Ettore Arrigoni degli Oddi

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Ettore Arrigoni degli Oddi
Carlo Ettore Arrigoni degli Oddi 1919.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIV, XXV
Sito istituzionale

Dati generali
Prefisso onorifico conte
Partito politico Popolare Italiano
Titolo di studio Laurea in Scienze naturali
Professione Docente universitario

Ettore Arrigoni degli Oddi (Ca' Oddo [1][2][3], 13 ottobre 1868Bologna, 16 febbraio 1942[4]) è stato un ornitologo e naturalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una nobile famiglia padovana, il giovane conte Ettore ereditò dal padre Oddo la passione per l'ornitologia. Prima ancora di intraprendere studi regolari in scienze naturali, si pose già all'attenzione degli studiosi del tempo per la minuziosa stesura della raccolta ornitologica di Francesco Gallo di Monselice (361 esemplari, appartenenti a 235 specie avicule italiane).[2] Nel 1889 si laureò in scienze naturali presso l'Università di Padova,[3] conseguendo cinque anni dopo la libera docenza di zoologia.[2]

Il suo primo notevole contributo alla bibliografia ornitologica italiana fu la pubblicazione nel 1902 dell'Atlante ornitologico. Uccelli europei con notizie d'indole generale e particolare presso l'Editore Ulrico Hoepli di Milano.[5] L'opera richiese all'autore 14 mesi di duro lavoro, fornendo però il primo testo in italiano sull'avifauna europea. Per poter rendere disponibile il lavoro ad un vasto pubblico, l'autore in accordo con l'editore, decisero di arricchirlo con 50 tavole cromolitografate su licenza di una casa editrice tedesca di Stoccarda.

Si trattava di tavole di buona fattura e di prezzo contenuto, ognuna raffigurava numerose specie di volatili. In Gran Bretagna si era da poca conclusa la pubblicazione della monumentale opera dell'ornitologo inglese Henry Eeles Dresser A History of the Birds of Europe (1871-1900) in 9 volumi e corredata da splendide tavole litografate e colorate a mano.[6] L'opera era molto costosa e un'operazione simile in Italia era improponibile e di ciò Arrigoni degli Oddi ne era ben conscio.

Nello stesso anno dell'uscita dell'Atlante, si sposò con la nobildonna toscana Marianna di San Giorgio,[7] nipote della marchesa Marianna Panciatichi Paulucci,[8] studiosa di malacologia e nota per le sue collezione naturalistiche, in particolare quella di uccelli venne aumentata, all'indomani delle nozze con la nipote, da Arrigoni degli Oddi, portandola a 1200 esemplari. Venne in seguito donata al comune di San Gimignano. Dopo lunghi viaggi di ricerca in Italia e in Europa, comparve nel 1904 il Manuale di Ornitologia italiana,[9] inserito nella celebre collana dei Manuali Hoepli.

L'opera ebbe subito un notevole successo per la ricchezza delle informazioni e il prezzo molto contenuto. Nel 1910 il conte fondò, insieme ad altri ornitologi (ricordiamo Francesco e Alessandro Ghigi), la famosa Rivista Italiana di Ornitologia. Allo scoppio della Prima guerra mondiale la bella villa di Ca' Oddo, dove il conte viveva,[10] venne destinata ad uso militare. A malincuore Arrigoni degli Oddi decise di trasferire la sua collezione di uccelli paleartici, di oltre mille specie, a Bologna. Nel 1913 il conte entrò in politica e venne eletto deputato,[4] carica che coprì fino al 1921. Abbandonata la vita politica tornò alla sua antica passione e nel 1926 pubblicò Testo esplicativo e illustrativo delle disposizioni vigenti in materia venatoria; il libro, di agile lettura, era destinato agli aspiranti cacciatori. Finalmente nel 1929 apparve a Milano per i tipi della Hoepli la sua opera più completa sull'avifauna italica, ancora oggi largamente consultata: Ornitologia italiana.

Vetrina situata in una delle sale riservate a Ettore Arrigoni degli Oddi (Museo civico di zoologia di Roma)

L'anno dopo, Arrigoni degli Oddi decise di donare alla Stato italiano la sua collezione ornitologica. In seguito confluì nel 1937,[11] insieme alla ricca biblioteca, al Museo del Giardino Zoologico di Roma, per volere della figlia Oddina. Furono questi gli anni più tristi e bui per il conte, il quale iniziò a peggiorare nella mente e nel fisico, finché si provvide a trasferirlo in una casa di cura a Bologna, dove morirà il 16 febbraio 1942.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La vastissima produzione del conte Ettore Arrigoni degli Oddi comprende oltre 200 pubblicazione tra articoli (molti quelli pubblicati nella Rivista Italiana di Ornitologia) e libri, ricordiamo le seguenti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ca' Oddo è un piccolo centro abitato a pochi chilometri da Monselice Scricciolo – Italian Ornithological Web Site, scricciolo.com. URL consultato il 9 maggio 2017.
  2. ^ a b c Ettore Arrigoni degli Oddi, Il Colombaccio. URL consultato il 9 maggio 2017.
  3. ^ a b Flaviano Rossetto, Poeti e scrittori che hanno scritto, vissuto o soggiornato a Monselice nei secoli scorsi (1200-1980), Ossicella.it. URL consultato il 9 maggio 2017.
  4. ^ a b Carlo Ettore Arrigoni Degli Oddi, Parlamento Italiano – Camera dei deputati. URL consultato il 7 maggio 2017.
  5. ^ Visualizzazione dell'opera: Atlante ornitologico. Uccelli europei con notizie d'indole generale e particolare, su Internet Archive. URL consultato l'11 maggio 2017.
  6. ^ Visualizzazione Vol. VI (EN) Henry Eeles Dresser, A History of the Birds of Europe – Vol. VI, Published by the author, 1781 - 1881. URL consultato il 10 maggio 2017.
  7. ^ Arrigoni degli Oddi, famiglia, SIUSA - Gli archivi della Toscana. URL consultato il 7 maggio 2017.
  8. ^ Miriam Focaccia, Panciatichi Ximenes D'Aragona, Marianna, su Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 80 (2014), Enciclopedia Treccani. URL consultato il 10 maggio 2017.
    «sposò il marchese Alessandro Anafesto Paulucci».
  9. ^ Visualizzazione dell'opera: Manuale di Ornitologia italiana, su Internet Archive. URL consultato l'11 maggio 2017.
  10. ^ Tratto da Ville venete: La provincia di Padova. Istituto regionale per le ville venete, Marsilio Editore, Villa Arrigoni degli Oddo, Ossicella.it – Eventi culturali monselicesi. URL consultato il 10 maggio 2017.
  11. ^ Aa.Vv., Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXIII/2009 - Associazione Amici dei Musei di Roma, a cura di Lucia Pirzio Biroli Stefanelli, Roma, Gangemi Editore, 2011, p. 191, ISBN 8849269404, OCLC 643582946.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXIII/2009 - Associazione Amici dei Musei di Roma, Gangemi Editore. URL consultato il 10 maggio 2017.

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