Ettore de Sonnaz

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Ettore de Sonnaz
Ettore De Sonnaz.jpg

Ministro della guerra del Regno di Sardegna
Durata mandato 16 dicembre 1848 –
2 febbraio 1849
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Vincenzo Gioberti
Predecessore Alfonso La Marmora
Successore Alfonso La Marmora

Senatore del Regno di Sardegna
Durata mandato 3 maggio 1848 –
7 giugno 1867
Legislature dalla I
Incarichi parlamentari
Commissioni:
  • Membro della Commissione per l'esame della legge sul reclutamento militare (29 dicembre 1853)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sul Codice penale militare (21 gennaio 1856)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge per il trasferimento della marina militare da Genova alla Spezia (26 maggio 1857)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sulle servitù militari (7 aprile 1858)

Deputazioni:

  • Membro della deputazione per recare a SM la risposta al discorso della Corona (1849)
  • Membro della deputazione per ricevere in Genova la salma del Re Carlo Alberto (1849)
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Militare di carriera

Ettore Gerbaix de Sonnaz d'Habères (Thonon, 3 gennaio 1787Torino, 7 giugno 1867) è stato un generale e politico italiano, di origine sabauda, a capo dell'esercito sardo-piemontese, protagonista della prima guerra di indipendenza.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Militare di carriera, fu nominato luogotenente nel 1813 e capitano nel 1814 (nell'esercito napoleonico). Nell'esercito sabaudo fu creato maggiore (1821), luogotenente colonnello (1828), colonnello (1831), maggiore generale (1834) e luogotenente generale dal 1842 al 1848. Nella prima guerra di indipendenza fu Governatore e comandante generale della Divisione militare di Novara dal 9 febbraio 1848 al 19 agosto 1848.

La prima espressione della sua attitudine militare si ebbe - dopo le Cinque giornate di Milano e la fuga del maresciallo Josef Radetzky in direzione del Quadrilatero - già all'inizio della prima guerra di indipendenza, allorché si dice avesse suggerito un audace piano d'azione in occasione del Consiglio di Guerra del 4 aprile 1848, in totale contrasto con la prudenza che ispirava invece le mosse dello stato maggiore piemontese. La sua idea era cioè di «avanzare lungo il Po, aggirare la fortezza di Mantova, penetrare nel Veneto, collegandosi coi pontifici e facendo di Venezia la propria base di operazioni».[1]

Prevalse invece la tesi assai più cauta (e di fatto dannosa) di far attestare l'esercito piemontese sul medio Mincio per costringere l'esercito austro-ungarico del maresciallo Radetzky a far arretrare la propria retroguardia, ponendo così fine alle espropriazioni che consentivano all'imperial-regio governo di approvvigionare le sue fortezze del Quadrilatero.

A quell'epoca De Sonnaz era comandante del II Corpo d'armata sardo, mentre il I era affidato al generale Eusebio Bava, che a Governolo aveva colto un brillante successo grazie all'intrepida azione di bersaglieri, Genova Cavalleria e artiglieri, che però non aveva saputo impedire alle sue truppe di schierarsi su un fronte di circa 70 chilometri e di dividersi in due tronconi, uno intorno a Mantova e uno presso Verona, raccordati dalla sola cavalleria e dalla 2ª Divisione di riserva.
La sua personalità militare è controversa e non sempre giudicata positivamente dagli storici militari. A suo demerito, ad esempio, va ricordata l'inadatta condotta in occasione del "forzamento" del Mincio da parte austro-ungarica il 23 luglio che De Sonnaz credeva quanto mai improbabile.[2]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Senatore dalla I legislatura del Regno di Sardegna. Fu Ministro della guerra e della marina dal 16 dicembre 1848 al 2 febbraio 1849 e fece parte sia della deputazione per recare al sovrano la risposta al discorso della Corona nel 1849 sia di quella per ricevere a Genova la salma del re Carlo Alberto, sempre nel 1849.

Nominato Commissario straordinario per la Savoia dal 24 febbraio 1849, fu poi membro di svariate commissioni (per l'esame della legge sul reclutamento militare dal 29 dicembre 1853, per l'esame del progetto di legge sul Codice penale militare dal 21 gennaio 1856, per l'esame del progetto di legge per il trasferimento della marina militare da Genova alla Spezia dal 26 maggio 1857, per l'esame del progetto di legge sulle servitù militari dal 7 aprile 1858). Nel 1860 era il comandante operativo durante la battaglia di Mola. Fu anche Inviato straordinario presso l'imperatore di Russia il 24 luglio 1862.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sabaude[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 12 luglio 1831
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 15 dicembre 1843
Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 14 dicembre 1847
Milite dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Milite dell'Ordine militare di Savoia
— 12 giugno 1856
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 12 giugno 1856
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
— 14 giugno 1856
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 12 giugno 1856[3]
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 24 marzo 1858
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 25 novembre 1813
Cavaliere di IV classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di IV classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero russo)
— 5 novembre 1845
Medaglia commemorativa francese della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa francese della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana
Medaglia di Sant'Elena - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Sant'Elena

Incarichi di Governo[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna post 4 marzo 1848 - Regno d'Italia:

  • Ministro della guerra e della marina (16 dicembre 1848-2 febbraio 1849)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento. Guerre e insurrezioni, Torino, Einaudi, 1962 (II ed.), p. 201.
  2. ^ Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento. Guerre e insurrezioni, Torino, Einaudi, 1962.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento, Torino, Einaudi, 1962 (II ed.)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN316736513 · BNF: (FRcb121655144 (data)