppo gira per il mondo con spettacoli, performance-dimostrazioni e laboratori.

Nel 1979 Eugenio Barba fondò l'ISTA, la Scuola Internazionale di Teatro Antropologico, per approfondire pratica e pedagogia applicate alla performance. Ad essa aderiscono studiosi ed artisti di tutti i continenti e in essa dialogano attraverso le proprie arti e la propria pratica. L'ISTA è nell'elenco delle istituzioni segnalate da giornali dotti come The Drama Review, Performance Research, New Theatre Quarterly, Teatro e Storia e Teatrología. Tra le pubblicazioni più recenti, tradotte in molte lingue diverse, figurano La Canoa di Carta (Routledge), Teatro: Solitudine, Mestiere, Rivolta (Black Mountain Press), Terra di Ceneri e Diamanti. Il mio apprendistato in Polonia, seguito da 26 lettere di Jerzy Grotowski ad Eugenio Barba (Black Mountain Press) e, in collaborazione con Nicola Savarese, L'Arte Segreta dell'Attore e l'edizione riveduta e aggiornata: Un Dizionario di Antropologia Teatrale (Centre for Performance Research/ Routledge).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Barba è stato insignito di dottorati onorari dalle università di Århus, Ayacucho, Bologna, L'Avana, Varsavia, Plymouth (Regno Unito) e dell'Accademia delle Arti Performative di Hong Kong[2], oltre alla "Reconnaissance de Mérite scientifique" dall'Università di Montréal.

A Barba sono stati conferiti anche il Premio dell'Accademia Danese, il Premio della Critica del teatro messicano, il Premio Diego Fabbri, il Premio Internazionale Pirandello, il premio Sonning dell'Università di Copenaghen, il Premio alla carriera del Film Festival Popoli e Religioni[3], il Thalia Prize.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
— Roma, 27 dicembre 2001[4]
Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma 2 giugno 2008[5]
Medaglia d'Oro Gloria Artis - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro Gloria Artis
— Breslavia 9 dicembre 2008[6]
Cittadinanza onoraria del Comune di Gallipoli - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria del Comune di Gallipoli
— 26 settembre 2014, castello angioino di Gallipoli
Premio Barocco - nastrino per uniforme ordinaria Premio Barocco
— 26 settembre 2014, castello angioino di Gallipoli

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2567182 · ISNI (EN0000 0001 0863 0769 · SBN IT\ICCU\CFIV\022764 · LCCN (ENn79134050 · GND (DE119215950 · BNF (FRcb124510023 (data) · BNE (ESXX985462 (data) · NDL (ENJA00511878 · WorldCat Identities (ENlccn-n79134050